E' di questi giorni la notizia di un possibile futuro impiego di un farmaco che cancellerebbe dalla mente i ricordi spiacevoli.
Tale notizia è stata divulgata sui telegiornali RAI e su vari quotidiani.
I favorevoli dicono che sarebbe utile per "ripulire" il cervello di
coloro che hanno subito traumi molto gravi, il cui ricordo è
fonte d'angoscia; gli sfavorevoli dicono invece che è un
ulteriore danno ad una persona già danneggiata che, priva
dell'esperienza negativa, non sviluppa le difese necessarie ed adeguate
ad evitare il ripetersi dell'evento.
Propendo per la seconda ipotesi perchè ne so qualcosa di tutto
ciò, avendo subito per mia sfortuna trattamenti tesi a provocare
amnesia.
Io lo chiamo lavaggio del cervello, voi come lo chiamate?
In definitiva questa storia dell'oblio non è per niente una novità, se non per i "normali" cittadini disinformati.
Vi riporto il testo dell'articolo, pubblicato su "La Repubblica".
Memoria, adrenalina, Oblio, propranololo... ed ecco la Pillola per Dimenticare (o tenere lontani i Ricordi - La Repubblica)
di Dr. Lapsus - mercoledì, 20 ottobre 2004, 11:18
(Questo è il testo che ho reperito, fa riferimento all'articolo
apparso su "La Repubblica, ma appartiene ad un certo Dr. Lapsus)
San Diego, gli scienziati che lavorano al farmaco anti-ricordi
si incontreranno per discutere i primi risultati della ricerca
Cancella amori falliti e violenze
Fa discutere la 'pillola dell'oblio'
Gli esperti: "Può permettere a chi ha vissuto traumi
di tornare a una vita accettabile". I detrattori: 'Assolve i criminali'
di ALESSANDRA RETICO
UNA 'pillola del giorno dopo' che cancella quello che non sarebbe
dovuto accadere: un lutto inelaborabile, una violenza, un trauma. Una
dose di dimenticanza da assumere per cancellare un evento e
anestetizzarne gli effetti emotivi. Un contraccettivo dell'anima che
renda infeconda l'esperienza del dolore. Da quando se n'è
iniziato a parlare, ormai da diversi mesi, il farmaco che cancella
dalla memoria le esperienze di sofferenza acute e sul quale un
prestigioso team di scienziati sta lavorando in tutto il mondo ha
assunto i nomi più diversi, da 'pillola dell'oblio' a 'pillola
dell'assoluzione'.
Comunque la si voglia chiamare, apprezzandone le possibilità
terapeutiche in quei soggetti che dopo vissuti drammatici come guerre o
stupri non riescono più ad avere una vita apprezzabile o se ne
condannino le possibili conseguenze come offrire a criminali vaccini
contro il rimorso, fatto sta che la pillola per dimenticare fa
discutere e farà discutere in modo più circostanziato a
San Diego la settimana prossima, quando i primi risultati degli studi
condotti in parallelo in Francia, Canada, California e New York
verranno presentati al convegno della Società di Neuroscienze.
Allora sì che gli scenari fantascientifici di molta letteratura
cinematografica, da Paycheck all'ultimo film con Jim Carrey Se mi lasci
ti cancello in uscita venerdì nelle sale italiane, diverranno
più che altro lungimiranti profezie. Come il disperato Joel del
film di Micheal Gondry inabilitato alla vita da un amore fallito decide
di bussare alla porta del dottor Howard Mierzwiak per togliersi dalla
mente l'amatissima Clementine, così magari anche noi potremo
sperare in un futuro ripulito da facce, odori, modi, eventi e
situazioni crudelmente inopportuni.
O temerlo, certo. Come lo teme quella parte della scienza ossessionato
dal problema contrario, dalla perdita di 'presenza' in malattie come
l'Alzheimer e la demenza senile. Senza parlare, sarebbe impossibile, di
tutto ciò che al ricordo, anche doloroso, è connesso:
dalla Storia all'evoluzione della psiche.
C'è che la pillola dell'oblio, l'anestetico delle angosce e
delle brutture, ma anche delle emozioni forti tout court, pare abbia
gli ingredienti adatti per entrare negli armadietti della nostra
società, così ansiosa di cancellare e manipolare, che sia
a colpi di bisturi o psicofarmaci, tutto quanto non appaia innocuamente
'bello'. E procurare, per quanto chimica, una parvenza di
felicità.
Ma c'è chi come Roger Pitman, psichiatra di Harvard, fautore
dell'oblio terapeutico, pensa che cancellare la memoria in alcuni casi
si debba. Un incidente. Un attentato terroristico. Uno stupro. Gli
orrori di una guerra. Esperienze che hanno il potenziale di mettere
radici nella memoria provocando la sindrome da stress post traumatico,
un disturbo che affligge molti reduci del Vietnam, chi sopravvive a un
disastro aereo, i sopravvissuti dell'11 settembre. Ne soffrono dal tre
all'otto per cento degli americani.
Pitman insieme a Glenn Saxe, psichiatra dell'età dello sviluppo
al Boston Medical Center, è partito da un'intuizione: si sa da
tempo che le terapie prolungate con farmaci antiipertensivi a base di
propranololo provocano un leggero calo generalizzato della memoria.
"Troppa adrenalina dopo un evento traumatico crea una memoria
eccessivamente forte, eccessivamente emotiva e troppo profondamente
radicata", ha spiegato Pittman.
Per ridurre l'adrenalina indotta dal trauma il team di Harvard ha
somministrato a un gruppo di 40 pazienti per 19 giorni dopo il trauma
il propanololo che interferisce con l'azione degli ormoni dello stress
nel cervello. Una settimana dopo la fine della terapia gli individui
che avevano preso la pillola erano in grado di raccontare l'evento
traumatico di cui erano stati protagonisti senza sintomi da stress e,
tre mesi dopo, con minor ansia.
La parte del cervello interessata, è quella profonda
dell'amigdala, una sorta di 'interruttore' nell'elaborazione delle
paure. Se la pillola 'pigia' a dissinnescare il motore delle paure, il
ricordo non mette radici. Nell'università della California, a
Irvine, il neurobiologo James L. McGaugh ha così scoperto di
poter inibire nel cervello dei topi la reazione ormonale alla paura.
Alla Ponce School of Medicine di Portorico, Gregory Quirk ha osservato
che la corteccia prefrontale ha un'attività neurale minore dopo
eventi traumatici e che, stimolandola con appositi magneti, si
può favorire la dimenticanza dell'evento critico.
Ma il 'piccolo' problema è che di memoria sappiamo ancora poco e
anche i ricercatori dell'oblio ammettono che "non sappiamo se stiamo
cancellando il ricordo o erigendo barriere che nascondono il ricordo",
ha confessato Karim Nader, della McGill University di Montreal.
Dubbi da parte del Consiglio per la Bioetica della Casa Bianca per il
quale "cambiare il contenuto delle nostre memorie alterandone le
tonalità emotive, per quanto desiderabile per alleviare sensi di
colpa o consapevolezze dolorose, potrebbe sottilmente cambiare chi
siamo".
(19 ottobre 2004)
http://www.repubblica.it/2004/j/sezioni/scienza_e_tecnologia/pillolaoblio/pillolaoblio/pillolaoblio.html
Se qualcuno volesse commentare con me questo argomento lo può
fare sul sito o mandandomi una mail a johnnyb.goode@yahoo.it
Metto a disposizione la mia esperienza personale.
Come diceva Renzo Arbore in una vecchia pubblicità: meditate
gente, meditate (anche con la birra va bene, l'importante è
farlo).
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