forum-base - a proposito dei gruppi a roma....leggendo sandro.... giusi - 12 Gen 2006 - 10:53 PM Oggetto: a proposito dei gruppi a roma....leggendo sandro....
ciao, sono giusi. sono una compagna psicologa di napoli che è
fermamente convinta dell'antipsichiatria e del non-uso degli
psicofarmaci, che sono diventati oggi la moderna camicia di forza della
psichiatria. per quella che è la mia professione mi occupo di salute
mentale, intesa come la dignità e la libertà che ogni persona ha
diritto di avere e di pretendere. vorrei intervenire a proposito dei
gruppi di auto-aiuto e di uditori di voci che avete formato a roma e
che stanno trovando delle difficoltà. innanzi tutto credo che si
debbano riconquistare quelli che sono gli spazi per poter affrontare lo
star male delle persone, per poter far in modo che in essi possa essere
riconquistata la libera determinazione delle persone e dare voce a
tutti le esperienze vissute di vita, quelle di chi "ode altro" e quelle
di chi è accanto a loro per ascoltare veramente la sofferenza, la
creatività, l'alternativa, il disagio, i desideri, la denuncia, così da
creare insieme una vera svolta per il diritto a vivere felici e liberi.
mi riferisco alla riconquista degli spazi pubblici, i distretti di
salute mentale, che non devono essere usurpati da medici faccendieri,
interessati e grettamente ingabbiati nelle loro teorie biologiste.
bisogna creare un nuovo fronte, insieme, fatto dalla voce di chi è
sofferente, operatori che non hanno paura di mettersi in gioco di
fronte alle difficoltà, familiari, amici che abbiano a cuore il futuro
e la felicità dei loro cari, di tutti quelli che pensano che la
sofferenza mentale abbia il diritto di esprimersi nei suoi vissuti
umani ma che possa anche trovare il sollievo di una vita felice,
psicologi e psicoterapeuti che non ambiscono a tenere sotto scacco di
potere le persone che soffrono, ma che lavorano insieme ad esse così
che possano essere aperte nuove possibilità, liberate energie e vissute
in pieno le vite. sono convinta, per varie esperienze personali che
queste persone ci sono, operano, a volte in modo invisibile, ma
continuamente con il loro pensiero e il loro fare aprono profonde
contraddizioni all'interno delle istituzioni, spostando più avanti il
terreno su cui si gioca il diritto alla dignità e alla
autodeterminazione. occorre che le varie esperienze possano nuovamente
ricompattarsi, così come avvenne durante le esperienze di gorizia,
trieste...o ancora oggi avviene in toscana, in sicilia, in
campania....occorre autorganizzarsi e creare le esperienze alternative,
in modo unito ed intelligente, perchè i baroni della psichiatria sono
potenti e non si lasceranno tanto facilmente cacciare....nel frattempo
è comunque importante che esperienze come le vostre e come altre
continuino....forse alcuni "consigli",che mi sento di darvi,(dal
momento che mi occupo di psicoterapia di gruppo perchè studio alla
S.P.I.G.A. di roma - che vi invito a contattare per proporre qualche
iniziativa - ) pur non conoscendo a fondo le dinamiche che si sono
instaurate nel gruppo.....nel gruppo sembrano essere confluite troppe
esigenze. mi è parso di capire che alcuni erano orientati ad un modello
tipo autocoscienza, altri a trovare nel gruppo uno spazio sociale, di
svago oppure di discussione, altri forse pensavano di travare un gruppo
terapeutico per la loro sofferenza....è importante che il gruppo possa
avere chiaro uno scopo comune del perchè sia lì a quell'ora in quel
luogo. potrebbe essere fatta una discussione di gruppo più partecipata
e cercare di creare più gruppi che abbiano scopi diversi e organizzarsi
in tal senso. forse all'inizio, come per moltingruppi di auto-aito
occore che vi sia una "figura" neutrale di un "conduttore" esperto
nella conduzione di gruppi, che possa per un breve periodo frequentare
il gruppo e permetter poi che esso funzioni da solo....per quanto
riguarda il gruppo di uditori di voci, io personalmente penso che non
tutte le persone sono in alcuni momenti della loro vita capaci di
sopportare da soli la loro sofferenza. le "voci" per quanto possono
parlarci di creatività, denuncia, di storie fantastiche e drammetiche,
sono la voce di una persona che sta soffrendo per qualcosa che nella
sua vita è stato bloccato, tolto, usurpato...non basta l'ideologia o la
sola buona volontà per poter stare accanto la sofferenza dell'altro, è
tosta, è dura....occorre che le persone facciano un percorso che
permetta loro di poter VERAMENTE aiutare l'altro a riconquistare la
vita, ma la vera vita, non un suo palliativo....le persone che si
dedicano a ciò ci sono e sono molto intelligenti, culturalmente capaci
di creare una "salute mentale altra", convinte del senso più alto della
libertà dell'uomo....allora, cerchiamo "alleati" nella nostra lotta
contro la psichiatria selvaggia e i suoi veleni!giusi
sandro_c - 20 Gen 2006 - 12:49 PM Oggetto: a proposito dei gruppi a roma....leggendo sandro....
Giusi,
quel che dici è giusto, ma sopravvaluti gli 'utenti' e sottovaluti la
forza della psichiatria, o meglio la delega assoluta che gli ha dato lo
stato.
Noi utenti/exutenti/sopravvissuti siamo molto deboli. Come dicevo
nel brano che citi, gran parte degli 'utenti' non sono nemmeno in grado
di prendere l'autobus (quasi mai due successivi) per andare al gruppo
di auto aiuto - e questo grazie all'attutimento della volontà e della
forza fisica provocato dai farmaci antipsicotici. Non siamo a tuttoggi
riusciti a creare una associazione nazionale (solo una regionale in
Toscana e di utenti sostanzialmente favorevoli alla psichiatria)
Quanto a migliorare i distretti di salute mentale,
dovrebbero anche essere le associazioni di psicologi e
psicoterapeuti a denunciare questo attuale stato di fatto, chiedere che
il potere degli psichiatri sia ridimensionato a quanto scientificamente
risulta (attualmente danni al cervello non risultano), i farmaci
antipsicotici ridotti al minimo secondo noi a zero, i fenomeni di
assuefazione da farmaci attentamente monitorati, i farmaci dannosi a
lungo termine subito esclusi da terapie a lungo termine.
Gli psicologi hanno associazioni istituti di ricerca universitari,
perché non fanno le bucce ai loro colleghi psichiatri? (vedi libro
E.S.Valenstein psicologo e neuroscienziato Usa, citato in prima pagina
di No!pazzia, gli psicologi italiani non hanno grinta?)
E' in base a questa riduzione deelle cure e della competenza
psichiatrica che le leggi statali possono ridefinire i cosiddetti
"Servizi di Salute Mentale" statali a non come ora un dispensario di
psicofarmaci e basta.
Nel concreto dei gruppi di auto-aiuto hai probabilmente ragione,
Giusi, una migliore organizzazione con scopi più chiari potrebbe far
meglio.
Però ti ricordo che noi siamo 'pazzi': molti alla ricerca di
realizzare scopi e o sogni difficili se non impossibili, nessuna voglia
di riconoscerci 'malati mentali', spesso con gravi problemi di
convivere in famiglia - molto spesso anche a colpa della famiglia, con
gravi problemi di trovare casa e lavoro, con gravi poroblemi di non
voler andare a farsi l'iniezione debilitanti mensile di neurolettico al
CSM ma con la famiglia che insiste e lo psichiatra che minaccia e fa il
Tso. E questi sono i problemi fondamentali. Solo marginalmente ci sarà
tempo di discutere delle 'dinamiche di gruppo'n tanto care agli studi
di psicologia. Non è che almeno a Roma gli psichiatri dei Distretti di
Salute Mentale (DSM, CSM, Centri Diurni) non hanno tentato di fare
organizzare i gruppi di auto-aiuto - addirittura c'è stata anni
addietro una loro presentazione ufficiale in Campidoglio!-, ma tali
gruppi si sono quasi tutti spenti, secondo il sottoscritto sia per i
farmaci troppo alti, sia perché lo psichiatra era sempre l'autorità
indiscutibile, sia perché gli aiuti paralleli (trovare lavoro, corsi di
formazione, ..) erano del tutto fasulli.
Comunque a Roma è in via di ricostituzione anzi già da qualche meso
attivo, un nuovo gruppo di auto-aiuto alla pari gratuito non succube
della psichiatria, sempre con punto di riferimento la Libreria Anomalia
via dei Campani 73 Roma. Chi di Roma vuol partecipare può lasciare alla
Libreria il n.telef. oppure contattare "Caroline"
<carolinedefusco@hotmail.com> oppure "chest"
<dtuzzabanchi@yahoo.it> mentre il sottoscritto, trasmigrato nelle
Marche, non c'è più
Quanto alla 'sofferenza' è vero che chi è ossessionato dalle 'voci'
è sofferente, ma non più né meno che lo fossero gli eremiti nel
medioevo ossessionati da diavoli. Come hanno trovato loro soluzioni
ritengo possibile che ne possa trovare, e trovare da dentro di sé,
anche l'attuale 'paziente' senza necessariamente ricorrere ad esperti
esterni, né a farmaci. Ma non ci voglio insistere. Però per gran parte
dei noi la sempre tirata avanti "sofferenza" in ogni momento buttata
avanti da psichiatri psicologi psicoterapeuti, ci si riempiono
continuamente la bocca, gran parte è una montatura per convincere i
familiari ad affidarci a loro, gran parte la sofferenza è causata
proprio dai farmaci psichiatrici antipsicotici.
Rispetto uno psichiatra, uno psicologo, uno psicoterapoeuta che parla
pubblicamente di "sofferenza" su cui lui deve comunque intervenire,
consiglio sempre di mandarlo subito e sempre a quel paese: è un falso
un falsone un venditore di fumo un ipocrita.
Sandro C
giusi - 21 Gen 2006 - 09:50 PM Oggetto:
Ciao sandro,
attendevo la tua risposta alla mia e-mail e sono contenta che
aprendo oggi la mia posta l’ho trovata…..anch’io penso, come te, che
sia difficile riuscire a cambiare l’attuale assetto e potere della
psichiatria nei centri di salute mentale, ma penso anche che ciò non
avvenga con un semplice cambio di egemonia….mi riferisco agli ordini
degli psicologi o psicoterapeuti, perché, si sa che quando avviene la
ridefinizione degli ordini che portano con le elezioni i loro bei
programmi, ciò che in effetti c’è dietro sono sempre gli interessi
personali e politici, come recentemente ho potuto constatare durante le
ultime elezioni dell’albo degli psicologi nella regione campania…..a
cui ovviamente io e altri come me non abbiamo partecipato…..puoi
immaginarti poi nelle università, dove la nuova riforma sta creando al
posto di psicologi una serie di tecnici subalterni alle scienze mediche
e psichiatriche…..allora il bandolo della matassa va cercato
altrove….nella pratica, nell’agire concreto…..un po’ come state
tentando anche voi in varie regioni…..occorre però, secondo me, creare
una rete, con scambi di informazioni riguardo quelle alternative
presenti in tutte le città d’italia, così che ogni persona può riuscire
a sapere cosa c’è nel posto dove abita. Infatti credo che molto giochi
anche il poter sapere che nella propria città ci sono alternative ai
farmaci. Mi riferisco non solo alle esperienze altre nei distretti di
salute mentale, ma ovviamente anche al di fuori di essi. Penso che
dobbiamo camminare su due binari in questa battaglia: uno tenere
presente la vita attuale di una persona con il suo malessere
esistenziale, i suoi desideri e bisogni e permettere che essa trovi gli
spazi migliori per poterla affrontare, che forse non sono proprio
quelli ideali, ma che gli permettono di uscire dal circolo velenoso dei
farmaci e riconquistare la propria sicurezza la propria dignità e
libertà…..e questo vuol dire poter dare voce a ciò che pensa, poter
riuscire a descrivere a qualcuno ciò che vede, poter raccontare a
qualcuno ciò che sogna, seppure a suo modo, seppure a volte in modo
incomprensibile….ma sapere che c’è qualcuno che lo ascolta e che
realmente è interessato ai suoi “deliri” e alle sue “allucinazioni”,
che non vengono visti come riduzionistici segni psichiatrici, ma come
espressione dell’esistenza umana, permette di sentirsi in primo luogo
non più solo in mezzo ai “folli” escluso dai “normali”, ma parte di una
umanità che ha declinazioni di esistenza tanto varie e ricche,
complesse e esprimibili in modi “altri”…..non la voglio buttare in
filosofia, ma qui occorre veramente allargare il campo dell’umanità,
che oggi sembra essersi ristretto su modelli molto pericolosi, perciò
penso che tenere presente anche la filosofia nell’attuale dibattito
sulla “follia” sia importante, proprio per sfatare dalla base quello
che troppo spesso viene additato come “normale” e “patologico”. Sul
lato pratico è proprio questo che dobbiamo riacquistare, la
consapevolezza che si è parte di una umanità che ha propri pensieri,
sogni e bisogni, esprimibili in modi diversi…..anche attraverso la
sofferenza, che diventa denuncia di un modo di vivere attuale della
società che invece tenta di azzittire, sopprimere……e usa i potenti
mezzi della psichiatria perché fondamentalmente ha paura di voi, ha
paura che con le vostre voci e pensieri possano uscire forti le
contraddizioni presenti, ha paura che la vostra denuncia e la vostra
sofferenza (ma mi ci metto anch’io in questa schiera perché come voi
anch’io mi trovo ad affrontare forti dilemmi esistenziali e mi trovo a
dover combattere per raggiungere quei sogni e quella libertà che oggi
il pensiero dominante di una società conservatrice, corrotta e
purtroppo al potere mi nega) rompa lo status quo delle cose. Lo so, vi
e ci sentiamo deboli, in vario modo, di fronte a ciò. Abbiamo paura di
prendere l’autobus da soli anche perché siamo intontiti e drogati dai
farmaci, oppure abbiamo paura di prendere posizioni chiare e di
contrapposizione e peniamo nel trovare lavoro, e accondiscendiamo a
volte per mancanza di forze
a ciò che ci viene offerto e a tutti i modelli omologanti che ci
propinano…..è vero siamo deboli all’esterno e lo siamo dentro perché ci
spengono le forze, il coraggio, la volontà. Ma è proprio da dentro che
dobbiamo ritrovare queste cose, affermando il nostro essere anche
altro. Soprattutto non dobbiamo isolarci, non dobbiamo disperdere
quelle forze che solo stando uniti è possibile rigenerare, non per fare
le battaglie da soli contro i mulini a vento, ma prima di tutto per
riprenderci la nostra vita e la nostra libertà. Non creiamo ulteriori
barriere tra noi che pensiamo dell’umanità la stessa cosa. Certo ci
sono gli “impostori”, ma che possono essere smascherati, ci sono quelli
che aspirano esclusivamente al proprio benessere e portafoglio, ma
possono essere “boicottati”…..non tutti gli psicologi sono PSICOLOGI e
non tutti gli psicoterapeuti sono PSICOTERAPEUTI. Forse tu sei contro a
queste pratiche che cercano di muovere dall’interno dei processi, ma
forse pensi questo perché ancora una volta avverti che qualcuno debba
“operare” su di te, anche se in altro modo. Posso dirti, e non per
volerti convincere di ciò che penso, di diffidare sempre di tutti
coloro, psicologi o psicoterapeuti, che dicono di poterti fare
cambiare……in PSICOTERAPIA il cambiamento avviene perché ne sei tu
l’artefice, sei tu a desiderarlo, sei tu che riconquisti la tua
sicurezza, sei tu che decidi cosa voler fare della tua vita, sei tu che
ti dai le risposte alla tua esistenza……lo spazio che trovi li è lo
spazio di un ASCOLTO, che troppo spesso viene negato alle persone, uno
spazio che anche nei gruppi viene offerto, ma che deve seguire anche il
momento del cambiamento, perché si è riconosciute dentro di noi ciò che
faceva star male, lo si è smascherato….perchè sei tu a trovare la
legittimità dei tuoi desideri e bisogni. E questo lo fai tu, non lo
psicoterapeuta….egli ti offre solo l’aiuto di starti vicino e di
riconoscere che tu esisti ed è legittimo tutto ciò che in quel momento
tu puoi provare, dire e pensare…..perchè sei tu a riconoscerlo
dall’interno.Tu mi dirai forse che se è tutto qui il “gioco” non
occorre poi uno psicoterapeuta per fare ciò, ma solo una persona che ti
stia vicino……è vero, ma spesso le persone hanno paura si sentono
travolte da tutta la portata di emozioni che viene fuori……allora le
famiglie vi allontanano, gli amici spariscono, le persone comuni vi
additano e ….gli psichiatri impazzano e alzano sempre di più la testa e
le dosi di psicofarmaci. Certo a svantaggio della psicoterapia che
certo non è e non si sente onnipotente di fronte alla “follia” c’è che
ancora devono essere trovate le modalità migliori per “ascoltare” le
voci e decifrarle in un linguaggio comune ad entrambi e
comprenderle….tutto è ancora in progress e ci sono una varietà di
esperienze che si stanno cercando di fare, alcune positive, altre un
po’ meno, perché poi la persona ritorna nelle sue “ricadute”…..allora è
difficile contrastare i farmaci che danno “soluzioni” in breve tempo e
ad hoc per ciò che la società oggi richiede…..a volte poi sono gli
stessi “matti”che con la loro fragilità si tirano indietro ed è
difficile poter avere un contatto con loro perché “fuggono” in primo
luogo da se stessi….e quindi bisogna ritrovare anche la loro fiducia,
prima di tutto, perché è da questa fiducia che si può iniziare a
“lavorare” INSIEME, per cambiare in meglio l’esistenza personale e
poter così dimostrare che altri modi esistono e sono quelli che
rispettano la dignità e la libertà della persona…..non dividiamoci, non
creiamo anche noi ulteriori barriere…..creiamo un confronto, un terreno
comune per poterci comprendere, non facciamo il gruppo dei “pazzi” da
una parte e tutto il resto, indipendentemente da chi sia,
dall’altro…..apriamo una spirale positiva, dove poter coinvolgere
tutti, anche le famiglie, gli amici, gli operatori, gli psicologi, gli
psicoterapeuti……cerchiamo di fare in modo che gli psichiatri restino
soli, solo così è possibile diminuire il proprio potere……è un atto di
coraggio, lo so, tanta è ormai la sfiducia e i sogni frustrati…….ma il
primo passo deve venire da dentro di noi, in vario modo, rispettando
quello che ognuno può dare in questo momento……se non ci riappropriamo
prima di noi stessi non possiamo riappropriarci della nostra vita e
senza la sicurezza in noi non riusciremo mai a vincere le battaglie
contro chi ci vorrebbe all’angolo soli e ammutoliti……
spero che il nostro confronto possa continuare e sfociare in
qualcosa di più concreto da poter realizzare. Ti saluto e spero di non
averti “annoiato” con la lunghezza della mia lettera……giusi