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forum -psicofarmaci - Scandalo Università e Psicofarmaci - in inghilterra - 7 Risposte

A8dmin - 15 Lug 2005 - 07:53 PM
Oggetto: Scandalo Università e Psicofarmaci - in inghilterra
[è un articolo di due anni fa, ma sempre importante. Quando qualcosa di simile si scoprirà in Italia? Dovrebbe essere possibile dato il gran numero di titolari - o sottotitolari - di cattedra universitaria sempre presenti in tutti canali televisivi italiani a raccomandare psicofarmaci - sempre - al più presto ?]

From: "PROXIMA" <proxima@neurolinguistic.com>
Subject: SCANDALO UNIVERSITA' - PSICOFARMACI
Date sent: Tue, 21 May 2002

SCANDALO UNIVERSITA' - PSICOFARMACI: un articolo del "Guardian".

Come le ditte farmaceutiche influenzano la ricerca scientifica, i concorsi universitari e l'assistenza psichiatrica

di G. Giacomo Giacomini
da Il Secolo XIX di Genova del 25 marzo 2002

Ha suscitato non poco scalpore un articolo-inchiesta uscito, in questi ultimi giorni, sul giornale britannico "The Guardian", sulla spregiudicata politica di commercializzazione degli psicofarmaci, soprattutto antidepressivi. In particolare, lo scandalo denunciato dal "Guardian" si riferisce al fatto che taluni ricercatori universitari ricevono rilevanti somme di denaro da importanti ditte farmaceutiche, per articoli pubblicati su riviste scientifiche, nei quali vengono decantate le proprietà terapeutiche di nuovi psicofarmaci, prodotti dalle ditte stesse. L'aspetto più sconcertante di tale vicenda è che i veri autori di questi articoli non sarebbero, in realtà, i professori universitari che li hanno firmati, bensì gli uffici di propaganda delle stesse ditte produttrici degli psicofarmaci.

"The Guardian" ha anche pubblicato una sorta di "tariffario" che viene abitualmente applicato, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, per remunerare i professori che organizzano i congressi e i simposi sponsorizzati dalle case farmaceutiche. [...]

Le rivelazioni del "Guardian" hanno dato ulteriore materia di riflessione su un fenomeno che, in realtà, è ormai ben noto, per la sua diffusione e gravità, anche nel nostro paese, tanto da essere stato, a più riprese, dibattuto da diversi giornali e reti televisive.Non è un mistero per nessuno che, anche in Italia, i principali congressi delle Società scientifiche di Psichiatria, Psicopatologia, Neurologia, ecc., dipendenti dalle più importanti cattedre universitarie, sono sponsorizzati da potenti ditte afferenti alle multinazionali del farmaco e vengono celebrati in concomitanza con il lancio commerciale di nuove (e, talora, meno nuove) generazioni di psicofarmaci.

E' stato a più riprese segnalato come, al fine di agevolare la commercializzazione di taluni psicofarmaci (soprattutto antidepressivi e ansiolitici) si sia arrivati persino ad una sostanziale adulterazione del metodo di classificazione degli stati di sofferenza psichica, che vengono inquadrati secondo categorie grossolane, al fine di consentire una più ampia indicazione terapeutica per certi tipi di psicofarmaci. (A questo scopo, viene utilizzato soprattutto il Manuale DSM) E' ben noto come categorie nosografiche fatiscenti (come le cosiddette "distimie"), siano state oggetto di congressi, simposi e tavole rotonde, dove venivano anche indicati, come terapie specifiche, farmaci prodotti dalle ditte che sponsorizzavano i simposi stessi Anche nei concorsi universitari è stato denunciato il pesante intervento delle case farmaceutiche, al fine di promuovere quei candidati che si dimostrino più favorevoli all'uso indiscriminato degli psicofarmaci.

Molti si sono chiesti e si chiedono, tuttora, se il progresso tecnologico e psicofarmacologico debba essere necessariamente pagato al prezzo di una simile subordinazione del pensiero scientifico, della ricerca clinica e, soprattutto, della salute pubblica, al "business" della produzione industriale e del mercato planetario degli psicofarmaci. Per quanto notevoli vantaggi siano stati acquisiti, da parte dell'assistenza psichiatrica, con lo sviluppo della psicofarmacologia, è tuttavia indubbio che una diffusione indiscriminata e aspecifica, per scopi commerciali, dell'uso di molti psicofarmaci, rappresenti un serio pericolo per la salute dei cittadini. E' il caso di chiedersi se le istituzioni che sono preposte alla tutela della salute pubblica e dell'etica professionale (come gli Ordini dei Medici, il Ministero della Salute, il Ministero dell'Università, ecc.) abbiano mai dedicato sufficiente attenzione a questi inquietanti fenomeni che, ormai da diversi decenni, inquinano la ricerca scientifica e certamente non giovano alla credibilità dell'assistenza psichiatrica.
AnyFile - 11 Ago 2006 - 07:45 PM
Oggetto: Scandalo Università e Psicofarmaci - in inghilterra
In Inghilterra fa scandalo, in Italia quando io denuncio cose del genere, i rispondono che e' normale e che siccome e' cosi' da sempre non ci si puo' fare nulla.
paula - 11 Ago 2006 - 11:21 PM
Oggetto: Scandalo Università e Psicofarmaci - in inghilterra
dipende da chi denuncia e in quali canali la denuncia passa. se un solo individuo catalogato come psicotico parla non verrà ascoltato. ma se molti individui si uniscono e fanno denuncia, prima o poi le cose vengono a galla.
non so poi se la questione in Inghilterra, oltre che un certo peso nei media, abbia anche una risonanza effettiva sociale e quanta ne abbia. (cioè se la gente sia veramente più informata).
se raccontassi queste cose alla mia ex-psichiatra condirebbe la sua replica con scusanti varie, scansando la questione. esttamente l'effetto dei farmaci che prescrive.
AnyFile - 12 Ago 2006 - 10:54 AM
Oggetto:
Il punto è che queste cose sono diffuse anche in tutti gli altri canali della medicina e sono tollerate.

Qualche mese fa su tutti i giornali si era parlato dello scandalo che i convegni dei medici, spese di viaggio e regalini compresi, fossero pagati dalle case farmaceutiche.

A parte lo scoop giornalistico, che pero' assomigliava un po' alla scoperta dell'acqua calda, non mi pare sia successo nulla.

Dirla in breve e' molto facile: chi ha privilegi e potere se li tiene ben stretti.

D'altra parte e' difficile andare contro a queste cose, perche' loro sostengono sempre che cosi' va bene (possono ad esempio in questo caso dire che e' proprio grazie ai contributi delle case farmaceutiche che possono incontrarsi e fare ricerca).

Il problema e' che non esiste una classe che dovrebbe rivoltarsi contro. Non e' come nel caso dei tassisti (di cui non ho mai capito il motivo delle lamentele, visto che nel decreto non si e' mai parlato di liberalizzazione) che possono paralizzare il traffico di Roma, piazze daventi alla camera e al Senato comprese.

Il punto e' che tutto sommato al paziente non pare che ci siano problemi.

L'unico modo sarebbe portare la questione su un altro piano, piu' politico ed ecomico. Chi paga per tutto questo? Lo Stato ci smena? ecc.

Il problema e' che quando si toccano le tasche personali (come nel caso dei tassisti, stando a loro) si scatta subito, ma quando sono i soldi dello Stato nessuno scatta, anzi dalla maggior parte delle persone questi soldi vengono visti come quelli da arraffare (e chi arraffa e' considerato furbo, chi non arraffa tonto).

E non ci si puo' fidare dei politici che dovrebbero controllare: molto spesso sono loro stessi ad aver instaurato il sistema (e se occorre fanno pure una legge per far diventare legittimo quello che sarebbe illegittimo), spesso sono loro stessi a guadagnarci, ecc.

Tanto per fare due esempi (due soli visto che il messaggio e' gia' lungo): guardate i pasticci in cui sono le ex Ferrovie dello Stato e Alitalia.
paula - 13 Ago 2006 - 12:24 AM
Oggetto:
AnyFile ha scritto:

Il punto e' che tutto sommato al paziente non pare che ci siano problemi.

.


sì, nel senso. sono sempre i pazienti e le loro famiglie a dare almeno inizialmente credito alle cure psichiatriche.
ma questo è a causa dell'informazione veicolata dai mass media.
per questo internet e la cosiddetta controinformazione, libera da interessi economici, è il mezzo più potente anche se non immediato per distruggere preconcetti.
solo che si ritorna al punto di partenza: se uno sta male cosa fa, dove va, a chi si rivolge?esistono vie alternative alla psichiatria, ben colludate, non ipocrite?
AnyFile - 13 Ago 2006 - 11:40 AM
Oggetto:
AnyFile ha scritto:

Il punto e' che tutto sommato al paziente non pare che ci siano problemi.


Intendevo che non appare evidente un collegamento diretto tra le opinabili consetudini e i problemi che ci sono in psichiatria. Poi la cosa e' peggiorata dal fatto che c'e' "qualcuno" che va in giro a dire che in psichiatria non ci sono problemi e che il problema e' che c'e' troppa poca gente curata da loro.

(salvo poi chiedere ulteriori soldi, gridare all'emergenza, ecc. quando si tratta di cercare di arraffare ulteriori soldi - ma se quando uno protesta loro rispondono che non cii sono problemi di alcuna sorta, perche' invece quando sono loro a pretendere nuovi soldi dicono che gli servono per sistemare i problemi che ci sono?)

Anche nel caso di tangenti l'opinione pubblica e anche la parte giuridica e' interessata soltato al fatto che si e' trattato di una corruzione e concussione, ma praticamente nessuno si interessa che a seguito di tale corruzione e concussione lo Stato ci ha rimesso dei soldi e che ai cittadini e' arrivato un servizio peggiore.

Comunque sempre meglio che queste cose vengano a galla, magari a qualcuno viene in mente che (forse) c'e' del marcio nella psichiatria (per prendere spunto da una frase che proviene da Shakespeare)

paula ha scritto:

sì, nel senso. sono sempre i pazienti e le loro famiglie a dare almeno inizialmente credito alle cure psichiatriche.
ma questo è a causa dell'informazione veicolata dai mass media.
per questo internet e la cosiddetta controinformazione, libera da interessi economici, è il mezzo più potente anche se non immediato per distruggere preconcetti.


Sarebbe molto molto interessante se si riuscisse ad avere un spazio (anche minimo, anche se visti come contestatori o come "demolitori" o perfino come elemento di disturbo) sui mass media ufficiali.

Gli psichaitri vanno in giro a dire, sia sui mass media, sia agli organi politici (compreso all'assesorato alla sanita' alla regione quando si tratta di fare i piani per la salute, sia alla commissione del senato sulla salute mentale) che non ci sono problemi e che nessuno al mondo si e' mai trovato male (eccetto ovvaimente chi, secondo loro, e' cosi' tanto malato da non accorgersi che lo stanno aiutando). Chi decide chi viene invitato a parlare daii mass media e a queste riunioni di decisione politiche?

Bisognerebbe che finalmente arrivasse ai mass media, all'opinione pubblica e alle istituzioni politiche il messaggio che c'e' della gente che si e' trovata male ed e' stata rovinata per errori degli psichiatri e per errori di fondo nella psichaitria e soprattutto che non sia piu' consentito agli psichiatri e ai loro parteggiatori di andare in giro a raccontare frottole.

Su questo aspetto c'e' da dire che molto spesso i mass media intervistano quelli che sono gia' stati intervistati (proprio perche' l'argomento e' gia' famoso e non puo' una televisone, rado, ecc. non parlare di un argomento di cui parlano gli altri). Se notate l'interesse che viene dato a certi argomenti dai mass media e' abbastanza esponenziale.

Pertanto la parte piu' importante e' riuscire ad iniziare a farsi sentire ed intervistare (anche a patto di apparire inizialmente meno radicali -se questo e' l'unico modo per farsi intervistare - o anche limitandosi a criticari fatti come quelli riportati in questa sequaenza di messaggi). Poi una volta che i movimenti critici iniziano a diventare famosi, al punto che sono i mas media a cercarli, si potra' iniziare a fare una critica aperta e su tutto campo.

Perche' quando una perosna si suicida e viene detta come motivazione che tale persona era seguita dai servizi di salute mentale, viene intervistato solo uno psichiatra? (molto spesso vengono scelte sempre le stesse persone: ad esempio uno il cui cognome inizia per And**** e probabilmente, alla faccia del narcisismo, passa le giornate a fare interviste). Queste persone non sanno nulla di quanto e' accaduto, non hanno mai visto, e tantomeno visitato, la persona in questione, eppure sono in grado di dare giudizi (sempre di parte e viziati da pregiudizi) e spiegazioni

Mai a nessuno viene in mente che il motivo potrebbe essere proprio il fatto che era seguito dai servizi di salute mentale e che ci possa essere una responsabilita' in errori causati dalla psichiatria. Mai che viene chiesto il parere a qualcuno che non sia in conflitto di interesse e che non ha tutto l'interesse a far vedere la psichaitria come buona (e in molti casi addirituttra santa)[/i]
paula - 15 Ago 2006 - 12:46 AM
Oggetto:
è che alla gente che non è coinvolta non frega una cazzo e molti dei coinvolti si piegano anche controvoglia.
quando racconto qualcosa ad un amico che non c'entra niente, magari mi crede, ma poi dice "e poi?". (fà fatica a dirlo, perchè ha paura della mia reazione!).
perchè oltre alla controinformazione, che in qualche modo piano piano arriverà (lo spero), c'è l'azione: chi si trova in casini che crede di risolvere con la psichiatria deve poter contare su di una risorsa alternativa, altrimenti c'è solo critica, preziosa, ma non sufficiente.
paula - 15 Ago 2006 - 12:51 AM
Oggetto:
io posso criticare, dire che non va bene la psichiatria, ma poi chi sta male e le famiglie e chi è sensibile magari iper-rassegnato mi dice:" e come risolvi questi problemi? ok, la psichiatria non lo fa bene, ma tu come credi di farlo? distruggendo il genere umano?"
io penso che la psichiatria distrugga le persone, ma devo trovare o pensare ad un altro rimedio.
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