di Sally Clay
(seconda parte)
In quegli anni, era il 1962, il movimento dei Diritti Civili non si era espaso fino alla comunità nera del Sud. Ma io ero stata ben cosciente delle implicazioni della Risoluzione Brown del 1954 quando ero nelle prime classi delle scuole superiori. E ora, ascoltando la musica americana, comprendevo bene limportanza dei diritti civili, non solo per gli americani africani, ma per tutti. Libertà significa ladempimento della nostra visione comune di americani, adempimento ancora inevaso ad eccezione che nei film e nella musica. La liberazione finale si evolverà da una forma di spiritualità interamente nuova, del tipo in qualche maniera collegato alla saggezza dei "blues". La spiritualità si rende conto della sofferenza ma aggiunge ad essa lenergia e il potere della speranza. Si può udire questa saggezza negli artisti jazz contemporanei. La musica sarà la chiave per la rivoluzione che sta per sopraggiungere.
La musica americana più popolare non è del tutto sullamore romantico, però esprime un apprezzamento spirituale della donna. Le canzoni che ascoltavo sembravano designare limportanza di un certo tipo di donna, una che non si basa sulle concezioni standard di femminilità, ma che ritiene importante lamicizia. Penso a questo proposito specialmente alla canzone "My Gal Sal" [La Mia Ragazza Sale /salata/sapiente ndt]. Queste intuizioni mi spaventarono, perché mi trovai proprio io designata come la "nuova donna" invocata dalla musica. Ero io il "Sale" che compariva così di frequente nelle vecchie canzoni? E cosa questo significava? Ero io il Cristo?
Non mi piaceva affatto questa conclusione. Al pensiero di una tale responsabilità, la mia chiarezza si dissipava, sostituita da una nera angoscia. Dovevo andare così lontano da essere caricata dal peso incredibile ed impossibile dellintero mondo? Era un pensiero mostruoso. Ridicolo. Come potrei essere il Cristo? Se io fossi Cristo, dovrei guarire le persone, che non ho mai fatto. Se fossi il Messia, dovrei parlare con Dio, ma la mia attuale esperienza a mala pena includeva lidea stessa di Dio.
Le rivelazioni che avevo sperimentato erano venute fuori agili; sembravano semplici, anche ovvie. Ma avevo già scoperto che le intuizioni così chiare per me lasciavano del tutto insoddisfatti i miei amici. Questo di ora significava che ero chiamata ad insegnare ad altri? Fui presa dal panico. Per alcuni assennati minuti, spensi il grammofono e sedetti in silenzio. Guardai intorno nella mia stanza. Il silenzio mi diceva, come Febo:
Il tuo desiderio è pericoloso
Perché chiede troppo, ben oltre le tue forze,
O di chiunque. Il tuo è destino di mortale;
Quel che tu vuoi, o incoscientemente tenti, di fare,
Può sperare solo un talento divino, o potere, o arte.
Ricominciai ad ascoltare dischi, Charlie Mingus; prestando attenzione al dolore e al potenziale spirituale espresso nei "blues" del jazz e nei "roots" della musica gospel. Ad emozioni scoperchiate, tutte le mie pene sgorgavano in superficie. Ad un disco con accordi e ritmi, mi vidi di fronte i miei conflitti irrisolvibili vittima delle lotte fra i miei genitori, una outsider e straniera in società, una ricercatrice di spiritualità che ha raggiunto impreparata letà adulta. Spensi tutte le luci nella stanza ad eccezione di una piccola lampada imperniata vicino il giradischi. Condussi me stessa sulla musica, a conoscere quello che il musicista stesse esprimendo come sentimento più profondo. Quando uno gridò, "Io so! Io so!", io compresi. Fu un essere consapevole di una pena dal profondo, una saggezza che superava la comune conoscenza che avevo prima. Fu una afflizione e una preghiera primordiale. Tramite lo sgorgare della mia pena personale sentii e compresi la sofferenza di tutta lumanità.
Fu una saggezza che non era soltanto etnica o americana o del ventesimo secolo. Lemozione grezza evocata dalla musica raggiunse il nucleo di quel che è sia umano e divino. Esprimeva sia la sofferenza che il trascendere la sofferenza. Questa sofferenza era la verità comune a tutta lumanità e il coraggioso "io so!" gridato al centro della pena era quel che può redimerci, che può trasformare la sofferenza nel trionfo dello spirito. Ad un certo momento del primo pomeriggio incominciai a comprendere che, sebbene potevo essere il cristo, stava per sopraggiungere il tempo di un grande risveglio spirituale, in cui tutte le persone potrebbero essere chiamate ad essere il cristo, se appena ce ne fossimo accorti. Questa consapevolezza sopraggiunse ma come un conforto ed una apprensione insieme.
A questo punto incominciai ad avere una intuizione, come un messaggio senza parole. Non udii voci né identificai messaggeri, tuttavia linformazione venne a me come proveniente da una sorgente esterna. Dapprima sedevo sul pavimento vicino al mio letto, ad ascoltare questa intuizione-messaggio. Seppi così che era in corso la fine del mondo. Ma non sarebbe stata una cosa violenta né una eliminazione come pensiamo di solito. Lilluminazione che sperimentai diventerà ben presto manifesta nella realtà di tutti i giorni. Sarà negli eventi ordinari e nei dettagli della vita che la verità che percepii sarà rivelata agli altri. Niente nella vita di tutti i giorni e nemmeno negli eventi del mondo sarà materialmente differente, tuttavia ogni cosa sarà cambiata. Tutto lordinario diventerà magico e noi vivremo in un nuovo mondo.
"Perché dovrei raccontare questo?" Mi domandai in silenzio. "Nessuno mi crederà quando racconterò quel che so."
Ora mi sembrava che i messaggi provenissero non da una sola sorgente ma da un gruppo di patriarchi da proprio sopra il mio letto. "Questa è la maniera in cui i profeti della bibbia hanno ricevuto i loro messaggi," essi mi dicevano, pure essi silenziosamente. "I profeti ed altri sono stati perseguitati per quel che essi credevano. Ma essi hanno parlato con noi, anche. Sono passati proprio attraverso quel che tu stai attraversando ora."
Fui quindi informata che ci sarà molta resistenza in questo paese a questa nuova rivoluzione, ma che unarmata di cavalieri si formerà in Inghilterra e attraverserà loceano per portare il messaggio. Questo mi rassicurò un poco; finalmente mi misi a letto cercando di ottenere un po di ore di sonno.
Ma fui incapace di dormire a lungo. Mi svegliai poche ore dopo, eccitata circa la fine del mondo, che pensavo sarebbe avvenuta ben presto. Volevo fare la mia parte, anche ancor più ero curiosa di vedere cosa sarebbe successo a tutte le persone, quando ciascuno sarebbe diventato cristo. Accesi la mia radio ma fui stupita di scoprire
che la verità universale era, proprio così, trasmessa in forma di rock and roll.
Saltai fuori dal letto, non preoccupandomi di cambiare i vestiti con cui avevo dormito e che stavo indossando da parecchi giorni. Chiamai un taxi e presi il treno per New York City. La stazione Grand Central appariva come un vasto sottoterra, un Inferno simbolico da cui io e i miei compagni, cioè gli altri passeggeri, si emerge e rinasce. Studiavo tutte le facce intorno a me nelle strade di New York, guardando se Cristo e trovandolo ora in questa faccia ora in quella. Il mio cuore si gonfiava damore per queste persone. Ritengo che parlai con un certo numero di loro. Ma la verità era che non avevo dormito abbastanza e incominciavo ad essere esausta e distrutta. Stavo anche diventando sempre più agitata a causa dellimminente fine del mondo, diventavo anche molto confusa.
Quando tornai indietro al college quella notte, mi sedetti di nuovo sul mio letto e accesi la radio. Trasmettevano alla radio tutti i messaggi già da me ricevuti la chiamata di una nuova donna, la profezia di una nuova era, il trascendere la sofferenza tramite i blues. Cera anche un importante collegamento con affari in mostra. Quando passai ad ascoltare musica, gradualmente persi il contatto con quel che mi circondava, entrai in uno stato di energia premente. La nuova era cera già! Racchiusi me stessa in questa fantasia; ma sapevo nello stesso momento che qualcosa era sbagliato.
Qualcosa sbagliato perché non ero stata capace di comunicare con i miei migliori amici. Avevo bisogno di conferme che il miracolo fosse avvenuto, ma nonostante la mia giornata in città fosse stata incoraggiante, non avevo visto annunci sulle testate dei giornali. Il filo sottile di onestà che avevo mantenuto tra me stessa e le mie percezioni stava impercettibilmente svanendo. Nella sequenza frenetica di messaggi e rivelazioni successive, ora accettavo qualsiasi cosa subito come vera alla lettera. Non avevo capito che le profezie e i messaggi psichici sono sempre rivelati fuori del contesto convenzionale di tempo e realtà misurabile. Essi diventano attuali solo quando avvengono nel tempo e sulla terra. Perciò adesso la chiarezza rilassata che mi aveva reso vigile e consapevole, si girava invece verso unansia aggressiva, si induriva in fissazioni. Ero determinata a tener ferme le mie visioni spirituali ad ogni costo; perfino, se qualcuno le spegneva, al costo di perdere la mia umanità.
Restai sveglia tutta la notte, seduta o sdraiata sul letto ascoltando notiziari alla radio. Il mio umore vacillava tra una speranza incondizionata e neri presagi, mentre interpretavo il rock and roll in termini di archetipi. Arrivavo sempre alla conclusione che una rivoluzione spirituale stava per cominciare, insieme ad una mia intimorente missione come Cristo o "nuova donna". A me, la musica popolare si rivelava come nientaltro che preghiere per un destino comune. Ma ora, invece di stare ad ascoltare la musica con la mia solita confidenza, ero ossessionata dalla musica, le sue parole mi inseguivano fino a tirannizzarmi. La mia mente si imballava su di esse, concependo scenari sempre più bizzarri per levento spirituale, che sarebbe avvenuto ad un determinato esatto momento. Non volevo perdere la sfida o lasciar passare quel momento.
La mia mente divenne un guazzabuglio di frasi musicali e messaggi provenienti da sorgenti esterne. Di più in più disperata e timorosa, riguardavo il mio ruolo come cristo. Persi qualsiasi traccia del tempo; ora i pochi giorni successivi mi appaiono come pozze scure in un oceano di confusione che ruggiva e rombava come un tifone. Nella novella di Fetonte, il ragazzo perde il controllo dei cavalli impetuosi galoppanti attraverso il cielo. Egli perde le redini, il suo carro fiammeggiante sbanda nei cieli, incendiando qualsiasi cosa nel suo cammino. La Terra stessa brucia, tutta la creazione è minacciata. Fetonte perde il controllo anche di sé stesso:
Il carro è incandescente sotto i suoi piedi, incenerisce,
Accecato da tizzoni volanti,
ha addosso una cappa grigia di fumo e in quella oscurità
non trova più la direzione né nessun
potere di guidarsi fuori verso nessun posto.
Fu mandata una assistente sociale [ndt: infirmary nurse: una specie di tutore-infermiere nei colleges studenteschi] alla mia stanza a persuadermi a vedere lo psichiatra della scuola. Questultimo lavevo già conosciuto e trovato essere un pesce freddo ignorante dei bisogni e delle passioni di una donna giovane. Lassistente sociale era ancor più sbrigativa, tra laltro era presa bruciata dal terrore di aver a che fare con uno studente che fosse "andato oltre lultimo fondo". Una donna di mezza età ben curata, non poteva capire la combinazione di disperazioni e convinzioni che muovevano la mia mente e il mio corpo. Lei tentò di ragionare con me, inconsapevole che già il suo linguaggio e contegno erano per me una provocazione, impersonava la stessa forma mentale convenzionale che, dal mio punto di vista, mi aveva condotto come prima causa alla disperazione.
Ci guardavamo lun laltra con mutuo orrore, come un cristiano gettato in pasto ai leoni; io ero come un nobile ma atterrito animale caduto in trappola. Tutta lenergia primordiale che ancora avevo era accordata ad un concentrato di me stessa al centro del mio corpo: scattai. In breve, colpii lassistente rincorrendola nella stanza, gettandola oltre la scrivania. Lei inciampò sui suoi piedi o una simile disavventura; alcuni mesi dopo seppi che le avevo rotto un braccio.
Alla fine, non potei più a lungo mantenere il punto stabile denergia che mi aveva sostenuto per giorni nonostante il pochissimo dormire. Qualcosa in me cedette e il peso di tutto lo scuro universo mi cadde sulla testa. Mi racchiusi come in una caverna, schiacciata da tonnellate di vuoto nero sulla testa. Non potevo più stare né in piedi né seduta, così mi ripiegai sul mio stomaco coprendo la testa con le mani. Una oscurità di piombo mi pressava dietro cosicché non potevo muovermi; provai una pena un orrore insopportabili. Sotto questo oscuro peso pervadente, ero diventata muta.
In questo mio silenzio timoroso, immagini fosche vennero a me come al rallentatore. Di nuovo scorsi un gruppo di messaggeri che si libravano sopra di me, che tentavano di dirmi qualcosa che però non ero in grado di udire. La loro presenza era ansiosa e pesante. Quel che ricevevo ora da loro era un ammonimento ed un castigo, un deprimente poscritto alle rivelazioni che avevo beneaccolte quando la luce era chiara e luminosa. Ero costretta ad ascoltare.
Qualcosa nella mia miracolosa visione del "nuovo mondo" era incompleto e prematuro. Prima che avvenisse la fine del mondo, sarei stata chiamata a soffrire per un grosso affare e per lungo tempo. La sofferenza sarebbe stata così grande che io ne sarei risultata umiliata e ridotta. La miseria e la pena così persistenti che la mia esperienza spirituale, così impulsivamente beneaccettata, difficilmente sarebbe sopravvissuta.
Altre immagini mi vennero rivelate. Esse s
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(stiamo traducendo, terza ed ultima parte a settembre)
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