Il "Modello Medico" e modelli alternativi
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Inviato da sandro_c di 02 Set 2004 - 05:38 AM + 2 Commenti
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IL MODELLO MEDICO - e modelli alternativi
(resoconto gruppo di lavoro 4, al congresso Enusp-Wnusp a Vejle,luglio 2004, coord. Maths Jesperson)
Il "modello medico"
[detto anche "modello biologico" o "teoria biologica" o "teoria biochimica" o "teoria medica" della 'pazzia']:
Cosa c’è di sbagliato nel modello medico?
Il modello medico è il paradigma che governa attualmente
pressoché tutti gli psichiatri. Non c'è prova scientifica
che questo modello sia valido. E' solo una credenza degli psichiatri.
Ciò su cui anche noi siamo d'accordo è che quei fenomeni
che gli psichiatri chiamano "sintomi" esistono effettivamente. Non si
può negarlo. Fenomeni come "udire voci" o "sbalzi e/o
rovesciamento di umore" esistono. Ma se è vero che non possiamo
negare la esistenza di tali fenomeni, noi abbiamo però una
opinione diversa circa la loro origine e natura - e come agire in
proposito.
Il modello medico sostiene che questi fenomeni sono "sintomi" di una
sottostante "malattia". Ma si tratta solo di una ipotesi. Non
c'è prova scientifica che questa "malattia" esista realmente. Al
contrario ci sono delle evidenze che indicano che la ipotesi della
"malattia mentale" sia completamente sbagliata.
Quelle che la psichiatria chiama "diagnosi" non sono affatto diagnosi
in senso medico. In particolare non ci sono tests su tessuti biologici
che sostengano la diagnosi. La diagnosi è fatta soltanto
osservando il comportamento - ma questo non è di competenza
della medicina. Il comportamento umano non è oggetto di studio
della medicina ma di discipline quali la sociologia, la psicologia e le
scienze umane. Quelle che la psichiatria chiama "diagnosi" in effetti
è solo ciò che la sociologia chiama classificazione per
"tipologie", che è il metodo di studiare i comportamenti umani
dividendoli in gruppi (in categorie, in tipi). E' un classificare che
non dice molto su ogni caso individuale, dà soltanto indicazioni
di massima a livello di caratteristiche di gruppo.
Secondo il modello medico autentico una "malattia" deve avere una causa
d'origine, e causa d'origine può essere solo o una infezione
(virus) o un difetto (sia un difetto con cui si è nati, quale un
difetto genetico, o un difetto avvenuto più tardi causato da
qualche accidente). In questo consiste quel che è chiamato "la
base biologica" della "malattia mentale". Ma ora non ci sono prove
scientifiche di queste "malattie mentali", né prove scientifiche
delle loro "basi biologiche". Sono tutte solo ipotesi e teorie. Sono
appunto articoli di fede degli psichiatri.
Gli psichiatri spesso dicono che ci sono anche circostanze sociali e
psicologiche - quali stress emozionali, insonnia, cattive abitudini di
vita, ecc. - che influenzano la "malattia mentale". Ma nel modello
medico queste sono solo cause secondarie. Non sono la causa d'origine
della "malattia", ma cause secondarie che rendono la "malattia"
più attiva. Secondo il modello medico la "malattia" è
presente comunque. Se i sintomi e le cause secondarie sono soppresse
(mediante farmaci e una vita migliore), la "malattia" può essere
ricacciata indietro e resa quasi invisibile (resa nascosta, latente),
ma non è "curata". Dato che attualmente non c'è una
tecnica per "curare" le "basi biologiche", la "malattia mentale"
è giudicata dagli psichiatri come fondamentalmente "incurabile".
Aver fiducia o meno nel modello medico psichiatrico non è solo
una questione filosofica. Dato che è la cornice che dirige la
pratica e la ricerca psichiatrica, è estremamente rilevante -
anche per il movimento utenti/ sopravvissuti.
Il modello medico è il paradigma - ovvero la cornice teorica -
che dirige la pratica psichiatrica corrente e anche la ricerca. Se si
crede nel modello medico, si pone ogni sforzo e risorsa finanziaria a
sviluppare nuovi metodi di trattamento medico e ad investigare le "basi
biologiche" della "malattia mentale". Se si crede in un altro modello
si dirigerà sforzi e risorse in altre direzioni.
Il modello medico non è solo una costruzione teorica, di
interesse solo accademico o filosofico. Invece è la vera chiave
di volta se si vuole cambiare le cure psichiatriche. Non si può
avanzare molto per ottenere un cambiamento radicale nel sistema
psichiatrico se continuamo a criticare e discutere i soliti argomenti
quali l'elettrochoc, i trattamenti forzati, i neurolettici, ecc.
.Questi non sono elementi arbitrari in psichiatria, ma conseguenze
logiche della fiducia nel modello medico. C'è molto potere nel
modello medico e il movimento utenti/ sopravvissuti deve porre
più sforzi a criticare quel modello. Noi dobbiamo svelare la
falsità del modello medico e sostituire quel modello con un
altro, con un modello più umano. Quel che si deve fare è
un cambiamento di paradigma - dentro od oltre la psichiatria.
MODELLI ALTERNATIVI
Il modello medico non solo domina la psichiatria. Esso domina sempre di
più anche le cure di ragazzi, anziani, criminali, assuefatti a
droghe, e simili. E sta estendendo la sua influenza non solo ai paesi
sviluppati e in via di sviluppo, ma anche nelle aree rurali meno
sviluppate sperdute, ovunque nel mondo.
La via per contrastare il modello medico è sviluppare e
promuovere altri modelli. Esistono già altri modelli - non solo
teorici ma già praticati.
Dobbiamo raccogliere informazioni su questi modelli, studiarli. Ma
dobbiamo anche sviluppare nostri propri modelli - in base alle nostre
proprie esperienze e e al nostro discernimento quali utenti e
sopravvissuti psichiatrici. Dobbiamo fare alleanze con chi lavora a
paradigmi radicali di cambiamento, entro od oltre la psichiatria.
Nel gruppo di lavoro Maths Jesperson ha presentato un modello
alternativo al modello medico, che egli chiama "il modello umano". Il
nucleo del modello medico è la credenza che "malattia mentale"
è la spegazione di quel tipo di esperienze e di comportamenti
devianti che la gente chiama "pazzia". Il nucleo del "modello umano"
è di sostituire quel che la psichiatria chiama "malattia" con
'strategia' o 'strategia di contenimento'.
Nel "modello umano" la causa prima non è un "difetto biologico"
(un danneggiamento), ma qualcosa che è successo nella vita della
persona - un incidente traumatico o qualche altro problema simile.
Questo ha causato un conflitto interno - una ferita emozionale - che
non è ancora risolto perciò continua a perturbare la
persona.
Ciò che è comunemente chiamato "pazzia" è invece
una strategia che, coscientemente od incosciamente, la persona ha
sviluppato nel tentativo di tener testa al suo conflitto interno che
tenta di uscir fuori. Se una persona ha sviluppato una strategia di
contenimento che non funziona adeguatamente bene, essa può
restare impigliata in una lotta giornaliera con i suoi conflitti
interni, e questo può occuparle la maggior parte del tempo. Se
questo accade ovviamente succederà che la sua vita giornaliera
sia notevolmente interrotta e disturbata, il che diventa disabilitante.
Quando una persona diventa molto impegolata nei suoi conflitti interni
e nelle sue strategie di tener testa a tali conflitti, può
andare a finire che qualcuno la manda in un ospedale per malattie
mentali.. Certamente questa persona ha bisogno di aiuto ma
preferibilmente qualcosa di diverso dal tipo di "aiuto" fornito dalla
psichiatria e dal modello medico.
Nel "modello umano", l'aiuto offerto non è un "trattamento" ma
un aiutare e un supportare la persona a superare i suoi ostacoli e a
sviluppare la sua vita in una nuova direzione. In una prospettiva di
supporto a breve termine, il supporto sarà aiutare la persona a
cambiare la sua mal funzionante strategia di tener testa ai conflitti,
in una strategia che funzioni meglio e non occupi così tanto
tempo ed energia. In una prospettiva di supporto a lungo termine, il
supporto aiuterà la persona a capire la sua storia di vita ed
aiutarla ad attraversare gli ostacoli che le impediscono di vivere
pienamente la vita desiderata.
Nel gruppo di lavoro, Maths ha presentato alcuni schizzi grafici che
paragonano il modello umano al modello medico. Egli ha sviluppato il
modello umano in lunghi anni di conversazioni stimolanti con psichiatri
critici come Loren Mosher, Marius Romme e Sashi Sashidharan. Un modo di
mettere in rilievo le differenze fra i due modelli - o paradigmi -
è la sottostante dicotomia con parole chiave contrapposte:
IL MODELLO MEDICO | IL MODELLO UMANO
Malattia | Strategia
Sintomi | Segni
Irrazionalità | Senso
La persona come oggetto | La persona come soggetto
Cause | Intenzioni
Deficienze biologiche | Conflitti interni
Determinismo (testardaggine) | Scelte
Trattamento | Sviluppo
Caratteristiche diagnostiche | Esperienze uniche
Maths ha anche presentato due altri modelli da lui sviluppati, "Il Modello Giungla" e "Il Modello Spazio Esterno".
Nel "modello giungla" una giungla tropicale è vista come una
metafora per la pazzia. La giungla è uno spazio selvaggio dove
non ci sono sentieri e perciò neppure mappe che indichino come
uscir fuori. E' anche un posto pericoloso con molte trappole e animali
dannosi. La psichiatria tenta di proteggere la persona dalla giungla
costruendo una parete attorno la persona (con reclusione, con
neurolettici, ecc), nel mezzo della giungla. Non è un metodo
molto efficiente, perché le pareti continuamente incominciano a
cadere. Diventa uno sforzo molto sfiancante e senza fine stare a
ricostruire la parete sempre di nuovo. Gli psicologi, per parte loro,
tentano di aiutare la persona facendole una mappa della via per uscire
dalla giungla. Questo mediante dargli alcune dritte su quali ostacoli
deve superare - ma di solito gli psicologi non hanno molto da dire su
un punto importante: come tirarsi fuori dalla giungla che si ricrea
continuamente. Perciò una alternativa è un 'compagno'.
Che può essere un sopravvissuto psichiatrico o un uomo saggio
con profonde conoscenze della condizione umana.. Questo compagno non
cercherà di condurre la persona fuori della giungla. Invece - e
qui sta il nocciolo di validità del modello giungla -
entrerà egli stesso nella giungla, nel posto dove sta la persona
'pazza', anche se questo posto può essere il pianete Marte o un
determinato combattimento con la polizia segreta o altro. Da qui i due
insieme cercheranno di trovare la via per uscire dalla giungla. Il
compagno non è un esperto che conosce la via giusta per uscire
dalla giungla, ma quattro occhi vedono meglio di due - e è buona
cosa avere un compagno con cui poter condividere pensieri ed esperienze
mentre si tenta di trovare la via per uscir fuori dalla giungla.
Nel "Modello Spazio Esterno" la metafora per la pazzia è
trovarsi stare sul pianeta Marte . Il compagno è qui sulla
Terra. Egli non può andare sul pianeta esterno, ma è
importante che ci sia comunicazione tra il pianeta esterno e la terra.
La psichiatria di solito taglia la comunicazione, il che può
condurre a che la persona sul pianeta esterno sia perduta per sempre.
Quel che il compagno sulla terra deve anche fare, è rendere la
terra - o una piccola parte di essa - più attraente e migliore,
di modo che la persona del pianeta esterno un certo giorno decida di
tornare di nuovo sulla terra.
Maths ha illustrato questi due modelli insieme al suo piccolo amico
norvegese Erik. Erik è stato in un vecchio ospedale per malattie
mentali per cinque anni - senza interruzioni - finché Maths non
lo ha incontrato. Erik stava pressoché completamente vivendo in
un altro pianeta. Aveva continuamente voci e visioni, per tutto il
tempo, e parlava pressoché completamente in un linguaggio
simbolico, che era molto difficile capire. Erik ha vissuto poi per un
anno nell'appartamento di Maths e dopo alcuni anni nella casa
gestita-da-utenti Hotel Magnus Stenbock. Poi ha avuto un profondo e
personale supporto da Sonia suo Personal Ombudsman (PO) [ndt: PO
è una specie di difensore civico personale, figura giuridica nei
paesi scandinavi] - una vera compagna - che lo ha reso membro della sua
famiglia (i genitori di Erik erano entrambi morti) e lo ha aiutato ad
ottenere una piccola casa con giardino come sua proprietà (un
piccolo pezzo della Terra reso attraente e migliore) e ha parlato con
lui degli abusi che aveva subito da bambino. Allora Erik ha camminato
via dritto fuori di ciò che è chiamato "schizofrenia"
(è uscito fuori dal pianeta Marte per tornare sulla Terra).
I modelli alternativi presentati da Maths sono stati discussi nel
gruppo di lavoro applicandoli alle personali esperienze dei
partecipanti.
Un altro modello è stato presentato da Hedinn. Egli ha scritto
una tesi su questo modello. Il nucleo centrale è che la "pazzia"
non è vista come qualcosa di "altro, diverso", ma qualcosa che
fa parte di un continuo, in bilico tra bialnciato e sbilanciato. La
persona cerca di muoversi in questo continuo - preferibilmente da
sbilanciato a bilanciato. C'è molto di più nel modello di
Heidunn, ma non c'è stato tempo di approfondirlo.
E' importante per il movimento utenti/ sopravvissuti di focalizzarsi
ancor più a sviluppare modelli alternativi al modello medico -
noi da soli o in collaborazione con alleati. Se vogliamo un cambiamento
radicale nel sistema della salute mentale, questo è uno dei
campi più importanti per il nostro movimento.
Maths Jesperson - workshop4 - Vejle 2004
(da http://www.enusp.org/congresses/vejle/reports/workshop4.pdf )
(una versione in html completo è in nopazzia - contenuti)
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Re: Il "Modello Medico" e modelli alternativi (Punteggio: 1)
da sandro_c di 12 Set 2004 - 06:02 AM
(Info Utente | Invia un msg)
Non sono molto d'accordo con la concezione generale sottostante a
questi "modelli alternativi" al "Modello Medico" presentati e sostenuti
da Maths Jesperson,
ancora secondo me concezione e modelli influenzati dall'idea
globale che ci sia sempre "malattia" - per quel che è
comunemente chiamato 'pazzia'- anche se solo in senso psicologico.
Quindi questi modelli sono per uno psicoterapeuta o un amico che in
ogni caso c'è ed è considerato come opportuno se non
necessario, psicoterapeuta od amico mosso dall'intento ancora di
"guarire" da una supposta 'malattia' ora considerata solo psicologica
.. .
Secondo me più che una 'malattia' pur se solo psicologica,
si tratta invece piuttosto di una 'convinzione' personale non
convenzionale che può essere anche un 'rifiuto di intereagire'
con anche 'auto blocchi psicosomatici' o stati speciali
(allucinazioni..).
Cioè secondo me va bene cercare di aiutare su cose
concrete problemi di vita concreti, anche gli auto-blocchi (panico,
allucinazioni, ..) si sbloccano in una situazione migliore; ma è
una presunzione andare a considerare 'malattia' idee e modi divergenti
..
Un altro modello alternativo a quello medico è presente in
No!Pazzia - Contenuti col titolo mi pare "Una teoria non -medica della
pazzia" di Gilberto Nignoli
Sandro C
Re: Il "Modello Medico" e modelli alternativi (Punteggio: 1)
da DeepC0ma di 12 Ott 2004 - 02:54 AM
(Info Utente | Invia un msg)
Anch'io la penso abbastanza come Sandro, perchè in fondo
questa teoria non rinuncia ad etichettarti come "pazzo" o "malato" e
inoltre non considera l'ipotesi che forse uno preferisce restare su
Marte per i fatti suoi anzichè farsi aiutare a venire sulla
Terra, pur se con le buone. Ad ogni modo anche prendendo per "meno
deleteria di altre" questa teoria, va detto che questo tipo di modelli
da buoni samaritani possono funzionare giusto in paesi come quelli
scandinavi o simili che (quelli si) rappresentano un altro pianeta
rispetto a noi, in quanto 1)hanno un sistema sociale onnipresente (a
volte fin troppo) che funziona, 2)hanno una coscienza civile maggiore
della nostra e un approccio meno stigmatizzante nei confronti della
"diversità", 3)possono usufruire di immensi spazi, 4)abitano
terre sottopopolate (in tutta la Norvegia sono solo 4 milioni e mezzo
di persone con una densità di abitanti per mq. tra le più
basse del mondo). Mi ha colpito ad esempio la frase: "Poi ha avuto un
profondo e personale supporto da Sonia suo Personal Ombudsman (PO)
[ndt: PO è una specie di difensore civico personale, figura
giuridica nei paesi scandinavi] - una vera compagna - che lo ha reso
membro della sua famiglia (i genitori di Erik erano entrambi morti) e
lo ha aiutato ad ottenere una piccola casa con giardino come sua
proprietà"!!!), considerando l'attuale crisi economica se
esistesse una cosa del genere in Italia si spaccerebbero tutti per
pazzi :)
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