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forum-base - depressione chiedo info

adraniel - 11 Nov 2005 - 05:42 PM
Oggetto: depressione chiedo info
proprio oggi dopo anni di disagi e sofferenze che non sto qui a raccontare, perchè ripeterei cose già lette nel forum, sono stata da uno psichiatra morale mi ha prescritto ( per curare la depressione) il prozac, prossima visita tra quasi un mese.
Tornata a casa ho cercato qualke info su questo farmaco e sono venuta a conoscenza di cose che non sapevo : ora che fare? continuare a stare male e non prendere niente? prendere il prozac e andare da uno psichiatra che vorrebbe alleviare le mie reali soffrenze con una pastiglia e una visita tra un mese?

Accetto qls consiglio

grazie
isabella - 11 Nov 2005 - 09:35 PM
Oggetto: info
a me per la depressione mi è stato dato lo zoloft, ero in ospedale e me ne davano una bella dose, dico il vero che a parte i primi tre giorni di euforia poi tutto è tornato grigio e buio pesto.
Non so a cosa serve, lo prendo ancora il perchè l'ho spiegato in un altro messaggio, ma non lo consiglierei a nessuno.
Non serve a niente.
Sono stata in h un mese e passa in dicembre e quando sono uscita apriti cielo.....diluvio universale. Adesso sono passati 11 mesi e qualche giorno mi pare di essere un po' su ma guarda solo un pochino.
Depressione per me significa non aver voglia di fare niente, di leggere, di dare acqua alle piante, di rifare il letto, di lavare i piatti, di fare le cose necessarie per la sopravvivenza e facendole visto che sono necessarie provare un profondo disgusto, vuol dire non andare più al cinema, nè ad una mostra, non andare più in montagna, avere solo 3 cd e non ascoltarne neanche uno.
non so che dire zoloft questa situazione di 11 mesi non me l'ha risolta di un cm
forse a te il prozac può fare, non so, è dannoso alla salute, a mia mamma lo hanno consigliato dopo la morte di mio papà i primi giorni ma le è venuto un prurito da matti e lo hanno sospeso, per fortuna...
se non se in una situazione di assunzione di farmaci obbligatoria perchè non ti rivolgi ad un medico "alternativo" oppure prendi l'iperico che dicono sia così efficace...
ciao e buona guarigione
adraniel - 12 Nov 2005 - 09:51 PM
Oggetto:
Intanto Isabella, grazie di cuore sul srio per avermi risposto...già "parlarne" con qln che sa cos'e' la depressione qls aiuta anke se solo x poco....per me la depressione è esattamente ciò che hai scritto te e oltre oltre nel senso : oltre a stare male dover anke ascoltare familiari la classica frase : DAI TIRATI SU METTICI UN PO DI IMPEGNO, DIPENDE ANKE DA TE....non aggiungo commenti perchè chi la depressione l' ha provata sulla pelle sa benissimo che non è cosi...magari penso io a volte...
quando sento queste idiozie mi assale un senso ulteriore di angoscia e anke un po di rabbia, come se la mia fosse svogliatezza e basta come se a me passare legiornate tra il divano e il letto riempisse di gioia.
Purtroppo c'e' molta ignoranza in giro e la gente la parola depressione la usa a sproposito sono convinti che sia come avere una giornata storta ma chi sta leggendo e l' ha passata sa che non è cosi.
Cmq a parte il mio sfogo e scusate se sono stata pesante...Isabella, cosa intendi per medici alternativi? io vorrei provare con qls di alternativo ma non so proprio cosa.
Un saluto di cuore a tutto il forum

Francesca
ramificato - 13 Nov 2005 - 04:27 PM
Oggetto:
Scusa, ma la razionalità dove è andata a finire?
Tu inizi una cura antidepressiva e il giorno dopo chiedi consigli su cosa fare?
Perchè una cura psicofarmacologica abbia effetto devono passare dalle 4 alle 6 settimane.
Fino ad allora bisogna imparare a convivere con gli effetti collaterali, che ci sono e sono fastidiosi e sono il motivo principale per cui una persona a volta abbandona la cura.
Su intenet puoi trovare qualsiasi informazione su qualsiasi argomento ma sappi che molto spesso chi scrive lo fa per il suo interesse personale e non perchè conosce a fondo il problema.
Non è detto che il prozac sia la soluzione per i tuoi problemi.
Ma, sicuramente, abbandonare questa strada ancor prima di sapere se funziona significa non volersi bene per niente.
sandro_c - 13 Nov 2005 - 06:26 PM
Oggetto:
Chi sei , ramificato nuovo iscritto ?
Il solito squallido 'squalo' difensore della psichiatria e dell'industria farmacologica ad oltranza ?
Gli antidepressivi ssri tra cui il prozac, è vero sono dichiarati che agiscono solo dopo due (non 4 né 6) settimane. Però gli psichiatri critici degli psicofarmaci - tra cui Breggin www.breggin.com - ritengono che anche gli ssri danno assuefazione. Ed è verosimile che dopo sei settimane tale assuefazione possa istaurarsi, con difficoltà poi a dismettere. Difficoltà di dismetterli tra cui è documentato un aumento del rischio di idee suicide.
Da che parte stai "ramificato", da parte dell'industria farmaceutica dei farmaci per sempre ?

Comunque, adrianel, se decidi di prendere il prozac, non saresti né la prima né l'ultima, sta attenta poi a scalarlo lentamente se decidi di dismetterlo - e manda l'augurio di un infarto ad 'ramificato' se è pagato per sostenere il 'farmaco'
Sandro C
ramificato - 13 Nov 2005 - 07:49 PM
Oggetto:
Non c'è bisogno della mia esperienza personale (che comunque è importante) per affermare che gli SSRI (a differenza delle benzodiazepine) non inducono assuefazione o dipendenza.
Il fatto poi che taluni personaggi tipo Breggin ritengono il contrario deve essere messo al confronto con qualsiasi serio testo medico.
C'è anche chi afferma che l'uomo non è mai stato sulla luna, ma fino a che punto è credibile?
Oltre a Breggin citami per cortesia quelche altro riferimento scientifico che testimonia della dipendenza degli SSRI.
Per quanto riguarda le idee suicide, questo sembra essere effettivamente un effetto collaterale del farmaco. Questo però non è un equazione, non è certamente la norma e ritengo veramente laido che qualcuno si serva di casi non andati a buon fine per disinformare la gente.
Quindi ribadisco il concetto, prima di cambiare strategia, aspettare e vedere se funziona!
Io non ti mando nessun infarto, caro sandro, ma sono perplesso dalla tua paranoia. E' inquietante il fatto che tu veda fantasmi e complotti ovunque ci sia qualcuno che difenda in qualche maniera (e non per partito preso) qualcosa che va contro i tuoi dogmi.
ramificato
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Risposta da Sandro C : nel libro di Breggin-Cohen "How and Way to stop Psichiatric Druggs" (vedi recensione ed alcuni brani in No!Pazzia - Psicofarmaci) sono citati alcune pubblicazioni scientifiche in merito circa l'assuefazione da SSRI. Nè Breggin né Cohen sono 'personaggi', ma entrambi psichiatri qualificati e tra i pochi che non sono legati alla industria farmaceutica.
Chi sostiene in questa maniera fraudolenta - invitando a prendere il farmaco in modio da conseguire l'assuefazione - gli psicofarmaci, non è accettato in questo forum
Trovami tu, ramificato-squalo, una pubblicazione scientifica (non un prospetto pubblicitario della farmacoindustria) in cui si richiede necessaria la somministrazione degli ssri per 4 - 6 settimane prima di avere 'effetti' !
Squalo si è iscritto una quindicina di volte a questo forum, con quindici nomi diversi,, sempre invitato a non venire a scocciare, ad andare altrove. E quindi sempre lo abbiamo impossibilitato ad intereagire. Come amministratore di "interattiva" lo escludo per la sedicesima volta
Sandro C
A8dmin

isabella - 14 Nov 2005 - 09:38 PM
Oggetto: info
cara adrianel,
devi essere proprio giovane se non sai niente del termine "alternativo"
andava di moda a suo tempo
diciamo che sono dei medici che preferiscono curare con farmaci diversi da quelli chimici, c'e l'omeopatia, i fiori di bach, l'agopuntura, le erbe etc.
l'iperico è una erba che si trova in ogni prato, in erboristeria c'è la tintura madre è chi te la vende ti spiega anche come prenderla, me ne ha parlato tanto una ragazza che conosco che si è curata la depressione con questo e secondo lei l'ha aiutata parecchio
anch'io l'ho preso ma purtroppo non avevo letto sulle istruzioni dello zoloft che non si può prendere in concomitanza con l'iperico, infatti sono stata molto male....
anche se io sono obbligata a prendere farmaci chimici per via delle varie minacce occulte e non degli psich. essendo oltre che depressa anche psicolabile
sono convinta che più lontano si sta da vari prozac e zoloft molto meglio si sta
Per esempio ti posso dire per certo che questi antidepressivi per smetterli devi passare una crisi in cui vedi così nero da poterti suicidare
Io anche se depressa non è che ho mai pensato di ammazzarmi, ma il periodo che ho smesso lo zoloft ti giuro che sognavo di avere una pistola e di spararmi, sognavo la roulotte russa, ero nervosissima e anche bestemmiavo in continuazione e che bestemmie!!!
Cosa consigliare, come ho detto, a parte i primi 3 giorni di euforia ed esaltazione poi lo zoloft non mi ha dato aiuto, stringo i denti tutti i giorni per andare avanti, inoltre sono anche ingrassata parecchio per le medicine un fatto che ha aumentato la mia tristezza
anch'io se non sono al lavoro (ipersedentario) (e finchè c'è)
me ne sto sdraiata sul divano ed è perchè me lo impongo a forza di fare le cose necessarie al minimo per non andare a rotoli completamente
Ti saluto e ti auguro di stare meglio, e scusami se ho fatto confusione.
pinco - 17 Ago 2006 - 08:30 PM
Oggetto: info
ciao a tutti, mi associo con il permesso di adranel a porre anche io lo stesso aiuto. senza portarla per le lunghe, dico che lo psichiatra mi ha detto di prendere per la depressione, e l'insonnia: zoloft, halcion, e prazene; rispettivamente le dosi come vi cito. PRIMA SETTIMANA. MATTINO: zoloft 1 compressa da 50 mg. SERA: 1 compressa di prazene da 20 mg, e 1 di halcion da 0.25 mg. SECONDA SETTIMANA. MATTINO: zoloft 1 compressa e mezzo 0.75 mg. SERA: 1 compressa di prazene da 20 mg, e 1 di halcion da 0.25 mg. TERZA SETTIMANA, E COSì PER 2 MESI. MATTINO: zolfoft 1 compressa da 100 mg. SERA: 1 compressa di prazene da 20 mg e 1 di halcion da 0.25 mg.
questa cura l'ho continuata per il tempo dovuto, senza aver nessun miglioramento. torno dal medico di base, mi prescrive una visita con lo psichiatra, e vado dallo psichiatra.
gli dico che non vedo miglioramenti, e mi dice di continuare con la cura per altri 2 mesi.
il tempo passa, e passano anche i 2 mesi. non vedo ancora nessun miglioramento, anzi un maggior abbattimento fisico e psichico.
a questo punto ho fatto da me. ho iniziato man mano a diminuire le dosi, fino ad arrivare all'assoluta assenza di medicinali. indubbiamente, si sentivano gli effetti negativi, perchè quando si interrompe una cura, ci sono questi effetti.
da allora sono passati circa 4 mesi, non dico che mi sento peggio, ma neanche che mi sento meglio. Ho solo detto una cosa dentro di me: io ho 20 anni, e non voglio morire gonfio per merito di persone che fanno il loro lavoro avendo cavie, che siamo noi, su cui provare i loro esperimenti. ho detto basta. quando girando per internet, ho trovato questo sito, mi sono detto: spero che qualcuno, che comunque ha passato momenti bruttissimi della loro vita, saprà darmi qualche consiglio. ed è quello che ora io vi chiedo a voi. ho fatto bene a smettere di prendere medicinali, anche se non stavo ancora bene?credete che è possibile superare la depressione, credo di avercela da 2 anni ormai. Grazie.
paula - 18 Ago 2006 - 09:19 PM
Oggetto:
vorrei raccontare anch'io la mia esperienza con depressione ed antidepressivi, non so se può servire come "aiuto".
in ospedale mi hanno dato il prozac in seguito alle mie richieste d'aiuto, io non ne sapevo nulla e lo prendevo fidandomi. poi uscita dall'ospedale mi è stato cambiato in cipralex da un medico che diceva che il prozac "non faceva niente" e questo nuovo farmaco mi è stato somministrato anche per aiutarmi, dicevano, a contenermi nel bere. (intanto prendevo anche altri psicofarmaci, neurolettici). infine la psichiatra un giorno decide di cambiarmi il cipralex in seropram, perché "migliore in quanto di nuova generazione". in tutto il tempo in cui ho preso antidepressivi:
stavo meglio all'inizio(ma già era passato un anno), poi ho avuto un periodo fin troppo roseo durato circa 4 mesi, seguito da un crollo tanto veloce quanto profondo nella depressione; sbalzi molto evidenti di peso,e ad un certo punto un periodo di "eccitazione" diciamo così, durante il quale io da sola ho smesso di assumere antidepressivi(che fino a quel momento avevo assunto con regolarità). la psichiatra non ha battuto ciglio e da allora (qualche mese) non prendo più antidepressivi.(benchè io sia sempre depressa).
a parte quella parentesi rosea dovuta non so bene a cosa sono stata per la maggior parte del tempo fortemente depressa.(pur continuando, ripeto a prendere lo stesso antidepressivo).
credo di aver cominciato a pensare di smetterlo proprio quando la depressione c'era nonostante le pillole, anzi pesantissima...e i discorsi della psichiatra mi sembravano sempre più fumosi rispetto alla realtà.
anche in questo caso, come per i neurolettici, quando chiedevo come mai stavo male e a cosa mi servivano i farmaci la risposta era: "non esiste la pillola della felicità".
ecco, appunto.
jack44 - 24 Ago 2006 - 02:37 PM
Oggetto:
[color=blue][/color]
Non sono direttamente interessato ma vorrei capirne di piu' per poter informare un mio amico che ha una figlia di 14 anni e da 8 frequenta un istituto a tempo pieno, sugli effetti del Tolep.
Ha sempre preso degli antidepressivi Serenase in piccole dosi quando non sono piu' bastati altri farmaci nuovi di cui non so' il nome.
Da qualche mese ha avuto crisi sempre piu' frequenti anche violente verso se stessa e gli altri , intolleranza ai vestiti intimi .
Adesso ha iniziato una cura di Tolep con ricovero ospedaliero di tutta la famiglia. Il mio amico oltre a non sapere niente sul farmaco,si sente tranquillo dice che migliora anche se dorme sempre ,ha molta fiducia nei medici. Io sono un po' preoccupato per gli effetti collaterali del Tolep: mi chiedo se cosi' giovane debba per forza fare delle cure cosi' forti.
Qualcuno sa' dirmi qualcosa per poterne capire di piu'
Grazie pre la disponibilita'..............
AnyFile - 25 Ago 2006 - 06:49 PM
Oggetto: gli psichiatri fanno anche pacchetti famiglia?
Citazione:
con ricovero ospedaliero di tutta la famiglia.


eh tra un po' gli psichiatri organizzeranno anche pacchetti famiglia, sconti 3x2, ecc.

Evil or Very Mad
Anonymous - 26 Ago 2006 - 03:31 PM
Oggetto: gli psichiatri fanno anche pacchetti famiglia?
bravo, buona questa!
paula - 30 Ago 2006 - 01:29 AM
Oggetto: gli psichiatri fanno anche pacchetti famiglia?
ma dove sei finita adraniel? com'è andata con lo psichiatra?
il punto è: quando diciamo no agli psicofarmaci, dobbiamo proporre anche un'alternativa.
AnyFile - 30 Ago 2006 - 04:20 PM
Oggetto: gli psichiatri fanno anche pacchetti famiglia?
Prima bisognerebbe chiarire se gli psicofarmaci fanno bene o fanno male.

Se facessero bene non ci sarebbero persone che protestano

E poi e' chi sostiene che fanno bee che devono dimostrarlo, mica chi non vuole sottoporsi a dover credere alla fandonnie chedeve essere costretto a tirar fuori prove.

Prima di poter cercare alternative, bisogna stabilire a che scopo. Ma vi rendete contro che la psichiatria e l'uso di farmci psichiatrici si estende su un'area vastissima che non ha niente in comune?

Hai avuto un figlio e ora ti accorgi che solo di pannolini costa una fortuna? E' un problmea psichiatrico.
Hai dei problemi finanziari? E' un problema psichiatrico.
Se stato/a mollato/a dal tuo compagno/a? E' un problema psichaitrico.
Sei stanco? E' un problema psichiatrico
L'azineda per cui lavori produce un bene che non vuole piu' nessuno. L'azienda sta pensando di tagliare il personale e tu sicurmaente sarai uno dei "tagliati"? E' un problema psichiatrico.

Prima di poter parlare di una soluzione o di un'alternativa bisogna prima capire quale sia il problema da risolvere e piu' ancora bisogna capire se tutto quello che viene etichettato come di competenza psichaitrica sia veramente simile.

Ma cosa hanno in comune le varie cose della psichiatria. L'unica cosa e' che si occupa di cose per cui on esiste attualmente una valida soluzione. Di fatti quando siscopre una soluzione ad un problema questo esce, almeno in parte, dalle competenze psichiatriche. Questo e' stato il caso, ad esmepio, dell'epilessia e del diabete.

Pertanto quello che c'e' da fare e' anziche' spendere soldi per cure psichiatriche (che sono comuni indipendentemente dal problema che dicono di risolvere), bisogna invece analizzare i problemi, prendere i problemi per uqello che sono sneza doverli nascondere (ad esempio se esce fuori che il governo ha fatto una pessima politica sociale e che i giovani d'oggi vengon trattati come schiavi e non riescono a trovare un posto di lavoro con una paga adeguata, bisogna dire questo, mica inventarsi frottole tipo "la depressione dilaga ..."). Una volta appurati quali siano i problemi e quali siano le cause allora si potra' tentare di trovare una soluzione.

Ma non è che se si fanno arricchire le case farmaucetiche allora si risolvono i problemi.
paula - 03 Set 2006 - 03:06 AM
Oggetto: gli psichiatri fanno anche pacchetti famiglia?
certo.
il malessere ha molte cause, non quelle malattie di cui parlano gli psichiatri.
le loro teorie sono infondate.
ma quando c'è il malessere, ed è così grande e profondo che non permette a chi ce l'ha di superare i propri problemi, e neanche di vederne una soluzione, che fare?
l'alternativa ci deve essere. immediata.
quando qualcuno si sente male, deve sapere dove andare e cosa fare, al di fuori della psichiatria.
sì, penso che ci siano persone che non stanno male "solo" perché sono disoccupate o perché a casa loro è un casino, ma anche perché non riescono a gestire quella situazione, dunque devono essere aiutati, ma non con gli schemi della psichiatria e nemmeno con l'ideologia della psicoterapia del tipo " fatti curare".
si può cercare un' alternativa ad una vita invivibile al di fuori di questi schemi.
ma dire che bisogna elimìnare i problemi alla base non risolve sull'immediato le reazioni a questi problemi.
è come dire che bisogna astenersi per non prendere l'aids.
se si vive una situazione complicata e non si riesce a gestirla, non sempre si può risolvere la situazione che spesso coinvolge famiglia e e intera società.
cioè trovarsi in un problema spesso è un problema, perché non sempre le colpe sono attribuibili a terzi. non puoi sentirti bene eliminando il problema , semplicemente perchè il problema non è eliminabile.
e allora che stai male. e devi trovare un' alternativa.
se stai male solo perché non trovi un lavoro, allora basta trovarlo, ma non tutti hanno problemi risolvibili in quattro e quattrotto.
come dici tu, tutti i problemi non risolti in altro modo finiscono nei compiti degli psichiatri. stravero.
AnyFile - 03 Set 2006 - 12:34 PM
Oggetto:
Quello che intendevo io era che se fosse, come dicono taluni che tutto dipende da uno squilibrio organico, allora gli psichiatri dovrebbero studiare quello. DOvrbbero pertanto fare esami ai pazienti per vedere se c'è quello squilibrio o meno, gli psicofarmaci dovrebbero servire per risolvere quel problema e dovrebbero funzionare, anzicé andare per tentatavi fino a quando se ne trova uno che fa abbastanza male da sedare il pazinete ma non troppo da renderglene impossibile l'assunzione.

E sopratutto dovrebbero fare ricerca su questa cosa, fino almeno a quando non si trova una soluzione. Invece stanno sempre seduti a far non si sa che, a contare i soldi guadagnati e a dare in giro notizie allarmanti, dicendo che ci sono in giro un sacco di malti non curati, per i quali secondo loro la soluzione è rinchiuderli (vedi nota 1) oppure renderli incpaci di fare alcunche'

Poi ci sono già stati dei casi che malattie considerate psichiatriche si sono rivelate per nulla psichaitriche. E' il caso, ad esempi, del diabete, della sifilide, dell'epilessia. Il problema sta proprio nel fatto che finché vengono considerate psichiatriche a chi soffre si queste malattie vengono date cure sbagliate e nel frattempo si distolgono fondi e ricerche dalla ricerca della causa. Qunado la causa esiste, bisogna cercarla ed e' da lì che bisogna partire per una cura efficace.

E non pensate che stia parlando solo di cose del passato: cosa sta succedendo per il morbo di Alzheimer? Gli psichiatri dichiarono che è di loro competenza.

Certo ci sono poi casi in cui non è facile trovare una causa e casi in cui sono necessari degli interventi prima che sia possibile trovarla. Ma andando in giro a dire che hanno trovato la causa anche quando non l'hanno trovato, andando in giro a dire che il loro sistema è scientifico quando non lo è non solo fanno una pessima figura (sia sul piano scientifico che su quello etico), ma la cosa risulta estremamente dannosa e si ritarda pure la ricerca di una soluzione adatta.

Poi se bisogna dare una cura in fretta senza poter aspettare di spaere bene le cose, allora per lo meno che le curefunzionino e non facciano più male che bene.

Sono d'accordo che poi esistono delle situazioni di disagio che non hanno una causa (in senso specifico). Ma allora a maggior ragione si trattano di cose che nulla hanno a che fare con la medicina.

Però la medicina si arroga il diritto di occuparsi di qualsais cosa.

Tra l'altro qui c'è la stranezza che uno ha diritto alle cure mediche, mentre non ha diritto ad altre cose (perfino il diritto di avere una biblioteca dipende dal fatto se il comune la paga). E perfino all'interno di cure mediche ci sono alcune che vengono pagate dallo stato/regioni e altre no (perfino oturare un dente non è passato dall'ex SSN).

Pertanto la prima cosa da fare sarebbe chiarezza. Distinguere i problemi medici da quelli che non lo sono. Le ipotesi dalle certezz, le prove scientificeh dalle fandonnie.

Invece ci sono alcune persone che dalla confusione ci campano ....

Nota : per un esempio di quale sarebbe la soluzione secondo certa gente ascoltate (in formato RAM) l'audio di questa intervista
http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=185759 (per ascoltare premete nella nuova pagina il collegamento ascolta, per ascoltare dovete avere un programma in grado di riprodurre l'audio in formato RAM)
paula - 05 Set 2006 - 01:07 AM
Oggetto:
le tue considerazioni, come sempre, sono molto lucide ed incisive. Wink
sono assolutamente d'accordo con quello che dici. sono sconvolta da come tutto questo possa succedere, da come gli psichiatri abbiano tutto questo potere, oggi, nel 2006.
è come se i "pazienti" non avessere alcun diritto nel momento in cui varcano la soglia di uno studio psichiatrico.
sembrano I "padroni del mondo", coloro che decidono chi sta fuori e chi sta dentro. è una situazione senza senso, senza controllo alcuno. Però solo noi che l'abbiamo subita lo sappiamo davvero, ed evidentemente siamo in minoranza.
Citazione:

Sono d'accordo che poi esistono delle situazioni di disagio che non hanno una causa (in senso specifico). Ma allora a maggior ragione si trattano di cose che nulla hanno a che fare con la medicina.

Però la medicina si arroga il diritto di occuparsi di qualsiasi cosa.

(AnyFile)

E' proprio così. loro non cercano la causa, dunque non cercano di risolvere i problemi, ciò è evidente. Se non si trova una causa allora bisognerebbe continuare a cercare invece di far finta di avere trovato il rimedio tramite dei farmaci.
Nella maggior parte dei casi io penso che non ci capiscano nulla e allora facciano degli esperimenti farmacologici sui malcapitati.
Le domande che mi faccio io sono:
-come prevenire che ciò accada? (non per me, ma per gli altri che verranno)
-come modificare la prassi psichiatrica? (finchè esisteranno gli psichiatri)
-come aiutare chi sta per dirigersi verso uno psichiatra e dove indirizzarlo? (visto che è anche lui vittima di un sistema che gli dice che quello che ha è organico e che loro possono aiutarlo)
cioè se immaginiamo un mondo imperfetto quale il nostro gli psichiatri esistono e hanno un notevole potere, dunque deve esistere un'alternativa.
Forse è pura utopia, nel senso che la strategia migliore sarebbe quella di distruggere ciò che c'è di sbagliato piuttosto che di costruire qualcosa di troppo perfetto a cui il mondo attuale non è pronto.
Ma non c'è dubbio che questo sistema vada cambiato...
AnyFile - 05 Set 2006 - 08:39 AM
Oggetto:
paula ha scritto:

-come aiutare chi sta per dirigersi verso uno psichiatra e dove indirizzarlo? (visto che è anche lui vittima di un sistema che gli dice che quello che ha è organico e che loro possono aiutarlo)


Per precisare meglio il mio punto non dico che non esistano casi in cui ci possa essere una malattia organica. Sostenere la tesi che non ci sono malattie organiche sarebbe assurdo.

Ovvimente a me il nome non piace, è una definizione inventata per far sembrare che ne esisano di altro tipo, cosa questa non dimostrata, e poi una definzione che sia legata agli organi del corpo o alle strutture del carbonio ha poco senso. Fa vedere che i medici sono ancora legati ad una concezione in cui curavono un paziente solo quando era evidente la parte lesa, confinata ad un solo organo e la cura consisteva nel curare il sinoglo organo.

Il mio punto è che potrobbero esserci benissimo casi che vengono trattati come psichiatrici e che invece sono del tutto simili a quelli delle altre specialita. Magari uno ha perfino una malattia "organica" nota, ma non vine riconosciuta e allaro il pazinete viene considerato psichiatrico. Oppure è semplicemnte per il fatto che per quella malattia non si ha ancora una cura. Ecco allora che, come un tempo quando non si avevano cure scientifiche si andava dallo stregone o si dava la colpa a cattive (cfr. gli untori della peste nei Promessi Sposi di Manzoni), adesso si ricorre allo psichiatra. Che differenza c'è tra uno psichiatra e un santone, uno sciamano o un astrologo?

Poi ovvimente ci sono casi in cui uno è a disagio o sta male, senza aver alcuna malttia particolare (per fare un esempio banale, dopo che uno ha fatto una lunga corsa è stanco e ha il fiatone). Semplicemnte in questi casi (ivi compresi tutti quelli che nascono da pasticci della nostra società e non da germi patogeni), sempliemtne appunto, è una cosa non di cometenza medica.

Invece intervengono quelli che si auto-definiscono coloro che allievano il dolore e la sofferenza. Ben strana come definizione, visto che sanno benissimo che una percentuale non affatto trascurabile solo per il fatto di essere passati dal loro potere (Perche' di questo si tratta) il loro disagio aumenta fino ad instaurarsi una reazione da stress.

Poi le regole sulle diagnosi psichaitriche prevederebbero che siano prima escluse tutte le malattie "organiche". Viene mai fatto questo?

In gneere, che io sappia, per nulla.

Ma anche che si facesse qualche indagine, è impossibile escluderle tutte.

Questo dimostra che le definizione sono bacate e che loro stessi se ne sono accorti.

Citazione:
le tue considerazioni, come sempre, sono molto lucide ed incisive.

Sarà per questo che venivo accusato di ragionare troppo. Secondo gli psichaitri se c'era un problema al posto di analizzarlo dovevo far finta che non esistesse. Come se uno facendo finta di aver mangiato gli si riempisse la pancia ....

Citazione:
sembrano I "padroni del mondo", coloro che decidono chi sta fuori e chi sta dentro. è una situazione senza senso, senza controllo alcuno.


Di fatto hanno un otere assoluto ... direi monarchico.

Al contrario di molti altri casi non esiste suddivisione di poteri o orgnani di controllo.

I controlli da chi dovrebbe gestire il sistema sanitario s ilimita acontrollare il numero dei letti e dei bagni, ma non cosa facciano i medici e quali siano il oro obiettivi e finalità (che per legge è lasciato autoecidere ai medici stessi , al punto che se si chiede in regione quale sia lo scopo di aver aperto un certo reparto ti rispondono che non lo sanno perché spetta a loros stessi decidere).

Tutte le volte che per finta si assegna un potere di controllo a qualcunaltro oppure si fa finta che sia un altro a prendere un provvedimento (come il sindaco nel caso dei TSO) e' appunto per finta. Perché il sindaco non può contestare qunto scritto dallo psichaitra (d'altro c'e' scritto che il medico ritiene malata la persona, mica che è malata con alleegate le prove).

E lo stesso negli altri casi.

Ammesso che riuscissi a portare uno psichiatra in processo accusandolo di avermi fatto male, così mi ha spiegato un avvocato, oltre ad essere una cosa difficilissima che avvenga, al limite il giudice, dichiarandosi incompetente in materia, non potrebbe far altro che chiedere ad un altro psichaitra se anche lui si saerbbe comportato allo stesso modo.

Ecco che allora cquello che importa agli psichaitri è solo seguire un paradigma. Poco importa se fa danni omeno. L'importate è solo che tutti seguono la stessa procedura.

Strano però nel caso in cui ad essere processato sia uno accusato di furto non succede mica che il giudice chiede ad un altro ladro se lui avrebbe fatto il furto allo stesso modo e in caso di risposta affermativa lo assolve ....
annette - 05 Set 2006 - 11:37 AM
Oggetto: Re: depressione chiedo info
adraniel ha scritto:
proprio oggi dopo anni di disagi e sofferenze che non sto qui a raccontare, perchè ripeterei cose già lette nel forum, sono stata da uno psichiatra morale mi ha prescritto ( per curare la depressione) il prozac, prossima visita tra quasi un mese.
Tornata a casa ho cercato qualke info su questo farmaco e sono venuta a conoscenza di cose che non sapevo : ora che fare? continuare a stare male e non prendere niente? prendere il prozac e andare da uno psichiatra che vorrebbe alleviare le mie reali soffrenze con una pastiglia e una visita tra un mese?

Accetto qls consiglio

grazie
ti do un consiglio se puoi vai da un analista, la depressione è un malessere sbdolo,non ci sono medicine miracolose, ma con un bravo terapeuta puoi imparare a controllarla, a gestirla, ad accettarla, la depressione è un lutto male elaborato, adesso se riesci ad analizzare questo, saperne il motivo,saprai anche perchè viene e non stare sola, cerca compagnia, datti valore, truccati, lavati, fatti bella, mi dirai ma per chi?Per te oggi sie la prioritò assoluta, insomma devi volerti bene,ciaoi
annette - 05 Set 2006 - 11:50 AM
Oggetto:
ramificato ha scritto:
Scusa, ma la razionalità dove è andata a finire?
Tu inizi una cura antidepressiva e il giorno dopo chiedi consigli su cosa fare?
Perchè una cura psicofarmacologica abbia effetto devono passare dalle 4 alle 6 settimane.
Fino ad allora bisogna imparare a convivere con gli effetti collaterali, che ci sono e sono fastidiosi e sono il motivo principale per cui una persona a volta abbandona la cura.
Su intenet puoi trovare qualsiasi informazione su qualsiasi argomento ma sappi che molto spesso chi scrive lo fa per il suo interesse personale e non perchè conosce a fondo il problema.
Non è detto che il prozac sia la soluzione per i tuoi problemi.
Ma, sicuramente, abbandonare questa strada ancor prima di sapere se funziona significa non volersi bene per niente.


io non ho mai preso psicofarmaci e non ne prenderò mai, ho esperienze indirette e ti dico che una volta iniziato a prenderli non si smette più, sono dati in tale quantià che io mi meraviglio che vengano chiamati psichiatri, per me sono i peggiori ciarlatani, ultimamente anche io ho avuto una fase depressiva, ed è stato un bene, dopo quello che mi è successo mica potevo esultare di felicità,ho dovuto accettare il mio malessere, era la giusta risposta a quello che mi è accaduto,non sono andata da nessun psichiatra, sapevo che mi avrebbe dato una pillola,ma io avevo bisogno di essere ascoltata,capita, dovevo elaborare l'accaduto, una perdita, dopo vari consigli tutti :prendi una medicina, ho fatto a modo mio ed allora a me ha fatto bene andare fuori casa, quando mi prendeva la malinconia,l'attacco di panico andavo fuori casa e rientravo quando mi passava, adesso sto bene, ho capito che la sofferenza non potevo evitarla, sarei stata che dico un mostro,quando vuoi bene ad una persona e te la portano via in un modo traumatico non puoi non soffrire, ho accettato il lutto e l'ho elaborato.
adesso cercherò gente che la pensi come me sui servizi psichiatrici, io ho visto gente rovinata dai farmaci, state attenti ci sono tanti modi per stare bene i farmaci si possono prendere ma per i momenti di crisi ma poi smetterli subito, ciao
ramificato2 - 08 Set 2006 - 07:20 PM
Oggetto:
100 esperienze indirette non valgono mezza esperienza diretta, questo dovresti saperlo.
Quando si parla di psicofarmaci bisogna distinguere e bisogna distinguere i disturbi per cui uno assume queste pastiglie.
Se può essere un problema smettere con gli antipsicotici o le benzodiazepine diversa è la questione degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, di cui il prozac fa parte.
Ripeto, non voglio difendere acriticamente prozac o simili, ma ribadire che i risultati di una cura non vanno confusi con gli effetti collaterali della cura stessa (principale motivo per cui una persona abbandona la terapia).
Probabilmente tu non benificeresti mai del prozac, semplicemente perchè non sei stata depressa, nel senso clinico del termine.
Ma la depressione non è quella che intendi tu.
Una persona depressa non può elaborare un bel niente, non ne ha le capacità, in quanto la sua malattia è nel suo cervello.
Se tu hai la capacità di riflettere, di pensare, di stare male e soffrire per qualcosa che ti è accaduto, bene, non sei depressa, ma sei triste per dei motivi ben concreti.
Questo non è il caso del depresso, non puoi portare il tuo esempio a difesa di una tesi che ha del razionale solo tra le persone che possono permettersi la razionalità e la capacità di ragionare.
Non puoi chidere ad una persona cieca di leggere un libro.
Quindi non chiedere ad un depresso di farzi forza, perchè peggioreresti solo la sua situazione.
Del resto ammetti te stessa che nei casi disperati le medicine possono servire.
Ebbene la depressione è un caso disperato.
Se tra gli psichiatri ci sono probabilmente ciarlatani è pur vero che esistono seri professionisti che fanno il loro lavoro con passione senza secondi fini, come in tutti i campi della medicina.
Generalizzare non fa che gettare discredito su chi lancia infantili accuse.

(NOTA DI NO!PAZZIA :
RAMIFICATO2 E' UN NOTO LECCACULO DELLA PEGGIORE PSICHIATRIA, QUASI CERTAMENTE AL SUO SOLDO, CHE OGNI TANTO TORNA A SCOCCIARE IN QUESTO FORUM.
NON RISULTA CHE LA PEGGIORE 'DEPRESSIONE' SIA COSI' GRAVE COME TALE PSICHIATRIA - PROPRIETARIA DI COSTOSE CLINICHE PRIVATE PSICHIATRICHE - VA RECLAMANDO.
SECONDO LO PSICHIATRA LUIGI CANCRINI - DETENTORE DI CATTEDRA UNIVERSITARIA DI PSICHIATRIA - ANCHE LA PEGGIORE DEPRESSIONE SI RISOLVE DA SE' SENZA FARMACI IN CIRCA DIECI MESI DI TRANQUILLITA' )

AnyFile - 08 Set 2006 - 09:54 PM
Oggetto:
ramificato2 ha scritto:

Una persona depressa non può elaborare un bel niente, non ne ha le capacità, in quanto la sua malattia è nel suo cervello.


Ma non era una malttia mentale? Ora diventa invece una malttia del cervello. Un bel salto ... (come avrebbe detto Knat un salto nel buio). Gli psichaitri dovrebbero mettersi d'accordo. O e' una malttia del cervello dovuta a mancanza di serotonina, oppure e' una malttia mentale (e dare una definizione di cosa intendono con questa seconda cosa, preferibilmente meglio che ricorrendo a libri "scari" come il DMS):

Nel primo caso (malattia ddel cervello e dovuta a mancanza di serotonina) allora non sarebbe piu' di loro competenza (come non lo eè più' il diabete, l'epilessia o la sifilide) e la diagnosi dovrebbe essere fatta andando a misurare il livello di serotonina nel cervello (in modo più o meno diretto, ma dovrebbe essere quella la cosa da misurare). Ma misurare la serotonina non è possibile con le attuali tecnologie. Allora come hanno fatto gli psichaitri a dire che altri (i neuroscienziati) hanno misurato una crenza di serotonina? Fossi un neuroscienziato gli avrei fatto causa!!! Ma il punto cruciale di questo punto è che se la depresione è una malttia del cervello allora non è una malttia della mente e tanto meno dell'anima. D'altra parte io sono il primo a dire che per le cose per cui esiste una cusa biologica allora la strada da seguire è quella di determinare la causa. Ma il problema è che gli psichaitri non hanno determinato la causa. Hanno solo visto che in qualche caso (e sottolineo solo inqualche caso) chi assume farmaci inebitori della recaptazione della serotonina sta meglio. Da qui ad arrivare a dire che la causa è l mancanza di serotonina il salto è gigantesco.

Se invece si tratta di una malattia mentale o dell'anima (psiche questo vuol dire) allora che non tirino in ballo il corpo, né che ogni momento oscillano ad attribuore cure al corpo ed ogni tanto alla mente. Allora a nulla potrebbe servire assomenre farmaci SSRI.

Cioè quello che veramente servirebbe è che siano gli psichaitri stessi a fare chiarezza su quello ch edicono. Invece i loro discorsi vanno dalla parte che in quel momento soffia il vento. Al punto che spesso ci sono teorie estremamente contrastanti tra loro su dei punti. D'altra parte, e qui sta il problema, a differenza delle teorie scientifiche non è che le teorie psichaitriche. Tanto è vero che trovare una contraddizione o una cosa non corrispondente alla realtà non fa concludere agli psichaitri che la loro teroria è sbagliata (e per fa sì che una teoria sia considerata sbagliata dovrebeb bastare un solo controesempio).

Invece agli psichaitri la confusione fa comodo. Possono così spacciarsi per salvatori del mondo. Dire di avere la soluzione quando non ce l'hanno, ecc.

D'altra parte i momenti di confusionie sono ghiotti per chi vuol far soldi, siano essi ciarlatani o fondatori di religioni, sedicenti santoni, ecc. ....

Citazione:

Non puoi chidere ad una persona cieca di leggere un libro.


Penso che molti ciechi si offenderanno a leggere o a sentire ciò che hai scritto!!!

Citazione:

Se tra gli psichiatri ci sono probabilmente ciarlatani è pur vero che esistono seri professionisti che fanno il loro lavoro con passione senza secondi fini


Il probelma è che entrambi ricevano barcate di soldi ed entrambi hanno il potere di imprigionare le persone. Capita pertanto che alcuni abusino dei loro poteri per incarcerare persone perché hanno semplicemnte chiesto di essere curati da qualcuno di capace anziché da una perosna che fa perdere del tempo e produce danni.

Viene poi da chiedersi perché i seri professionisti non accusino i ciarlatani. Nessun astromnomo o astrofiscico chiama collega un astrologo (per intenderci gli astrologi sono quelle persone molto presenti in televisione, compreso canali pubblici, gli astrofisici ed astronomi in televisione sono invece intervistati molto raramente)
annette - 09 Set 2006 - 10:17 AM
Oggetto:
Citazione:

Se tra gli psichiatri ci sono probabilmente ciarlatani è pur vero che esistono seri professionisti che fanno il loro lavoro con passione senza secondi fini


ciao, infatti per i soldi fanno questo ed altro,mi spiego, ho avuto con me per 15 anni una donna che soffriva e soffre di psicosi adolescienziale, prima e psicosi poi.
Questa donna che per la verità il suo problema principale secondo me era ed è un ritardo mentale, ma che con un aiuto tipo quello che le fornivo io poteva vivere tranquillamente nella società, infatti viveva con me, ma si muoveva libera per il paese, aveva il suo telefonino ecc..in primavera aveva crisi depressive che la psichiatra che l'aveva in cura le curava con il meleril, se ricordo bene, una dose minima per 15/30 giorni e poi tornava come prima, ossia nessun psicofarmaco, poi ci siamo trasferiti dalla provincia di pavia a nord,precisamente nella valle camonica, a pisogne,sul lago, il motivo è che io non reggo più i posti con climi troppo caldi,in questo posto dal bel panorama i vari cps e altro hanno su 90.000 persone ben 6.000 utenti, una percentuale alta, ebbene come al solito in primavera c'è la crisetta, che quì trattano subito con il tegretol, poi rispoldil,poi con depamag 500 x 2, 20 gocce di serenase x 3,20 gocce di valium x 3,ed altro,adesso dopo questa cura da cavallo io lìho disintossicata, l'ho portata a 10 gocce di serenase la sera e depamag 400 la sera, il depamag perchè ex epilettica dice la psichiatra.
La donna sta bene, frequenta di malavoglia un diurno che si chiama il castelletto di darfoboarioterme,ebbene la psichiatra la convince a frequentare questo diurno,lì conosce un altro utente e si mettono assieme, va tutto per il meglio, sono felici, e anche io, hanno problemi ma anche loro hanno il bisogno di fare sesso.Noi abitiamo a rogno, ed io tutti i giorni devo accompagnare paolo a casa sua, la domenica devo andarlo a prendere e poi riaccompagnarlo, quando chiedo alla sorella di contribuire dice di no che si deve arrangiare da se, ma la mamma non lo manda in bici perchè pericoloso, puta caso però al lavoro va in bici.
allora io decido di trasferirmi a pisogne, dove abita lui perchè almeno diventano indipendenti da me per frequentarsi.
Incominciano quì i dolori, la sua famiglia vede minacciare il suo equilibrio(famiglia di stronzi egoisti)e con varie scuse allontana paolo,parlano male di me che sono vista come badante,allpora io chiedo informazioni e mi viene detto che non vogliono perchè quest'uomo serve alla mamma per la vecchiaia, cioè fino a quando vive starà con lei,poi andrà al castelleto, che la famiglia non vuole che faccia sesso ecc...
Adesso vediamo come reagisce lo psichiatra a questa vicenda esistenziale, va detto che nessuno dava segni di pazzia se non la vecchia stronza madre, ebbene a lui danno una terapia che lo inibisce sessualmente,c'è un calo di libido eccezzionale, alla donna viene detto che lui è stanco ,che deve capire ecc..lei comincia ad andare in crisi è confusa, abedue danno come la famiglia di lui dice la colpa a me.
Io stanca porto per qualche giorno manuela dalla sua famiglia, le dico che voglio trovare uno psicologo per fare fare dei colloqui ad entrambi,ma suo padre decide drasticamente di ricoverarla al castelletto, perchè visto che io rappresento un motivo d'attrito vado eliminata, così la povera manuela viene ricoverata nella comunità e aspetta che io liberi la casa per poterci stare con paolo, questo tutti le hanno raccontato.La verità è un'altra,lei lontana dal paese di paolo accontenta la mamma megera, la sua famiglia collocandola al castelletto risparmia 1000 euro al mese, insomma e il castelletto ne guadagna 200 al giorno,e noi contribuenti paghiamo le tasse e li manteniamo tutti, questa mia esperienza diretta vi faccia riflettere che il matto è oramai alla pari del vecchietto un affare, addirittura te li rubano.Morale della favola alla manuela le stanno parlando male di me che per 21 anni le ho dato tutto quello che si può dare ad una figlia, quando l'ho conosciuta lei era tutto un delirio,ci sono voluti anni per portarla alla realtà, questo lavoro l'ho fatto io ed adesso lo distruggono, quando va in creisi le fanno una puntura e le danno dei calmanti, il serenase è aumentato tutto questo per fare contente le famiglie, se gli psichiatri fossereo seri,quì si tratta di 4 psichaitri, due della asl e due della comunità, l'unica era di allontanare entrambi dalle rispettive famiglie, invece hanno scelto l'equlibrio familiare a scapito dell'utente e dei nostri soldi.
tutto quello che ho scritto è vero, e adesso mi dite come farei io ad avere fiducia in questa categoria?Dimentica questa faccenda va avanti da 5 anni e gli psichiatri coinvolti sono 6, gli assistenti sociali 4(detto per chiarezza ignoranti in materia in modo eccezzionale)

Questa storia mostra come tutti sono coinvolti ad accontentare le famiglie che danno loro la materia prima per i loro soldi, io li metterei fuori legge, perchè quello che loro dicono non è dimostrabile scientificamente, sono ciarlatani e basta

ramificato2 - 09 Set 2006 - 01:19 PM
Oggetto:
Questa tua storia dimostra che esistono persone che antepongono il proprio personale tornaconto al servizio che dovrebbero offrire, come in tutti i campi del mondo del lavoro.
Quello che affermi tu esiste in ogni tipo di attività.
Quello che ti sfugge è il dato di fatto che esistono psichiatri che prescrivono una cura psicofarmacologica a persone sofferenti di una qualsiasi forma di depressione e queste persone, piano piano si riprendono.
Senza spiegare al paziente chissà quale meccanismo cerebrale, quali geni o quale deficit di molecola concorrono nel creare tale stato pietoso in lui, danno un mano concreta al paziente stesso.
Ciarlatano potrebbe essere benissimo chi vuole a tutti i costi trovare una spiegazione "logica" allo psicotico che sente le voci o dimostrare a parole i "reali motivi" che portano un individuo a pensare al suicidio.
A volte questi motivi esistono, a volte sono nella sua chimica cerebrale.
Ma se non è un professionista a ricercare queste cause, la situazione può degenerare e diventare pericolosa.
A volte una pastiglia fa mille volte meglio che 100 parole al vento.
Naturalmente è vero anche il contrario.
La mia esperienza personale (sono 2 anni che non prendo più psicofarmaci) anche se conta relativamente, mi dovrebbe far pensare l'opposto di quello che pensi tu.
Tuttavia non mi schiero semplicisticamente pro o contro.
Limitarti nel circondarti di persone che abiurano la psichiatria, cercando di diffondere un messaggio unidirezionale non è perlomeno rispettoso nei confronti di chi ha trovato benefici in tale scienza medica e può essere pericoloso per chi in questo momento vorrebbe solo stare un pò meglio.
AnyFile - 09 Set 2006 - 03:38 PM
Oggetto:
Duecento euro al giorno ... questo spiega molte cose ....

E poi mi sono sempre chiestro perche' i reparti di psichaitria vengono considerati ad alta specializzazione e quindi ricevano piu' soldi al giorno.

Ma dico ma cosa fanno in psichaitria. Quasi nulla. Voglio ben sperare che il poco che fanno (darti un letto e due pasti e una colazione) lo facciano anche negli altri reparti. Negli altri reparti fanno perio' anche esami (che in psichaitria sono ridotti a easmi del sangue e urine basilari e poco costosi), interventi chirurgici, fisioterapie, costo di protesi, ecc. Tutti costi che la psichaitria non ha. Non fa visite (se non veloci cortei regali dove il primario dice cose del tipo "eh guardate qua ... emno male che ci siamo noi a prenderci cura di 'sta gente" e se ne va via senza guardare), non fanno operazioni, non fanno test, non fanno ... insomma non fanno nulla se non assicurarsi che non te ne vai via (come se il problema fosse quello ... che tu non devi stare nella socieeta').

D'altronde questo spiega anche la stranezza, difficilmente spiegabile in altro modo, perche' una perosna che non lavori sia un danno per la societa' e quindi deve interrvenire la psichaitria. Ma cosa fa la psichaitria? trasforma una persona che ha un attimo di diffiolta' in un malato cronico che non potrà mai più lavorare.

Dove sta l'utilità di questo intervento della psichiatia'

ovviamente non è utile per la società, né per il "paziente"

ma è utile per la psichiatria e per gli psochiatri. Uno che non lavora non paga tasse e quindi non arrivano una parte di soldi alla psiachiatria (la fetta di soldi statali, regionali, ecc. che finiscono nelle tasche della psichiatrica non è affatto piccola. Solo considerando i soldi regionali, 1/30 del bilancio della regione finisce nella psichaitria. A questi vano aggiunti i soldi delle pensioni di invalidita', i soldi da latre fonti, ecc.)

Allora cosa dfa lo psichaitra. Aiuta il "paziente"? No. Aiuta se stesso. Facendo diventare il "paziente" un rovinato a vita che resta in carico al servizio psichiatrico, il servizio psichiatrico si assicura dei soldi per fare quello che loro stessi autodefiniscono prendersi cura del paziente.

ma proprio perché spetta a loro stessi autodefinirsi i propri compiti ecco che loro non devono fare nulla o quasi (o per meglio dire nulla più di quanto basta per garantire un po' di mangiare e un letto da dormire), ma in cambio ricevono una quantità di soldi notevoli.

A tutto ciò si aggiunga il giro di affari che riguarda visite mediche private, perizie e tutto il resto per arrivare a cifre impressionanti.



.... e nessuno che apra mai un'indagine .... bah ....
annette - 09 Set 2006 - 06:45 PM
Oggetto:
AnyFile ha scritto:
Duecento euro al giorno ... questo spiega molte cose ....

E poi mi sono sempre chiestro perche' i reparti di psichaitria vengono considerati ad alta specializzazione e quindi ricevano piu' soldi al giorno.

Ma dico ma cosa fanno in psichaitria. Quasi nulla. Voglio ben sperare che il poco che fanno (darti un letto e due pasti e una colazione) lo facciano anche negli altri reparti. Negli altri reparti fanno perio' anche esami (che in psichaitria sono ridotti a easmi del sangue e urine basilari e poco costosi), interventi chirurgici, fisioterapie, costo di protesi, ecc. Tutti costi che la psichaitria non ha. Non fa visite (se non veloci cortei regali dove il primario dice cose del tipo "eh guardate qua ... emno male che ci siamo noi a prenderci cura di 'sta gente" e se ne va via senza guardare), non fanno operazioni, non fanno test, non fanno ... insomma non fanno nulla se non assicurarsi che non te ne vai via (come se il problema fosse quello ... che tu non devi stare nella socieeta').

D'altronde questo spiega anche la stranezza, difficilmente spiegabile in altro modo, perche' una perosna che non lavori sia un danno per la societa' e quindi deve interrvenire la psichaitria. Ma cosa fa la psichaitria? trasforma una persona che ha un attimo di diffiolta' in un malato cronico che non potrà mai più lavorare.

Dove sta l'utilità di questo intervento della psichiatia'

ovviamente non è utile per la società, né per il "paziente"

ma è utile per la psichiatria e per gli psochiatri. Uno che non lavora non paga tasse e quindi non arrivano una parte di soldi alla psiachiatria (la fetta di soldi statali, regionali, ecc. che finiscono nelle tasche della psichiatrica non è affatto piccola. Solo considerando i soldi regionali, 1/30 del bilancio della regione finisce nella psichaitria. A questi vano aggiunti i soldi delle pensioni di invalidita', i soldi da latre fonti, ecc.)

Allora cosa dfa lo psichaitra. Aiuta il "paziente"? No. Aiuta se stesso. Facendo diventare il "paziente" un rovinato a vita che resta in carico al servizio psichiatrico, il servizio psichiatrico si assicura dei soldi per fare quello che loro stessi autodefiniscono prendersi cura del paziente.

ma proprio perché spetta a loro stessi autodefinirsi i propri compiti ecco che loro non devono fare nulla o quasi (o per meglio dire nulla più di quanto basta per garantire un po' di mangiare e un letto da dormire), ma in cambio ricevono una quantità di soldi notevoli.

A tutto ciò si aggiunga il giro di affari che riguarda visite mediche private, perizie e tutto il resto per arrivare a cifre impressionanti.



.... e nessuno che apra mai un'indagine .... bah ....


infatti nessuno che indaga, sono onnipotenti su basi scientifiche nulle,ciao
AnyFile - 15 Set 2006 - 03:41 PM
Oggetto: possibili spiegazioni di guarigioni
nota di nopazzia ha scritto:

(NOTA DI NO!PAZZIA :
[...[
SECONDO LO PSICHIATRA LUIGI CANCRINI - DETENTORE DI CATTEDRA UNIVERSITARIA DI PSICHIATRIA - ANCHE LA PEGGIORE DEPRESSIONE SI RISOLVE DA SE' SENZA FARMACI IN CIRCA DIECI MESI DI TRANQUILLITA' )


Forse è proprio per questo che c'è gente che può andare in giro a dire che i farmaci funzionano. Puo' benissimo essere che ci siano persone che stanno bene dopo aver preso gli psicofarmaci o gli antidepressivi.

Ma il punto e' se non avendoli presi sarebbero stati meglio, peggio oppure uguale?

Questa e' una discussione simile a quella che Odifreddi fa circa le guarigioni miracolose di chi va a Lourdes. E' vero che c'è un certo numero di persone che la medicina ha dichiarato guarite dopo essere andate a Lourde e che prima di andare a Lourdes erano state dichiarate malate. Però è anche vero che la stessa cosa capita a volte nelle persone in pari condizioni che non si recano a Lourdes (ci possono essere vari motivi, tra i quali perfino che la diagnosi era sbagliata).

Anzi ad andare a guardare i numeri, sarà anche vero che il numero dei "miracolati" sia alto, ma è enormenente alto il numero delle persone che si recano a Lourdes e se si fa il rapporto si scopre piuttosto che la possibilià di avere una di queste guariginoni misteriose si scopre anzi che è più alta tra quelli che non si recano a Lourdes rispetta a quelli che vanno lì in pellegrinaggio. (per maggiori informazioni sull'argomento consultate Piergiorgio Odifreddi, Il matematico impertinente)


Continuo a sostenere che gli psichiatri dovrebbero essere i primi a mettere un po' di ordine. Dovrebbero ad esempio distinguere le ciarlatanerie dalle cose serie.

Ad esempio quando si tratta di presentare una relazione scientifica alla Food and Drugs administration sugil antidepressivi si scrivono certe cose (tra cui che non è noto il meccanismo di azione, si scirve che in certi casi, ma solo in certi casi, è sembrato utile l'assunzione del farmaco, ecc.), ma quando si tratta di srivere messaggi ai medici, ai pazinenti, all'opinione pubblica o perfino nella pubblicità (che nelgli USA è permessa pure su queste cose) il discorso cambia radicalmente ed ecco che viene dichiarata nota la causa della depressione e viene dato per certo che prendere la "pastiglia" comporta un aumento del benessere, viene tralasciato di dire che ci sono effetti collaterali molto gravi, ecc,)

E non si può certo dire che si tratta di un errore fatto in buona fede. Ad esempio omettono di parlare degli effetti collaterali per evitare che qualcuno ci ripensi per evitare gli efftti collaterali.

Per maggiori informazioni circa quest ultimo punto si veda
http://medicine.plosjournals.org/perlserv/?request=get-document&doi=10.1371/journal.pmed.0020392

e per una traduzione in italiano (fatta da me) si veda in
http://antipsychiatry.fcpages.com/Serotonina_e_Depressione.html

a proposito c'è modo di pubblicarla su questo sito?
peterarch - 25 Set 2006 - 12:49 AM
Oggetto: gli psichiatri fanno anche pacchetti famiglia?
paula e anyfile, sono d'accordo, sono giunto alle medesime considerazioni. Le depressioni e le sofferenze derivano da situazioni irrisolte. Spesso emozioni non vissute come il pianto o la rabbia o modi per attirare l'attenzione. La chiave per trascendere è amore ed umanità. Esssere i migliori amici di se stessi, capirsi ed amarsi. Viversi e non avere pregiudizi, per primi. Non dare forza a classificazioni ed essere messi da parte. Non siamo degli ammalati, siamo ed abbiamo dei diritti. Chi classifica e isola è perchè ha paura e non conosce. Facciamoci amico il nostro malessere e facciamoci raccontare da lui. E non facciamo il gioco di chi ci vuole male o non si interessa a noi.
annette - 26 Set 2006 - 09:49 AM
Oggetto:
ramificato2 ha scritto:
Questa tua storia dimostra che esistono persone che antepongono il proprio personale tornaconto al servizio che dovrebbero offrire, come in tutti i campi del mondo del lavoro.
Quello che affermi tu esiste in ogni tipo di attività.
Quello che ti sfugge è il dato di fatto che esistono psichiatri che prescrivono una cura psicofarmacologica a persone sofferenti di una qualsiasi forma di depressione e queste persone, piano piano si riprendono.
Senza spiegare al paziente chissà quale meccanismo cerebrale, quali geni o quale deficit di molecola concorrono nel creare tale stato pietoso in lui, danno un mano concreta al paziente stesso.
Ciarlatano potrebbe essere benissimo chi vuole a tutti i costi trovare una spiegazione "logica" allo psicotico che sente le voci o dimostrare a parole i "reali motivi" che portano un individuo a pensare al suicidio.
A volte questi motivi esistono, a volte sono nella sua chimica cerebrale.
Ma se non è un professionista a ricercare queste cause, la situazione può degenerare e diventare pericolosa.
A volte una pastiglia fa mille volte meglio che 100 parole al vento.
Naturalmente è vero anche il contrario.
La mia esperienza personale (sono 2 anni che non prendo più psicofarmaci) anche se conta relativamente, mi dovrebbe far pensare l'opposto di quello che pensi tu.
Tuttavia non mi schiero semplicisticamente pro o contro.
Limitarti nel circondarti di persone che abiurano la psichiatria, cercando di diffondere un messaggio unidirezionale non è perlomeno rispettoso nei confronti di chi ha trovato benefici in tale scienza medica e può essere pericoloso per chi in questo momento vorrebbe solo stare un pò meglio.



mi dispiace per te ma la realtà che la donna in questione prima di venire in questa zona è sempre stata curata con farmaci blandi,esempio valium, la verità è che quando stava male l'unico rimedio era l'allontanamento dalla famiglia, per primo dal padre, la verità è che tutta la famiglia aveva problemi, anzi li ha ancora,che si nascondono e fanno agire la più debole, quando veniva allontanata dalla famiglia si riprendeva alla grande, perciò se lo psichiatra avesse voluto veramente curare l'utente l'avrebbe allontanata ed anche il suo ragazzo, ma questo in italia non si fa,la famiglia è sacra, lo psichiatra vuole i soldi, la comunità che è parificata a reparto ospedaliero si becca i soldi, chi dovrebbe controllare?Io so che tempo fa a milano una psicologa mi disse che le varie comunità alle assistenti sociali, insomma le foraggiavano pur di avere gli utenti,io quando sono stata male manco sono andata dal medico, li avrebbero dati pure a me, che mai li ho presi.
Per finire quando ho avuto un incidente mi hanno ricoverato nell'ospedale di esine, dopo una notte di dolori allucinanti al mattino chiedo al medico un antidolorifico, spiego che non ho chiuso occhio di notte, ma sapete che mi risponde: voleva darmi un farmaco che mi indducesse al sonno, lì mi sono incazzata ho minacciato di chiamare il tribunale del malato, ho spiegato al celebroleso ortopedico che il sonno la'avevo e come ed era impedito dal dolore, allora mi hanno dato gli antidolorifici in flebo. Io e non solo io ho notato un massiccio uso di psicofarmaci, mi chiedo il perchè,e voi?

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