La campagna contro il Ritalin
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Inviato da malega_1 di 10 Mar 2005 - 06:43 PM
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da carmillaonline.com (o net o it. org (giuro che non ricordo bene)
malega
La campagna contro il Ritalin - Interrogazione parlamentare
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Da Blog-ABILE - Grazie ad un decreto ministeriale il cosiddetto farmaco
della tranquillità, il Ritalin, destinato a sedare i bambini
vivaci, è passato dalla tabella degli stupefacenti a quella
degli psicofarmaci.
Una volta si chiamava “argento vivo", “vivacità",
irrequietezza. Oggi grazie alla medicalizzazione scellerata di molti
comportamenti, ha un nome sinistro: “sindrome ADHD” o
sindrome da iperattività. Se un bambino è irrequieto,
passa da un gioco all’altro, non riesce a star fermo , insomma,
se il bambino si ostina a fare il bambino è segno che ha
qualcosa che non va. Per questo molti medici e pediatri su indicazione
stessa del Ministero della Salute inizieranno a prescrivere e
somministrare il Ritalin: un eccitante del sistema nervoso che grazie
ad un effetto cosiddetto paradosso agisce come calmante sulla sfera
emotiva e comportamentale.
Ora anche in Italia questo farmaco può essere somministrato ai
bambini come accade negli Stati Uniti, dove l’allarme della
comunità scientifica conferma la presenza di un vero e proprio
esercito di piccoli dipendenti da farmaci.
Per questi motivi, l’onorevole Tiziana Biolghini, Consigliere
delegato alle politiche dell’ Handicap della Provincia di Roma,
si oppone con fermezza alle reintroduzione del Ratalin, nel mercato
farmacologico italiano.
Interrogazione parlamentare
On. Tiziana Biolghini
Al Ministro della salute.
Per sapere, premesso che:
- dal marzo 2003, per decreto ministeriale, il Ritalin, anfetamina a
base di metilfenidato, è passato dalla tabella degli
stupefacenti a quella degli psicofarmaci;
- da quella data il farmaco, appartenente alla famiglia della morfina e
della cocaina, può venire usato per «curare» i
bambini affetti dal così detto «Disturbo da Deficit
dell'attenzione con Iperattività» (ADHD o DDAI);
- la casa farmaceutica che produce il Ritalin, la multinazionale
Novartis, nella scheda tecnica scrive che: «un uso abusivo del
farmaco può indurre una marcata assuefazione e dipendenza
psichica con vari gradi di comportamento anormale [...] si richiede
un'attenta sorveglianza anche dopo la sospensione del prodotto
poiché si possono rilevare grave depressione e
iperattività cronica»;
- nonostante questo, però, la Novartis ha invaso il mercato
americano, tanto che i piccoli americani «impasticcati»
sono ormai circa quattro milioni;
- nello stesso periodo in alcune scuole d'Italia è partito un
progetto chiamato «Prisma», sponsorizzato da istituti
privati, per individuare bambini affetti da questa sindrome tramite
questionari per gli insegnanti e le famiglie;
- le domande poste riguardano comportamenti molto comuni: ai genitori
viene, per esempio, chiesto se il figlio faccia errori di negligenza,
se si dimeni sulla sedia, se corra e si arrampichi o parli troppo, se
si agiti o ascolti poco;
- bastano poche risposte affermative ed il genitore viene invitato ad
una «visita più approfondita», che potrà
condurre alla prescrizione della medicina;
- numerose ricerche hanno evidenziato come i bambini veramente
iperattivi (disturbo che non comporta nessun tipo di deficit cognitivo)
riescono a superare tale disturbo mediante psicoterapie ed interventi
pedagogici mirati, senza l'uso di alcun farmaco, tanto meno del Ritalin
che servirebbe soltanto a nascondere i sintomi senza intervenire a
fondo sul problema;
- la questione risulta ancora più allarmante alla luce della
situazione degli USA, dove il farmaco è in uso da molto tempo, e
dove alcuni pediatri e psichiatri hanno lanciato un vero e proprio
allarme dopo aver riscontrato nei bambini trattati con il Ritalin
effetti collaterali talvolta devastanti: alcuni di loro, ormai adulti,
non riescono a condurre una normale vita sociale, rimanendo dipendenti
dalla sostanza;
all'interrogante sembra che si voglia per forza porre sotto controllo
farmacologico tutti quei bambini che non stanno alle regole e non si
conformano ai canoni sociali stabiliti:
- a quali motivazioni debba esser fatta risalire la modificazione della tabella in cui è classificato il Ritalin;
- se non ritenga pericolosa la possibile diffusione dell'uso di un
farmaco così potente in età pediatrica e se non ritenga
di dover scongiurare in ogni modo che gli interessi delle
multinazionali farmaceutiche e degli istituti di ricerca privati
possano prevalere su quelli reali dei bambini e delle loro famiglie;
- se non ritenga opportuno riportare la situazione allo stato
precedente, riconducendo il Ritalin entro la tabella degli
stupefacenti.
Pubblicato Marzo 9, 2005
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