forum-base - Ritrovil:la droga di Gabriele si compra in farmacia malega_1 - 11 Apr 2005 - 08:47 PM Oggetto: Ritrovil:la droga di Gabriele si compra in farmacia
fonte-
da www.reporterassociati.org
Rivotril: la droga di Gabriele si compra in farmacia
di Gabriele Del Grande
11 Apr 2005
Questa è la storia vera di un uomo che chiameremo Gabriele, uno
dei tanti, si dice 8mila, che vivono a Roma senza una casa, sbattuti in
mezzo a una strada da storie complesse e difficili di impoverimento e
di lenta de-costruzione del sé. Gabriele è in botta anche oggi. Questo
fragile uomo è una spugna di vino, Montepulciano, Tavernello e
Castelli, oltre che un grande apprezzatore di pasticche. Si imbottisce
dalla mattina alla sera di Rivotril, ne prende fino a centotrenta ogni
dì...
Il Rivotril è una sostanza a base di benzodiazepine. Si assume in
capsule. Agisce sul sistema nervoso centrale con un effetto sedativo e
in alcuni casi ipnotico. Ha un effetto di contenimento dell'ansia e
tende ad indurre uno stato di sonnolenza. Ad alte dosi provoca narcosi
totale. Le benzodiazepine inducono confusione, difficoltà di movimento,
amnesia, irrequietezza, vertigini. Effetti indesiderati: instabilità
emotiva, cambi repentini di umore, paranoia, tendenza a aggressività e
depressione, stanchezza cronica.
Il Rivotril dà dipendenza e fa parte di un crescente consumo di droga.
Il pericolo di morte per overdose è presente specialmente nel caso di
assunzione per via endovenosa.
Gabriele organizza la sua giornata in funzione del Rivotril. Passa
tutta la mattina davanti a una chiesa a chieder moneta, poi va a
comprare del vino, passa dal medico e corre in farmacia per le
pasticche, si sballa. Ha paura Gabriele. Ha paura della strada mi dice,
mentre mi mostra la mappa delle cicatrici che ha cucite sulla testa
rasata, ancora gonfia di botte recenti. Tre le volte che ha rischiato
di finire al camposanto da quando vive per strada. E ha paura della
vita, degli altri, di se stesso soprattutto. Dalla mattina alla sera la
sua preoccupazione è quella di stare in botta, di non pensare, di non
ricordare, di non sentire il male che lo scava come ferri nella pancia.
Vive anestetizzato.
Gabriele ha quattro figli, avuti da due mogli diverse. Gli sono stati
tolti dai servizi sociali. Gabriele soffre da quando era giovane di
esaurimenti nervosi ed è sempre stato una bella bottiglia. Gabriele
vuole bene ai suoi figli, ma ha paura, lui per primo di fargli del
male. L'ultima volta ha versato una tanica di benzina in casa, dove si
era chiuso con la moglie ed i figli, minacciando di dar fuoco a tutti
loro e all'intero palazzo. Poi ha gettato il fiammifero a terra prima
di accenderlo, ha sbattuto la porta e non si è fatto più vivo.
L'ordinanza del giudice gli impedisce di avvicinarsi ai bambini, non
può vederli neanche da lontano.
Ora eccolo qua, naufragare sul dorso di marciapiedi consumati dai passi
di tanti sconosciuti. Eccolo qua, spaventato da quello che è diventato,
preferisce morire con lentezza.
Il Rivotril non è altro che un comunissimo psicofarmaco, si può
acquistare in pratiche confezioni in qualunque farmacia, previa ricetta
medica. Fa parte assieme a molti altri psicofarmaci di un crescente
consumo di droghe. Nell'elenco di queste nuove droghe sono inclusi
farmaci ampiamente prescritti, tra cui tranquillanti, antidepressivi,
stimolanti e sedativi.(Xanax, Valium, Minias, Roipnol, Ritalin,
Serenase ecc.) Ibridi tra medicine e droghe da strada, questi farmaci
sono parte della vita di moltissime persone. Usati intensivamente nelle
scuole, nelle case di riposo, nei centri di riabilitazione dalle droghe
e nelle prigioni, per calmare ragazzi iperattivi, sedare elementi
irascibili, combattere l'insonnia, controllare il peso, superare un
esame, ritrovare autostima, controllare l'ansietà, contenere la
depressione, affrontare i dispiaceri.
Gli psicofarmaci sono diventati la moderna panacea per le pressioni e
lo stress della vita. Tuttavia, benché siano legali sono molto diversi
dai farmaci usati per la cura del corpo. Si tratta infatti di sostanze
che agiscono sulla mente, in un modo molto simile alle droghe da
strada. Gli psicofarmaci alterano l'umore, il modo di pensare, di
sentire e di agire di una persona. Mentre le medicine comunemente
trattano, prevengono o curano un disturbo, gli psicofarmaci possono
solamente reprimere i sintomi. Sintomi che puntualmente si ripresentano
non appena l'effetto del farmaco svanisce.
Alla pari delle droghe da strada, gli psicofarmaci forniscono solamente
una temporanea fuga dai problemi della vita. Alcuni psicofarmaci hanno
effetti collaterali negativi, tra cui spasmi, distorsioni facciali,
gravi forme di irrequietezza, reazioni maniacali, colpi apoplettici,
disfunzioni sessuali, confusione, scarsa concentrazione, problemi di
memoria, attacchi di panico, allucinazioni, incubi, pensieri suicidi e
ostilità. Gli psicofarmaci danno assuefazione e dipendenza psichica e
fisica. L'astinenza da psicofarmaci può essere anche molto più
difficile di quella delle droghe da strada.
Ma come è possibile che dei farmaci tanto pericolosi ed irti di insidie
siano pubblicizzati e distribuiti con tanta leggerezza nelle nostre
farmacie come antidoto ad ogni male di vivere nell'epoca del
proibizionismo che spara a zero su droghe pesanti e droghe leggere?
Le contraddizioni delle politiche in materia di droga nel nostro paese
non si arrestano qui. In Italia a fronte di 1.000 morti di eroina ogni
anno si registrano 80.000 morti per tabagismo e altri 30.000 per
alcolismo. Ma di queste due droghe non si vuole parlare, alcol e
tabacco sarebbero tutt'al più vizi. Ecco svelata l'ipocrisia. Lo stato
ha il monopolio della vendita dei tabacchi, gli alcolici fanno parte
dei nostri prodotti tipici, le grandi compagnie farmaceutiche mettono
in commercio psicofarmaci dagli effetti devastanti sul sistema nervoso.
Intanto va avanti a furor di popolo la lotta dura e pura ai consumatori
delle droghe illegali. La riforma Fini in materia è assai chiara. Pene
da 6 a 20 anni per il possesso di 3 canne. Tolleranza zero, ipocrisia
decisamente di più. Da sempre in Italia ci sono droghe legalizzate e
altre no. Gli effetti più o meno sono gli stessi.
C'è qualcosa che mi sfugge in questo scriteriato proibizionismo. Da
cosa dipendono due pesi e due misure per le diverse sostanze in
commercio, visto che non dipendono certo dai loro effetti sulla salute
dei consumatori?
Gabriele Del Grande
redazione@reporterassociati.orgelyssique - 16 Apr 2005 - 02:41 AM Oggetto: a melega
Melega:
ho letto questo articolo su Gabriele, una vita molto complicata e ai
limiti dell'emarginazione, sembra impossibile che un uomo debba
rischiare la vita tutti i giorni, solo per riuscire a sopravvivere in
mezzo la strada, nel terzo millennio anno 2005 quando la civiltà
dovrebbe essere evoluta, quando si vive in un paese o in contesti più
grandi, dove molti si perdono nelle inutilità della vita, e trascorrono
il loro tempo con pc e tv a guardare persone che mostrano la loro
stupidità, per far ridere magari e esserne anche felici, perchè "questa
è la vita".
Mi ha colpito questo articolo perchè fa parte della vita di un
uomo che è riuscito anche a creare una famiglia, dei figli, degli
affetti, anche se magari in modo non troppo consapevole, e ora rimane
ai margini, dimenticato, e lasciato solo con la sua disperazione, con
la sua affannosa ricerca di queste droghe sintetiche.
Ma come aiutarlo invece di star qui a scrivere, e malinconicamente
pensare alla sua vita irrealizzata e non solo al rischio che corre
tutti i giorni, cosa faresti tu per persone come lui? Niente forse,
probabilmente si resta a guardare, impotenti, e in modo pratico,
l'unica cosa che rimane è scrivere due righe qui. Possibile che siamo
diventati così disumani? Ognuno perso dentro i fatti suoi (come dice
Vasco) o murato dentro la sua solitudine (come scriveva la Woolf) e la
gente assuefatta di psicofarmaci, e nulla ci tocca, se non il nostro
individualistico sè.
Vorrei proprio far parte di un'altra epoca e di un'altra cultura,
la mia depressione non è altro che il risulato della nausea che mi
provoca la questa società soffocante e imbecille che mi circonda e ci
circonda.
Se non si può proprio fare niente per quest'uomo, spero almeno che
queste righe possa leggerle qualcuno e che ciò possa cambiare almeno
una sua cellulla in favore degli emarginati, e magari tra non so quanti
secoli queste cose non accadranno più, quando veramente l'uomo sarà
libero e umano, come non lo è mai stato.
Saluti Elyssique
malega_1 - 17 Apr 2005 - 01:01 PM Oggetto: risposta breve da malega
Ciao.E' difficile rispondere alle tue domande- Non credo che ci sia una risposta esaustiva.
Il numero di coloro che vivono ai margini della societa',e' in aumento. E di questa nuova CLASSE
ne' fanno parte un po' tutti- Una volta,chi era messo all'indice dalla produzione,aveva una possibilita'
di essere re-inserito nel ciclo produttivo. Adesso,come scrive Zygmunt Bauman -sociologo
polacco - le persone tendono ad essere considerati degli SCARTI- E lo scarto e' un RIFIUTO-
Un uomo di SCARTO e' un uomo SUPERFLUO.
Lo dice la stessa parola. Non c'e' via di salvezza. Chi sono costoro? Gli extracomunitari,gli immigrati,
i senza lavoro, i giovani, ed altri. Non e' difficile comprendere come sia facile che nascano
patologie che sono il FRUTTO DI UNA SOCIETA' CHE TENDE A SCARTERE LE PERSONE-
In questo caso, la psichiatria non fa che il suo lavoro, e lo fa molto bene- Alla sofferenza
mentale, provocata da una societa' che umIlia e distruggge le persone,la psichiatria cerca
di attaccare i cocci di cio' che resta- La sua risposta e' funzionale a una societa' che
crea gli ammalati,gli emarginati. L'altra notte, mi chiedo perche' certi interessanti filmati li proiettano
solo di notte - mi ha meravigliato cio' che ha detto il ricercatore a proposito di alcune popolazioni
di Boscimani- Costoro non conoscono L'ANSIA,ne' le MALATTIE MENTALI.
Nel loro linguaggio non esistono queste parole- Non solo, ma la loro vita comunitaria,
anche se composta di poche cose, e' RICCA. E' ovvio che la ricchezza, in questo caso, non e'
un parametro economico, ma comprende l'intera vita sociale. E' mia convinzione
che la mallattia mentale e' un' INVENZIONE CULTURALE;mentre la sofferenza e' caratterista
delle persone- Se la sofferenza e' impossibile da debellare, credo che sia possibile
LIBERARE la sofferenza mentale dall'intrusione DELLA PSICHIATRIA-
LA PSICHIATRIA - scusami se lo ripeto - forse e' un mio chiodo fisso - non fa che medicalizzare
la FOLLIA. Nella medicalizzazione la follia non ha una sua voce, perche' utilizza la voce delLA RAGIONE.
Non nego che ci siano situazioni in cui e' necessario prendere dei farmaci per alleviare la sofferenza;
ma mettiamocelo bene in testa e ricordiamoci che sono farmaci che alleviano i sintomi.
NON CURANO---
malega
critico - 18 Apr 2005 - 07:48 PM Oggetto: risposta breve da malegaSe partiamo dal
presupposto che la malattia mentale è un "invenzione culturale" che
colpisce gli sfruttati vittime di un sistema repressivo basato sulla
competizione che scarta il debole, malega dovrebbe spiegare come mai la
cosidetta depressione colpisce nel mucchio senza distinzione di ceto
sociale.
Se guardiamo nei parcheggi delle cliniche psichiatriche private
sarà molto più facile trovare parcheggiate porsche e mercedes piuttosto
che punto.
Perchè mai persone realizzate in carriera piene di soldi,
personaggi famosi dello sport della politica e della cultura o semplici
anonimi imprenditori dovrebbero farsi ricoverare a suon di
psicofarmaci, consapevoli dello stigma che la malattia mentale
intaccherà inevitabilmente le loro vite in maniera molto negativa?
malega_1 - 18 Apr 2005 - 08:57 PM Oggetto: risposta breve da malega
La psichiatria e' come il carcere: ci va chi commette il reato.....in teoria
Ma e' davvero cosi'? Se prendiamo il carcere reale, vedi come esso
e' abitato da persone non abbienti....pochissimi sono le persone della
classe agiata-
Certo che la depressione colpisce tutti,come la stupidita'.Ma nessuno e' mai stato
sbattutto in carcere o in manicomio per stupidita'.
Se fossi uno psichiatra( e' solo un esempio) dichiarerei la
stupidita' malattia mentale- I primi ad essere ospitati nelle cliniche
psichiatriche sarebbero gli psichiatri.
Bando agli scherzi. Io non nego che la sofferenza mentale non esista-
Non l'ho mai detto e mai lo diro'.Tu mi devi dimostrare che la sofferenza
mentale,anche la piu' acuta,la piu' indicibile,la piu' profonda,quella che lacera
l'anima e il corpo, faccia parte della malattia mentale.
E che i migliori medici per curarla siano gli psichiatri.
Non solo, ma mi devi dimostrare,dati alla mano, se con l'intervento degli psichiatri
la sofferenza mentale e' dimunita nel mondo e se sono dimunite le prescrizioni
dei farmaci psicotropi-
Delle due l'una:
o la psichiatria vende fumo.
oppure funziona-
Ma se funziona,come mai ci sono cosi' tanti ammalati nel mondo, e che e' previsto
un loro aumento?
Queste, sono domande che mi faccio da semplice cittadino-
malega
claudiomas - 14 Gen 2006 - 09:02 PM Oggetto: risposta breve da malegai politici sono
degli ignoranti . invece di sciropparsi litri di vino e sigarette di
merda una bella pipa con una pallina d'oppio cristallizzato fa molto
meno male e fa molto bene dopo una giornata di lavoro duro . qui in
francia sono talmente stronzi che anche la china martini e gli amari
(che si bevono a piccole dosi ) sono vietati alla vendita . le benzo
invece , il pastis e il vino a volonta . i depressi li OBBLIGANO a
delle siringhe quindicinali di potenti antidepressori li ghettizzano
gli affibbiano un tutore una stanzetta e qualche euro al mese cosi
assoggiettati non ne escono che obesi (da 45 a 98 Kg ) li umiliano li
picchiano e li ricattano di sbatterli fuori o di rinchiuderli al
manicomio se si ribellano quando sono ben dipendenti di questo sistema
di merda che gli anno construito . il risultato é apatia suicidio morte
prematura comunque malessere assurdo . quelli con la pelle dura li
fanno lavorare a pulire gli uffici per qualche dollaro in piu sotto un
aguzzino che offende la razza umana talmente é stronzo . ciao .
claudiomas .