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Assemblea aperta contro Psikiatria e controllo sociale,

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Inviato da malega_1 di 17 Mar 2005 - 12:50 AM

assemblea ed iniziative antipsichiatriche a Cagliari

Iniziative: Né sicurezze né garanzie! Disordinatamente libere/i di non essere normali!

Assemblea aperta contro Psikiatria e controllo sociale, in piazza a Cagliari venerdi 18 alle h.17 in Piazza Marghinotti (angolo inizio Terrapieno e via San Giovanni)

In questi ultimi giorni, per rompere con la noia, il mortifero andazzo di una repressione vecchio stile, di ripetitività riguardo al solito spazio riservato alla criminalità e alla delinquenza, ci si inventa qualcosa di nuovo, di più attraente badando bene dove ciascuno/a verrà collocato: tra i “normali” o i “devianti” o “deviati deal consenso.
Per farsi un’idea basta consultare una serie di articoli attinenti a ciò che sarà sempre più la facciata igienista del controllo psico-sociale, sia nel mondo dell’infanzia sia negli ambiti della detenzione e della segregazione sociale più generale (carcere, reparti psichiatrici, O.P.G., centri di permanenza temporanea etc..).
Questo sviluppo esponenziale del potere psichiatrico, medico e farmaceutico ha invaso e sta invadendo ampi settori degli strati sociali. Perciò che riguarda la Sardegna e Cagliari in particolare, ha trovato terreno assai fertile, basti pensare all’ampio consenso che ha riscosso e sta riscuotendo sia a livello di potere politico-istituzionale (Regione, Comuni, Provincia o ed enti locali), sia in campo dell’assistenza sociale (scuola, famiglia etc) sia sul piano giudiziario-penale (carceri, riformatori etc.).
La grande sponsorizzazione che ne hanno fatto e ne vanno facendo i media locali serve a creare il giusto clima di necessità non più rinviabile, anzi una vera e propria emergenza cui far fronte. Questo è quanto sostenuto dai vari oratori e operatori psichiatrici negli ambiti sociali su elencati.
Per comprenderlo, occorre riferirsi agli interessi non solo politici e sociali ma anche economici di vario tipo, un vero business che coinvolge neuropsichiatri, psichiatri, politici di diverse specie e colore, assistenti sociali o presunti tali, membri di lobbie mediche in accordo con multinazionali farmaceutiche produttrici di svariati psicofarmaci.
Tra questi psicofarmaci, un’attestato di benemerenza tra i cultori dell’ordine e della sicurezza sociale, lo sta riscuotendo il Ritalin, lo psicofarmaco, prodotto dalla casa farmaceutica svizzera Novartis, considerato la “pillola dell’obbedienza”, e somministrato ai/lle piccoli/e per mettere fine alla loro vivacità uccidendone sul nascere qualsiasi spontaneità e creatività, nonché inibendone i loro stati emotivi.
Questo trattamento di doping sociale prosegue e viene applicato anche ai/alle ragazzi/e e agli adulti per annichilirne il disagio e con esso qualsiasi forma di ribellione rispetto allo stato di cose in cui vivono.
Come tutti/e sanno, il fautore di questo esperimento è il dottor “Stranamore” Alessandro Zuddas, neuropsichiatra infantile della clinica neuropsichiatrica di Cagliari, riguardo al modo di stroncare per via farmaceutica sul nascere qualsiasi tipo di ribellione, garantendo, a suo detto, ottimi risultati sin dalle giovanissime età.
Naturalmente cavie predilette sono, per la maggior parte bambini/e e ragazzi/e provenienti dagli strati sociali “a rischio”, o “pericolosi” residenti nei ghetti metropolitani, e bambini/e “disadattati/e” che vivono nei paesi.
A tutto ciò si aggiunga il tipo di controllo e di sperimentazione psichiatrico-sociale che si sta istaurando nelle carceri, riguardo alla varie tossicodipendenze, AIDS etc., e altri disagi mentali dati dalle condizioni detentive entro cui stanno gli/le detenuti/e.
Questo tipo di logica è estendibile anche ai reparti psichiatrici ospedalieri e alle “case di correzione” per minori, nonché a centri di igiene mentale e alle varie comunità di ricupero.
Per rendere credibile questo progetto di ortopedia psico-sociale, si è dato corso alla diffusione massmediatica di una sfilza di dati legati a problemi di disagio di vario tipo è a dir poco terrorizzante.
Per far si che le forme di forme di coazione, recupero, sorveglianza, repressione e prevenzione siano estesi quanto più capillarmente possibile a quante più categorie sociali considerate “devianti” rispetto alla “normalizzazione” sociale in atto, si sta dando corso quindi ad un bombardamento informativo che verte sulla sicurezza e sulla sorveglianza in ogni ambito sociale.
Il recente convegno dal titolo “Follia e crimine, castigo e cura” organizzato dal gruppo consiliare di Progetto Sardegna (Soru) rientra in questa logica appena esposta ed è anche inserito in una strategia più ampia sia a livello italiano che internazionale vista la partecipazione di psichiatri molto noti operanti nel settori psichiatrico giudiziario di Toscana e nel Dipartimento di Salute Mentale di Trieste.
E’ a partire da queste considerazione che riteniamo importante dare una risposta a uno stato di cose da noi considerato intollerabile sotto tutti i punti di vista (fuga dalla libertà, omogeneizzazione sociale delle menti, spegnere tutto ciò che vive e che è pericoloso per gli zombies che appestano questa società di “normalizzati”).
Per cui occuparsi del controllo sociale oggi in Sardegna e altrove, parte dall’attacco diretto all’estensione del potere psichiatrico (e medico) nel sociale in generale, e in particolare occorre identificare le varie strutture dislocate sul territorio, il personale operante nel settore (psichiatri, assistenti sociale, personale sanitario, psicologi, preti…) per farne oggetto di una contestazione permanente e una lotta diretta e diffusa senza intermediari di alcuna specie, contro le varie forme detentive e pseudoperativa.
Quello che è in gioco innanzitutto la libertà di pensiero e di azione di ciascun individuo preso nel suo concreto operare giornaliero non dimenticando che oggi vi è un’accettazione di tutto sostenuta da un volersi garantire sicurezza, tranquillità che esentano da qualsiasi rischio.
In cambio si aderisce a ogni tipo di divieto di proibizione e di piccole repressioni che fungono da anticamera alle misure di sorveglianza e controllo messe in atto.
La mentalità autoritaria e autoritativa che presiede questa accettazione non è semplicemente frutto di una servitù volontaria ma cresce e si alimenta di tutto ciò che si chiama discriminazioni economiche e sociali esistenti tra le varie classi.
Assistenzialismo, clientelismo di partiti, sindacati e volontariato vari che si servono di tutti questi problemi per impiantare nuove forme di dominio e di nuove povertà sociale unitamente al mantenere in questo modo anche quelle vecchie.
Per cui l’attacco a tutte le condizioni di povertà sociale attualmente diffuse verte sul mettere in luce
i connubi esistenti tra i vari poteri dello stato, dal giudiziario al penale a quello medico attinente alla gestione del controllo in tutte le sue forme.
Oggi i media diffondono rassicuranti messaggi su quanto va facendo il potere politico ed economico in tutti i campi per rendere digeribile qualsiasi problema, dalla guerra all’ultimo problema familiare.

Come Assemblea Aperta contro la Psichiatria ed il Controllo sociale, convochiamo un incontro dibattito per dar corso nell’immediato ad una serie di iniziative che hanno lo scopo non solo di richiamare l’attenzione delle persone ma anche di manifestare la nostra opposizione in senso diretto e autonomo a questo stato di cose.

Riprendere a manifestare significa riprendere a vivere sulle strade, nelle piazze fuori da qualsiasi idea di rassegnazione.

L’incontro si terra il giorno 18-03-2005 alle h.18 a Cagliari in Piazza Marghinotti (angolo inizio Terrapieno e via San Giovanni)
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di Giovedì, 17 Marzo 2005 - 12:21 AM