UNA TEORIA DELLA PAZZIA COME CONVINZIONE DI REALTA' MAGICA (abbozzo ; da Gilberto Nignoli http://web.tiscali.it/ninhol 1998) /ultima revis. 15 dic 99; nuova revisione ott. 2009
Il seguente abbozzo di teoria è fondato: A) sulla teoria esposta da Ernesto de Martino in "Il mondo magico"(cap. II ) riguardo la genesi e la consistenza di realtà delle convinzioni di tipo magico; in particolare De Martino sostiene la perdita esistenziale di sé "dell'esserci" dell'essere al mondo come causa precepitante verso convinzioni-realtà di tipo magico, crisi esistenziale che di fatto avviene quasi sempre per noi pazzi prima di precepitare nella pazzia. B) sui frequenti racconti di pazzi sulle loro esperienze e/o convincimenti di mondo magico; C) sul fatto che la maggior parte di tradizioni e racconti di tipo religioso o residui di tradizioni popolari di tipo magico, danno una valenza decisamente magica a "Voci" o "visioni" e che i pazzi notoriamente di tali esperienze, che siano chiamate allucinazioni o invece Voci e visioni fa poca differenza, ne hanno a josa; [anche D): se la teoria medica è effettivamente inconsistente, qualche altra teoria passabile ci deve essere per forza].
Secondo De Martino la realtà di una convinzione magica ha validità relativa alla cultura su cui si esplica, ma lì agisce è reale: ad es. in una cultura di tipo sciamanico-spiritista, gli spiriti effettivamente agiscono a guarire o dannare. Secondo De Martino una caratteristica necessaria della cultura che accetta la magia è la aleatorità della vita, il non essere l'esistenza mai certa, quindi il ricorso alla magia necessario. Non si tratta soltanto di convinzioni soggettive e suggestioni leggere: ad es. gli etnologhi riportano di persone morte in conseguenza della convinzione di essere colpiti da malocchio; nonché documenti e documenti di marce su pietre roventi senza scottarsi. Sempre secondo De Martino in una cultura di tipo europeo in cui l' "esserci" è di norma garantito non è possibile che una convinzione di tipo magico acquisti realtà, abbia forza effettiva, sia accettata ed agisca.
Sosteniamo nel presente 'abbozzo' che noi pazzi perdiamo inizialmente, a causa di motivi concreti personali, il nostro schema base di riferimento di valori, speranze, progetti: tutto è andato in crisi. Cioè perdiamo il nucleo concettuale ed esistenziale base dell'essere al mondo quale soggettivamente esperito, la concezione base di noi su noi stessi e sul modo di essere io al mondo, l' "Esserci" nella dizione della filosofia esistenzialista. Tentiamo di riscattarci da come è andato il passato, dagli errori che riteniamo di avere commessi; ma questo tentativo di riscatto è nel nostro caso trovato approdando ad un mondo di realtà magica, scoprendo mezzi magici nostri personali. Il nostro precedente scacco era estremo, proviamo con tutti i nostri mezzi di superarlo, è inevitabile ricorrere a mezzi o modi estremi. I mezzi e modi estremi sono quelli che sia la cultura che la natura umana hanno predisposto: la magia autoinganno o reale delle tradizioni popolari e religiose. La natura mentale-biologica propria dell'uomo contribuisce a fornire intuizioni illuminanti, allucinazioni ritenute segni o messaggi magici, probabilmente una attivazione di parti di sé, del corpo o del cervello che effettivamente nei momenti che c'è questa attivazione permette all'io di effettuare una autentica azione magica sul circostante. Se autoinganno totale o almeno in parte azione magica autentica, i posteri lo diranno.
In questo nostro tentativo pazzesco non concretizziamo niente perché [secondo De Martino, d'accordo con lui] il modo di riscatto - la magia - non è accettato in questa società in cui essendo l'esistenza ampiamente garantita, la magia non è accettata. Rimaniamo perciò prigionieri del mondo di realtà magica solo per noi reale, prigionieri della pazzia che è appunto questo vivere ed esperimentare una realtà prevalentemente solo nostra.
L'impazzimento quindi ha senso in sé, e la Pazzia è un processo che segue all'incirca il seguente percorso :
Tralasciando qui le vicessitudini pazzo si pazzo no con i familiari, i consigli di andare dallo psichiatra ecc che seguono a ruota, ricoverato o non ricoverato, psicofarmaci si o no,
Non si creda che questa convinzione di realtà magica sia totalmente una bufala, un abbaglio totale, perché non è così. Innanzi tutto i fatti di realtà magica o magico-religiosa veramente storicamente accaduti, sono quasi certamente molto più simile alle nostre esperienze, di noi pazzi, cioè esperienze più o meno 'allucinate', di quanto risulta dai racconti tramandati, sicuramente accresciuti e rigirati alla necessità del raccontatore; secondariamente ci sono autentici accadimenti di tipo magico nelle nostre esperienze giornaliere, per quanto molto semplici e non così importanti come narrano le tradizioni. In altre parole è convinzione di chi scrive che se ci sono stati mai nel passato fatti magici o magico-religiosi, sgrossato l'ingrossato, questi sono molto simili se non quasi identici a quelli vissuti da noi. Il fatto che su tali autentici piccoli fatti ci montiamo la testa fino a credere-sperare in grandi fatti, grandi come quelli tramandati, è il vero autentico nostro tallone d'Achille, il nostro consistente abbaglio. [.. insieme all'abbaglio-inganno della Cultura, sia popolare che religiosa ufficiale, di tramandarci per autentici, grandi quei fatti magico-religiosi del passato in realtà molto inferiori !]
In altre parole, contrariamente all'opinione europea corrente secondo cui solo i Santi hanno esperienze personali di tipo religioso o magico-religioso, noi sosteniamo che anche i pazzi hanno accesso diretto ad una realtà di tipo magico o magico-religiosa, per quanto molto meno imponente di quanto narrano le tradizioni.
Tuttavia quasi di regola noi pazzi non riusciamo ad utilizzare le nostre esperienze magico-religiose in un modo di operare altruistico e disinteressato come fanno i santi; quasi di regola ci montiamo la testa su queste esperienze, pretendendo a volte riconoscimenti ovviamente negati. Culture e tradizioni ad es. di tipo sciamanico, che sono meno altruistiche e più vicine al carattere di molti di noi, ci aprirebbero uno sbocco ad un mestiere concreto, ma non sono più in auge nella cultura europea [d'altra parte ad es. la medicina sciamanica è molto più debole di quella europea attuale, non avrebbe molto senso tentare di tornare indietro resuscitare tradizioni giustamente sepolte dalla storia sicuramente a causa di motivi validi].
Per i 'pazzi' che stessero leggendo queste note :
Attenzione! Purtroppo ci sono sia segni buoni che segni ingannevoli. Noi stessi inseguendo i nostri desideri in situazioni in realtà non favorevoli, confidiamo e speriamo troppo che la magia appena scoperta ci assista. Adottiamo spiegazioni troppo parziali come buone assolute, confidiamo troppo nei segni e segnali 'magici'. Suscitiamo così facendo una marea di segni e segnali spesso enigmatici contrastanti e contradditori. Non abbiamo una buona bussola per orientarci. Anzi non abbiamo affatto bussole ! Proprio in questo consiste la 'pazzia': essere caduti in un mondo nuovo in cui non abbiamo bussole valide. I nostri desideri, le nostre nuove e vecchie convinzioni, sono quasi sempre proprio i motori le macchine che ci conducono senza freni a precipizi. Precipizi e burroni sempre nuovi.
Segni buoni si impara a vederli, a distinguerli, solo dopo qualche anno. Dopo qualche anno che si impara anche a distinguere come secondari e fuorvianti le sensazioni e i segni erronei e fuorvianti, suscitati creati dai propri pregiudizi e dai propri desideri troppo irrealizzabili. Nonché soprattutto dal confidare troppo nella magia; nell'ingolfarsi nei troppi sgni e segnali.
Provo a dare qualche indicazione/bossole:
Parallelamente a questo processo 1-12, in cui l'"impazzito" precepita in una situazione/ convinzione/ realtà di mondo magico, all'esterno il mondo comune - i familiari i conoscenti gli psichiatri - va avanti su tutt'altro binario, almeno coscientemente. E è questa grossa divergenza che inevitabilmente emargina stigmatizza reprime l'impazzito. A sua volta l'impazzito tenta di reagire contro l'emarginazione, ma quasi sempre tenterà di farlo ricorrendo cercando mezzi magici. Che sono molto più deboli di quanto si spera. E così il cerchio di esclusione si rafforza ancor più, minacciamo sperando che la minaccia agisca, ci rinchiudono, ci drogano con farmaci debilitanti e disabilitanti ..
Questo è la pazzia, dunque sostanzialmente una convinzione profonda di realtà magica, in realtà poco magica, a cui il mondo esterno non crede, nient'altro, (gli psichiatri sono idioti!).
(E' possibile anzi probabile che preesistino situazioni personali o familiari predisponenti e/o -0 bis- attuali quali :
Quanto ad una supposta configurazione genetica causante, tutto è ancora anno 1999 da dimostrare.
Ugualmente ci sarà senz'altro :
Certamente queste tre sono cause di fondo, le vere cause di fondo . Ma tutto ciò non sminuisce l'importanza e l'unica attualità - soggettiva ma dal punto di vista personale anche l'unica, quindi oggettiva - del processo 1-12 ).
G.Nignoli versione del 15 dic, 1999
[seguito in Allucinazioni = Nodo Culturale ..]
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Riferimenti: Ernesto De Martino : Il mondo magico (1948) - attuale ediz. Bollati Boringhieri 1997
autore : GILBERTO NIGNOLI : Abbozzo di una teoria della pazzia come convinzione di mondo magico. Parte I .
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