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forum-base - La mia depressione - 5 Risposte

lorry - 02 Mag 2006 - 10:53 PM
Oggetto: La mia depressione
Ho incominciato a soffrire di depressione nel 1996. Il medico che mi ha curata l'ha definita unipolare reattiva ( scatenata da un evento). Depressione per me, è perdita di desiderio, di ogni entusiasmo. E' svegliarsi la mattina sfinita dai fantasmi notturni e sentire come prima compagna la difficoltà di vivere. Ingrippata , di piombo, estranea al mio corpo stesso, sentirmi inutile ed inguaribile, morta ma sofferente, con un pensiero monoideico di autodistruzione. So che il maggior numero di persone depresse sono donne, questo non esclude che lo siano anche molti uomini e più recentemente anche i minori e so anche che la mia sofferenza ha un punto di riferimento ben preciso: il corpo. Il corpo come riassunto del ruolo che ho scelto per me, produzione e riproduzione, esterno ed interno, referente biologico e mezzo di comunicazione, diventa la prima espressione del malessere. Non lo riconosco più come strumento atto a svolgere azioni materiali o affettive, da corpo estetico, sessuale, produttivo muta in qualcosa di fermo, un corpo malato e congelato nell'inattività. Nella fase acuta della depressione ho smesso di alzarmi dal letto, di lavarmi, di pettinarmi, mi inorridiva il solo guardarmi allo specchio, non sentivo alcun desiderio sessuale, la nausea non mi abbandonava mai, così come il freddo. Ogni trillo del telefono era una fitta allo stomaco: paura e disturbo. Allieve, amiche, figli e parenti, solo ombre senza importanza. Di giorno tenevo gli occhi chiusi, non luce; la notte li aprivo per confermare il buio. Incapace per carattere, di affrontare una cura con la psicoanalisi, ho deciso di farmi ricoverare , dopo due anni , in un centro per la cura della depressione a Milano . Qui con l'aiuto di un bravo medico, mi sono assunta la responsabilità di indagare i meccanismi e le cause che scatenano questa malattia., fermamente convinta ad uscirne. Ho imparato molte cose sulla depressione che non sapevo, la più importante che, anche se si presenta come un tormento esistenziale, ha radici biologiche ben accertate ad esempio la ripercussione stagionale, le intossicazioni del sangue e del fegato, i sintomi neurovegetativi associati, la risposta ai trattamenti farmacologici, l'ereditarietà. La depressione rientra nella categoria dei disturbi dell'umore. L'umore è paragonabile ad un ammortizzatore che oscillando continuamente tra gioia e tristezza, slancio ed insicurezza, svolge una funzione di controllo fondamentale. Come una molla complessa, mi permette di essere in sintonia con gli avvenimenti, capace di adattarmi alle situazioni piacevoli o spiacevoli. Quando perde in flessibilità e s'irrigidisce , l'umore si fissa su un tono solo (disturbo Unipolare), quando invece si allenta salta dall'uno all'altro tono meccanicamente, così da risultare in dissonanza con gli avvenimenti (disturbo Bipolare). La mia depressione è stata curata con un farmaco, ne esistono in commercio molti, la risposta a queste terapie è molto soggettiva ed individuale. Lo stesso farmaco non dà stessi risultati su tutte\i, solitamente agisce dopo circa un mese di somministrazione e provoca effetti collaterali che devono essere controllati, per queste ragioni consiglio chi decidesse di curarsi con questa terapia, di ricoverarsi in un centro specializzato che accerti la categoria del male, la scelta e il giusto dosaggio dell'antidepressivo, associato o meno ad altre medicine. Dopo sei anni di alti e bassi, tre ricoveri e continui controlli, oggi, posso dire di essere "padrona della malattia", me la sono assunta come fatica e sfida, come nemica e amica, come possibile morte a cui può seguire una luminosa rinascita. Penso che l'ansia, il malessere fisico e la depressione abbiano anche una funzione allertante, quindi positiva, servano da rifugio algido e fermo dove posizionarsi ad elaborare un disagio non chiaro, una rabbia non espressa, un lutto o un abbandono quando non si dispone delle forze fisiche per farlo normalmente è il campanello d'allarme che suona il pericolo, Gli antidepressivi aiutano a recuperare le risorse organiche necessarie per affrontarli anche psicologicamente. Altri elementi poi, una volta uscita dalla fase acuta, contribuiscono a tenere a freno la depressione, per me sono stati l'amore vigile e attivo dei miei figli, il sostegno affettivo del loro padre da cui vivo separata , dei parenti, delle compagne dell'associazione "Lucrezia Marinelli" e della Libreria delle Donne di Milano e tutte le persone che mi hanno aiutata nella malattia dimostrato comprensione e non ottusa demonizzazione, per ultima ma non meno importante è la creatività artistica che rinasce puntuale e rafforzata di nuove esperienze dopo ogni dura prova. Di depressione forse guarirò o non guarirò mai, ma ora ho accettato una pacifica convivenza con essa, poiché ho avuto modo di riconoscere anche il suo lato positivo. Non voglio difendere a spada tratta la farmacologia in contrapposizione alla cura psicanalitica come mezzo risolutivo o più efficace, solo affermo la libertà di poter scegliere a quale terapia affidarsi, questo può avvenire solo con la conoscenza di tutte le possibilità a disposizione per poter uscire da un tunnel che pare infinito. Per me dopo ogni buio, la luce è apparsa sempre più brillante e chiara.
bad_novel - 08 Mag 2006 - 01:12 PM
Oggetto: La mia depressione
Sono contenta che tu stia meglio. Non riesco bene però a capire come fai a conciliare psichiatria e pensiero della differenza. Se c'è una cosa che si pensa come universale neutro quella è la psichiatria. Io penso che la diagnosi e la chiusura in categorie che esulano dalla "normalità" vengano da quie valori patriarcali che la religione prima e ora lo stato definiscono devianti cioè che derivano appunto dal peccato e dunque stigmatizzabili addirittura con la sospensione dei diritti civili. Forse tu non hai provato il TSO, a me personalmente ha un pò sconvolto la vita...
Ciao
lorry - 08 Mag 2006 - 09:14 PM
Oggetto:
Non è la "normalità" o meno il giusto parametro per definire la mia condizione ma la sofferenza.
Inoltre nè lo Stato nè la religione mi hanno mai affibiato il termine di "deviante".
Sono io stessa che considero la mia sofferenza patologica e necessaria di trattamento.
Ecco perchè mi sono fatta ricoverare, ben sapendo di non poterci saltar fuori diversamente.
Diverso e più complesso il caso dei cosidetti psicotici che devono subire il trattamento psichiatrico contro la loro volontà con annessi le varie ed eventuali privazioni dei diritti civili.
A8dmin - 09 Mag 2006 - 10:27 AM
Oggetto:
però, lorry
se vai a leggerti un brano abbastanza noto (ora non l'ho sottomano ma te lo invierò,comunque ci sono parecchi suoi libri con lo stesso tono) dello psichiatra Cancrini, già titolare di cattedra universitaria, risulta che gran parte delle peggiori 'depressioni' dopo massimo dieci mesi svaniscono da sole senza trattamento. Cioè secondo Cancrini e molti altri la depressione è essenzialmente una situazione psicologica negativa dovuta ad una situazione personale e sociale (cioè di vita) in quel momento negativa. Non risultano difetti al cervello. Allontanandosi la situazione negativa, passa la depressione.
La 'cura' con antidepressivi e in cliniche private è quanto caldeggia una parte della psichiatria, secondo il sottoscritto la peggior parte. Loro ci guadagnano e dato che di solito tali 'farmaci (gli antidepressivi SSRI: Prozac Zoloft Seroxat, ..) un pò 'tirano su' anche i 'pazienti'm sono felici e contenti.
Però a distanza di anni gli effetti negativi ci sono (riduzione della sessualità, insoddisfazione diffusa, schiavitù al farmaco, ..) più altri effetti ancor più negativi non riconosciuti da tutti - assuefazione, aumento di rischio di suicidio, quest'ultimo riconosciuto anche dal Controllo Farmaci (FDA) Usa)

Comunque non pare che questi antidepressivi ammazzino e dato che il buon Sigmund Freud è andato avanti per decenni 'tirandosi sù' con cocaina, non saremo noi di no!pazzia a inveire contro. [risulta che gli antidepressivi SSRI producano una distorsione nei neurotrasmettitori molto simile a quanto fa la cocaina].

Però, che ti abbiano buggerata, Lorry, sostenendo che si tratti di 'cura' e non di una semplice droga rassicurante- euforizzante, questo pensaci e documentati meglio, che è così.

[Circa una clinica specializzata in 'depressione' del milanese, quel che questa clinica e i suoi psichiatri, tra cui un cattedratico universitario, ha combinato con una paziente, vedi articolo inviato dalla figlia, in interattiva - articoli circa oramai due anni fa "Cura e morte per depressione in una clinica .. " è a http://www.nopazzia.it/interattiva/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=14&mode=thread&order=0&thold=0 ]
A8dmin
sandro c
bad_novel - 09 Mag 2006 - 11:33 AM
Oggetto:
Infatti io sono una cosidetta psicotica e ho subito due mesi di TSO in un anno, puoi immaginare le ripercussioni che questo ha avuto sulla mia vita.
Mi piacerebbe conoscere la tua opinione sul suicidio. Io lo vedo come un possibile gesto di liberazione, quando non è una richiesta di aiuto, invece i medici lo vedono come un atteggiamento autodistruttivo da curare e in questo, come dice anche Szasz, sono molto vicini alla visione del clero.
Quanto allo Stato chiunque sia pericoloso per se stesso è potenzialmente privabile dei diritti civili e questa secondo me è una grave forma di ingiustizia mutuata dal pensiero religioso.
Io capisco solo la privazione della libertà a seguito di pericolosità per gli altri, perchè credo che sia giusto che una società tuteli i propri cittadini. Sono anche favorevole ai ricoveri e alle cure volontarie, come sono favorevole alla liberalizzazione della droga ma trovo intollerabile la coercizione che purtroppo ho subito.
Un saluto.
paula - 27 Giu 2006 - 09:43 PM
Oggetto:
io ho subito un TSO camuffato da ricovero volontario, in Francia.
quindi quello che penso della psichiatria è legato a quell'esperienza in cui sono stata "truffata" in un momento in cui io stessa ho chiesto aiuto ed ho ammesso d'essere andata fuori di testa. quando ho chiesto di uscire non mi è stato permesso. quando ho manifestato il mio malessere per via dei farmaci non sono stata ascoltata.
i miei diritti di essere umano sono stati lesi. da vittima, sono stata invece fortemente punita. per uscire ho dovuto fare una parte, mentire. i segni di diagnosi e di tutti i loro abusi me li porterò addosso per sempre, quindi capisco benissimo bad novel.
il segno cmq più profondo che tutta la vicenda mi ha lasciato è la perdita di fiducia in me stessa e negli altri.
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