No!Pazzia interattiva

forum-base - domanda di ingresso

marco74 - 13 Gen 2007 - 10:02 PM
Oggetto: domanda di ingresso
Salve, vorrei sapere da qualcuno, durante un periodo di forte crisi e sofferenza continua cosa bisogna fare?
A8dmin - 17 Gen 2007 - 10:35 AM
Oggetto: forte sofferenza
Marco,
la tua sofferenza ha una causa a te nota? (Un lutto inatteso, perdita di lavoro, dispiacere amoroso .. ?)
In tal caso il trascorrere del tempo, una situazione migliore, la tenacia, .. aiuteranno, come è ovvio.

Se nei casi sopraaccennati ti rivolgi agli psichiatri, secondo il sottoscritto, rimani magari dapprima contento ma poi fregato. Dato che gli psichiatri ti daranno droghe che attenuano le sensazioni, ma danno quasi subito assuefazione e rimani assuefatto e più o meno fortemente debilitato dai farmaci a vita ... Di solito fortemente debilitato, pressoché inabile a qualsiasi lavoro.

Se stai già prendendo farmaci antipsicotici, (Haldol, Serenase, Largactil, .. Risperidone, Zyprexa, Abilify, clozapina, .. , sali di litio, ..carbomazepina, ..) sono questi che causano sofferenza, vanno dismessi gradualmente meglio in parecchi mesi.

Gli psichiatri , quasi tutti, si vantano che il loro intervento allieva la sofferenza, ma mentono spudoratamente.
La loro è una menzogna plateale se danno farmaci antipsicotici (sopracitati) che recano tutti sofferenza diretta.
E' una mezza menzogna se danno farmaci antidepressivi (Prozac, Seroxat, Remeron, ..) che artificialmente 'tirano su' è vero (non tutti e non sempre) ma si tratta di un effetto artificiale, di droghe, che danno rapidamente assuefazione. Se si tenta di smetterli si cade in stati ansiosi eccezionali che possono anche indurre suicidio ..

L'amministratore di no!pazzia
Sandro C
curioso - 17 Gen 2007 - 10:34 PM
Oggetto:
E se la sofferenza non ha per lui una causa nota?
E se la sofferenza si chiama per caso depressione melanconica endogena, cosa ci proponi caro Sandro?
Magari 6 mesi in tutta tranquillità leggendo "la malattia mentale non esiste" di Giuseppe Bucalo?
O hai una ricetta più seria?
Perchè nella tua risposta non vedo neanche uno straccio di soluzione realista e questo mi sembra molto grave in un forum che si occupa di salute mentale.
raoul - 18 Gen 2007 - 08:04 PM
Oggetto:
[quote="curioso"]E se la sofferenza non ha per lui una causa nota?
E se la sofferenza si chiama per caso depressione melanconica endogena, cosa ci proponi caro Sandro?
Magari 6 mesi in tutta tranquillità leggendo "la malattia mentale non esiste" di Giuseppe Bucalo?
O hai una ricetta più seria?


raoul
Non ci sono ricette belle e pronte. Mettiamoci in testa che la sofferenza,come la gioia, sono esperienze connaturate all'uomo.
Ci sono tanti modi per affrontare la sofferenza, ma credo che rivolgersi agli psichiatri sia la strada sbagliata.Come mai ,e questo me lo devi tu dimostrare, milioni di persone nel mondo,nonostante gli psicofarmaci, sono e restano infelici e molti tentano il suicidio.E' vero che diversi guariscono,e molti vivono con una " malattia" che si e' cronicizzata,ma e' anche vero che molti,nonostante i farmaci, soffrono le pene dell'inferno.
Lo sai qual e' il problema? Che della sofferenza ne abbiamo fatto un problema medico, quando sappiamo che la sofferenza e' insita nell'uomo.
Medicalizzare la sofferenza significa eludere un'esperienza fondamentale della nostra vita.Delegando agli esperti la cura,non facciamo altro che
espropriarci di una esperinza fondamentale.
I farmaci.forse,ma non ne sono sicuro, sollevano momentanemante dall'ansia, da quel dolore che s'incunea nella nostra anima, ma non credo che abbiano la capacita' di liberarci dalla soffernza.
I farmaci alleviano il dolore,ma non ci liberano da esso.E perche' mai,dico io, ci dovremmo liberare dal dolore? Fai attenzione:non sto esaltando la sofferenza.Sto dicendo che non credo alle ricette mediche,ne' agli specialisti dell'anima. Puo' darsi che sul mercato ci siano specialisti in gamba,ma non e' questo il punto;il problema e' se gli specialisti abbiano gli strumenti necessari per liberarci dal dolore.
Io non ci credo.Sono altresi' convinto che gli specialisti aggiungono dolore a dolore.

Io sono d'accordo con sandro quando scrive:"Gli psichiatri , quasi tutti, si vantano che il loro intervento allieva la sofferenza, ma mentono spudoratamente.
curioso - 19 Gen 2007 - 02:24 PM
Oggetto:
Molto contraddittorio...
Prima affermi che non ci sono ricette belle e pronte, confermando di fatto che l'unica alternativa rimane la ricetta dello psichiatra.
Poi scrivi che ci sono tanti modi per affrontare la sofferenza:
bene, descrivimi almeno un'alternativa alla psichiatria, ma che abbia attendibili probabilità di successo.
Poi confondi irresponsabilmente la sofferenza insita nell'uomo (esperienza di ogni persona) dalla sofferenza della (mi ripeto) malattia depressiva melanconica endogena (esperienza esclusiva di chi soffre di tale malattia).
Affermando "perchè ci dovremmo liberare dal dolore?", ancora una volta dimostri che non conosci bene i termini della questione e non sei in grado di valutare la reale portata debilitante di patologie realmente invalidanti.
Nessun psichiatra serio ha la pretesa di darti delle pastiglie perchè "hai perduto il lavoro" o "la fidanzata ti ha lasciato", questi problemi li può benissimo risolvere chi ha i mezzi a disposizione, cioè la persona stessa o un amico molto comprensivo.
Lo specialista interviene ( ma spesso può sbagliare, non lo metto in dubbio) per trattare disturbi come quello a cui mi riferisco sopra oppure, per fare altri es. "disturbo ossessivo compulsivo", "depressione bipolare",o gravi psicosi che non permettono al soggetto di condurre una vita accettabile.
Ti posso assicurare che anche tu, se fossi colpito da particolari disturbi, correresti direttamente (o ti faresti soccorrere passivamente) da questi specialisti, non potendo più farneticare (finalmente!) di cose come "non si deve medicalizzare il dolore"...[/quote]
raoul - 21 Gen 2007 - 12:02 PM
Oggetto:
Molto contraddittorio...
Prima affermi che non ci sono ricette belle e pronte, confermando di fatto che l'unica alternativa rimane la ricetta dello psichiatra.


raoul
Neanche per sogno. Lo ripeto:non ci sono ricette.Semmai sono gli psichiatri a credere che per sconfiggere il dolore e la sofferenza, ci sono i farmaci.Sono loro a inculcarci l'idea che non c'e' via d'uscita dalla " malattia" se non si prendono i farmaci.La psicoterapia - se la fanno- ha la funzione del maggiordomo. Se non ci fossero i farmaci,li inventerebbero apposta.Anche se nella realta succede il contrario,e cioe' che prima le industrie farmaceutiche inventano un farmaco e poi gli psichiatri inventano una patologia.La depressione e' nota fiin dai tempi antichi.Ne parla Aristotele nelle sue opere,poi Galeno,e via via nel rinascimento......fino ai nostri giorni.La differenza tra la diagnosi precedente e questa e' che gli psichiatri si mostrano al mondo nel ruolo di scienziati e di esperti del cervello. Cio' non toglie che la psichiatria non ha nulla di scientifico.
Nessuno metterebbe mai nel novero della scienza l'astrologia solo perche' vereebbe studiata nell'universita'.Eppure, se guardiamo al passato,l'astrolgia aveva dignita' scientifica.





Poi scrivi che ci sono tanti modi per affrontare la sofferenza:
bene, descrivimi almeno un'alternativa alla psichiatria, ma che abbia attendibili probabilità di successo.

raoul
Tanto per stare al tuo gioco, nel mondo ci sono diverse discipline che trattano la depressione senza fare appello alla psichiatra, quali il cognitivismo,la psicoanalisi,ecc.ecc.
Come vedi anche nel mondo scientifico le opinioni divergono.
Funziano? Non lo so.So solamente che tu ricevi risposte diverse a seconda dello specialista dal quale vai.Lo so di cosa parli quando dici che c'e' differenza
tra la sofferenza che tutti provano e la depressione endogena.....che viene curata con i farmaci.
Metiamoci d'accordo: io non sono contro i farmaci,ma contro l'idea che l'unica alternativa sia la farmaco terapia.
Tu conosci una sola opzione, io opto per diverse soluzioni, e tra queste ci metto la possibilita' di uscirne fuori standosene lontani dagli psichiatri.E non e' detto che la psichiatria,con il suo armaentario, funzioni.
Sono milioni le persone che prendono gli psicofarmaci,e molti di queste
convivono con i sintomi della depressione......nonostante gli psicofarmaci.
Molte persone guariscono dalla depressione nonostante i farmaci;altri continunao a portarsela dietra malgrado i farmaci,e una piccola fetta della popolazione tenta il suicidio.Quali sono le cause? Ambientali? Familiari? Situazionali? un lutto,l'abbandono? La perdita di lavoro? O cause ignote?
Sta di fatto che l materia e' complessa.



.
Nessun psichiatra serio ha la pretesa di darti delle pastiglie perchè "hai perduto il lavoro" o "la fidanzata ti ha lasciato", questi problemi li può benissimo risolvere chi ha i mezzi a disposizione, cioè la persona stessa o un amico molto comprensivo.


Raoul.
Sono balle quello che scrivi.Lo pschiatria " serio" vedendo il suo cliente
non potra' rinunciare alla terapia,perche' di fronte a lui ci sara' un depresso,qualunque sia stata la causa a determinarlo.E lo fara' soprattutto per un altro motivo:per ragioni medico-legali.
Il suo secondo problema - dopo la cura,sara' quello di premunirsi contro qualsiasi problema di natura legale. Che cosa risponderebbe se il suo cliente si suicidasse o commettesse degli atti pericolosi contro di se o altre persone? non dando la terapia non si troverebbe scoperto di fronte al giudice. Ecco risoloto il problema.
Lo psichiatra ha due funzioni correlate:a) fare il medico;
b)essendo stato delegato ad affrontare certi problemi di natura sanitaria-sociale, egli si configura come uno specialista che controlla il potenziale
soggetto che ha dei disturbi cognitivi-comportametale-affettivi.
In soldoni:fa il poliziotto in camice bianco.
In una societa democratica-liberale e' difficile da intuire, ma in altre societa' in cui il sistema politico e' tutt'altro che democratico,lo psichiatra e' chiamato a fare lo sbirro.


Ti posso assicurare che anche tu, se fossi colpito da particolari disturbi, correresti direttamente (o ti faresti soccorrere passivamente) da questi specialisti, non potendo più farneticare (finalmente!) di cose come "non si deve medicalizzare il dolore"...[/quote]


raoul
Puo' darsi che ci andrei.Ma spero di avere la liberta' di andarmene nel momento in cui decidessi di farne a meno del suo aiuto.
raoul - 21 Gen 2007 - 12:12 PM
Oggetto:
Piccola nota: ho scritto: io non sono contro i farmaci. Ed e' vero....aggiungendo che non curano, mal sollevano momentaneamente il soggetto da uno stato increscioso. Chi soffre di panico,chi d'ansia, ecc,ecc, ne trova giovamento,ma a guai a credere che questi farmaci curino.
Il problema e' un altro: che i farmaci, se presi per lungo tempo,rischiano di cronicizzare la malattia e di renderlo (il soggetto) schiavo.Perche' ifarmaci,come qualsiasi altra sostanza, non solo assuefano la persona,ma creano dei disturbi,a volte peggiori del male di cui soffre-
paula - 22 Gen 2007 - 08:57 PM
Oggetto: Re: domanda di ingresso
marco74 ha scritto:
Salve, vorrei sapere da qualcuno, durante un periodo di forte crisi e sofferenza continua cosa bisogna fare?


provale tutte, così ho fatto io e adesso qualcosa si sta muovendo.
la prima cosa di cui ho avuto bisogno era la speranza di stare meglio. ho letto molte cose su internet ma non sta nell'informazione la soluzione, nn sta nei vari ragionamenti pro-contro psichiatria perchè se la mente è incasinata non ragiona bene.
ho sempre pensato che se si sta male c'è un motivo, ma quel motivo non ci è chiaro e quindi ci vuole qualcun altro da fuori a mostrarcelo.
psichiatri e psicologi sono esseri umani (non tutti purtroppo) però alcuni sono ingamba. poi ci sono associazioni di auto-aiuto, sul modello degli alcolisti anonimi.
prendi quel briciolo di forza che ti resta e cerca la tua cura. le informazioni che trovi su questo sito ti servono a tenere alta la guardia, ma non devono aggiungere motivi di rabbia e rancore e odio a gente che sta già abbastanza male.
io prendevo i farmaci da anni e quando ho avuto un crollo insopportabile ho letto tutto quelo che potevo sulla dismissione e anche se non avevo nè amici nè un ambiente familiare sereno li ho smessi seguendo le indicazioni varie.
Sono stata molto male, sola, depressa per mesi. poi ho preso appuntamento con uno psichiatra che non mi ha dato farmaci nè ha fatto diagnosi precipitose.
tanto io ormai SO.
penso che i migliori passi avanti si facciano dentro al sistema e non fuori e quindi è meglio collaborare per cambiare le cose proprio coi medici, ovviamente quelli che sono disponibili e aperti.
Non vivevo bene pensando "tutto il mondo fa schifo" "tutti i medici sono degli stronzi" "bisogna curarsi da soli". Il pensiero bianco/ nero mi faceva male.
Mio parere, Mia esperienza.
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