volantino per il presidio antipsichiatrico al processo alla psichiatra marazziti
Articoli / Articolo di approfondimento (area pazzia
Inviato da A8dmin di 22 Feb 2007 - 11:00 AM
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ciao a tutt*,
rinnoviamo l'invito alla partecipazione al presidio di
GIOVEDì 22/02/2007 ore 9 presso la Corte D'Assise D' Appello
di Firenze dove terrà l' udienza per il processo d'appello alla psichiatra Marazziti
sotto vi mandiamo il volantino che distribuiremo giovedì
saluti
coll.antipsichiatrico a.artaud-pisa
ROMPERE IL SILENZIO
Oggi giovedì 22 febbraio 2007, presso la Corte di Assise d'
Appello di Firenze è in atto il ricorso al processo contro la
Dott.ssa Marazziti, membro dell'equipe di G.B. Cassano (direttore del
dipartimento di Psichiatria dell'Università di Pisa), già
condannata in primo grado a sei mesi per "lesioni gravi e volontarie"
ai danni di una ragazzina di 11 anni.
Ma facciamo un passo indietro..spolverando i vergognosi scaffali degli abusi psichiatrici....
Nel '99 la dott.ssa Marazziti, per curare l'obesità le prescrisse due psicofarmaci,
il topamax (antiepilettico) e il fevarin (antidepressivo).
Entrambi i farmaci erano in sperimentazione e non ancora inseriti nel
prontuario farmaceutico,inoltre la Marazziti li utilizzò, senza
informare la famiglia sulle possibili conseguenze, sfruttandone uno
degli effetti collaterali (la perdita di peso).
Invece della perdita di peso sono sopraggiunti solo danni fisici, quali coliche renali,
sdoppiamento della vista, allucinazioni, sonnolenza, etc..
Giovedì 24 novembre 2005, presso il tribuale di Monsummano Terme, la dott.ssa
Marazziti venne condannata.
La condanna fu un successo da noi ritenuto comunque parziale poichè la sentenza
non riconosce la "sperimentazione illegale di farmaci", nè i
danni fisici più gravi causati dall'assunzione, nè
tantomeno mette in discussione l'abilitazione alla pratica medica della
dott.ssa Marazziti.
Questo processo rende lampante l'inconsistenza dei presupposti teorici
che fondano la pratica psichiatrica, anche alla luce dell'empirismo
cronico con cui opera.
Dall'esperienza dei Tel.Viola e dei collettivi antipsichiatrici emerge
che sono centinaia e centinaia le persone quotidianamente vittime del
sistema psichiatrico: da coloro che consumano psicofarmaci, a chi
è rinchiuso nelle strutture residenziali, a chi è
costretto a recarsi periodicamente nei reparti per farsi somministrare
potenti e invasive terapie farmacologiche.
Chi ha vissuto un'esperienza di psichiatrizzazione è consapevole di quanto ciò che si sa
all'esterno sia lontano dalla realtà.
Le violenze, le minacce, la coercizione sono all'ordine del giorno nei reparti, nei centri
di igiene mentale, in ogni non-luogo in cui gli psichiatri mettono in atto il loro potere
di negazione dell'individualità altrui.
Uscire da un trattamento, sia volontario che obbligatorio, è un
impresa titanica, lunga,faticosa, spesso scoraggiante. Ogni richiesta
di interruzione dei colloqui o del trattamento farmacologico viene
sempre vanificata.
L'unico interesse della psichiatria non sembra essere quello dichiarato della "cura",
ma la progressiva cronicizzazione del malessere, tutte le altre discipline mediche
hanno come obiettivo la dimissione del malato, il sistema psichiatrico, invece, ti
prende in carico a vita.
Invece di una disciplina medica , non sarà forse una forma di controllo sociale?
Il primo spazio d'intervento, per rompere la morsa psichiatrica, è uscire
dall'isolamento in cui essa ti costringe, capire che il problema non è il
"malfunzionamento" del cervello del singolo, ma i contesti socio-culturali in cui
questi è inserito.
Il secondo riguarda, sicuramente, la conoscenza relativa alla sperimentazione
selvaggia e alla somministrazione illimitata ed arbitraria di psicofarmaci.
Bambini, uomini, donne e animali siamo solo "voci di bilancio" nella logica
speculatoria delle aziende farmaceutiche.
Non ci sono certezze sul funzionamento degli psicofarmaci: i risultati sono lasciati
alla capacità di adattamento individuale alla tossina di turno.
Rompere il silenzio che si crea intorno a chi subisce gli abusi della psichiatria è
un primo passo per diminuire il loro potere, la loro impunità e la loro schifosa
libertà d'azione-sperimentazione sulle nostre esistenze.
La psichiatria cerca profitto, normalizzazione, silenzioso consenso,
pacificazione sociale.
Esistono svariati modi per uscire dal disagio, dalla solitudine, dalla cosiddetta
"depressione": non saranno certo le psicopozioni di nuovi maghi in candido camice
bianco a ridare gioia e dignità alle nostre vite.
COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO VIOLETTA VAN GOGH-FIRENZE
assemblea tutti i mercoledì dalle 21:30 in via palmieri 11r- firenze
tel.viola mercoledì dalle 19 alle 21 055 2345268
violettavangogh@inventati.org
COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD-PISA
assemblea tutti i giovedì alle 21
antipsichiatriapisa@inventati.org
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