No!Pazzia interattiva

forum-familiari chiedono (e amici e amiche) - come comportarmi con la mia amica "malata"

wampy - 12 Mar 2005 - 10:43 PM
Oggetto: come comportarmi con la mia amica "malata"
Salve a tutti e complimenti per il sito che è molto ricco, utile ed illuminante per chi non conosce il mondo delle così dette, malattie mentali.
Ma veniamo alla mia questione.
Ho un'amica, di 35 anni, che da alcuni anni ha lievi problemi psichici, i terapeuti la definisco border-line con una lieve schizzofrenia.
Per la maggior parte del tempo sta bene, ma ci sono dei periodi in cui inizia a sentire delle voci e passa dei brutti periodi.
Recentemente ha avuto una crisi forte per cui, per la prima volta, è stata ricoverata per una settimana.
Mi ha chiamato dalla clinica e l'ho trovata molto a terra, parlava molto lentamente, con lunghe pause e mi diceva che è tormentata da queste voci.
Io ho cercato di confortarla e rassicurarla che andrà tutto bene e che le
passerà, e a riguardo delle voci, le ho detto che le deve accettare, lasciarle parlare mantenendo la consapevolezza che non sono reali, cioè non castrarle ma nemmeno dargli credito.
Ora è tornata a casa, l'ho chiamata ma la telefonata è durata poco perchè era molto confusa e faceva fatica a parlare.

Io non so niente di psicologia e malattie della mente, per cui chiedo
consiglio:
- quello che le dico, in base al mio buon senso, le può far bene o può produrre effetti negativi?
- quale comportamento è meglio avere per aiutarla? Ad esempio è il caso che la chiami io per sapere come sta o lasciare che sia lei a cercarmi?

grazie anticipamente

Antonella
giampaolo - 16 Mar 2005 - 06:58 PM
Oggetto: come comportarmi con la mia amica "malata"
ciao, da quale parte d'italia posti?
susina - 17 Mar 2005 - 03:15 PM
Oggetto:
Ciao,
il primo consiglio che mi viene in mente e`
(in genere) non ti fare troppe pippe mentali su come CI SI DEVE COMPORTARE:
voglio dire, cerca si di
renderti conto di quello che fai e di cosa vuol dire e di cosa stai trasmettendo...cerca di farlo in particolare con la tua amica ma non solo con lei...questo vuol dire fare attenzione alle persone che ti stanno intorno.
pero`
non credere che ci sia una maniera in cui ci si DEVE comportare,
che ci siano delle cose che si DEVONO dire o non dire, che DEVI essere/dire/agire
in una certa maniera.
nella trappola del "devo essere/sentire/fare cosi`" ci caschiamo tutt*, a prescindere
se abbiamo a che fare o meno con persone che vivono un disagio particolare: ci
caschiamo a scuola, sul lavoro, ci caschiamo nelle relazioni con le altre persone, con
i genitori, con l'altro sesso (o con il nostro), ...
con la tua amica (..io con mia cugina..), rischi da un lato di incastrarti nella pippa
mentale del "come devo essere?" e di farti bloccare da essa.. dall'altro lato e` pur vero
che verso le altre persone ci vuole attenzione (quante volte anche io ho fatto male in
un modo o nell'altro ad altre persone!) e in particolar modo verso la tua amica..!!
che dirti? sapessi le pippe che mi faccio io certe volte..per esempio quelle volte che mia
cugina e` stata particolarmente male ed era convinta che la volessimo ammazzare...non
sapevo proprio come comportarmi, perche` poi una volta che ci si mette in testa un
pensiero, una volta che lei si era convinta di questo, allora interpretava qualsiasi parola
o gesto come la prova provata del fatto che la volessimo ammazzare...e allora come
comportarsi?..
ecco, quello che ti volevo dire e` che a volte non lo so come comportarmi, pero` non
credo che ci sia "la maniera giusta in cui ci si deve comportare"... chi e` che la stabilirebbe, del resto?
chiamala se ti va di sentirla, non chiamarla se non ti va di sentirla; perche` la cosa
fatta controvoglia porta qualcosa di "negativo" (di spiacevole, di disagio) in una maniera
o nell'altra.
non so quanto aiuto ti posso avere dato. per il resto posso solo augurarti e augurarvi
di farcela.
ciao
daniela
A8dmin - 18 Mar 2005 - 07:24 AM
Oggetto:
come amministratore di questo sito,
invito a diffidare di chi - come questo nuovo iscritto Giampaolo, del tutto finora sconosciuto - chiede notizie e dati personali -
e spero che Giampaolo spieghi con spegazione valida perché ha fatto questa richiesta.
Diffidate, iscritti al forum vecchi e nuovi, dal fornire dati personali. Per tutela della propria privacy personale, non essere poi bersagliati da spam, ... Comunque no!pazzia non si presta in nessun modo a fare pubblicità a studi psicologici privati, ad associazioni, .. .

Quanto alla tua domanda, Antonella, vedo che ti ha già risposto secondo me abbastanza esaurientemente per quanto è possibile una ragazza che già si è trovata con lo stesso problema. Dato che il punto di vista femminile è importante. Spero che si aggiungano anche delle exutenti.

Per parte mia ti posso dire:
Dato che è stato da poco dismessa sarà certamente sotto effetto di farmaci attutenti e lo stato di prostrazione dipende in gran parte da tali farmaci. Se è meno di uno o due mesi massimo che li prende può a giudizio del sottoscritto utilmente prendere in seria considerazione la possibilità di dismettere i farmaci subito completamente totalmente. Anche considerato che di solito non ha ancora assuefazione, mentra l'assuefazione sopraggiunge pesante col protrarsi delle settimane di farmaci presi (vedi articolo in prima pag.).

Quanto alle 'voci' evidentemente non era in uno stato psicologico e sociale - di relazioni amicizie lavoro - buono, dato che questo stato di relazioni cattive è la causa principale del precipitare in uno stato ansioso ed eccitato in cui si "sentono le 'voci'".
Quasi certamente la sua situazione sociale era cattiva e su questo si dovrebbe basare un aiuto esterno per aiutarci a ricostruirci, tornare del tutto in sé. Per questo una amicizia disinteressata e che non pone domande nè condizioni è senz'altro importante. Però è il tempo che lenisce le ferite dell'anima, se ferite ci sono state ..

A volte vogliamo tagliare i ponti e distaccarci anche dalle amicizie buone .., così anche la tua profferta di amicizia può risultare inascoltata, ma il gesto è comunque solidarità buona. Purtroppo ciò che è chiamato 'impazzimento' è una ricerca e un trovare alla cieca a tutto campo abbattendo anche cose buone .. . Può succedere così quel che ha detto Susina di sua cugina, che abbiamo paura che tutti ci vogliano avvelenare .. Io stesso l'ho temuto quando ero "su di giri", però è stata una convinzione passeggera di pochi giorni poi svanita e non più creduta.

Quanto alle tue domande specifiche:
Citazione:
- quello che le dico, in base al mio buon senso, le può far bene o può produrre effetti negativi?
- quale comportamento è meglio avere per aiutarla? Ad esempio è il caso che la chiami io per sapere come sta o lasciare che sia lei a cercarmi?

Susina si è trovata in un caso simile ti ha già detto il suo parere. Sono sostanzialmente d'accordo. Comunque è sempre meglio che ti comporti spontaneamente senza forzare né te stessa né lei. Che dici quel che pensi. Che manifesti i tuoi sentmenti e preoccupazioni autentiche. Che la contatti solo quando ne hai voglia (spesso una pausa tra incontri troppo contigui permette meglio una autoricostruzione da parte sua). Comunque più che con i ragionamenti e le discussioni la aiuti con il fatto di incontrarvi, lo stare insieme, anche in silenzio.

Quanto allo specifico delle 'voci' digli che secondo me, ex uditore di voci, sono diventate ossessive perché ci ha contato troppo; se le 'voci' gli ripetono sempre una stessa cosa, su quella cosa hanno ragione le voci e lei torto.
by
Sandro C
giampaolo - 26 Mar 2005 - 12:55 PM
Oggetto:
carissimo sandro, ciao come stai?
Stai tranquillo sono giampaolo il fratello di marina ricordi?
Mi scuso in quanto in effetti sarò risultato molto ermetico, quindi "misterioso" ma non ho tempo, per cui tendo ad arrivare subito al sodo cercando di capire se proporre un consiglio/aiuto di persona, colloquiando fisicamente con la persona.
Per cui se la nostra amica è di roma eccomi a disposizione. Altrimenti sicuramente molti amici più esperti nello scrivere di me, potranno aiutarla.
Sandro, avrei piacere nel sentirti in quanto piano, piano ma molto piano sto cercando di portare avanti un'idea più che, ad oggi, un progetto simile alla casa di berlino; quindi sai quanto potresti aiutarmi in merito.
Ciao
rover - 27 Giu 2005 - 07:48 PM
Oggetto:
Una volta ho letto una storia, ma purtroppo non ricordo più il sito, che parlava di una signora che fin da giovane sentiva delle voci con cui comunque è riuscita a convivere.
Raccontava di essere una persona soddisfatta sul piano lavorativo, sposata, insomma contenta e di non essersi mai rivolta alla psichiatria.
Appena ho tempo faccio una ricerca sperando di trovare il suo post.
peterarch - 25 Set 2006 - 12:11 AM
Oggetto:
ragazzi, io convivo da anni con le voci, sebbene in cura con haldol, le sento lo stesso e sto analizzando e tendando di risolvere la questione. Ho molta esperienza a riguardo, della loro provenienza e interazione. Contattatemi via forum, se siete d'accordo tenterei una condivisione di conoscenze esperienze e sicurezze in merito. Non sono nè uno psicologo, nè un adescatore, sono chi come voi le vive ogni giorno. ciao, Pietro
mary77 - 16 Mar 2007 - 05:50 PM
Oggetto: Re: come comportarmi con la mia amica "malata"
wampy ha scritto:
Salve a tutti e complimenti per il sito che è molto ricco, utile ed illuminante per chi non conosce il mondo delle così dette, malattie mentali.
Ma veniamo alla mia questione.
Ho un'amica, di 35 anni, che da alcuni anni ha lievi problemi psichici, i terapeuti la definisco border-line con una lieve schizzofrenia.
Per la maggior parte del tempo sta bene, ma ci sono dei periodi in cui inizia a sentire delle voci e passa dei brutti periodi.
Recentemente ha avuto una crisi forte per cui, per la prima volta, è stata ricoverata per una settimana.
Mi ha chiamato dalla clinica e l'ho trovata molto a terra, parlava molto lentamente, con lunghe pause e mi diceva che è tormentata da queste voci.
Io ho cercato di confortarla e rassicurarla che andrà tutto bene e che le
passerà, e a riguardo delle voci, le ho detto che le deve accettare, lasciarle parlare mantenendo la consapevolezza che non sono reali, cioè non castrarle ma nemmeno dargli credito.
Ora è tornata a casa, l'ho chiamata ma la telefonata è durata poco perchè era molto confusa e faceva fatica a parlare.

Io non so niente di psicologia e malattie della mente, per cui chiedo
consiglio:
- quello che le dico, in base al mio buon senso, le può far bene o può produrre effetti negativi?
- quale comportamento è meglio avere per aiutarla? Ad esempio è il caso che la chiami io per sapere come sta o lasciare che sia lei a cercarmi?

grazie anticipamente

Antonella


Ciao, ho letto il tuo messaggio attentamente e ho da dire che ,secondo me, a prescindere dalla "malattia mentale" ( che sente le voci), è più che normale o no avere un certo feeling con qualche persona ,che ci sta antipatica.
Purtroppo ,credo che le persone non sono tutte uguali.
Alcune abituate ad un certo tipo di educazione oppressiva dei genitori che non ti abitua ad esternare i tuoi sentimenti ,ti causa da adulto un 'incapacità ad allontanare chi non ti sta molto simpatico e ti inventi tutte quelle storie di persecuzione'.
Credo che oltre alla volontà della persona a reagire, pensando solo a sè stessa, sia importante l'aiuto di chi ti conosce e capisce per ,diciamo così, affermare la propria volontà di non voler vedere una persona.
Se questa tua amica non ha il piacere di stare con te per quale motivo lo deve fare?
Abbiamo o no il diritto di scegliere le nostre frequentazioni e amicizie.
Abbiamo o no il diritto di stare bene sanza obblighi o costrizioni?
Allontanati un pò da lei, se è vero che le vuoi bene.
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