Cartello per far lievitare i prezzi dei farmaci
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Inviato da Kylian di 05 Mag 2005 - 03:49 AM
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Le tredici principali industrie
del settore si accordavano per spartirsi il mercato dei medicinali
nelle Asl di diciannove città
Antitrust contro le big dei farmaci
Il fascicolo aperto dopo l'inchiesta della Guardia di Finanza
di MARCO MENSURATI [La Repubblica 20 aprile 2005]
MILANO - L'autorità antitrust ha aperto un fascicolo sulle
filiali italiane delle tredici principali industrie farmaceutiche
mondiali che avrebbero, secondo l'accusa, costruito un maxi-cartello
per spartirsi l'intero mercato del farmaco nelle strutture pubbliche di
diciannove città (tra le quali Roma, Napoli, Bologna, Torino e
Cagliari). In questo modo avrebbero deciso per anni le modalità
dell'aggiudicazione dei vari appalti e, soprattutto, avrebbero
mantenuto alti i prezzi di specialità farmaceutiche, vaccini e
perfino dei disinfettanti.
L'iniziativa dell'antitrust, che potrebbe concludersi con una multa
senza precedenti, origina da un'inchiesta penale avviata dal nucleo
speciale per la tutela della concorrenza e del mercato della Guardia di
finanza. Al termine di due anni di indagine e di sei mesi di
intercettazioni telefoniche, i militari avevano individuato due
distinte associazioni a delinquere finalizzate alla turbativa d'asta.
La prima era composta dai rappresentanti delle società per
azioni Glaxo-Smith-Kline, Pharmacia & Upjohn, Roche e Astrazeneca
che avrebbero predeterminato (con un'intesa riservata valida in tutta
Italia) i vincitori degli appalti per i medicinali. La stessa
Astrazeneca insieme con altre sette aziende, tra cui Esoform, Pierrel,
Asta Medica e Braun, si sarebbe invece spartita i contratti pubblici
per i disinfettanti e i detergenti sanitari. Il cartello aveva diviso
in due il mercato italiano: per i medicinali, il primo "cartello" si
sarebbe aggiudicato le forniture di farmaci, vaccini ed emoderivati
negli ospedali di Bologna, Pordenone, Sondrio, Napoli, Caserta e
Caltagirone (Catania). Il secondo invece avrebbe avuto il monopolio
nelle vendite di disinfettanti alle Asl di Roma, Benevento, Salerno,
Cagliari, Livorno, Napoli, Torino e Fermo (Ascoli).
Dalle perquisizioni arrivarono i riscontri a quanto scoperto dalle
intercettazioni: tutte le gare di cui si era parlato nelle telefonate
erano state vinte dal cartello. Ma, al processo, fu tutto vano,
perché la legge sulle intercettazioni telefoniche prevede che
queste vengano realizzate "esclusivamente per mezzo degli impianti
installati in procura"; dove però mancava lo spazio. Il
provvedimento con cui il pm le autorizzava dalla caserma non era
sufficientemente motivato e così il giudice non le
considerò parte del processo e decise per una piena assoluzione.
Adesso però le carte di questa inchiesta, intercettazioni
comprese, sono state acquisite dall'autorità antitrust che nei
giorni scorsi ha già cominciato i suoi interrogatori. A ritmo
serrato.
La repubblica.it
(20 aprile 2005)
Fonte:http://www.biospazio.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1214&mode=thread&order=0&thold=0
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