ADHD
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Inviato da A8dmin di 04 Feb 2005 - 07:56 PM
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Mariua Rosaria d'Oronzo,
psicologa bolognese allieva di Giorgio Antonucci, è molto
impegnata contro la psichiatrizzazione dei bambini e in particolare
l'introduzione in Italia del Ritalin. Ben volentieri pubblichiamo
questo suo ampio intervento.:
Nel 2000 alcuni neuropsichiatri infantili, Zuddas, Masi, Marzocchi ecc,
hanno iniziato la loro campagna mediatica a favore del riconoscimento
anche tra i bambini italiani della sindrome dell'adhd. In italiano
significa deficit dell'attenzione, dell'attività e
dell'impulsività. In canada, usa, Inghilterra, germania, ai
bambini vengono prescritti psicofarmaci per questi comportamenti
già da decenni. Gli psichiatri che ho appena ricordato
lamentavano un ritardo di cura, qui da noi. Il 4% dei bambini italiani
non vengono aiutati a superare le loro difficoltà, dicevano. La
sperimentazione, il reclutamento di bambini con ADHD è iniziata
nell'anno scolastico 2002-2003 in 6 città italiane.
Nelle scuole elementari di queste città campione sono stati
distribuiti dei test, con pretesa diagnostica, riguardanti il
comportamento dei bambini. Genitori e insegnanti venivano invitati a
compilarli. Al test seguiva un colloquio con lo psichiatra e, in alcuni
casi, la proposta di inserire il proprio figlio nella sperimentazione
del Ritalin, della Novartis. Il Ritalin o metilfenidato, cioè un
anfetamina simile alla Pleigin, è stato eliminato dalla tabella
I degli stupefacenti (come LSD e cocaina) dalla CUF, per inserirlo
nella tabella IV, quella delle sostanze considerate meno pericolose.
Mentre la Food and Drug administration raccomanda cautela per la
prescrizione di psicofarmaci in età scolare, in Italia, comunque
il Ritalin è ufficialmente prescrivibili da aprile 2004.
Lo psichiatra promotore di questa nuova inquisizione scrive, nel 1999:
?Se non trattato il disturbo compromette numerose aree dello sviluppo e
del funzionamento sociale del bambino predisponendolo, nelle successive
età della vita, ad altre patologie psichiatriche, e al disagio
sociale: alcolismo, tossicodipendenze, disturbo antisociale di
personalità con questo intendono: i soggetti con adhd non
completano l'obbligo scolastico, raramente arrivano
all'università, hanno pochi amici, sono coinvolti in
attività antisociali, mostrano maggiore frequenza di gravidanze
prima dei 20 anni, di incidenti stradali e difficoltà
occupazionali.
La ?conferenza nazionale di consenso sull'Adhd?, tenutasi a Cagliari
nella primavera del 2003 si è conclusa con un fallimento, la
sperimentazione ha fallito, non c'è stato riscontro con le
previsioni. Le richieste di aiuto psichiatrico da parte di genitori,
sono state troppo poche.
In alcune delle città-campione i questionari semplicemente sono
stati ignorati, non consegnati. A Cagliari, poi, i genitori hanno
pubblicamente bruciato i test. A Pisa è stato fatto un sit-in,
da mamme e papà, davanti alle scuole il giorno fissato per la
raccolta dei tests.
Da parte degli specialisti c'è stato subito un rilancio. Loro dicono, e sono informazioni pubbliche su internet:
I questionari ai genitori e insegnanti risultano inattendibili per una
corretta formulazione diagnostica, ma appaiono utili per
l'individuazione e quantificazione delle compromissioni funzionale e
per l'efficacia della terapia.
Nelle Linee-guida per l'ADHD è stato strutturato questo tipo di apparato:
1) Un censimento dei Centri di Alta Specializzazione per l'ADHD
2) Uno studio epidemiologico formale che definisca la prevalenza ed incidenza dell'ADHD
3) Un Registro nazionale dei casi di ADHD (così la schedatura inizia nell'infanzia)
L'uso della medicina come forma di controllo sociale è da sempre
prerogativa del sistema di potere. Il declino della
responsabilità e la sua cultura fa si che il diverso,
l'eccentrico, chi non si uniforma ai comportamenti dettati dalla norma
della società è da considerarsi malato.
La soluzione proposta per ?i bambini difficili?, o nei termini
psichiatrici, bambini con adhd, sono degli psicofarmaci, e in
particolare il Ritalin.
L'efficacia del Ritalin e di altri psicostimolanti nella terapia di in
attenzione, iperattività, impulsività è
documentata da miglioramento nell'inserimento sociale e dai risultati
scolastici, con riduzione dei comportamenti oppositivi e provocatori
verso adulti e coetanei. In sostanza il bambino deve essere
rincitrullito, deve stare zitto e subire in maniera passiva, senza
opposizione di alcun tipo. Il Ritalin viene definito anche come la
pillola dell'obbedienza.
La pseudo malattia psichiatrica infantile non serve come risposta al
disagio del bambino, quanto per l'esigenza di razionalizzare una
?salute sociale? disciplinata e conforme. Al di là degli usi o
abusi, il Ritali rivela la funzionalità di alcune droghe ad un
certo tipo di scuola azienda, e di un certo tipo di società.
Il mandato della psichiatria è quello di eliminare le persone che danno fastidio, e per mantenere l'ordine costituito.
E' bene ricordare che per la definizione di una nuova ?malattia? nel
DSM (manuale diagnostico psichiatrico mondiale) è sufficiente
identificare una serie di comportamenti come sintomi di malattia. E'
evidente come questa visione sia condizionata dalla forma che assume il
pensiero dominante; in questa ideologia le differenze individuali,
proprie degli esseri viventi, sono pensate come difetti da colmare o da
correggere con una qualche tecnica di controllo.
I bambini che faticano ad accettare metodi educativi tradizionali e
rifiutano a priori l'autorità di genitori e insegnanti a questi
bambini vengono diagnosticati disturbi di ADHD, vengono narcotizzati
con il Ritalin per frenare la loro esuberante energia, giudicata
eccessiva.
Ho iniziato ad occuparmi della questione psichiatrica quando ero ancora
studente di psicologia e ho trovato, incontrato il lavoro del dott.
G.Antonucci e la pratica dell'approccio no-psichiatrico alla sofferenza
psicologica. Chi conosce il movimento di liberazione dalla psichiatria
ha già sentito parlare del reparto Autogestito del ex OP di
Imola.
Devo subito dire che la psicologia accademica è un'ancella della
psichiatria. Con questo voglio dire che nell'università non si
studia ancora la psicologia, si certo studiamo la storia della
psicologia, gli esperimenti in laboratorio, i test e le loro analisi..
ma nessuna di queste materie si occupa della sofferenza psicologica di
uomini e donne e del loro diritto ad una vita dignitosa.
Ci insegnano che la persona adattata è una persona sana, con
intelligenza media cioè che ha dovuto rinunciare alla propria
personalità per diventare più o meno la persona che crede
di essere tenuta ad essere.
Ne consegue che il marchio di malattia mentale è giustificato se
lo consideriamo dal punto di vista dell'efficienza sociale.
Se la struttura di una determinata società fosse tale da offrire
la massima possibilità di felicità individuale, allora
non ci sarebbe conflitto.
Se consideriamo invece, il problema psicologico delle persone, dal
punto di vista dei valori concernenti lo scopo dell'esistenza
individuale, la persona adattata è colui che si è arreso
completamente nella battaglia per il proprio io, per la
possibilità di una vita autentica.
La cultura psichiatrica, il positivismo ci vorrebbe tutti
organisticamente uguali, come i meccanismi degli orologi e conformi
alla norma.
La psichiatria e quindi i manicomi, non sono affatto nati per proteggere la salute di qualcuno.
Se si ripercorre la storia si vede che non sono nati per questo motivo.
I manicomi nascono col sorgere della civiltà industriale nelle
metropoli, perché tra le persone che affluiscono nelle metropoli
alla ricerca del lavoro ci sono alcuni che riescono per le loro
qualità e per la loro fortuna a trovare una posizione e altri
che non la trovano. I regnanti di queste metropoli dicevano che bisogna
trovare un luogo dove mettere i poveri che non hanno collocazione.
Basta leggere Foucoult, come sapete, per sapere come è nato il
manicomio. Il manicomio è nato come ospizio dove si mettono le
persone che non sono socialmente inserite. Non è nato come luogo
dove occuparsi della salute.
Per conservare l'integrità nostra, adulti e bambini ci sono due cose da fare: ascoltare e parlare.
Né farmaci, né uso della forza, né persuasione.
Per dialogare non basta parlarsi, scambiarsi delle parole. Il dialogo
non può avvenire se non fra individui che si riconoscono come
persone. L'etica del dialogo si contrappone all'etica della potenza.
Anche il Progetto Prisma, il progetto che prevede la cura con
psicofarmaci in bambini vivaci, impulsivi, vivi e distratti non si
occupa della salute dei nostri bambini ma serve per l'individuazione
precoce di una situazione problematica, dove per situazione
problematica si intende la difficoltà nell'inserimento
professionale e sociale del futuro adulto. Si capisce, tutti possono
capire, che la categoria di abilità o meno nell'inserimento nel
mondo del lavoro non è categoria medica, ma risponde alle
esigenze descritte da Foucoult.
Si prepara i bambini a una società in cui non è
importante che dalla scuola escano persone in grado di pensare e agire,
ma è importante che dalla scuola si preparino sin dalle
elementari dei tecnici.
Le persone diagnosticate dal pregiudizio di questa pseudo-scienza
risultano diverse. Ma diverse da chi? Tutti siamo psicologicamente
diversi. Ai bambini che si distraggono in classe, perché troppo
intelligenti e si annoiano, o semplicemente perché hanno un
naturale bisogno di muoversi, a queste persone viene somministrato il
farmaco, descritto come ?pillola dell'obbedienza?, vengono poi
inscritti in un registro ministeriale, e non sono più
considerate persone a tutti gli effetti.
Allora io dico che gli psichiatri vogliono persone conformiste e
sottomesse. E gli psichiatri che non riescono a capire persone non
sottomesse, prescrivono loro i farmaci. Le umiliazioni e gli effetti
traumatici di tali trattamenti forzati possono essere molto pesanti,
rendere difficile il ristabilirsi.
I trattamenti psichiatrici esplicano i loro effetti danneggiando le
più alte funzioni umane, inclusa la reattività
emozionale, la sensibilità sociale, l'auto-coscienza, la
capacità di autocomprensione, l'autonomia,
l'auto-determinazione.
Il movimento del bambino, la vivacità, l'indisciplina sono la
sua salute. Si danno dei farmaci tossici per la sua muscolatura,
tossici per il sistema nervoso, tossici per il fegato. Si interviene su
una persona in piena salute, in piena crescita e in pieno sviluppo, per
ridurle la salute. Il fatto che un bambino sia vivace non è una
malattia, c'è da preoccuparsi se non lo fosse.
Non solo tutti i problemi che abbiamo vengono trasformati in un difetto
del cervello, ma anche quelli che non abbiamo, come ad esempio i
bambini che sono vivaci e non hanno problemi ma vengono classificati
con la sindrome della disattenzione e per questo curati con il farmaco.
E' necessario quindi, che genitori e insegnanti diventino consapevoli
delle eccezionali caratteristiche individuali e instaurino un rapporto
basato su libertà, amore, rispetto, fiducia reciproca.
Atteggiamenti rigidi, repressivi e biopsichiatrici possono provocare
reazioni spiacevoli, imprevedibili e causare danni psicologici.
Maria Rosaria D'Oronzo Bologna, luglio 2004
Maria R. D'Oronzo <mariardoronzo@libero.it>
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