Mia Principessa - di Giuseppe Caporusso
Giuseppe Caporusso <pino300500@msn.com> ci invia da Bologna il racconto sottoriportato, con la nota esplicativa: ".. recentemente mi è scomparsa una mia carissima amica che avevo conosciuto presso una casa di "cura mentale" dove eravamo ricoverati. La sua scomparsa è per me causa di grande dolore, ma anche di grande fiducia,verso il nostro bellissimo mondo ghettizzato del quale sono molto orgoglioso di farne parte ... . Il racconto verrà distribuito a 1 euro e l'intero ricavato andrà per l'adozione e il mantenimento a distanza di una bambina in Kenya [iniziativa a Bologna - e altrove dove si aderisca ]".
A mia principessa
Febbraio-aprile 2001
Questa è la storia di due ragazzi della nostra città,bologna,due ragazzi della nostra età,due giovani diversi, due personaggi unici,due ragazzi ke si adoravano,due ragazzi diversi da voi.
Entrare nella villa per lui,era una kosa strana,insolita,nessuno dei suoi amici ke konosceva ci era mai entrato,nessuno ci avrebbe voluto entrare,ma non lo aveva deciso lui era stato forse il destino,la sorte,ke avrebbe permesso al giovane di inkontrare la sua
Princessa.
Era una villa grande a due piani,in san mamolo,nella parte di bologna ke si kollega ai kolli,dicevano ke per "rinsanarsi" bisognava respirare aria sana e lassu' nel cuore di bologna,in quella via era pieno di belle ville piene di gente,giovane e meno giovane e ciascuna di queste persone ke abita nelle ville vi posso assikurare ke ha una storia partikolare,una vita singolare,una storia fantastika da rakkontarvi,basta solo avere due orekkie per sentire, due okki grandi per immaginare e un kuore pieno di sincerità,gli abitanti delle ville sono unici kome lo è la loro vita.
Lui era un abitante del primo piano mentre lei era già residente del sekondo,bastava salire le skale e ci si poteva inkontrare,kiakkerare,kantare,mangiare e fumare una sigaretta.
Lui non parlava kon nessuno,non riusciva a parlare,aveva appena subito qualkosa ke se ve lo rakkontassi non ci kredereste,lei al sekondo piano girava sempre kon un'amika una biondina,erano sempre insieme,passeggiavano al mattino e al pomeriggio andavano verso il bosko a prendere fiori,anke lui avrebbe voluto uscire dalla villa per fare semplicemente la kosa ke ama piu' al mondo,kamminare,ma a lui non era koncesso uscire solo e doveva aspettare l'arrivo nel pomeriggio della sua mamma solo allora poteva varkare il kancello e fare una passeggiata per via san mamolo prendere un panino,un fumetto,guardare la gente kamminare,salire in autobus,askoltare la gente diskutere di kalcio,kose normali ma ke a lui erano state tolte.Nella sera arrivavano i suoi amici e per lui era un momento bellissimo,di grande gioia,sono sikuro ke sia tornato tra noi grazie all'affetto della gente e alla sua grande voglia di vivere la giornata.Mentre gli amici di lui gli rakkontavano le avventure quotidiane del suo pikkolo paese di provincia lei guardava questa scena kon okki inkreduli non aveva mai visto tanto affetto per una persona.
Passarono i giorni lui mangiava poko,parlava meno e kamminava sempre avanti indietro per il korridoio del primo piano lei si andò a dokumentare ki fosse questo ragazzo,ke kosa avesse mai fatto,subito,ma non saprà mai la verità perkè certe kose è meglio ke rimangano segrete nel kuore della gente.
Lui non rikorda kome si sono konosciuti,di sikuro fu lei piu' espansiva ed estroversa la prima a rivolgere la parola e da quel giorno tra i due sarebbe nato qualkosa di uniko,d'immenso ke nemmeno il mare di notte kon il cielo koperto di stelle riuscirà mai a koprire questa bellezza,questo affetto,l'abbraccio piu' grande del mondo.
Mentre lui kamminava lei gli veniva sempre inkontro e lo kiamava sempre per nome,quello di battesimo,ed erano poki quello ke lo facevano, inkominciava a kantare e a stringerlo forte,sempre la stessa kanzone,le stesse parole,ke quei due ragazzi non dimentikeranno mai,versi d'amore,uniti da un abbraccio silenzioso e lungo intenso e passionale.
Ogni giorno quando si inkontravano ripetevano la stessa scena kome se la volta prima non fosse venuta bene e allora bisogna ripeterla.Non si parlavano lui in silenzio e lei kantava e quando veniva sera e lui non mangiava allora lei ad imbokkarlo e a fargli le kokkole e il kompagno di stanza di lui se la rideva senza naskondere ammirazione per questagiovane ragazza e prima ke venisse il silenzio della notte e lui si addormentasse lei andava sempre a kontrollare ke il suo sonno non fosse disturbato da nessun inkubo,lei kosi'piena di vita,lui ke si kiedeva per quale motivo fosse residente nella villa,ke kosa le fosse successo.Solo anni dopo lo imparerà ma a lui interessava poko il motivo,non aveva mai visto una persona kosi' vitale,un angelo ke kantava sempre,mai stanka,mai domo.
Le giornate erano molto monotone nella villa sveglia,kiakkere,pranzo,riposino,visite,cena,letto e kosi'via...Lui parlava kon la gente del primo piano si era molto affezzionato a queste persone e insieme askoltavano musika,passeggiavano,fumavano sigarette,parlavano invece lei stava kon quelli del sekondo piano i due ragazzi si vedevano ben poko,ma kome per inkanto arrivava lei kon la maglietta rossa dell'amore andava verso lui kon la tuta e il panino in mano inkominciavano a kantare la loro kanzone,d'amore,e si stringevano forte e non si lasciavano piu',ma proprio mai,kome se quell'abbraccio fosse infinito ke dovesse durare per sempre,eterno.
Mentre i giorni si susseguivano e la primavera arrivava questi due ragazzi si dovevano salutare lei sarebbe uscita dalla villa e sarebbe tornata alla sua vita,fuori da via san mamolo,sarebbe tornata al suo lavoro,dalla sua famiglia.
Si salutarono kon un bacio un abbraccio e una kanzone,la loro,quella della loro storia,non si fecero promesse perkè sapevano ke non le avrebbe mantenute era meglio lasciarsi kosi' kon un bellissimo rikordo,solo quelle persone ke hanno una grande sensibilità rieskono a sentire,a dare,a ricevere e a trasmettere agli altri emozioni straordinarie.
Lui di lei sapeva solo il nome,la sua città,il suo volto,il suo sorriso,la sua voglia di vivere e di evadere.
Lei di lui sapeva solo il nome,il suo volto,il profumo della sua pelle,era quello ke bastava.
Piu' tardi lei konfesso a lui ke aveva pianto molto per lui, pregato molto e ke avrebbe dato la sua vita x rivedere quel ragazzo guarito,vederlo sorridere,gioire,mangiare...
Lui avrebbe dato la sua kasa komunale e la makkina da demolire per rivedere quella ragazza,per konoscerla,per ringraziarla per uscire insieme,per kantare ankora insieme,per ridere...
(sei brani) segue: anna-seconda parte
diritti d'autore di Giuseppe Caporusso - Bologna 2003
(questo racconto, ci informa giuseppe caporusso, verrà distribuito stampato a 1 euro e l'intero ricavato andrà per l'adozione e il mantenimento a distanza di una bambina in Kenya.)