Gli inquietanti effetti collaterali degli psicofarmaci
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Inviato da malega_1 di 16 Gen 2005 - 11:48 PM
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Gli inquietanti effetti collaterali degli psicofarmaci
Luciano Gianazza
Nuovi Mondi Media
Alcuni ricercatori indipendenti, non sovvenzionati dalle case
farmaceutiche hanno rilevato che alcuni psicofarmaci causano nelle
persone che li prendono tendenza al suicidio e atteggiamenti violenti.
E più di 200 azioni legali sono state indette contro la Eli
Lilly, Pfizer e GlaxoSmithKline, i produttori rispettivamente del
Prozac (fluoxetine) Zoloft (sertraline) e Paxil (paroxetine) per essere
risarciti da suicidi o omicidi da parte di pazienti pochi giorni o
settimane dopo che furono prescritti loro uno o più di questi
psicofarmaci.
Dr Jekill & Mr Hide
Era una brava persona, cordiale, gran lavoratore. I vicini lo ricordano
così. All'improvviso e apparso nella cronaca nera. Ha trucidato
a fucilate la famiglia e alla fine ha ucciso anche se stesso. Fatti di
questo genere ultimamente abbondano sulle prime pagine dei giornali di
provincia e nei telegiornali anche se non come prima notizia.
Ma qual è la pozione malefica che trasforma delle persone che conducono una vita normale in tanti Mr. Hide?
I protagonisti spesso erano in cura da uno psichiatra. Non compare mai
il nome degli psicofarmaci che prendevano e a volte non viene nemmeno
detto che li prendevano, anche se è ovvio che la "cura"
psichiatrica consiste principalmente nella prescrizione di
psicofarmaci.
Quale tipo di psicofarmaci le vittime prendevano, includendo la marca e
il produttore, dovrebbero essere riportati dai media in modo che i
cittadini facciano le loro considerazioni a riguardo e prendano le
decisione più opportune. Ma forse è proprio questo che
non si vuole che venga fatto sapere, dovuto al conflitto d'interessi.
Perché mai un giornale o rivista dovrebbe pubblicare
informazioni sfavorevoli a grandi gruppi economici che spendono milioni
di euro per promuovere dei prodotti sulle loro pagine pubblicitarie?
Alcuni ricercatori indipendenti, non sovvenzionati dalle case
farmaceutiche hanno rilevato che alcuni psicofarmaci causano nelle
persone che li prendono tendenza al suicidio e atteggiamenti violenti.
Le case farmaceutiche si difendono dicendo che è la depressione
che ha portato il paziente al suicidio o all'omicidio, non il loro
farmaco, nonostante le evidenze mostrino il contrario.
Non per nulla più di 200 azioni legali sono state indette contro
la Eli Lilly, Pfizer e GlaxoSmithKline, i produttori rispettivamente
del Prozac (fluoxetine) Zoloft (sertraline) e Paxil (paroxetine) per
essere risarciti da suicidi o omicidi -- alcuni effettuati, altri solo
tentati -- da parte di pazienti pochi giorni o settimane dopo che
furono prescritti a loro uno o più di questi psicofarmaci.
Questi tre farmaci appartengono alla stessa famiglia degli SSRI,
Inibitori Selettivi dei Ricaptatori della Serotonina. Vengono
comunemente prescritti per curare la depressione, e la loro funzione
è quella di incrementare la serotonina, una sostanza chimica
presente nel cervello.
Le azioni contro tali case farmaceutiche sono motivate dal fatto che
erano a conoscenza che alcuni pazienti, assumendo tali farmaci,
avrebbero sperimentato una condizione chiamata akatisia,
un'inquietudine fisica e mentale opprimente. Altri pazienti, dopo avere
iniziato a prendere uno di questi farmaci, possono rinvigorirsi a
sufficienza da essere in grado di danneggiare se stessi, ma non sono
aiutati dal farmaco a controllare i loro pensieri distruttivi. Gli
avvocati che rappresentano i pazienti o i loro eredi hanno scoperto
documenti che le società hanno tenuto nascosti, documenti che
mostrano che questi pericoli esistono per tutti e tre gli
antidepressivi.
Alcuni dei pazienti che hanno subito una reazione di akatisia sono stati portati a commettere atti atroci.
Matthew Miller aveva tredici anni e si è suicidato dopo meno di una settimana che prendeva lo Zoloft.
Il 13 febbraio 1998 Donald Schell, 60 anni, dopo aver preso due
pastiglie di Paxil ha avuto allucinazioni e si è messo a sparare
uccidendo sua moglie, la figlia, e la nipote.
Il 4 marzo 1993, due settimane dopo aver iniziato a prendere il Prozac,
William Forsyth ha ucciso sua moglie con 15 coltellate mentre era a
letto, e poi si è appoggiato sul coltello per uccidersi.
Reginald Payne, 63 anni, un insegnante inglese, ha soffocato sua moglie
e si è gettato da una scogliera nel marzo 1996, dopo avere preso
il Prozac per solo 11 giorni.
Sono solo quattro esempi fra le centinaia tanto per dare un'idea della sequenza.
Nel luglio 2001, una giuria federale a Cheyenne, nel Wyoming ha
ordinato alla GlaxoSmithKline di pagare 6.400.000 dollari ai parenti di
Donald Schell. In quel caso, i parenti hanno trovato documenti interni
della GlaxoSmithKline dimostrando che la società era consapevole
che alcune persone avrebbero potuto diventare agitate o violente a
causa del Paxil. Malgrado questa conoscenza, le confezioni del Paxil
non includono alcun avvertimento riguardo alla possibilità di
suicidio, violenza o aggressione.
Documenti incriminanti
I documenti scoperti sul Prozac sono particolarmente rivelatori:
1. Nel 1990, gli scienziati della Eli Lilly sono stati sollecitati dai
dirigenti dell'azienda a modificare i dati registrati di esperienze di
medici con il Prozac, sostituendo nelle segnalazioni ricevute le parole
tentato suicidio con "overdose" e tendenza al suicidio con
"depressione".
2. Tre anni prima che il Prozac ricevesse l'approvazione dalla Federal
Drug Administration degli Stati Uniti (FDA) un'agenzia equivalente in
Germania ha avuto perplessità tali sulla sicurezza del Prozac
che si è rifiutata di approvare l'antidepressivo. Gli studi
della Eli Lilly hanno dimostrato che pazienti, precedentemente senza
alcuna tendenza al suicidio, dopo aver preso il farmaco hanno commesso
tentativi di suicidio e suicidi cinque volte di più che non
altri durante gli studi su antidepressivi più vecchi, e tre
volte di più dei soggetti che prendevano placebo.
3. Le cifre in possesso della Eli Lilly indicano che un paziente su
100, precedentemente senza alcuna tendenza al suicidio, dopo aver
assunto il farmaco durante le prove cliniche iniziali ha sviluppato
akatisia, a cui hanno fatto seguito tentato suicidio o suicidio nel bel
mezzo della ricerca.
È anche stato scoperto che il brevetto per una nuova versione
del Prozac, che la Eli Lilly ha pagato 90 milioni di dollari per
ottenerlo, dichiara che la nuova formulazione ridurrebbe "i ricorrenti
effetti collaterali" del Prozac originale, incluso "nervosismo,
ansietà, insonnia, inquietudine interiore (akatisia), tendenza
al suicidio, auto-mutilazione, comportamento maniacale".
Il Prozac è stato immesso sul mercato degli Stati Uniti dalla
Eli Lilly nel gennaio 1988. Zoloft e Paxil sono subentrati
rispettivamente nel dicembre 1991 e nel dicembre 1992. Circa 45.000
rapporti di reazioni avverse al Prozac sono stati registrati dalla FDA.
Questi includono rapporti di circa 2500 morti, con la stragrande
maggioranza collegata a suicidio o violenza.
Rapporti dei medici sulle tendenze al suicidio
Il Dr. Martin Teicher Harvard Medical School nel 1990 ha riportato che
lui e i suoi colleghi avevano osservato tendenza al suicidio in sei
pazienti che prendevano il Prozac. Più recentemente, il Dr.
David Healy, un esperto sul sistema della serotonina del cervello e il
direttore del North Wales Department of Psychological Medicine
all'Università del Galles, ha stimato che "probabilmente 50.000
persone hanno commesso suicidio a causa del Prozac dal suo esordio, una
cifra molto più alta del numero di quelli che avrebbero commesso
comunque suicidio se non fossero stati curati.
Nel frattempo, le case farmaceutiche continuano a basarsi su una
conclusione del 1991 di una commissione consultiva della FDA che
afferma: "non c'è alcuna prova credibile di un collegamento
causale tra l'uso di farmaci antidepressivi, compreso il Prozac, e il
suicidio o il comportamento violento."
Questo a dispetto di tutte le evidenze.
Casi collegati
Negli Stati Uniti, contro la GlaxoSmithKline Plc, il gigante
farmaceutico britannico che produce l'antidepressivo Paxil (paroxetine)
è stata intentata una causa collettiva a nome di tutte quelle
persone a cui era stato prescritto il Paxil e che in seguito hanno
subito crisi di astinenza quando hanno tentato di sospendere
l'assunzione del farmaco.
I pazienti che hanno utilizzato il Paxil dichiarano che il produttore ha nascosto la natura assuefacente del farmaco.
La parte lesa afferma che la GlaxoSmithKline sapeva che alcuni pazienti
a cui sarebbe stato prescritto il Paxil avrebbero subito una grave
crisi d'astinenza una volta cessata l'assunzione del farmaco, ma non
hanno avvertito né i medici né i pazienti di questo
frangente. Le accuse sono di frode e inganno, negligenza, precisa
responsabilità giuridica, e violazione di garanzia. Le richieste
sono di risarcimento dei danni e punizione dei colpevoli.
Il concilio di difesa ha riportato che per decisione della corte sono
stati invitati a ripresentare la mozione con maggiori dettagli.
Le reazioni delle crisi d'astinenza subite dai pazienti che tentano di smettere di prendere il Paxil includono:
impulsi di scosse elettriche, capogiri, sbadataggine, vertigini,
mancanza di coordinazione, andatura malferma, sudorazione, nausea
estrema, vomito, febbre alta, disturbi addominali, sintomi di
influenza, anoressia, diarrea, agitazione, tremiti,
irritabilità, aggressività, sonno disturbato, incubi,
confusione, difficoltà di concentrazione, cattiva memoria,
letargia, sconforto generale, debolezza, fatica, parestesia, atassia, e
mialgia.
Il Paxil è stato introdotto nel mercato Stati Uniti il 29
dicembre 1992 ed è un farmaco antidepressivo della stessa classe
dello Zoloft e del Prozac (inibitore selettivo del ricaptatore della
serotonina o SSRI). Il Paxil è stato approvato per il mercato
americano per condizioni come depressione, ossessione compulsiva,
panico, e ansietà sociale.
Secondo gli accusatori, la GlaxoSmithKline sapeva da molti anni che le
varie caratteristiche del Paxil portano alla crisi d'astinenza quando
si smette di prenderlo. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale
della Sanità ottenuti dai querelanti, il Paxil ha il maggior
numero di reazioni di crisi d'astinenza di qualsiasi altro
antidepressivo al mondo.
In Italia non sono pochi i casi di omicidio/suicidio eccone alcuni:
24 FEBBRAIO 2004 - Una 33enne di Lurate Caccivio, in provincia di Como,
porta in chiesa la figlioletta di due anni e tenta di sacrificarla,
accoltellandola sull'altare. La trovano mentre asperge la figlia con
l'acqua santa e grida: "Ti devo purificare per la pace nel mondo"
22 FEBBRAIO 2004 - Un 42enne di Caltanissetta, dopo aver perso il
lavoro, si getta in mare con la figlia disabile: la bimba, 12 anni,
muore; lui invece si salva.
13 GENNAIO 2004 - Un odontotecnico di Polistena, in Calabria, ammazza
la moglie, medico chirurgo, e il figlioletto di 5 anni e poi si toglie
la vita.
12 GENNAIO 2004 - Ad Alvignano, in provincia di Caserta, il 56enne
Luciano Liparulo, ex insegnante in pensione, uccide la madre a
fucilate, ferisce il padre e poi si spara.
11 GENNAIO 2004 - A Viganò Brianza, nel Lecchese, un ragioniere
55enne, Fausto Zoia, spara alla moglie Enrica e ai figli Filippo (25
anni) e Federico (19) e poi si uccide. A quanto pare l'uomo era
depresso a causa di una dieta seguita per curare il diabete.
5 LUGLIO 2003 - Macerata: il piccolo Jaspal Singh, due mesi, viene
ucciso da un abbraccio mortale della madre, che lo ghermisce di spalle
e lo stringe con una mano al petto fino a sfondargli la scatola
cranica. La donna, emigrata dal Panjab a Piediripa di Macerata è
affetta da uno stato patologico di natura psichiatrica.
3 GIUGNO 2003 - Desio (Mi): Herika Rebelo strangola e poi affoga in un
water dell'ospedale di Desio la figlia di tre mesi, ricoverata il
giorno prima per una caduta dalla carrozzina. ''Ho ucciso il mostro'',
ripete la donna fuori di sé.
14 APRILE 2003 - Pontedera: un'impiegata di 32 anni confessa di aver
abbandonato dopo il parto Faustino Angelo, il neonato ritrovato morto
nella discarica nel febbraio 2001. La donna viene però arrestata
per duplice omicidio: la si accusa di aver abbandonato un altro neonato
il dicembre successivo.
14 MARZO 2003 - Rovereto (Trento): nella loro casa sono trovati i
cadaveri di due anziani coniugi, morti da diversi giorni. Il 15 marzo
è arrestato Marco Azzolini, 47 anni, che confessa di aver ucciso
i genitori.
21 GENNAIO 2003 - Crema
Un muratore 28enne tende un agguato al convivente dell'ex moglie, gli
spara e lo manca. Allora va a casa della donna, dove spara ai due
figli, uccidendo il più grande, 6 anni, e ferendo l'altro, di 2.
Quindi si chiude in camera da letto e si uccide.
15 GENNAIO 2003 - Agrigento
Una mamma di 37 anni, ubriaca, ha tentato di ammazzare il figlio di
dieci anni colpendolo ripetutamente con un coltello su tutto il corpo.
I vicini hanno chiamato i carabinieri e solo grazie al loro intervento
il bimbo è salvo. Resta però ricoverato in condizioni
gravissime in ospedale. La donna, Rosetta Caterinicchia, è stata
arrestata.
16 DICEMBRE 2002 - Grosseto
Un uomo ha sparato alcuni colpi di fucile uccidendo la figlia e la
moglie; poi è sceso in cortile, ha chiesto a un giovane di
chiamare la polizia e si è fatto arrestare. Giuliano Corridori,
53 anni, pensionato ha colpito alla testa la figlia, Giada, studentessa
universitaria di 26 anni, che è morta all'istante. La madre,
Luciana Catocci, 53 anni è morta in ospedale.
3 DICEMBRE 2002 - Milano
Un uomo ha ucciso il figlio gravemente malato e si è quindi
costituito ai carabinieri di S. Donato Milanese con la pistola ormai
scarica. Il fatto è avvenuto in un appartamento di via Passeroni
6, una traversa di corso Lodi. Quando le forze dell'ordine si sono
recate nell'abitazione, hanno trovato il ventitreenne Alessandro
Capponi riverso sul letto con due fori di proiettile in testa.
15 OTTOBRE 2002 - Torino
Un uomo ha ucciso 7 persone e poi si è tolto la vita. Gli 8
cadaveri sono stati scoperti dai carabinieri in una cascina vicino al
cimitero di Chieri. L'autore dell'omicidio-suicidio è un
muratore che ha sparato con una mitraglietta a familiari e vicini di
casa. Mauro Antonello, era l'ex marito di una delle vittime, separato
dopo un rapporto burrascoso. Salva la figlia della coppia che era a
scuola.
14 OTTOBRE 2002 - Reggio Emilia
Renzo Finamore, ex finanziere 58enne di Reggio Emilia, ha sparato a
moglie, figlia e fidanzato della ragazza, poi si è tolto la
vita. La sua è stata un'esecuzione in piena regola. Le due donne
sono morte sul colpo. L'ex finanziere ha filmato la strage, e forse ha
versato dell'acido sulle due donne prima del delitto.
2 SETTEMBRE 2002 - Caltanissetta
Maurizio Gesabella, venditore ambulante 38enne di Caltanissetta,
soffoca i figli Gaia, 2 anni, e Carmelo, 9, con un cuscino al termine
della festa di compleanno della più piccola. Poi indossa l'abito
del matrimonio e si lancia dal sesto piano della sua abitazione.
26 AGOSTO 2002 - Arbatax (Nuoro)
Luigi Locci, insegnante 47enne, massacra le due figliolette a
coltellate, e poi si uccide con la stessa arma. I rapporti tra l'uomo e
la moglie erano ormai logori, e lui temeva che la donna gli portasse
via le due figlie adorate.
24 GIUGNO 2002 - Brissogne (Aosta)
Olga Cerise, in riva al laghetto di Les Iles, ha annegato i due figli
di 4 anni e 21 giorni accompagnandoli a morire tenendoli per mano.
17 MAGGIO 2002 - Imola (Bologna)
Una donna di 34 anni uccide a coltellate la figlia di 7 e si suicida usando la stessa arma, un coltello da cucina.
12 MAGGIO 2002 - Madonna dei Monti, frazione di Santa Caterina Valfurva (Sondrio)
Una donna di 31 anni uccide la figlia di 8 mesi mettendola nella lavatrice alla quale fa compiere un ciclo di lavaggio.
19 FEBBRAIO 2002 - Novara
Una donna di 21 anni uccide la figlia di poco piu' di un mese, cercando con violenza di farla smettere di piangere.
2 DICEMBRE 2001 - Vittuone (Milano)
Una donna di 40 anni uccide la figlia di 7 anni, infilandole un
sacchetto di cellophane sulla testa e stringendoglielo al collo con i
suoi collant di nylon. Poi si siede sul divano di casa, attendendo
l'arrivo del marito.
27 OTTOBRE 2001 - Nove (Vicenza)
Una donna di 28 anni uccide, strangolandola con una calza di nylon, la
figlia di 7 anni appena rientrata a casa da scuola. Il 29 confessa l'
omicidio.
12 SETTEMBRE 2001 - Limidi di Soliera (Modena)
Un uomo di 43 anni, al rientro a casa, trova il figlio autistico di 14
anni ucciso, soffocato da un sacchetto di plastica stretto attorno alla
testa e la moglie, Paola Mantovani, 39 anni, legata e gettata in
piscina. La donna attribuisce la responsabilità ad una banda di
rapinatori, ma il 16 ottobre e' accusata di omicidio premeditato.
29 GIUGNO 2001 - Cretone, frazione di Palombara Sabina (Roma)
Una donna macedone di 36 anni, sposata con un italiano, uccide con 30 coltellate i suoi due figli di 5 e 6 anni.
18 APRILE 2001 - Inzago (Milano)
Un impiegato di 40 anni torna a casa e trova il figlio di 19 mesi morto
e la mamma impiccata a una trave del soffitto. La donna si è
suicidata dopo aver soffocato il figlio.
14 AGOSTO 2000:a Bolzaneto (Genova), Armando Grasso, pensionato di 60
anni malato di tumore, uccide con un fucile da caccia la moglie e il
figlio. Prima di suicidarsi ammazza anche una vicina di casa e il
figlio handicappato della donna.
21 GIUGNO 2000: a Palma di Montechiaro (Agrigento), Vincenzo Sambito,
51 anni, spara con una pistola calibro 7,65 e uccide la moglie, Paola
Amato, 46 anni, le figlie Marianna e Rosaria, 25 e 22 anni, la madre
Maria Salerno, 80, e ferisce il fratello Gaetano, 46, affetto da
sindrome di down, poi si spara.
6 FEBBRAIO 2000: a Lizzano (Cesena), la polizia e i carabinieri trovano
in un pozzo artesiano i cadaveri dei componenti di una famiglia:
genitori, moglie e figlia tredicenne di Massimo Predi, 40 anni, che
viene ricercato in tutta Italia e catturato l' 11 febbraio alla
stazione di Bari.
14 MAGGIO 1998: a Lomellina (Pavia), Antonella Tempella, 35 anni,
uccide a colpi di pistola quattro persone: l' ex marito, il convivente,
la madre (60 anni) e una cugina. La donna ferisce anche la figlioletta
della cugina, di 3 anni, e si suicida.
16 APRILE 1997: a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), un avvocato di
59 anni, Andrea Calderone, uccide a colpi di pistola i figli di 21 e 22
anni, il fratello, la madre ottantaduenne e poi si suicida con un colpo
in bocca. All'origine della strage, la separazione tra Calderone e sua
moglie.
19 NOVEMBRE 1996: a Buonvicino (Cosenza), un carabiniere di 32 anni,
Alfredo Valente, uccide sua moglie, il cognato e la moglie, i suoceri e
una nipotina e fugge. La fuga termina a Brescia dove il militare si
costituisce.
15 MARZO 1995: a Macerata Campania (Caserta) e poi a Santa Maria Capua
Vetere, Domenico Cavasso, 37 anni, che lavora nella polizia
penitenziaria, uccide a colpi di pistola sette persone, di cui quattro
stretti familiari (ma una muore per infarto), e ne ferisce altre due.
Dopo la strage l'omicida si costituisce.
Quante di queste tragedie dovremmo accreditarle agli SSRI?
Il Cartello degli Psicofarmaci
Le stragi familiari "inspiegabili" sono sotto gli occhi di tutti.
Quando si analizza un caso si tengono in considerazione tutti i
fattori. Se osserviamo che degli eventi in associazione con altri
portano a una specifica situazione, allora possiamo anche stabilire che
questi eventi associati possono essere delle concause che hanno
contribuito a quella situazione.
Quando si parlava delle "stragi del sabato sera" e di tutti quei
ragazzi morti o rovinati per sempre per i gravi incidenti
automobilistici di cui sono stati vittime o protagonisti, nessuno ha
mai avuto dubbi che l'alcool e le droghe fossero le concause principali
di tali incidenti. Chiunque asserisse che quegli incidenti sarebbero
successi anche se i ragazzi non fossero stati sotto l'influenza
dell'alcool e delle droghe non troverebbe molti sostenitori.
Allo stesso modo, se si osserva che una persona con un passato senza
precedenti di gravi atti aggressivi, dopo che ha iniziato ad assumere
degli psicofarmaci SSRI che lo psichiatra gli ha prescritto, fa fuori
la famiglia oltre che se stesso, non dovrebbe essere difficile trarre
le corrette conclusioni, come per le "stragi del sabato sera".
A meno che gli inquirenti non debbano basarsi sulle conclusioni dello psichiatra!
L'errata conclusione, ossia che è stata la "follia" spuntata da
chissà dove e da chissà quale recondito angolo del
cervello del poveraccio di turno, è molto pericolosa per la
libertà e la democrazia. Da' ai governi una ragione
apparentemente valida per ulteriormente limitare la libertà
individuale.
E' lo stesso principio con cui, dopo l'11 settembre, si è
chiesto ai cittadini di ridurre la propria privacy e permettere allo
stato di avere più "confidenza" con la loro vita privata per
combattere il terrorismo. Il pericolo è che si arrivi a uno
stato di polizia.
In un articolo sul Giornale di Vicenza del 12 Gennaio 2004 possiamo
vedere come si cerchi di mettere le basi per uno stretto controllo
sociale:
"...di fronte alle ultime tragedie familiari si sollevano riflessioni anche da parte del mondo politico.
Francesco Giro, responsabile di Forza Italia per i rapporti con il
mondo cattolico, sostiene: «Dopo il duplice omicidio-suicidio di
Vicenza, la strage di Lecco è solo l’ultimo episodio di
una tragica escalation di delitti familiari spesso annunciati che ha
come unico movente la follia e dimostra che è venuto il momento
di voltare pagina e di cambiare subito la legge italiana del 1978 sulla
psichiatria». (Enfasi aggiunta)
Forza Italia, aggiunge Giro, ha presentato in Parlamento una sua
proposta di legge ed è pronta a confrontarla con quella di altre
forze politiche: «Nessuno vuole riaprire i manicomi ma per
aiutare la famiglia bisogna costruire sul territorio una fitta rete di
centri di ascolto di prossimità e di quartiere, promuovere un
sistema di pronto soccorso psichiatrico; prevedere l’assistenza
domiciliare nei casi più lievi e interventi di day hospital per
i casi più gravi, e per le situazioni di rischio conclamato
predisporre la permanenza, anche coatta, in centri residenziali di
qualità e sotto la vigilanza di Regioni e Comuni». (Enfasi
aggiunta)
Come si può vedere si forma un circolo vizioso e pericoloso.
Quel politico sta esponendo una soluzione che in realtà è
una fonte di problemi ancora più grandi di quelli che dice di
voler risolvere. Perché quando si sospetta che qualcuno
"potrebbe" tirar giù il fucile dai ganci alla parete, gli
verranno prescritti degli SSRI e così l'esito funesto
sarà certo.
Gli psicofarmaci non curano alcunché. Sono droghe, differiscono
da quelle da strada solo perché sono vendute legalmente, ma sono
né più né meno che sostanze tossiche che abbassano
il livello di coscienza di chi ne fa uso. Un individuo può
essere sopraffatto dai problemi della vita e il suo innato senso di
responsabilità gli dice continuamente che dovrebbe risolverli.
Non riuscendo l'ansietà cresce e teme che la sua sopravvivenza
sarà compromessa. Prendendo gli psicofarmaci il suo senso di
responsabilità viene annullato, non gliene importa più
nulla dei suoi problemi e l'ansietà cessa. Ma i problemi
irrisolti portano ulteriori difficoltà di cui l'individuo sedato
continua a non occuparsene. Gli psicofarmaci hanno preso il posto della
sua coscienza. E' un'escalation che può essere risolta smettendo
di assumere le droghe e affrontando i problemi della vita. L'aiuto di
persone competenti può portare a degli ottimi risultati.
I farmaci: una merce come qualsiasi altra
Gli psicofarmaci sono di beneficio solo per il portafoglio di chi li
vende. Sulla prima pagina dei siti delle case farmaceutiche di solito
trovi il grafico in salita delle loro azioni in borsa, come vanto e
garanzia della solvenza. E' la cosa che davvero importa alle case
farmaceutiche e ai loro azionisti. La salute degli individui non
centra. Se un farmaco guarisse davvero il cancro sarebbe un fattore
incidentale, non primario. Purtroppo i rimedi che guariscono davvero il
cancro non richiedono molecole complesse, non sono brevettabili e di
conseguenza non garantiscono profitti astronomici.
Le case farmaceutiche cercano in tutti i modi di vendere le loro
sostanze chimiche, per il massimo profitto possibile come qualsiasi
altra azienda. La psichiatria è asservita alle case
farmaceutiche e non è affatto una scienza, le diagnosi
psichiatriche non hanno alcun fondamento scientifico. Non è
difficile far sparire un sintomo con una droga. La cura di una malattia
è ben altra cosa.
"Le violazioni dei diritti umani sono molto frequenti nel mondo della
psichiatria: dall'incarcerazione dei pazienti in Ungheria alle false
diagnosi per i bambini russi rinchiusi in strutture psichiatriche e
imbottiti di psicofarmaci dopo essere stati abbandonati da genitori
troppo poveri. L'obsoleto sistema psichiatrico ungherese utilizza una
forma totalitaria di controllo dei pazienti. L'interno degli istituti
psichiatrici è inutilmente restrittivo ... Il semplice fatto che
sussista l'abitudine di rinchiudere i pazienti è un chiaro segno
che le violazioni dei diritti e della dignità umana continuano
ancora oggi."
Dr. Poter Szabo, Chair, Presidente del Comitato per i Diritti dell'Uomo
Negli ultimi 20 anni la psichiatria non si è praticamente
evoluta. Anziché sviluppare terapie più efficaci e umane,
si è limitata a creare nuovi nomi per malattie la cui esistenza
è molto dubbia. Dal punto di vista medico, non ha senso tentare
di elaborare una programmazione per la salute mentale basandosi sulle
pratiche psichiatriche, le quali restano inefficaci e violente.....le
diagnosi psichiatriche sono una perversione della medicina e non solo
non servono a curare, ma sono un rischio per la salute».
Dr. Pierre Penichon, Medico, Francia, 2002
Prozac al sapore di arancia per i bambini
Il PROZAC, l'antidepressivo americano, può essere indirizzato ai
bambini ora che il relativo il mercato adulto è quasi saturo.
I produttori della pillola ormai universalmente nota nel 1997 stavano
cercando di ottenere il permesso di introdurre la droga sul mercato
dell'infanzia dandole il sapore di menta piperita e di arancia. I
medici americani si stanno affidando sempre più agli
antidepressivi come soluzione per le difficoltà dell'infanzia.
Il Prozac, ora vecchio 10 anni, si è affermato come la droga
degli anni '90, scelta dagli adulti che cercano di acquietare lo stress
della vita moderna. Frutta $1,73 miliardi di dollari all'anno al suo
produttore, la Eli Lilly. (I dati sono del 1997).
Ora il flacone di Prozac ha potuto prendere il suo posto accanto ai
Corn Flakes e ai biscotti nel menu della prima colazione della
famiglia. Oltre 400.000 bambini sotto i 18 anni negli Stati Uniti sono
trattati con il Prozac e il numero di adolescenti che lo prendono
è aumentato di quasi il 50% durante l'anno scorso. Fra i bambini
della fascia da 6 a 12 anni, le prescrizioni sono aumentate del 298%.
I medici sono già autorizzati a prescrivere il Prozac ai
bambini. Ora la Eli Lilly vuole ottenere il benestare dalla FDA per una
versione speciale per i bambini.
Quelli che si oppongono all'uso più ampio della droga, affermano
di temere che diventerà un facile rimedio per i genitori di
bambini irrequieti. Secondo il Dott. Harold Koplewicz, vice presidente
di psichiatria al Centro Medico di New York: "Fa parte della condizione
umana sentirsi esasperati se qualche cosa di spiacevole sta accadendo
nella vita. Ma questo è molto differente da avere un disordine
clinico."
Le inchieste fra i bambini che prendono Prozac mostrano entrambi i
lati. Una ragazza californiana ha protestato che era depressa
perché i suoi genitori erano "troppo rigorosi" e le impedivano
di fare "quello che fanno gli altri bambini". D'altra parte una ragazza
quindicenne di Long Island, ossessionata dall'idea che i suoi genitori
stessero morendo o che ci fossero gli scassinatori al piano di sotto,
è diventata una ragazza modello dopo aver assunto la droga.
La FDA ha ammesso che dare tali droghe ai bambini è "un assunto
difficile" e intende consultarsi ampiamente prima della
regolarizzazione.
Almeno quattro milioni di bambini americani sarebbero sofferenti di
depressione, e questo rappresenta un mercato importante per il futuro.
Le prescrizioni degli antidepressivi agli adulti sono calate negli
ultimi mesi, in gran parte perché non c'è rimasto quasi
più nessuno a cui prescrivere.
Molti sono preoccupati dall'effetto che potrebbe derivare dal dare le
"pillole della felicità" ai bambini. La giornalista
conservatrice Arianna Huffington la scorsa settimana ha protestato: "Se
insegniamo ai nostri bambini che le pillole li faranno sentire meglio,
come possiamo dire a loro di non provare uno spinello o di non bere
alcolici?"
Ma la ricerca al Columbia Presbyterian Medical Centre sostiene che la
metà di tutti i bambini severamente depressi può essere
aiutata con le droghe. Come diagnosticare la depressione severa
è un'altra questione. La corrente campagna pubblicitaria del
Prozac suggerisce che i sintomi includono non riuscire a dormire,
difficoltà di concentrazione e un'inusuale tristezza o
irritabilità.
Intanto le prescrizioni di antidepressivi per bambini e adolescenti
italiani sono più che quadruplicate nel 2000-2002. A segnalare
il fenomeno sul British Medical Journal sono i ricercatori del
Laboratorio materno-infantile dell'istituto di ricerche farmacologiche
Mario Negri di Milano. I ricercatori rilevano che a essersi impennate
sono soprattutto le prescrizioni dei farmaci antidepressivi di nuova
generazione alla cui classe appartiene il Prozac.
I pediatri italiani: sì al Prozac per i bambini
La Società Italiana di Pediatria ha preso la palla al balzo per
entrare nel circuito del Prozac, intravvedendo la possibilità di
ulteriore prosperità finanziaria anche per i pediatri. Quello
che segue è un comunicato che non lascia dubbi dell'orientamento
della pediatria italiana.
«Auspichiamo che il farmaco venga presto registrato anche in
Italia in modo da poter essere razionalmente utilizzato e che venga
prescritto solo dagli specialisti in neuropsichiatria e
neuropediatria». Con tempismo e rapidità la Società
italiana di pediatria, la Sip, ha espresso la sua posizione riguardo
l'impiego del Prozac per curare la depressione nei bambini di
età superiore agli 8 anni.
Il parere verrà fatto conoscere ai medici dell'infanzia e
dell'adolescenza. È stato espresso da una commissione di quattro
persone: Lorenzo Pavone, ex presidente della Società italiana di
neuropediatria; Paola Iannetti, presidente attuale della stessa
Società; la farmacologa Adriana Ceci; Filippo Drago, esperto
della Commissione unica del farmaco. Il documento era stato richiesto
da Franco Tancredi, leader della Sip, come risposta italiana
all'approvazione in pediatria della fluoxetina, la molecola del Prozac,
da parte della Fda, (Food and Drug Administration), l'ente americano
per il controllo dei farmaci.
Una decisione presa all'inizio di gennaio. Pochi giorni dopo, ecco il
parere del gruppo nominato da Tancredi, che racconta come si
comporterebbe di fronte a un caso di depressione in età scolare,
problema che coinvolge l'1-2 per cento dei nostri alunni: «Svolgo
questo mestiere da 40 anni, ma non mi sentirei mai di prescrivere un
antidepressivo. Il nostro timore è che finisca in mani poco
esperte e venga utilizzato in modo improprio, magari con la funzione di
calmante, di scorciatoia dannosa».
CAUTELA - La stessa cautela traspare nelle due paginette appena
redatte. La commissione riconosce che la pillola della felicità
possa avere un'«utilità di impiego» anche in
pazienti giovanissimi, e ne sollecita l'approvazione in Italia in modo
da superare la fase off label, letteralmente al di fuori delle
indicazioni elencate sul foglietto illustrativo. E si augura che
«la prima somministrazione sia di esclusiva pertinenza di
neuropsichiatri e neuropediatri dopo una precisa valutazione
diagnostica. In pratica la stessa cautela richiesta per gli
antiepilettici».
Come deve comportarsi il pediatra di famiglia che segue un bambino con
«turbe comportamentali» già curato con psicofarmaci?
«Il pediatra ha il compito di proseguire il trattamento -
rispondono i quattro esperti - senza modificare la posologia, ma deve
saper riconoscere i sintomi di allarme legati agli effetti avversi in
modo da intervenire con la sospensione o rivolgendosi al medico
competente».
INIBITORI - Antidepressivo di seconda generazione, la fluoxetina
appartiene alla famiglia degli inibitori selettivi della ricaptazione
della serotonina, un gruppo di sostanze che modulano l'attività
di questo neurotrasmettitore a livello cerebrale. La serotonina
è coinvolta in numerose funzioni, compresa l'emotività, i
comportamenti di risposta allo stress, il ciclo sonno-veglia. Negli Usa
la pillola è stata autorizzata per la terapia di depressione e
disturbi ossessivo-compulsivi dopo una fase sperimentale che ha messo
in evidenza la sua efficacia in età pediatrica, dopo gli 8 anni.
Documentati però effetti collaterali tutt'altro che
trascurabili: ritardo nella crescita. In Europa il Prozac e i prodotti
che contengono la stessa molecola sono registrati solo per gli adulti.
L'impiego in pediatria oggi è limitato alle «condizioni di
gravità per il paziente e sotto la diretta responsabilità
del medico» che prescrive.
ETICA - Carlo Cianchetti ribadisce l'atteggiamento della Società
italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e adolescenza (Sinpia),
attualmente sotto la sua presidenza: «In patologie con componente
neurobiologica la terapia comprende sempre e in via prioritaria un
intervento psicoterapeutico su ambiente e famiglia. Ma in certi casi
tali misure non bastano ed è necessario associare un intervento
farmacologico». Se l'utilità della cura è
scientificamente dimostrata, secondo Cianchetti «il non attuarla
equivale a un danno per il bambino e quindi è un comportamento
non etico».
Come corollario, essendo chiaramente dimostrato da fonte autorevoli che
la "cura" è deleteria per grandi e piccini dovrebbe essere
chiaro a tutti che attuarla è un comportamento assolutamente non
etico.
Molti, sempre meno comunque, si chiederanno se il contenuto di questo
articolo corrisponde a verità. A loro dico di non dimenticare
Poggiolini che ha accumulato ricchezze enormi assecondando le case
farmaceutiche. Dico anche di non dimenticare De Lorenzo che ha
confessato di avere riscosso una tangente di 600 milioni delle vecchie
lire per rendere obbligatoria la vaccinazione per l'epatite B. A loro
non gliene fregava niente della tua salute né di quella dei tuoi
bambini.
Riferimenti
medicinenon.it - Propaganda
adhd-syndrome.com - Controllo sociale
James Langton, New York - Daily Telegraph
Corriere della Sera 10 Ottobre 2002
Il Giornale di Vicenza 12 Gennaio 2004
Kahn Gauthier Law Group, LLC
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