AFFITTASI ANIMA (1a parte)
Articoli / Storie di Sopravvissuti e dismissione
Inviato da A8dmin di 12 Mar 2006 - 02:35 PM + 5 Risposte (qui) + 2a parte
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" è opportuno, forse
necessario, poter MOSTRARE che anche dalla più profonda malattia
mentale si può uscire "
(segnalazione di sito web personale descrivente la storia del fratello,
un utente psichiatrico anni 70-80, tiratosi fuori nel 1985 dalla pazzia)
inviatoci da "astronave" 12 mar 2006 (prima parte)
CARI LETTORI,
ho il piacere di informarvi che ho pubblicato sul web a questo
indirizzo
http://www.webalice.it/a.zinelli/tuttalastoria/vita/affittasi_anima/AFFITTASI_ANIMA.htm
la versione originale del testo che l’editore Bertani ha
pubblicato nel 1984 all’interno del libro “AFFITTASI ANIMA
– ODISSEA DI NESSUNO IN TERRA DI FOLLIA”. Essendo trascorsi
più di venti anni dalla pubblicazione, sono rientrato in
possesso di tutti i miei diritti sull’opera, ed approfitto di
questa circostanza per mettere il testo a disposizione di tutti.
Su un’altra pagina dello stesso sito,
http://www.webalice.it/a.zinelli/tuttalastoria/vita/affittasi_anima/note_al_testo_nella_edizione_Bertani.htm,
ho pubblicato le altre parti del libro pubblicato da Bertani, tenendole
separate dal testo che nelle mie intenzioni era la vera e propria
“opera”.
Io credo che entrambe le parti siano di piena attualità, avendo
a che fare con la questione della malattia mentale. A mio parere le
questioni trattate nelle pagine segnalate sopra sono di interesse non
secondario, visto che a quasi ventotto anni dalla approvazione della
legge Basaglia c’è ancora chi la mette in discussione, a
partire dai vertici del governo, come mostrano le recentissime uscite
del ministro. Vedi per tutte la pagina di Repubblica
http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/politica/storalegge/storalegge/storalegge.html.
La singolarità del testo consiste nel fatto che a parlare
è una persona che pretende di essere stata immersa nella
malattia mentale, e questo è ancora oggi il massimo problema,
forse anche all’interno di chi ritiene di essere
all’avanguardia. Probabilmente non occorre essere il portavoce di
Storace per dimenticarsi che i primi “soggetti interessati”
a queste questioni sono i “pazzi”. (vedi
nell’articolo citato: E le modifiche alla legge, si affretta poco
dopo a precisare il portavoce di Storace Pierguido Cavallina, "saranno
precedute da un'ampia, seria e approfondita consultazione con tutti i
soggetti interessati".)
Un’altra singolarità consiste in un fatto che solo ora
posso rendere pubblico: il testo è innanzitutto una
“lettera aperta” a mio fratello, ufficialmente
diagnosticato come affetto da “schizofrenia paranoide”
dalla psichiatria ufficiale fin dai primi ricoveri nel 1968. Il testo
è ANCHE un momento di accompagnamento del processo di uscita
dalla malattia mentale compiuto da mio fratello, processo che ha avuto
il suo momento culminante nella crisi del 1983. Ora che mio fratello
è morto, ormai da quasi un anno, credo di poter cominciare a
parlare anche di queste questioni. Qui espongo questa informazione per
rafforzare, spero, il mio punto di vista, secondo il quale è
opportuno, forse necessario, poter MOSTRARE che anche dalla più
profonda malattia mentale si può uscire. E a mia conoscenza non
ci sono casi più eclatanti di quello di mio fratello, che dopo
un numero innumerevole di ricoveri, ha condotto poi una vita
“normale” dal 1985 al 2005, sempre sotto l’occhio
della istituzione psichiatrica, che per sua (e mia) fortuna è
stata attraversata profondamente, nel nostro territorio, dalla
innovazione basagliana.
Il libro pubblicato da Bertani non ha avuto grande fortuna, credo,
anche se è stranamente finito nel repertorio di “America
medica - medlina.com” all’indirizzo:
http://www.medlina.com/mental_illness_books_1983-1985.htm. Ciò
che è mancata completamente, almeno a livello pubblico e da me
conosciuto, è una qualsiasi risposta da parte dei
“tecnici”. Spero che questa sia l’occasione giusta
per aprire un confronto.
Trovate l’elenco di tutte le pagine del sito che sono dedicate a
questo argomento alla pagina:
http://www.webalice.it/a.zinelli/tuttalastoria/vita/affittasi_anima/vetrina%20dei%20testi%20e%20dei%20documenti%20-%20vita.html
Se siete gestori di un sito che ha a cuore questi problemi, vi
chiederei di inserire un link a questo indirizzo:
http://www.webalice.it/a.zinelli/My_Homepage_Files/Page1.html
Grazie.
Qui sotto è riportato un testo di mio fratello del 1977
segue (seconda parte) Testo di mio fratello 1977:
<em>AFFITTASI ANIMA (2a parte)</em> [1]
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Re: AFFITTASI ANIMA (1a parte) (Punteggio: 1)
da A8dmin di 25 Mar 2006 - 03:31 PM
(Info Utente | Invia un msg) http://www.nopazzia.it
ad astronave (Antonio?)
sono l'attuale gestore del sito no!pazzia. Ho ricevuto da
"astronave" i due brani qui pubblicati e li ho pubblicati senza remore.
Però desiderei che astronave ci desse qui un chiarimento,
perchè il sottoscritto, andato poi a leggere con calma i brani
segnalati nel sito web citato, sinceramente neppure io ho capito i
brani chi li ha scritti il fratello ufficialmente 'pazzo', o Antonio /
astronave.
Non è che cambia molto, ma l'insieme dei testi appare un
rebus proprio per questo non essere chiaro chi scrive e di chi. Di
sestesso? dell'altro fratello? Probabilmente entrambi sono stati
più attenti a cose 'strane' che al mondo considerato 'reale'.. .
Certo che la cura raccomandata - lo scatarrare, lo sputo - come
risolutiva appare alquanto bizzarra. Per quanto io stesso attraversai
un periodo in cui l'attenzione ai processi corporei miei personali era
molto acuta, e posso perciò ben capire come l'attenzione ad uno
particolare possa essere stato trovato risolutivo. Ed anche esserlo
stato autenticamente risolutivo. Però se lo è stato per
lui non è affatto detto che lo sia in generale .. !
Terzo appunto il riternere che medianti sillogismi - ragionamenti
solo apparentemente conseguenti - si possano trovare verità. Di
solito sono le premesse molto aleatorie/soggettive e quindi tutto il
ragionamento è inconsistente. (Questo appunto è per molti
di noi 'pazzi', e non solo noi, che si illudono di trovare
verità assolute per mezzo di ragionamenti (solo apparentemente)
stringenti... magari fosse possibile!)
saluti
A8dmin - Sandro C.
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Re: AFFITTASI ANIMA (1a parte)(Punteggio: 1)
da astronave di 26 Mar 2006 - 02:12 PM
Hai ragione, le cose sono un po' complicate.
Le persone in ballo sono due. Io, che mi chiamo Attilio, e mio
fratello Antonio. Antonio ha avuto una lunga serie di ricoveri coatti
in ospedale psichiarico, a partire dal 1968, fino al 1983, quando il
ricovero coatto, già preparato dagli altri famigliari, fu
impedito da me con il modo che racconto in due degli articoli che
compaiono sul sito. In parte i fatti e i motivi sono spiegati nel
capitolo "Rilancio al buio" che si trova nell'articolo "Le note al
testo nella edizione Bertani", e in parte nell'articolo intitolato "una
vita parallela". In sostanza, nel 1983, ho fatto quel che ho fatto, per
impedire il ricovero coatto di mio fratello, che i miei familgliari
avevano già predisposto. Mio fratello è morto nel 2005, a
sessanta anni e mezzo, dopo venti anni senza più ricoveri. Di
lui pubblico tre scritti, che risalgono al 1977, quando, secondo i
criteri psichiatrici e sociali correnti, era ancora completamente
pazzo. I tre scritti sono all'interno dell'articolo "una vita
parallela", e sono distinguibili anche per il carattere che uso, stile
vecchia macchina da scrivere.
Poi ci son io, Attilio, che posso "vantare" due ricoveri in
ospedale psiciatrico, uno nel 1983, con le modalità che racconto
nei due brani che ho già detto, ed uno nel 1987, che non
racconto affatto. Ho quasi sessanta anni, e sono in pensione da un anno
e mezzo, dopo aver insegnato per trent'otto anni filati, gli ultmi
quindici come insegnante di filosofia nel Liceo Scientifico di Rovato,
provincia di Brescia.
Tutti i testi, se non è indicato diversamente sono miei.
Nel file intitolato "Vetrina dei testi e dei documenti "vita", ci
sono tre link che rimandono a tre file con i vari commenti al mio lbro,
tutti risalenti all'epoca della pubblicazione, nel 1984, o all'anno
successivo al massimo, il 1985, divisi tra commenti di amici stretti
(uno è addirittura di mia moglie), commenti di altre persone di
varia provenienza, commenti dei giornali. Dico questo per confermare
che il tutto non è certamente uno scherzo di cattivo gusto.
Inoltre, sempre nella vetrina, ho messo i link alle pagine, salvate e
rielaborate da me, al sito "medlina - America medica". Dentro queste
pagine c'è il link che rimanda alla pagina corrente di "medlina
- America medica". Ho messo questi link per togliere qualsiasi dubbio
sulla natura e credibilità del mio libro, basta dare una
occhiata ai titoli ed agli autori in compagnia dei quali si trova,
appunto, negli elenchi di "America medica". E d'altra parte non ho la
minima idea su come il mio libro sia finito in quell'elenco. La pagina
relativa l'ho trovata per caso sul web un paio di aani fa.
Perchè tutte queste precauzioni da parte mia?
Perchè so per esperienza che le reazioni alla lettura del
mio libro sono del tutto imprevedibili. compresa, magari, la tentazione
di considerarlo uno scherzo. Ti dico solo una cosa: io, nel 1984, ho
venduto nel giro delle mie conoscenze, o in quello molto prossimo,
circa quattrocento copie del mio libro. Il risultato è stato,
quasi sempre, un silenzio di tomba!
Quindi sono felicissimo delle tue domande, che dimostrano un interesse, mi pare, vero.
Quanto alla terapia che viene indicata, che è solo un
ASPETTO della questione, rincresce anche a me che sia così, ma
non posso farci niente, come non posso farci niente sul fatto che
emettiamo urina, feci, sudore, eccetera.
E del resto dico anch'io che la "terapia", in condizioni di
STRUTTURA SOCIALE sfavorevole, non serve a niente; anzi, da militare,
ad esempio, non riuscivo a farla neanche io - voglio dire che non ci
riuscivo, anche se ci provavo, anche se ne avevo il tempo e
l'opportunità.
Ma so anche che, almeno per me, un vero ristabilimento della
condizioni di salute psico-fisica è sempre stato IMPOSSIBILE
senza quella ridicola espulsione di materia. La riserva per cui
continuo a dire "almeno per me", la mantengo, anche se io ritengo di
avere almeno una mezza dozzina di riscontri di altre persone di mia
conoscenza che ci hanno provato, fermandosi sempre dopo che avevano
raggiunto il risultato più immediato, quello della riduzione
della tensione psichica interna ad un grado tollerabile. Lo dico
perchè mi sembra ingiusto continuare a tacere su questa cosa,
anche se so perfettamente che dovrebbero essere le persone interessate
a parlare. Ma qualcosa mi dice che, trattandosi di persone che non sono
mai arrivate alla rottura psichica vera e propria, e quindi essendo
giudicate socialamente "normali", non correrranno mai il rischio di
essere considerate pazze, confessando di aver fatto la terapia, magari
per un anno o più. Ciao, e grazie di tutto.
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Re: AFFITTASI ANIMA (1a parte) (Punteggio: 1)
da A8dmin di 28 Mar 2006 - 12:28 PM
(Info Utente | Invia un msg) http://www.nopazzia.it
si, astronave,
mi riferivo principalmente a quegli scritti.
Però io non sono affatto d'accordo di cercare altri
scritti, andare ad investigare ecc. E' un diventare pure noi
inquisitori, voler trovare la malattia , bollarla come malato-
malattia, anche se è soltanto una convinzione passeggera, od un
legittimo modo personale alternativo di vedere il mondo.
Come puoi dire che era del tutto pazzo tuo fratello che si
riteneva messia, e che non lo è nemmeno un pò l'ultimo o
penultimo papa quando dichiara che la sua enciclica è vera
perché proviene direttamente da dio? Che i primi brani del
Corano dettati dalle 'voci' sono perciò di un matto, ma
però la 'voce' che fermò S. Pietro sulla via di Damasco
non era pazzia? ...
Secondo me uno nel periodo di "su di giri" non dovrebbe scrivere
niente, perché è in uno stato eccitato di facile
entusismo e facilmente credere alla prima spiegazione che capita per la
testa. Oltre che di fatto è al confine tra sogno / fenomeni
magici-religiosi veri o creduti tali (profeti e santi cristiani o
musulmani compresi) fantasia e realtà, il tutto in uno stato
più estatico che critico. E' un momento di ricerca e di trovare
soluzioni e convinzioni che poi si rivelano provvisorie.
Solo il ricordo sedimenmtato dopo anni ha senso. E' secondo me
sbagliato giudicare come stigmatizzanti e segno di pazzia perenne le
convinzioni incautamente dichiarate: sono solo segni che si sta
'viaggiando' mentalmente esplorando vie possibili Può darsi che
si ritornerà con i piedi per terra o può darsi che si
rimarrà in una convinzione giudicata ora delirio-pazzia, che
però in altri tempi o altre culture è stata ritenuta
valida - o magari lo sarà in futuro.
saluti
sandro c (anche A8dmin)
(eventualmente proseguaiamo questa diwscussione nel forum dove
è più agevole che anche altri intervengano .. )
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Re: AFFITTASI ANIMA (1a parte) (Punteggio: 1)
da astronave di 29 Mar 2006 - 12:22 AM
(Info Utente | Invia un msg)
Per me va bene proseguire sul forum, ma come fare lo sai tu.
Io non ho cercato niente, anzi, c'è un passaggio di "una
vita parallela" in cui dico esplicitamente che dopo il 1983 non mi sono
più curato di mio fratello. Solo che, siccome la mia famiglia
allargata vive tutta in un unico blocco edilizio, non ho potuto fare a
meno di vedere l'evoluzione successiva. Gli scritti mi sono stati dati,
non su mia ricerca, dalla persona che li aveva ricevuti da mio
fratello, ed ho chiesto a lei se ne avesse altri, come pure ho chiesto,
successivamente, ad un altro fratello che ne aveva avuto
l'opportunità, se per caso avesse trovato qualche appunto. Tutto
qui.
Ma la questione è un'altra. Non dirmi che sono
inquisitorio se dico che mi piacerebbe sapre se anche tu, come dice la
scritta di intestazione del vostro sito, appartieni agli ex e non del
tutto ex pazzi che gestiscono il sito. Da come parli direi di no;
oppure direi che la pazzia che hai vissuto tu è del tutto
diversa da quella che ho vissuto io, e che ha vissuto mio fratello. Per
quanto mi riguarda la malattia è stata SOLO sofferenza
indicibile. Ma anche mio fratello, se badi, ad un certo punto dice,
proprio alla fine del brano che vi ho mandato direttamente, e che avete
pubblicato:
"O divina voglia creatrice, o desiderio che rinnovi la terra, o purezza che attiri l'attenzione della perduta!
Tra poco non ci sarai, tra poco sarai sparita. Tra poco bestemmierò. Tra poco l'orrore mi farà urlare."
Bene, sono stati in realtà quindici anni di orrore, di
urli terrificanti, di vita invivibile innanzitutto per lui. E tieni
conto che la mia famiglia complessivamente intesa, "oggettivamente"
intesa, non era certo una famiglia di persecutori!
Cioè io metterei la cosa così, per il forum. Per il
forum introdurrei questa domanda, da rivolgere appunto agli ex, ai non
del tutto ex, ed anche ai totalmente "in": secondo voi esiste o no uno
stato di sofferenza che è chiamato correntemente "malattia
mentale"?
Per le altre cose che dici, su San Paolo, il Corano, eccetera,
credo di essere sostanzialmente d'accordo. Ma, appunto, credo che
c'entrino davvero poco con quello di cui io credo di parlare. Ciao.
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Re: AFFITTASI ANIMA (1a parte) (Punteggio: 1)
da A8dmin di 02 Apr 2006 - 11:41 AM
(Info Utente | Invia un msg) http://www.nopazzia.it
circa la sofferenza, che continuo sostanzialmente a negare, vedi
brano che ho inviato in Articoli, subito successivo a questo "La
'pazzia' causa sofferenze indicibili?".
Tu, astronave, puoi parlare per la tua esperienza non quella di
tuo fratello (e dai suoi brani compreso quello citato dea te questa
'sofferenza indicibile' non mi sembra risulti).
Comunque senz'altro la tua esperienza di te in prima persona
vale, conta. Ma specifica chiaramente: quando provavi questa
"indicibile sofferenza" eri sotto psicofarmaci neurolettici o meno?
Io e gli exutenti e sopravvissuti alla psichiatria riteniamo che
la sofferenza grave sia essenzialmente dovuta agli antipsicotici;
quindi perché la tua testimonianza in contrario sia potuta
ritenere valida devi specificare se quando "indicibilmente sofferente"
eri sotto psicofarmaci o meno; e se quando non eri ancora sotto
psicofarmaci (prima del primo ricovero, oppure dopo parecchui mesi
dall'ultima dose di psicofarmaco) eri sofferente o meno.
Saluti
sandro C
(dato che l'argomento è importante puoi rispondere sia qui
ma spero anche nel nuovo articolo subito successivo detto)
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