Ritalin e psichiatria:tenere lontano dai bambini
Articoli / Articolo di approfondimento (area pazzia
Inviato da malega_1 di 05 Apr 2005 - 12:27 PM
|
Ecco il testo di un volantone
distribuito ai numerosi e frequenti incontri organizzati in provincia
di Varese, per propagandare l'ADHD. Gli incontri sono organizzati da
un'associazione, la cui referente è candidata nei verdi (nulla
di cui meravigliarsi, in effetti) e si tengono in genere nelle scuole
(si sa, per i genitori, tutto ciò che passa attraverso la scuola
e l'istituzione è garnatito come sicuro ed incontestabile).
Abbiamo deciso di presenziare a tutti gli incontri (fin'ora ne abbiamo
perso uno soltanto) per distribuire i materiali, fare interventi,
cercare di smuovere le coscenze di genitori e insegnanti che vi
partecipano.
APPELLO AI GENITORI E AGLI INSEGNANTI
RITALIN E PSICHIATRIA: TENERE LONTANO DALLA PORTATA DEI BAMBINI
Poco conosciamo a proposito delle cosiddette malattie mentali ma cento
anni di osservazione psichiatrica ci hanno abituati al carattere
transitorio di molte di esse, non nel senso che queste vanno e vengono
nella vita di un individuo, ma nel senso che si presentano in una certa
epoca e in un certo luogo e poi spariscono.
Kant già due secoli fa avvertiva: “C’è un
genere di medici, i medici della mente, che pensano di scoprire una
nuova malattia ogni volta che trovano un nuovo nome.” E’
noto che la “malattia mentale” ha bisogno di vittime e di
esperti. Dove ci sono le vittime, ma non gli esperti, oggi diremmo dove
ci sono i pazienti ma non gli specialisti, la malattia non è
individuata, non è isolata, al limite non è neppure
avvertita. Costoro sono vittime di concettualizzazioni psichiatriche,
di artefatti culturali, di sindromi alimentate da specialisti, di
imitazioni o semplicemente di postulati tipici di una cultura che vuole
medicalizzare ogni grattacapo che dà filo da torcere a genitori,
insegnanti, datori di lavoro, o più semplicemente ai conducenti
degli autobus.
Non meravigliamoci se una definizione ha fatto una vittima. Le
definizioni continueranno a farne se è vero, come sosteneva
Ludwig Wittgenstein, che la psicologia è quella scienza fatta di
“metodi sperimentali e confusione concettuale”. Lo stesso
dicasi a proposito di bambini irrequieti che sono sempre esistiti,
prima rubricati come affetti da “iperattività”, poi
da “deficit di attenzione da iperattività”, quindi
da vero e proprio disturbo clinico che si può sanare con lo
steroide Ritalin (1), come si possono sanare i disturbi derivati da
mancanza d’affetto con il Prozac. Che cosa sono queste sindromi?
Disturbi mentali o artefatti della psichiatria che, medicalizzando
tutto ciò che non è a norma (culturale), vuol togliere a
ciascuno il peso della cura di sé, e soprattutto, quello che
più conta, degli altri? Negli Stati Uniti la somministrazione
del Ritalin per curare il famigerato disturbo dell’attenzione
(ADHD) è iniziata, inarrestabile, nel 1980 e nel 1990 i bambini
“trattati” erano quasi un milione (oggi sono 6 milioni, il
4% ma in alcuni stati si raggiunge anche il 10-15%). Tale incredibile
esplosione del consumo è stata accompagnata da abusi di ogni
tipo che vanno dalla diffusione sul mercato illegale alla
somministrazione del Ritalin a circa 100-150.000 bambini al di sotto
dell’età minima consentita (2-4 anni). In altre parole,
come denunciano i medici americani, la diffusione del farmaco è
ormai completamente fuori controllo.
La cosa che maggiormente ci preoccupa è proprio la dichiarata
“efficacia” del farmaco, si tratta infatti di una efficacia
nel senso che intende la psichiatria, e cioè il fatto che il
bambino quando assume il farmaco (se va bene e non emergono
intolleranza e/o patologie collaterali) risulta più calmo,
disciplinato, attento, più “gestibile”, insomma.
Inoltre, il farmaco è economico, immediato e di facile uso.
Immaginate, al contrario, quanto costa in termini di ore e di
attenzioni tener conto delle esigenze reali dei bambini, avere una
scuola non sovraffollata, non opprimente, in grado di affrontare il
disagio che il bambino può esprimere. Non c’è
dubbio che in termini di tempo, efficacia ed efficienza il farmaco non
avrà rivali nelle moderne scuole-azienda!
L’uso di psicostimolanti protratto per anni può causare
danni fisici, soprattutto al muscolo cardiaco, assuefazione,
dipendenza, psicosi quali paranoia allucinatoria, ritardo nella
crescita e nell’apprendimento ed infine, al momento
dell’interruzione, anche depressione, suicidio ed avversione
verso i genitori. Ma di questo poco importa: la diffusione del farmaco
controlla-bambini deve essere inarrestabile.
Inoltre, il mondo della pedagogia e diversi psicologi hanno espresso
ostilità e rifiuto per questo progetto di medicalizzazione dei
“problemi” di irrequietezza e disattenzione dei bambini.
I medici non riescono nemmeno a mettersi d’accordo su cosa sia il
disturbo di attenzione ADHD, ed esprimono posizioni totalmente,
divergenti che vanno dall’affermazione che la malattia
assolutamente non esiste (Andrea Piazzi, psichiatra); al fatto che
esiste ma è rarissima (Anna Angelani, neuropsichiatria
infantile); a quelli che affermano: “Se il cervello e tutte le
sue interazioni con l’ambiente potessero ridursi a un
neurotrasmettitore! Non funziona neanche con i criceti, figuriamoci un
bambino. Drogare un bambino per farlo adattare a tutti costi
all’istituzione scolastica è anti-pedagogico per
eccellenza” (Paolo Crepet, psichiatra). Questi contrasti tra
psichiatri non devono stupire, più di una volta nella storia
della psichiatria sono apparse nuove malattie che poi, dopo decenni di
“cure”, sofferenze ed internamenti sono miracolosamente
scomparse (citiamo ad esempio l’ idiozia, la
omosessualità, l’ isteria e la masturbazione). Non ci si
stupisca, quindi, se l’ADHD potrà essere presto (come ci
auguriamo) aggiunta a questa lista di malattie scomparse. Non bisogna
dimenticare che, a dispetto di tutte le fumose e indimostrabili teorie
su geni e neurotrasmetitori, la psichiatria costruisce le sue
“diagnosi” in base a un giudizio di valore sulla persona,
giudizio formulato mediante la compilazione di test ed a colloqui con
lo psichiatra. In questo assomiglia più ad una procedura di
giudizio e controllo che non ad una pratica medica.
L’ADHD è una di quelle “malattie” per le quali
non esistono esami o prove diagnostiche per identificarle. Nessuna
lesione neurologica organica o qualsiasi cambiamento fisico
verificabile sono mai stati identificati come causa di ADHD. Nel DSM
(manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali: il testo di
riferimento per tutto il mondo occidentale) è spiegato che per
fare la diagnosi basta rispondere affermativamente a delle domande
riportate in due liste di comportamento e atteggiamento. Le domande
sono di questo tipo:
· “è distratto facilmente da stimoli esterni?”
· “spesso chiacchiera troppo?”
· “spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto?”
La scientificità di criteri come “spesso” e
“facilmente” deve essere nota da tempo in psichiatria. Una
volta si pensava che un bambino scatenato avesse l’argento vivo
addosso (da qui il noto detto) e che ciò fosse sintomo di salute
e benessere. La psichiatria ci dice che ciò deve essere rivisto:
questi sono bambini malati.
La sofferenza o l’insofferenza dei bambini possono essere la spia
di un disturbo del quale sarebbe auspicabile cercarne le cause; il
“sintomo” non è qualcosa da sopprimere ma da leggere
per comprendere, per dissiparne l’opacità.
La strada che proponiamo non è la più breve, come
può essere una facile delega alla psichiatria; potrebbe essere
più lunga e talvolta faticosa ed occorre la partecipazione
attiva di tutte le figure che ruotano intorno al bambino, a partire da
genitori e insegnanti.
Proponiamo una pedagogia finalizzata al recupero e alla valorizzazione
del ricco mondo interiore della persona mediante l’ascolto
attivo, ovvero di promozione umana di tutti e di ciascuno attraverso la
disponibilità ad accogliere l’altro, con la sua
caratteristica realtà, la sua integrità di persona dotata
di una pluralità di componenti.
L’individuo (cioè non-diviso) è
un’unità inscindibile di corpo, sentimenti, processi
mentali, inconscio e spiritualità e l’educazione dovrebbe
stimolare e potenziare contemporaneamente tutte le componenti
anziché sopprimerle.
Perché l’uso degli psicofarmaci controlla-bambini possa
diffondersi, occorre la collaborazione di tutti, soprattutto di
insegnanti e genitori, invitiamo quindi a negare ogni collaborazione a
queste pratiche pseudo-mediche.
Concludiamo quindi ribadendo il nostro invito alla mobilitazione ed
alla lotta contro la resistibile ascesa del potere psichiatrico sui
bambini.
(1) Che cos’è il RITALIN?
Il RITALIN (potente anfetamina a base di metilfenidato), classificato
in origine in Italia nella tabella degli stupefacenti insieme a eroina,
cocaina e anfetamine, è una vera e propria droga con effetti
praticamente uguali, ma con danni alla salute mentale e fisica ancora
più gravi.
La sua funzione principale è quella di stimolare il sistema
nervoso centrale, proprio come le anfetamine; viene usato per aumentare
la capacità di attenzione e “stranamente” allo
stesso tempo per ridurre l’iperattività.
Il RITALIN è uno dei farmaci di punta della Novartis (nata dalla
fusione di due giganti chimici quali Sandoz e CIBA-Geigy), la
multinazionale svizzera che fattura 20 miliardi di Euro ogni anno
grazie all’agrochimica (pesticidi, atrazina, defoglianti, OGM) e
alla farmaceutica.
Il metilfenidato è diventato uno dei migliori affari del mercato farmaceutico americano.
Così il RITALIN, col decreto ministeriale del 3 ottobre 2003
passa dalla tabella degli stupefacenti a quella degli psicofarmaci e
viene derubricato per “curare” bambini diagnosticati come
affetti da ADHD. Da marzo 2005 per favorirne la diffusione può
essere prescritto dai pediatri.
Genitori americani intendono causa alla Novartis e all’APA per la promozione del Ritalin
In California e nel New Jersey sono state intentate due cause legali
nelle quali si afferma che la Novartis, produttrice del Ritalin, e la
American Psychiatric Association (APA) hanno cospirato per la creazione
di un mercato per il metilfenidato. Queste hanno fatto seguito ad una
citazione in giudizio, avviata nel maggio del 2000 in Texas dallo
studio legale Waters e Kraus di Dallas, nella quale si dichiarava che a
partire dal 1995 e nel corso del ’96, all’epoca della
fusione con con la Sandoz per diventare Novartis: la Ciba/Novartis ha
progettato, cospirato e colluso per creare, sviluppare e promuovere la
diagnosi dell’ADHD nella prospettiva assai riuscita di accrescere
le quote di mercato del suo prodotto Ritalin… Essa ha
ripetutamente violato l’Articolo 10 della Convenzione delle
Nazini Unite sulle Sostanze Psicotrope,1019 UNTS 175(1971)”.
E continuava “ l’APA ha cospirato, colluso e cooperato con
gli altri imputati accettando al contempo contributi finanziari dalla
Ciba così come da altri soggetti dell’industria
farmaceutica…”
Nello specifico, la società è accusata di:
· Aver promosso ed appoggiato attivamente l’idea che una
rilevante percentuale di bambini soffrisse di una
“malattia” che richiedeva una terapia/cura con narcotici.
· Aver promosso ed appoggiato attivamente il Ritalin come
“miglior farmaco” per curare i bambini cui erano stati
diagnosticati l’ADD e L’ADHD.
· Aver appoggiato attivamente gruppi quali il CHADD, imputato,
sia finanziariamente sia con altri mezzi, in modo che tali
organizzazioni promuovessero e appoggiassero la crescente realizzazione
di diagnosi di ADD/ADHD, così come aver aumentato direttamente
le vendite di Ritalin.
· Aver distribuito letteratura promozionale e commerciale a
genitori, scuole e altre persone interessate nel riuscito tentativo di
aumentare ulteriormente il numero di diagnosi e il numero di persone a
cui prescrivere il Ritalin.
La disputa legale è tutt’ora in corso.
BIBLIOGRAFIA MINIMA
H.Kremer, RITALIN E CERVELLO -I disastrosi effetti del narcotico Ritalin e le sue conseguenze sul cervello.
Macro Edizioni 2003.
Peter Breggin, Stati psichiatrici d’America da “I principi
cerebro-debilitanti dei trattamenti psichiatrici - Droghe,
electroshock, e il ruolo della FDA”,
Springer Publishing. Company (1997)
Alcuni siti internet per saperne di più:
www.provinciabile.it/blogabile
www.giùlemanidaibambini.org
www.toscananet.it//pedagogia
www.antipsichiatria.it
www.nopazzia.it
www.ecn.org/antipsichiatria
www.inventati.org/antipsichiatria
www.club.it/cuculo/indice-i.html
Comitati di base della scuola
Via De Cristoforis, 5 Varese
0332 239695 cobasva@iol.it
Gruppo d’iniziativa non psichiatrica
Tradate 0331 811662
|
|
|