No!Pazzia interattiva

forum-familiari chiedono (e amici e amiche) - Consigli x la Mamma

Michele - 12 Gen 2006 - 02:28 PM
Oggetto: Consigli x la Mamma
Quanto vorrei che il nome di questo sito rappresentasse qualcosa di raggiungibile almeno per mia Madre.
Non è facile, avere una persona in famiglia che come dicono i medici è affetta da psicosi , schizofrenia o come cavolo si chiama. Quando la persona è tua mamma dentro di te vorresti fare di tutto per aiutarla, vorresti spaccare il mondo vorresti gridare. Non ho molti ricordi di mia mamma quando ancora stava "bene" ma ogni suo sorriso mi acceca e il bambino che è in me gioisce per ogni istante che la sua bocca e i suoi occhi sono felice. Sto diventando grande, ho 27 anni mia mamma sta invecchiando e stà morendo, soffocata da farmaci e malattie varie. Vi scrivo perchè ormai sono scoraggiato e triste.
Non voglio per mia madre un'esistenza di stenti vorrei regalarle una vita .
Curare una persona non è semplice, e curarla senza il TSO è costosissimo.
Io ho pensato che a lei possa servire staccarsi da noi e andare per un lungo periodo in una comunità? Chissà. Non ho domande ma se avete consigli sono ben accetti.

Michele
sandro_c - 20 Gen 2006 - 12:55 PM
Oggetto: Consigli x la Mamma
Michele,
tieni presente che non risulta affatto che nemmeno per le peggiori 'diagnosi psichiatriche' (schizofrenia, mania, maniaco-depressione, psicosi, ..) ci siano in corrispendenza effettivi danni al cervello. Gli psichiatri l'hanno avanzata da anni ('danni al cervello' = teoria biologica della "malattia mentale") come ipotesi che avrebbero a breve confermato con misure, ma nonostante gli anni i decenni trascorsi le misure non hanno mai rivelato difetti. Tuttora non c'è difetto riscontrato. Solo ipotesi - e presunzione - psichiatrica - che difetto ci deve pur essere senza trovarlo.

Quindi a rigore medico, tua madre non è malata, non ha bisogne di cure mediche. La medicina applicata ad essa è un abuso un sopruso un danneggiare.

C'è è vero un crearsi convinzioni personali abnormi, un non saper che pesci pigliare; talvolta attivare modi straordinari di pensiero (voci visioni sensazioni). Ma sono tutti modi umani di reazione a situazioni difficili. Per uscirne fuori è meglio il trascorrere del tempo ed una situazione migliorata che lo psichiatra e le sue cure. Le cure psichiatriche solo attutiscono riducono il funzionamento del cervello, non possono curare una non-malattia, alla lunga pesantemente danneggiano. E' abbastanza normale - nel 50% dei casi nel terzo mondo senza psichiatri - tornare da soli 'con i piedi per terra'. Può darsi che si permanga in convinzioni 'strane', che non si riesca facilmente a convivere nella società normale

Senz'altro ti consigliamo di parlarne con tua madre, e se lei decide, passare ad una riduzione totale progressiva a gradini, di tutti gli psicofarmaci, impiegandoci almeno un anno o più.
Difficilmente si trovano psichiatri che fanno questo, talvolta qualche buon medico di famiglia dà una mano ad es. a passare da un farmaco a pastiglie all'equivalente a gocce, in modo da poterlo ridurre più facilmente.

Non ci risulta che le cosiddette 'comunità' (a pagamento o convenzionate private) risolvano quasi mai niente, dato che lì gli psicofarmaci sono quasi sempre addirittura aumentati, non si può molto discutere ..
E purtroppo in Italia non c'è una "Casa del Fuggitivo di Berlino" (vedi in contenuti2 - 'alternative')

Quindi se decidete non resta che la dismissione fai-da-te. Per questo se sei nelle vicinanze di un Telefono Viola (Firenze Bologna Milano Messina ..), esso ti può dare un pò di aiuto; ma si può fare anche del tutto da soli purché la persona sia autonomamente decisa a farlo e disposta a farlo con sistema (vedi qualche consiglio di massima in prima pagina).

Però sono spesso i familiari che hanno paura, una diffidenza irrazionale un forte pregiudizio, del loro congiunto. Che se non più attutito dagli psicofarmaci può, almeno nei primi periodi, fare richieste e avanzare pretese 'strane' non riuscire a dormire facilmente .. voler abbandonare troppo di colpo il vecchio tran tran .. fare una vita indipendente ..(in tal caso fermarsi per qulche mese al gradino di riduzione raggiunto, non tornare a tutto il farmaco!) Questo ed in generale una diversa vita la famiglia lo deve preventivare (ad es. dandogli responsabilità, procurandogli una rendita mensile minima non condizionata, se i soldi li finisce prima sono cavoli suoi, ..)

Sandro C
Michele - 20 Gen 2006 - 04:07 PM
Oggetto:
Ciao Sandro,

sono molto confuso,mi rendo conto che per tanti anni ho
cercato di trovare una "cura" che risolvesse i problemi di mia madre.
Ora tramite il vostro sito, il telefono viola ed tutto il movimento antipsichiatria, mi viene mostrata un'altra verità, forse più difficile da digerire.
Mia mamma da ventanni assume psicofarmaci che le hanno tolto qualsiasi speranza di vita migliore, il diabete è diventato cronico, numerosi altri malanni le rendono la vita molto difficile.
Questo perchè la sua famiglia non ha voluto vedere il malessere e la sofferenza di una donna?
Questo malessere può portare una persona a sentire voci? Ad avere allucinazioni? A rabbiose e violente reazioni nei confronti del marito?
Come posso aiutarla allora?
Puo mia madrè nello stato in cui i farmaci la costringono, decidere "volontariamente" di dismette la cura?
Comunque chiedo scusa per aver parlato di "cura" o di "malattia".
Solo ora mi rendo conto che io sono il primo fautore del "Pregiudizio" ad aver sempre pensato che mia mamma soffrisse di una qualche malattia .
Quante persone fanno questo sbaglio, quante famiglie o per l'ignoranza, o per il fastidio scelgono la via più facile senza semplicemente accettare che il proprio familiare e vedere il suo malessere.
Cercherò di aiutare mia mamma e di accompagnarla.
Qualcuno vive vicino ad Empoli, potrebbe essere utile per lei parlare con chi è riuscito ad dismettere i farmaci.

Grazie
sandro_c - 26 Gen 2006 - 07:03 PM
Oggetto:
Michele,
la situazione di tua madre e a quanto mi pare di capire anche la situazione familiare, non è bella. Ma non si sa mai che il vento non cambi a favorevole.
In Toscana ci sono da qualche anno quasi ovunque gruppi di auto-aiuto tra utenti psichiatrici organizzati dalle Usl (dai Distretti di Salute Mentale) abbastanza efficienti e spesso anche utili sia ad "uscire dalla pazzia" sia se c'è uno psichiatra non bestia anche talvolta a ridurre addirittura anche a zero gli psicofarmaci. Ci sono sicuramente a Pisa e a Prato, non so ad Empoli. Chiedi al Dsm. Se c'è puoi cercare di convincere tua madre a frequentarlo. E' un primo passo .. Insieme ad insistere fermamente presso il DSM quantomeno ad una riduzione dei farmaci e a cambiarli ai nuovi 'antipsicotici atipici' (Zyprexa Risperdal Seroquel Abilify ..) (meglio uno solo in totale) (sono, a dosi non alte, con meno effetti collaterali debilitanti, per quanto alla lunga sempre dannosi ..)

Quanto a
Citazione:
Questo perchè la sua famiglia non ha voluto vedere il malessere e la sofferenza di una donna?
Questo malessere può portare una persona a sentire voci? Ad avere allucinazioni? A rabbiose e violente reazioni nei confronti del marito?

Ritengo probabile il contrario e cioè che sono stati i dissapori col marito a portarla in uno stato abbastanza disperato a cui è seguito l'introversione, la ricerca disperata di soluzioni, poco dormire, finalmente 'soluzioni' (anche da/con allucinazioni) che per la gente normale è però il'fuori di testa' .. . Nel medioevo le allucinazioni erano segni di dio o di diavoli, mai da prendere sottogamba ..

Guarda per i gruppi di auto-aiuto ..

Sandro C
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