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forum-base - Sto facendo una tesi sul tso, posso chiedervi aiuto? - 9 Risposte

taniarighi - 29 Mar 2006 - 06:17 PM
Oggetto: Sto facendo una tesi sul tso, posso chiedervi aiuto?
Ciao a tutti, sono una laureanda in sociologia e sto preparando una tesi sul tso. Ho scelto quaesto argomento perchè essendo una volontaria soccorritrice ho avuto modo di assistere a più di un tso... il mio ruolo, anche se non previsto per legge, mi ha permesso di partecipare in prima persona e di capire che qualcosa non và.
Ho pensato e ripensato a come svolgere la tesi in modo che emergessero tutte le problematiche e per farlo ho ritenuto necessario far sentire tutte le voci!
Ho intenzione di fare interviste a medici, psichiatri, infermieri e vigili, ma ciò che mi preme di più è far sentire la voce di chi il tso lo ha subito, in modo che possa emergere in modo più vero come stanno realmente le cose.
Quindi chiedo se qualcuno può aiutarmi raccontandomi la propria storia o facendomi sapere come fare per mettermi in contatto con chiunque possa o voglia raccontarmi le proprie vicissitudini.
In ogni caso, vi ringrazio... Ah! Chiunque abbia dei suggerimenti da darmi...saranno ben accetti!! CIAO CIAO
Citazione:

margot - 07 Apr 2006 - 10:51 AM
Oggetto:
io conosco un ragazzo che può dirti qualcosa in merito. il mio numero è 3496739812. te lo lascio perchè...prima devo chiedere al lmio amico se è disposto a parlarne e credo non tornerò su questo sito. Lui è di Verona. contattami con un sms. ciao
Luisa
LIBE - 21 Apr 2006 - 12:49 AM
Oggetto:
tania se la mia esperienza ti può aiutare senza citare nomi luoghi e persone è la seguente:
a 21 anni (oggi ne ho 36)ho avuto il mio primo battesimo con la psichatria; in seguito a problemi lavorativi mi sono rivolta a un centro di consulenza psicosociale per ottenere una dispensa medica dal lavoro dove stavo subendo atti di "mobbing". Alla dispensa mi è stata aggiunta una prescrizione di farmaci, tali "lexotan", in seguito e in crescendo altri farmaci che ho assunto fino a pochi mesi fa.
Vengo al dunque: al tso; quattro anni fa mi sono rivolta sempre a un centro regionale di consulenza per parlare con una psicologa (che in realtà era poi una psichiatra-psicoterapeuta) e per rinnovare la prescrizione di un farmaco da cui ero dipendente (paroxetina).
il colloquio è filato liscio fino al momento in cui ho dichiarato di essere omosessuale parlando di alcuni miei disagi personali legati a questo fatto. A quel punto è scattato il tso, ovvero la dottoressa mi comunica che necessito di un ricovero in un istituto psichiatrico e cioè all'istante.
Al che io chiaramente mi rifiuto ma senza risultato, la dottoressa insiste e chiama l'ambulanza per farmi ricoverare (!!!!!!......) Dopo inutili discussioni, per farla breve, approfitto di un uscita dallo studio della dottoressa e fuggo, letteralmente come una ladra, dallo studio, sfuggo all'autoambulanza che era già sopraggiunta all'entrata dell'edificio, corro corro salgo su un taxi e mi faccio accompagnare a casa. Informo il mio medico di famiglia dell'accaduto, chiamo il mio avvocato e insieme contattiamo questa dottoressa la quale poi si scuserà al telefono per l'accaduto.....................
Probabilmente a te interessa sapere qual'è la conseguenza e quali sono i sentimenti che un essere umano può vivere nel momento in cui gli viene sottratta la libertà personale. Ti assicuro che è una violenza inaudita, una mortificazione che non si cancella più dalla tua anima, un incubo che vivrai per il resto dei tuoi giorni.
In precedenza e in seguito ho parlato di questa prassi che nella mia regione è molto diffusa con altre persone che l'hanno subita. Quasi sempre per motivi ingiustificati e le conseguenze sono drammatiche.
Due miei amici dopo aver subito un tso al momento dell'uscita si sono suicidati, altri non sono più gli stessi, sono irriconoscibili, rovinati.
Io stessa faccio tuttora fatica a vivere con questo fardello; è un esperienza che nessuno, NESSUNO dovrebbe subire nella vita, è la cosa più devastante che possa capitare ad un essere umano, un autentica violenza dalla quale non ci si può difendere in alcun modo, senza tralasciare il fatto che la reazione ad un tso d'urgenza provoca inevitabilmente uno stato di stress e agitazione che immancabilmente viene "punito" con la somministrazione forzata, ancora con violenza, di sedativi e quant'altro...

Insomma ci sono ancora cosa da dire ma per ora mi fermo qui sperando di averti fornito un pò di materiale di studio e di riflessione.

cordialmente. libe
AnyFile - 15 Ago 2006 - 10:23 PM
Oggetto:
Mentre la legge prevederebbe molte garnzie, di fatto vengono tutte eluse.

Ad esempio la legge prevederebbe che il TSO sia efettuato soo quando non vi e' il consenso del paziente e che il TSO deve essere in regime ospedaliero solo quando e' estremamente necessario.

Le visite per accertare le condizioni non esistono. Tutti i controlli richiesti dalla legge vengono effetuati semplicemente controfirmando i fogli, senza fare alcuna indagine (a questo punto probabbilmente senza neanche leggerli - ormai per loro e' una cosa abituale, non ci fanno neppure piu' caso)

Il ricoverato a forza avrebbe un bel po di diritti, ma di fatto non puo' far nulla. Anzi non puo' proprio far nulla (spesso neanche alzarsi dal letto).

Quando una persoan viene arrestata gli deve essere consenato il verbale di arresto, deve perfino controfirmarlo per dimostrare di averlo ricevuto, gli e' comunicato il motivo, il suo stato, l'iter della sua pratica giudiziaria. Infine nel caso in cui l'arrestro si dimostri arbitrario, ingiustificato o frutto si un errore giudiziario, all'incarcerato ingiustamente spetta un risarcimento (come al solito di valore abbastanza irrisorio, ma sto parlando del principio).

Nel cso di un TSO uno viene prelevato a forza, senza che sia presente alcuna prova, senza che vi sia stato un giudizio, decide tutto una persoan sola che agisce da ispettore (senza pero' fare alcuna ispezione), giudice, carceriere e carnefice (delegando parti di queste funzioni ad altro - perche lui ha troppo da fare, dopo essere stato in reparto 15 minuti al giorno se ne va a casa a fare visite private). Tutte le altre persone giuridicamente tenute a controllare, di fatto non effettuano controlli, se non controfirmare le carte scritte dal primo. Quindi tutto dipende da quello che scirve il primo medico. Pertanto se ha scritto che sei malato e che hai bisogno di cure, basta, nn c'e' bisogno di mettere prove, bvale la sua parola e basta.

Io poi non ho mai ricevuto nessuna comunicazione scritta. Non so mai ne' il motivo dei TSO, ne' a dir la verita' ho mai potuto sapere se il TSO mi era veramente stato fatto o se ero "solamente" (si fa per dire) sequestrato.

Ma la cosa piu' assurda e' che i medici utilizzano l'arma del TSO (stra-abusando di questo loro stra-potere) per minacciare le persone e per tutelare i loro interessi economici in conflitto d'interesse con l'interesse dei pazienti.

E' mai possibile che uno viene minacciato di TSO perche' dice al proprio medico privato (a cui e' stato costretto da andare da quello pubblico, sotto minaccia di un altro TSO) che non puo' piu' andare da lui, perche' spende soldi senza vedere risultati e i soldi stanno per finire.

E' mai possibile che se uno viene trattato male in ospedale, mai visitato, costretto a prendere dei farmaci decisi non si sa come (non e' mai stato fatto un esame) e si lamenta che viene trattato male e che trova assurdo che i medici se ne vanno dopo 15 minuti e che trova strano che a tutti vengono dati gli stessi farmaci, allora viene minacciato di TSO.

E' mai possibile che mentre uno e' iin ricovero volontario, il ricovero e' talmente volontario che uno sarebbe libero di chiedere di uscire, ma se lo fa un attimo primo (basta antedatare il foglio) gli viene appioppato un TSO.

Tra la'ltro fino ad allora stava seguendo quello che per gli psichaitri e' la cura. Allora o questa persona e' gia' stata curata o la cura non cura. E come si fa a sostenere che non voleva curarsi se fino ad un attimo prima era li' a prendere i farmaci (decisi non si sa come).

Avrei molte altre cose da raccontare, ma sono tali che uno che non le ha vissute le ritiene impossibili ed e' piu' propenso a credere che chi le sta raccontando sragiona. Ma se vuoi te le racconto.
Anonymous - 26 Ago 2006 - 04:21 PM
Oggetto:
Ciao a tutti, sono nuova di questo sito, lo trovo molto interessante.

Ho subito un tso un anno e mezzo fa ed ho giurato a me stessa di non farmelo più fare, e finora ci sono riuscita, ma c'è gente meno fortunata di me.

Mi hanno legata perchè non volevo farmi fare una iniezione di sedativo. Sono rimasta legata 24 ore. Dopo la prima settimana ho capito che ai medici non importava niente "come" mi sentivo io (e gli altri ricoverati), volevano solo che mi ARRENDESSI, al loro potere, alle regole della società, ai maledetti psicofarmaci che non servono a niente. Io li sputavo di nascosto dalla finestra (secondo me i piccioni fuori dell'ospedale erano tutti impasticcati). Così ho fatto tutto quello che volevano, i gruppi, i disegni, i colloqui, ho fatto finta di arrendermi e dargli ragione, e alla fine mi hanno fatto uscire.

Ma la storia è molto più complicata, riguarda la psichiatria "pubblica", e ho tanto da dire. Se ti serve, batti un colpo.

Invece vorrei leggere le storie di AnyFile... AnyFile, ti va?

Grazie, ciao
AnyFile - 26 Ago 2006 - 04:35 PM
Oggetto:
nonèilmionome, cos'e' che vuoi sapere?
Anonymous - 26 Ago 2006 - 05:14 PM
Oggetto:
"Avrei molte altre cose da raccontare, ma sono tali che uno che non le ha vissute le ritiene impossibili ed e' piu' propenso a credere che chi le sta raccontando sragiona. Ma se vuoi te le racconto."

Questo.
AnyFile - 26 Ago 2006 - 08:02 PM
Oggetto:
Più che altro io mi riferivo al fatto che la gente che non ha provato queste cose, quando le sente raccontare le appaiono talmente strane che pensano piuttosto che non sono vere.

In genere quando uno sente una cosa strana e sopratutto quando se fosse vera dovrebbe prendere provvedimenti, preferisce credere che qunato detto non sia vero. Nei casi "normali" basta convincersi che chi ha raccontato la cosa è un raccontafrottole. Ma in questo caso è ancora più facile: basta dire che rientra nella malattia mentale.

Il probklema è con questa scusa chi dovrebbe fare controlli e rispondere alle lamentale, non lo fa. Anzi prende tutti i fogli dei reclami e li butta in qualche posto, limitandosi a dire "ah .. un altro ...", che sottintende che preferirebbe che per lui sarebbe meglio se tutte queste persone fossero rinchiuse e fosse oro impedito il diritto di protestare. Infatti in questo caso sarebbe per lui tutto più semplice (non che archiviare la pratica senza neanche leggerla sia poi un cosi' grande sforzo).

mah, di storie ne avrei tantissime e non solo mie. Ho visto anche alcuni compagni di sventura subire forti angherie e subire gravi sopruse. Altre me le hanno raccontate, e anche se non bisogna credere a tutto quello che si dice, da quanto ho visto posso in questo caso credere a quanto mi è stato detto.

Non so quanto sia interessante elencare i vari casi. Messi fuori dal contesto perdono la loro immae gravità e poi il problema non è tanto i singoli eventi, quanto il fatto che si ripetono in continuazione (e perfino che nessuno fa in modo che non si ripetano)

Solo per citarne due:

ho visto un o psichiatra gongolare nel dire "Eh già in psichiatria non ci sono esami che dicono se uno ha una certa malattia, così se noi dicamo che uno ha quella malattia nessuno può provare che ci saimo sbagliati" e dopo un po' aggiungere "l'abbiamo inventata proprio bella")

Essere legato al letto perche' avendo mal di testa ho chiesto di essere portato in un posto dove mi curavano, visto che li' non facevano nulla per il mio mal di testa (che era il motivo per cui ero stato ricoverato e mi avevano garantito che si sarebbero occupati di quello). E che li' c'era poco da sperare che si occupassero di problemi del corpo quali il mal di testa viso che li' era il reparto di psichiatria e che quinfdi si occupava solo di anime.

Come risposta sono stato aggredito, legato al letto, mi è stato detto che il mio comportamento dei giorni precedenti era già stato considerato sospetto (cosa assolutamente non vera) e che si stava giusto pensando ad un TSO (anche questa cosa assolutamente non vera). E cosi' anche se non ero in TSO, anche se non era già stato chiesto sono stato legato al letto, seolo per il fatto che andare in giro a raccontare verità scomode e che vanno contro gli interessi degli psichiatri è una cosa da reprimere.

In tutto quel periodo mi sono sentito come un cane che veniva bastonato finchè non imparava a non abbaiare quando non doveva.
shavedpussy - 06 Set 2006 - 12:19 PM
Oggetto: !!!
il tso e' una merda stai attenta a dire troppo le cose come stanno se no ricoverano anche te.ciao
AnyFile - 08 Set 2006 - 09:59 AM
Oggetto: !!!
Piuttosto dovrebbero essere i magistrati a fare indagini. C'e' talmente schifezza che straborda da tutte le parti che mi chiedo come facciano a non accorgersi che c'e' perlomeno qualcosa di strano.
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