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Appello ad Amnesty International

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Inviato da natale di 27 Gen 2007 - 10:29 AM + 1 Commento

Appello contro il Trattamento Sanitario Obbligatorio (italiano ed equivalenti internazionali),
di Natale Adornetto (autore di "Vengo dalla piccola valle")



A volte le persone si trovano in situazioni impossibili da gestire, e spinte dalla disperazione, si ritrovano a fare cose “estreme”. Io sono una di queste persone. Non è mia abitudine rendere conto o dare spiegazioni di ciò che faccio, ma questa volta lo faccio perché voglio che si sappia cosa mi ha spinto a fare delle specifiche richieste. Inoltre, non è mia pratica lagnarmi, ma qui lo farò. Io sono un uomo terrorizzato e parossisticamente disperato. Negli ultimi 3 mesi, dopo 7 lunghissimi anni, ho riaperto le finestre sul mondo esterno e sulla vita sociale. Da quando sono uscito dal mio guscio, su una cosa mi sono trasformato e son tornato ad essere me stesso. Prima, per cavarmi una parola me la dovevano tirare con le pinze, mentre adesso pure con persone che ho appena conosciuto, parlo in modo spigliato anche sulle mie faccende più intime. E spesso rido e scherzo. Ma non dimentico come sono stato e come sono. Adesso parlo, rido e scherzo, ma questa è solo apparenza, solo la facciata. Non che io cerchi di apparire diverso da come sono, infatti, queste cose le faccio perché sento di farle, però dentro di me tutto rimane com’era prima. Quando son solo, la tristezza e le preoccupazioni non mi danno tregua. Quasi ogni giorno, non appena mi sovviene ciò che ho perduto o ciò che ho passato, piango. E spesso, anche per strada, mi ritrovo con gli occhi inondati di lacrime e con lo strazio nell’anima.
Un politico mi ha di recente scritto ciò: “Desidero esprimere l’augurio che Lei possa col tempo distaccarsi da un passato così doloroso e difficile e avere un futuro più sereno”. Una parte della mia risposta: “È comunque molto difficile per me arrivare ad un futuro sereno. Ci ho comunque provato e sto continuando a provarci, ma so che, purtroppo, anche quando dovessi riprendermi del tutto e ritrovare l’entusiasmo e la gioia di vivere, la mia vita futura verrebbe ugualmente influenzata dalla sofferenza del passato. Dopo il 1° t.s.o., ero riuscito a riprendermi e ad essere nuovamente me stesso, ma successivamente non ci sono più riuscito. Dall’ottobre del 1999 non ho più potuto vivere la mia vita. Anche volendo “lasciar perdere” il passato, il presente è quello che è, e le prospettive per me non sono per nulla rosee. Non ho un lavoro, e a quasi 43 anni mi viene quasi impossibile trovarne uno. Poter avere un futuro sereno, implica che si debbano almeno avere le cose essenziali. Spesso mi chiedo come potrei, per esempio, formare una famiglia con una donna se non ho nessuna fonte di guadagno e se non riesco nemmeno a sostentare me stesso. Non è detto che sarei riuscito a trovare un lavoro, però non ho avuto neanche l’opportunità di poterlo fare”.
Adesso alcuni passi dell’appello da me rivolto ad Amnesty International: “Ci sono in gioco migliaia e migliaia di persone. A me interessa non essere più massacrato, e solo Dio sa quanto avrei voluto non essere mai stato massacrato. Io lo so da più di dieci anni che sulla mia persona sono stati commessi e perpetrati crimini contro l’Umanità. La catastrofica, dirompente e sconvolgente morte psichica che viene causata in maniera cinica dagli psichiatri, È LA MORTE DEGLI ESSERI UMANI. “Vivere” come un demente, un vegetale, un cadavere ambulante o con l’anima spappolata e/o stracciata e/o pestata e/o dolorante e/o sanguinante e/o bruciata e/o piena di inguaribili lividi e/o uccisa, è una NON-VITA, È LA MORTE”.
Non sono giunto all’ultima spiaggia. Io ero all’ultima spiaggia già dal 2000, e da allora mi sono sempre più “ultimato”, quindi vi lascio immaginare dove mi trovo ora. Io non ce la faccio più da anni, io voglio la mia vita, e voglio poter vivere la mia vita. Ancora una volta, non ho niente di niente, niente. Vivere col terrore di poter subire un altro TSO, non avere una donna come compagna di vita perché “non me lo posso permettere”, avere sempre l’anima dolorante, “vivere” con l’angoscia e con l’incubo che il pensiero di ciò che ho subìto mi procurano, non avere di mio nemmeno i soldi per comprare una caramella da 5 centesimi. Questo è ciò “che ho” – e questo è ciò che non voglio più avere. E per avere un qualcosa, mi si deve rendere piena giustizia. Ciò che vorrei e che vi chiedo, oltre ad inoltrare questo messaggio nelle vostre reti e alle persone che conoscete, è, come chiedo ad Amnesty International, di bersagliare con lettere, richieste e proteste il ministro della salute, le commissioni e tutti i parlamentari. Inoltre, vi chiedo di far “pressioni” su Amnesty International (info@amnesty.it) affinché prenda in considerazione i crimini contro l’umanità che ho loro denunciato. E l’intervento di Amnesty non lo chiedo solo per me ma pure per tutti coloro che sono stati e che sono brutalizzati dagli psichiatri. E non ho nessuna intenzione di fermarmi. Continuerò a scrivere, a scrivere, a scrivere. Nessuno mi darà retta e mi prenderanno per megalomane, con manie di persecuzione, per querulomane, per mitomane, verrò inquisito dagli psichiatri e verrò ricoverato col TSO, verrò denunciato per diffamazione o, chissà, incarcerato per le mie accuse? Vita per vita, almeno me la gioco a modo mio. Non che io pensi che non mi possano fare nulla o che mi facciano quello che vogliono tanto non m’interessa niente. M’interessa di me, eccome se m’interessa. Però sono con le spalle al muro, con le spalle dentro il muro, e andrò avanti così.
Se Amnesty International, il ministro della salute, le commissioni, ecc., i parlamentari ed i ministri non faranno nulla, penso che chiederò asilo politico a Guantanamo.
Chi volesse leggere il testo completo di questo messaggio e la lettera (con gli allegati) che ho inviato ad Amnesty International (e ad altri destinatari), può farlo guardando il mio blog (http://adornettonatale.blog.excite.it alla voce Appello ad Amnesty International. Chi volesse leggere una mia lettera pubblicata dalla pregiata associazione “Giù le mani dai bambini” vada su http://www.giulemanidaibambini.org/ (La Tua Voce e poi Ci Scrivono). I miei indirizzi e-mail sono nataleadornetto@yahoo.it e adornettonatale@libero.it
Ciao a tutti – Natale Adornetto – Autore di “Vengo dalla piccola valle”.



Re: Appello ad Amnesty International (Punteggio: 1)
 da sandro_c di 27 Gen 2007 - 11:06 AM
 (Info Utente | Invia un msg)
  Purtroppo, Michele,
 il sottoscritto, quale da oramai quindici anni in lotta contro la psichiatria, in associazioni, in mailing list italiane ed internazionali,
 debbo far presente che parecchie volte abbiamo tentato, in Italia e all'estero, di coinvolgere Amnesty International contro i Trattamenti Sanitari Obbligatori o Forzati per diagnosticate "malattie mentali",...
 Amnesty International ha sempre finora nicchiato
 
 Il fatto purtroppo è che anche a livello di dichiarazione generale dei diritti dell'uomo (Dichiarazione ONU) si accetta una deroga dei diritti civili nel caso di diagnosticate "malattie mentali".
 Loro ritengono che fanno il nostro bene - ed il bene della società - togliendoci parte dei diritti ed affidandioci alle 'cure' psichiatriche forzose o forzate per "stati mentali anormali gravi".
 E a cascata a quel che so io tutti gli stati hanno una legislazione che accetta la stessa deroga - diritti civili abrogati o ridotti temporaneamente o per anni -- per noi in italia è la legge 180-833 e le leggi di inabilitazione ed interdizione (vedi in nopazzia-contenuti2-leggi)
 
 Quindi la battaglia va impostata più in generale a livello mondiale ed Onu, sia andando a sostenere la nostra non-pericolosità, sia la incompetenza psichiatrica e i danni psicofisici dagli psichiatri causati, dunque il nostro diritto ad una vita di nostra sceolta.
 
 Amnesty International è buona a dichiarare maltrattamenti danni contro carceri torture .. ma contro la sopraffazione psichiatrica non ha mai fatto niente finora (tranne che qualche denuncia di ancora presente manicomio-lager psichiatrico, recentemente nell'est europa).
 
 Non illudiamoci!
 Sandro C