NO!PAZZIA INTERATTIVA


pubblichiamo la traduzione integrale di "Response to Practical Questions Raised by this Web Site" http://www.moshersoteria.com/mosher/response.htm , di Loren R.Mosher

che è una specie di risposta comulativa alle domande rivolte da familiari ed interessati a Loren R.Mosher, lo psichiatra creatore delle oramai famose "Cliniche Soteria" (in cui si sono guariti senza farmaci dei diagnosticati schizofrenici al primo impazzimento), recentemenmte passato a collaborare con organizzazioni antipsichiatriche di ex utenti, in particolare con SCI International. Circa appunto trattamenti di psicosi con poche od affatto medicazioni psichiatriche. (la nostra traduzione può contenere sviste, è disponibile volendo una versione con il testo origin. a fronte)


Risposta ad alcune domande di tipo personale che mi sono state rivolte al mio indirizzo web

Cari Signore e Signori,

Vi ringrazio per la Vostra richiesta di informazioni sui trattamenti delle psicosi con poche od affatto medicazioni psichiatriche. Presumo che mi abbiate contattato dopo aver trovato il mio sito sul web, o in seguito a raccomandazioni personali di chi ha letto una o l'altra delle mie pubblicazioni. Sfortunatamente, la struttura per il trattamento menzionata in molte delle mie pubblicazioni o nel sito web - la Soteria House - è chiusa. Attualmente non ci sono in America repliche di quella speciale situazione di trattamento mediante principi e ambiente socializzante. Ma può essere interessante sapere che il modello Soteria (e variazioni di esso) sta diventando disponibile nei paesi scandinavi, in Germania, in Svizzera.

I materiali presentati in questo sito (www.moshersoteria.com) chiariscono il mio punto di vista sull'uso e il mal-uso dei farmaci psicotropici, in particolare le cosiddette medicazioni con "neurolettici" o "antipsicotici". Questi farmaci, compresi anche i nuovi cosiddetti "atipici", hanno, come conseguenza del loro uso, seri "effetti collaterali" ed effetti tossici. Alcuni dei loro effetti tossici minacciano addirittura la vita (la sindrome maligna da neurolettici), mentre altri, come la discinesia tardiva e la demenzia tardiva, sono spesso irreversibili e causano una seria riduzione di funzionalità generale. Numerosi altri effetti tossici, sia fisici che cognitivi, si accompagnano a loro, sia se i farmaci sono utilizzati a breve che a lungo termine. Quindi, se possibile, appare prudente non fare uso di loro, o minimizzarne l'uso.

Purtroppo, molti psichiatri credono nel mito che questi farmaci siano l'unico reale trattamento per le "malattie mentali serie" (essi mostrano sì rispetto, ma non sincero, per gli interventi di tipo psicosociale) e che essi hanno ottenuto delle buone riuscite in pazienti che hanno ricevuto tali farmaci per lungo periodo. Molti studi mostrano che queste due convinzioni sono in realtà miti. In effetti i risultanti a lungo termine sia per un buon inserimento nella società che per vocazioni personali perseguite che per riduzioni di sintomi, sono probabilmente peggiori di quando questi farmaci ancora non c'erano. Però, dato che contraddicono il sistema delle convinzioni ora di moda, queste ricerche hanno avuto poco seguito e sono scoraggiate da chi fornisce finanziamenti e dagli editori dei giornali [tecnici medici].

Ancor peggio, è pratica comune oggi (ma per quanto io ritengo, molto discutibile) di dare a molti pazienti un "coctail", una combinazione, di differenti tipi di farmaci per cercare di trattare i molti diversi sintomi che ciascun paziente appare presentare - indipendentemente dai suoi problemi di vita. Sfortunatamente sia il tipo di problema che il tipo di trattamento non sono specifici. Perciò gli psichiatri cercano di "coprire tutte le possibilità" con i loro regimi di farmaci. Questa prassi non è mai stata sottoposta ad accertamenti clinici controllati e non esiste una evidenza scientifica credibile che il coctail possa avere efficacia nel trattare tutti i sintomi psicotici. Ogni farmaco aggiunto ha i suoi effetti collaterali e tossici e perciò espone il paziente ad un numero più grande di problemi dovuti agli effetti collaterali di ciascuna medicazione.

In aggiunta ai loro effetti di breve e lungo termine non desiderati, tutti i farmaci antipsicotici producono effetti di reazione alla dismissione [effetti e sintomi di deprivazione], sono effetti e sintomi che variano nel tempo, nella forma di attacco, in severità e tipo. C'è anche una grande variabilità da un individuo all'altro circa il se, il quando e il come i sintomi di deprivazione saranno avvertiti. Come regola semplice più a lungo i farmaci sono stati presi e a più alta dose e più grandi i sintomi di deprivazione si presenteranno alla dismissione. Non smettete il vostro farmaco di colpo né riducetelo troppo rapidamente, dato che ciò di solito aumenta le probabilità di sviluppare severi effetti di deprivazione. Un trattamento con pause oppure la riduzione della dose deve essere fatta non in fretta, e sotto il controllo di un medico competente ed attento - non necessariamente uno psichiatra. Dovete essere consapevoli che dai medici è generalmente considerato cattiva pratica professionale prescrivere (compreso anche prescrivere un regime di dismissione) a pazienti non visitati personalmente - eccettuato situazioni di emergenza. Perciò, dato che non sono il vostro medico personale, non sono in condizione di darVi un consiglio specifico su cosa fare su un farmaco che prendete o che vi è stato consigliato di prendere. Vi consiglio di trovare un dottore di Vostro gradimento e fiducia e di attuare con lui una relazione collaborativa in cui discutere la Vostra situazione e desideri. Secondo la mia esperienza è più facile che troviate un medico non-psichiatra bendisposto a considerare una terapia non continua o una riduzione di dosi, anziché uno psichiatra. Avete buone speranze di trovare un medico che vi darà l'informazione necessaria per poter prendere una decisione informata. Guardate con prudenza, invece, le informazioni fornite dalle industrie farmaceutiche, specialmente circa i loro nuovi prodotti "risolutivi". Una lista abbastanza completa delle reazioni da dismissione possibili da neurolettici, come pure un prudente programma di dismissione da intraprendere insieme con il vostro medico, è discusso in "Your Drug May Be Your Problem: How and Why to Stop Taking Psychiatric Medications," di Peter Breggin & David Cohen (PerseusBooks, 2000).

La mia convinzione personale circa gli psicofarmaci è che essi debbano essere evitati quanto più è possibile. Il mio approccio è prima di tutto [ri]stabilire un contesto di vita sociale sicuro e protettivo - preferibilmente nel luogo di residenza. Poi io metterei in atto un approccio psicoterapeutico - includendo se possibile la famiglia - basato sul capire e lo sviluppare, e trovare buoni aspetti, nella situazione data. Questo è facile a dirsi ma difficile a farsi in questi tempi di salute come affare, professionisti che hanno fatto pratica in corsi di solo conferenze, una mancanza di un gruppo di crisi locale mobile - non coercitivo, una mancanza di un posto comunitario sicuro (come Soteria House) e una rete di supporto - tutte le quali cose sdrammatizzano una crisi. Se per certe ragioni i farmaci sono necessari, e ne sono d'accordo tutte le parti, io inizierei con il più basso dosaggio possibile con il farmaco meno tossico e per il solo periodo di tempo necessario per raggiungere un determinato coimportamento. La più comune ragione che io ho trovato necessaria per usare medicazioni è stato quando non è stato possibile riunire abbastanza coadiutori [operatori] da assicurare la sicurezza di tutti. Malauguratamente i miei punti di vista non sono ampiamente condivisi dai miei colleghi psichiatri, né dalle compagnie farmaceutiche. C'è una ampia discussione sul perché i famaci debbono essere evitati se è possibile, e come debbono essere dati quando necessario, nel capit. 5 di "Is Psychotropic Drug Dependence Really Necessary?" of Mosher and Burti's "Community Mental Health: A Practical Guide" NY. Norton, 1994. Norton's phone order number is 800-233-4830. [trad. it. edit Feltrinelli ........]

Se siete coinvolti direttamente a causa di una improvvisa, severa crisi emozionale personale o familiare (comunque definita) non sono in grado di dirvi cosa fare perché né sono il vostro dottore né Vi conosco, nè conosco le risorse e le opzioni disponibili nella vostra zona. Ci sono comunque alcuni prioncipi generali che possono esserVi utili per prendere una decisione:

1. Tentare di rimanere in un ambiente quanto più possibile normale - a casa, a casa di un amico, oppure in una residenza apposita simile a una casa - anche se si deve essere sostenuti da coadiuvanti a pagamento. Tentare di usare risorse naturali quali la famiglia, gli amici, ecclesiasti ecc. quali aiuti che forniscono supporto e consigli di senso comune. Se sono necessari interventi di professionisti, essi dovrebbero venire dove siete. Tentare a tutti i costi di non arrivare ad una medicalizzazione, qualsiasi sia il "problema". Non permettere ai professionisti della salute mentale di togliervi il potere di controllare la vostra vita usando coercizioni. Il problema con il potere e l'autorità della psichiatrizzazione è che essa sopraggiunge con la pressoché inevitabile conseguenza dell'etichettamento, della stigmatizzazione, della discriminazione, della marginalizzazione. Una volta che siete stato diagnosticato, diventerà impossibile togliere tale diagnosi dalla cartella medica, indipendentemente dalla fretta con cui è stata emessa, e indipendentemente di quanto a distanza di tempo sarà considerata "corretta". Perciò sostengo: tentare di stare alla larga dal pronto soccorso e da ospedali a meno che non sia chiaro a tutti che il problema abbia una probabile origine fisica. Questo può essere stabilito chiamando il Vostro medico di base.

2. La maggior parte delle crisi hanno luogo in famiglia e nel contesto di storia familiare. Perciò il fuoco degli interventi deve essere la famiglia. Se si parte da questa concettualizzazione, diventa molto difficile stabilire chi, se qualcuno deve esserlo, debba essere medicalizzato. Personalmente non farei obbiezioni a medicare tutti quelli che, a causa della crisi, sono stati deprivati del sonno. Il farmaco di scelta in tali situazioni è il Benadryl, che si può ottenere senza prescrizioni [in Usa, equivalente ital. .... , ndt]. Altri tipi di sedativi debbono essere prescritti dal Vostro medico.

3. Gli interventi debbono essere focalizzati sugli eventi di vita correlati come tempi all'inizio della crisi - ad es. perdita di lavoro, rottura di una relazione, una morte, andati male a scuola, perdita della casa ecc., ecc. Ciascuna situazione è unica, perciò non c'è risposta unica alla domanda su cosa potrebbe essere sbagliato né su che cosa ci si dovrebbe focalizzare. Comunque è bene tener presente che quanto più normalmente una persona è trattata tanto più normalmente si comporterà. Inoltre una crisi offre opportunità di crescere e cambiare in una direzione positiva, di solito una crisi è autolimitata se non c'è una combinazione tale da rendere difficile tale risoluzione. Una delle mie maggiori obbiezioni all'uso dei farmaci antipsicotici nelle situazioni di crisi acuta è che essi sono così potenti soppressori del sistema nervoso centrale, che possono aver l'effetto di non rendere possibile una risoluzione autonoma della crisi.

Può non essere facile seguire i principi generali sopra abbozzati. Essi debbono essere considerati linee-guida probabilmente da aggiustare al particolare caso. Sono solo un promemoria di cui sono a conoscenza, secondo cui più o meno operano certi programmi terapeutici o alcuni gruppi di crisi (in Usa). Quasi di regola, quasi tutti i programmi di trattamento residenziale [in cliniche] si basano sull'uso di farmaci psicotropici - perciò vanno esclusi dalla lista. I normali gruppi di crisi sono di solito coercitivi e orientati a medicazioni. Vi spedirò, se me lo richiederete personalmente, una lista di programmi terapeutici [di privati e cliniche private] non richiedenti l'uso di farmaci psicotropici. Ugualmente Vi spedirò materiale stampato sui miei lavori se mi manderete l'indirizzo di posta normale.

Voi, la Vostra famiglia, o una situazione curativa o associazione, potrete contattarmi per prendere appuntamento per una consultazione personale, circa le questioni che avete posto, al sottostante indirizzo, email, telefono, fax. [vedi indirizzi nel sito d'origine ]

Sinceramente

Loren R. Mosher , Dottore in Medicina


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