LE REDINI DEI CAVALLI IMPETUOSI di Sally Clay parte III (fine)
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Altre immagini mi furono rivelate. Esse venivano e svanivano rapidamente, così non ho avuto la prontezza di interpretarne il significato. Ancor meno ho avuto il coraggio di chiedere chiarimenti ai messaggeri su ciò che mi stavano mostrando. Ero così infelice di aver udito che il mio destino personale era di soffrire, da star a guardare altro. Il mio grande avvenimento mi era infatti ora rivelato come solo il primo passo in un itinerario di dispiaceri a cui non potevo sottrarmi. Ero stata ingenua a supporre che una consapevolezza di cristo potesse fluire via senza intoppi.
Ricevetti visioni incomprensibili di risveglio spirituale e sociale in America e di un mondo ridimensionato da lutti prematuri e conflitti insensati. Questa visione era posta sopra un quadro base che includeva tutte le mie rivelazioni visionarie della spiritualità negra, della musica americana, del ruolo della industria dello spettacolo, finanche il movimento del "new world". Non compresi queste profezie, che inizialmente mi sembrarono rappresentare morti di individui di un determinato tipo.
Mi apparvero anche grandi immagini di guerra e di morti in guerra. Esse erano però indefinite, tranne che sembravano presagire barriere insormontabili allo sviluppo spirituale. Queste ed altre immagini o messaggi, andavano e venivano nella mia mente affatto chiara e io gradualmente precepitavo sempre più nell'avvilimento e nella infelicità. Giacevo prona ed immobile, finalmente incapace non solo di muovermi ma nemmeno di pensare.
Fetonte, spargendo fiamme nell'aria infuocata,
Si dirigeva verso terra attraverso il cielo sereno,
Come una stella che non dovrebbe cadere, tuttavia appare cadere
Verso il largo orizzonte nell'aria quieta.
Poche notti dopo, udii un rude bussare alla porta. Quasi immediatamente, alcune persone irruppero in modo rude nella stanza, parlando tra loro. Catturai solo punte e frammenti della loro conversazione:
"E' questa la ragazza?"
"Tu tieni le braccia, io prendo i piedi."
"Attenti a quella sedia"
"Va bene, siete pronti?"
Ci fu un po’ di tramestio, mi ritrovai tenuta da rozze mani per i bracci e le gambe, fui tirata bruscamente per i piedi. Le mie ginocchia furono bloccate e ci fu una terza coppia di mani che mi sostenevano in piedi. Non riconoscerei nessuna di queste mani, ma intravedei una coppia di camici banchi.
"Okey, pronti?, tu prendi il braccio sinistro"
Ora le mie braccia erano tenute da un uomo ciascuno; la tenuta era stretta; l'uomo che aveva preso il braccio sinistro lo girò indietro finché gridai per il dolore. Ci fu altro tramestio e tirare e compresi che essi stavano forzando qualcosa su entrambi i miei bracci. Era una camicia di forza. Finalmente capii cosa mi stava capitando. Mi stavano trattando come una persona impazzita, il tipo di cosa che ogni umano teme di più, l'ultima umiliazione. Provai a gridare a protestare, a dir loro che non avevo fatto del male a nessuno. Ma essi erano troppo occupati a manovrare, a borbottare, a venire a capo dei lacci della costrizione. Il davanti della camicia di forza mi stringeva duramente sul torace, i miei bracci erano incrociati l'uno sull'altro in modo teso e doloroso. Ero di nuovo un animale in trappola e questa volta la trappola era reale.
Qualcun altro afferrò i miei pantaloni e li spinse giù sulle ginocchia. Sentii una puntura brusca sulla mia natica sinistra; seguita quasi immediatamente da un'altra sulla natica destra. Era la Torazina. Un'ondata di nausea venne sopra me; la stanza galleggiava, le voci recedevano come in un sogno. Fui consapevole di essere trascinata fuori giù nell'ingresso e gettata in una barella, dove fui legata. Fui anche vagamente cosciente di altri studenti, molti dei quali miei amici, che guardavano giù verso me, seguendo la barella con gli occhi mentre senza indugio ero carrellata fuori dal dormitorio studentesco verso il parcheggio antistante.
"Essi mi hanno fatto questo di fronte a tutti i miei amici" Pensavo abbattuta prima di essere caricata sull'ambulanza.
Da quel momento calò il buio. Non ritornai cosciente che alcune settimane più tardi, in un ospedale per malati mentali. Mi risvegliai intontita e ubriaca da 1200mg di Torazina. Lo psicofarmaco aveva fatto il suo lavoro, per la mia cavalcata con i cavalli impetuosi; la mia allegrezza di navigare nel cielo, mi appariva distante e irreale. Potevo ricordare appena cosa fosse accaduto, quando ci riuscii mi vergognai di aver creduto in quella beatitudine e sperato in tale liberazione. Il reame della consapevolezza totale si era rinserrato.
Quando Fetonte perse il controllo, la Terra gridò forte, oltre sopra i suoi fiumi che cuocevano e le foreste incenerite; Giove in persona la udì. Egli sprigionò tutto il suo potere, dal cielo colpì Fetonte con un fulmine. Come scrive Ovidio: " Il fulmine di Giove spense il fuoco con un fuoco più grande." Non è, penso, una coincidenza che il nome del farmaco Torazina significa "tuono". Deriva da Thor, il dio nordico che, come Giove, era il dio dell'autorità su tutte le persone. La Torazina è il farmaco che sradica il regno della consapevolezza totale come effettivo, come la folgore di Giove che uccise Fetonte.
La morte di Fetonte non è la fine della storia. Gli dei furono sconvolti dalla sua morte violenta. Sua madre permase malata, le sue due sorelle furono così piene di pena che si tramutarono in alberi che piangono ambra. Nel suo dolore, un ammiratore di Fetonte sconvolto si tramutò in cigno. Perfino la Terra lamentò la morte di Fetonte. Suo padre pianse e rimproverò Giove per il suo uso brutale del potere. Febo disse:
“Che sia qualcun altro a guidare il carro che porta la luce!
E se nessuno si presta, se tutti gli dei riconoscono di non esserne capaci,
Che li guidi Lui! Così almeno, occupato a provare le mie redini,
Lascerà stare una buona volta i fulmini che ammazzano i figli alla gente.
Allora si accorgerà, constatando direttamente le furia dei cavalli dai piedi di fuoco,
Che non merita di morire chi non riesce a guidarli bene!”
Per me, essere tirata giù a forza dalla mania fu una specie di morte. Io sono sempre stata ammalata per la visione di luce chiara, per la perdita di qualcosa che sapevo importante. Sapevo bene che le mie esperienze erano spirituali, adesso capisco che esse includevano anche molto di psichico e/o di profetico. Guardando indietro alla mia prima esperienza, capisco che avevo presagito non solo il sorgere del Movimento dei Diritti Civili e la rivoluzione degli anno 60. Ebbi anche indizi di disastri politici quali la Guerra del Vietnam e gli assassini di Kennedy, Luther King e altri leaders. Presagii la successiva demoralizzazione di tutto il nostro paese. Sapevo del sorgere del femminismo e della ascensione della musica rock come agente di mutazione mondiale.
Nelle esperienze successive, continuai a credere nella venuta di un nuovo mondo. Molto prima che i Nativi Americani incominciassero a essere considerati nostri insegnanti, io presagii che essi ci avrebbero guidato. Quindici anni prima che il comunismo cadesse, sapevo che il cambiamento del mondo sarebbe incominciato dal cuore della Russia. Ero in comunicazione con gli spiriti antichi dell’Africa e non fui sorpresa di vedere le popolazioni native nella disperazione. Sapevo che migliaia di loro sarebbero balzati dalle loro spiagge nell’oceano, tentando di raggiungere l’America. Ora con la guerra e la fame in Africa e in Haiti, non trovo più queste immagini così sorprendenti.
Nel 1981 comunicai con extraterrestri. Un gruppo mi rivelò che faceva il giro del sole ogni 11 anni e mi invitarono ad andare a stare con loro. Accettai e raccolsi poche cose da portare con me – la Bibbia e un po’ di fotografie. Allora i viaggiatori spaziali mi inviarono un messaggio dicente che il loro pianeta originale era stato ridotto ad una arida terra desolata, che non sapevano se io sarei stata bene con loro. Ugualmente io volevo andare. Aspettai tutto il pomeriggio sulla porta, ma essi non si fecero vedere.
Che significa tutto questo? Da una parte è chiaro che la pazzia non è senza senso. Uno stato mentale estremo apre spazi di coscienza che non sono usualmente accessibili. Ma più spesso che no, questo avvenimento è come aprire il vaso di Pandora o prendere le briglie dei cavalli come Fetonte – il risultato è spaventevole. Ancora, questa esperienza contiene una miniera di tesori come anche mine distruggenti. Dopo tutto, se Fetonte avesse avuto successo, avrebbe imparato a guidare i cavalli impetuosi del sole. Se fosse riuscito a completare l’itinerario, avrebbe raggiunto la saggezza di Apollo – il dono della profezia e la gloria della luce. Avrebbe imparato i misteri della musica e della poesia. Conosciuto l’arte del guarire.
Quando il corpo di Fetonte cadde giù dal cielo, atterrò lontano dall’Europa, in qualche parte ad Ovest. Fetonte fu teneramente seppellito da ninfe d’acqua, che posero una lapide in memoria. Il messaggio sulla lapide suona strano adesso, è come una canzone di adolescenti degli anni 60. Si legge:
QUI GIACE FETONTE
CHE GUIDO’ IL CARRO DI SUO PADRE,
SEBBENE FALLI’ ROVINOSAMENTE,
TUTTAVIA E’ STATA UNA IMPRESA GRANDIOSA.
BIBLIOGRAFIA
Khachö Wangpo (1980). The Rain of Wisdom. Vajra Songs
of the Kagyü Gurus. Boulder & London: Shambhala.Ovid (1958). The Metamorphoses. Horace Gregory, trans.,
New York & Scarborough, Ontario: Viking.[Ovidio: Le Metamorfosi (molte traduzioni italiane dal testo latino)]
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[Permesso accordato da Sally Clay a No!Pazzia per questa traduzione italiana; tutti i diritti restano a Sally Clay]