forum-base - Sono stata una malata di
mente lory - 02 Dic 2004 - 06:01 PM Oggetto: Sono stata una malata di mente
sono stata una "malata di mente",
cari miei, nell'imperversare spesso caotico di post su
psichiatria e
antipsichiatria, nessuno si e' mai preso la briga di
chiedersi "ma come
vivono realmente questi poveracci che il Sistema vuole ridurre
al silenzio
causa la loro pericolosita' ed il loro carisma rivoluzionario?"
Forse
Malega ha provato a porsi la domanda?
Chi soffre per un disagio psichico soffre veramente, e sono
persone di
ogni estrazione sociale, di ogni fede politica, di ogni tipo di
possibile
umana rappresentanza.
Non sono stati contagiati da esseri oscuri o dalla DIGOS, non
sono
alternativi la cui superiore intelligenza eversiva impone la
cancellazione
sociale.
Io sono stata una paziente psichiatrica: io avevo tutto, avevo
23 anni, lo
studio universitario, tanti amici o presunti tali, una
brillante vita in
arrivo, solo che un giorno, all'improvviso, questa bella vita
e' andata in
pezzi.
Io non so le cause, per favore, abbiate rispetto, non
rispondetemi che e'
colpa del Sistema o del Capitalismo, non rispondetemi che e'
stata colpa
dei medici che mi hanno curata o che dovevo mangiare piu'
verdura (sono
vegetariana) e farmi pere di vitamina C. Io non so le cause, so
solo che
stavo malissimo, e che sono stata malissimo per 2 anni, tra una
ricaduta e
l'altra. Io ero "solo" una depressa clinica, avevo
allucinazioni
saltuarie, facevo fatica a leggere il giornale ed aspettavo
solo la morte
a liberarmi da quell'inferno in cui non avevo la forza di fare
nulla.
Quello che vorrei dirvi, non e' che - per fortuna - ho trovato
un medico
bravo e capace, come ce ne sono tanti, cosi' come ce ne sono
tanti di
incapaci, che mi ha curata con psicofarmaci maggiori
(neurolettici) per
poter solo avere accesso alla mia conversazione (io stavo zitta
per
settimane, mentre il cervello sembrava andasse a fuoco), io
vorrei dirvi
altro.
forse - senza dubbio, sono stata fortunata a non aver
alimentato la serie
di morti per suicidio, forse ... ma adesso, dopo tanti anni, io
non mi
vergogno di essere stata una "pazza"; la cosa che ancora non ho
risolto, e
per la quale ancora (pur se saltuariamente) frequento una
terapeuta, e'
stato l'enorme, ENORME cari ragazzi che sapete tutto, ENORME
DISPIACERE
nel ricordare i compagni di allora, gli amici e compagni di
allora, uguali
a molti di voi per pressapochismo, presunzione, leggerezza,
pochezza
morale e umana, che mi dicevano solo "devi convincerti che stai
bene", "la
malattia mentale non esiste, dai devi convincertene", " non
prendere quele
porcherie" alimentando cosi' la mia disperazione ed il senso di
colpa che
si prova in questi casi, quando non si capisce cosa succede e
NON SI SA
DOVE ANDARE e ci si sente incapaci in tutto.
Quelle porcherie, che io ho preso per un mese, mi hanno salvato
al vita;
il rancore, la delusione che ho provato, invece, ancora non
l'ho
dimenticata.
Perche', cari ragazzi, il dolore lo si prova sulla propria
pelle e
nessuno lo capisce o VUOLE capirlo; e allora sarebbe il caso di
tacere,
per decenza, per rispetto.
e per rispetto io vi chiedo di non rispondermi; io ho portato
qui meta'
della mia vita, non voglio darla in pasto a nessuno.
Vorrei che aveste il coraggio di guardare - un giorno - un
malato di mente
senza vederne l'archetipo del rivoluzionario eccentrico; vorrei
solo che
quel dolore sordo e muto, senza soluzione, vi sfiorasse solo
per un
attimo, perche' solo cosi' potreste capire che significa essere
solo
"gravemente depressi" (figurarsi psicotici), ed essere
circondati da
persone che ti colpevolizzano e che negano il tuo stato.
Vi prego vivamente di NON rispondermi, grazie.
ciao a tutti.
DeepC0ma - 02 Dic 2004 - 10:53 PM Oggetto: Lory, dato per buono che sei in buona fede
e non sei il solito
provocatore del forum, la prima cosa che mi salta agli occhi leggendo
il tuo post è che probabilmente non ti sei letta bene questo
forum,
perchè se tu l'avessi fatto forse ti saresti accorta che qui
chi più
chi meno abbiamo avuto tutti esperienze psichiatriche e conosciamo
benissimo tutte le varie situazioni/questioni da te descritte ed
esposte, solo che la stragrande maggioranza di noi ne è
uscita (o ne
sta uscendo) 1) con le proprie forze o con l'aiuto di persone fidate
(quindi non psichiatri) 2) cercando di evitare spazzatura rovinasalute
(leggi psicofarmaci).
Tu peraltro da quanto affermi fai ancora terapia; forse allora stai
cercando di convincerti che anni di psicofarmaci, di psichiatri, di
psicoterapie e un sacco di soldi buttati hanno avuto comunque un senso
e sono serviti per la tua salute? Bene, convinciti pure ma non cercare
di convincere noi che queste cose le conosciamo bene. Mi sa che l'unica
pressapochista sei tu che pensi di avere l'esclusiva della sofferenza
del mondo.
Liofante - 03 Dic 2004 - 01:39 PM Oggetto: Ciao
ti stupirai ma concordo con la tua posizione!
Ho avuto i miei problemi, delirio, crisi di onnipotenza,
depressione Bipolare e non credo fosse dovuto al mio essere un
grande rivoluzionario. Alnche le cure che ho ricevuto non so dire
quanto mi hanno aiutato e quanto fossero una violenza.
Non so se bisogna fermare chi soffre o se e' giusto dargli uno spazio
in cui esprimere la sua rabbia e le sue paure.
Credo che la questione principale sia una cultura di discussione di
tutta la sofferenza psicologica che oggi e' nascosta, considerata
una colpa e una minaccia. Una cultura della Salute mentale, di
controlli periodici
in cui verificare che la mente non si contorce in parabole eccessive
e dannose, che le persone non di dirigono verso l'autodistruzione.
Come c'e' il controllo della vista per guidare che ci sia il controllo
della sanita psichica per essere padre, per dirigere uomini, per
funzioni politiche e sociali.
Quante persone "sono fuori di brutto" e non lo sanno, e non lo
ammettono.
Perche' il continuo controllo che io faccio su me stesso non lo fa
anche
mia moglie che pensa di essere sana?
Chi nuoce di piu' ai bambini?
Questa e' la mia "non risposta" ciao Lory
Dan
DeepC0ma - 03 Dic 2004 - 08:30 PM Oggetto: Quello che a te piacerebbe mi sembra
una deviazione da società orwelliana, i controlli periodici
della
salute mentale è una roba che sicuramente farebbe piacere
agli
psichiatri ma per la gente comune e la società sarebbe una
catastrofe.
Forse tu eserciti un eccessivo controllo su te stesso per paura di
stare nuovamente male o di ricominciare a fare la spola tra psichiatri,
psicofarmaci e ricoveri tuttavia non mi aspetterei di sentire queste
cose da una vittima della psichiatria, ma evidentemente ti hanno fatto
bene il lavaggio del cervello.
Ad ogni modo questo è un forum in cui parlare di
antipsichiatria,
non di quanto sarebbe bella una società totalitaria dove per
fare ogni
cosa serve un benestare di salute mentale da parte degli psichiatri. Se
questa è la tua visione ti consiglio il forum di sospsiche
(www.sospsiche.it) dove troverai gente più affine alle tue
vedute.
elyssique - 03 Dic 2004 - 09:17 PM Oggetto: Già ci siamo nella tua utopica
farmacia
del controllo della salute e molte cose anche se in modo molto sottile
già previste da Orwell si sono appunto verificate ai giorni
nostri,
esempio il controllo dei mass media sull'opinione pubblica, la
strumentalizzazione politica di alcuni diritti dei lavoratori come lo
sciopero. Anche il controllo farmaceutico esiste davvero (se ben sai
cosa sia un CPS) e non abbiamo certo bisogno di suggerimenti deturpanti
del tipo che tu dai liofante, la società è varia
ed è malata in sè, non
è tanto il soggetto che si deve curare, il malessere
è diffuso e uno
dei vari motivi, uno dei tanti può anche essere l'estremo
individualismo in cui si è conficcato l'uomo nell'ultimo
secolo.
Leggere le tue proposte, non ti offendere, fa scadere anche un po' la
qualità e il taglio che si vorrebbe dare al forum, e devo
inoltre dire
che quando gli articoli sono leggibili e non scritti per esteso, con il
copia incolla, sono davvero interessanti. Ma continuare a darsi
etichette, a proporre l'uso o meno di farmaci, denota davvero una
scarsa coscienza della questione antipsichiatrica, in tal caso bisogna
un po' soffrire per capire se ne sei convinto, la fase successiva ti
porta al rifiuto della scienza stessa e di tutto ciò che ne
è connesso.
Liofante - 03 Dic 2004 - 10:55 PM Oggetto: Temo di non essermi spiegato
Ho visitato molti psichiatri, alcuni mi
hanno aiutato e altri no, e li ho lasciati.
Mi sembrate molto preoccupati di definire le persone contro o a
favore della psichiatria. Io sono prepccupato di capire se sto bene o
no.
Cerco di stare bene e anche definire cosa sia stare bene non e' cosi'
facile.
Frequento un gruppo di auto aiuto e parlare dei propri problemi
confrontarsi tra noi e' la cosa migliore che mi e' successo nei 30 anni
in cui mi trovo a vivere con la depressione bipolare.
Se guardo persone come mia moglie che sono aggrappate al loro
valori conformisti di quello che si deve fare, di quello che pensa la
gente
spesso mi domando se non ci sia un modo che questa gente "normale"
conosca anche il proprio stato psicologico. E' una riflessione,
un paradosso e non una prpposta di legge pratica.
E' probabile che io sia troppo occupato a capire se sono depresso
o se sono in uno stato di euforia, in tre episodii ho perso 3 anni di
vita a curarmi e a ricominciare da capo.
Io mi ritengo fortunato perche' avrei potuto rimanere chiuso in un
manicomio e invece ne sono uscito ed ho una vita quasi normale,
ma ho pagato un prezzo pesante.
Mi pare che non sia possibile vivere in una situazione di disagio
e non aver paura di ricaderci.
Cercate di essere meno diffidenti e di parlare dei vostri problemi,
vivere di teorie non aiuta a risolvere problemi.
Ciao Dan
DeepC0ma - 04 Dic 2004 - 02:09 AM Oggetto: Certo è che se ti circondi di
psichiatri e hai una moglie molto conformista e continuamente
preoccupata del giudizio altrui (mi ricorda mia madre con cui non vivo
più da anni) non è il massimo per stare bene.
Probabilmente per stare veramente bene con te stesso ti dovresti
innanzitutto levare di dosso l'etichetta di sindrome bipolare che ti
hanno tatuato addosso e che ti condiziona negativamente in ogni minuto
della tua vita, anche se dopo 30 anni di convincimenti forzati mi rendo
conto che è difficile liberarsi di questo fardello. Peraltro
non mi
sembra ci voglia molto per capire che se dopo 30 anni stai ancora
seguendo percorsi di terapia vuol dire che la psichiatria come sempre
ha completamente fallito e quindi non è una soluzione
adeguata per
nessun tipo di malessere.
Ti sei mai chiesto se davvero sei malato o se semplicemente
rovinandoti da 30 anni la vita stai facendo un favore a quelli che
avevano fastidio del tuo modo di essere?
Io come molti altri antipsichiatri alla malattia mentale non ci
credo e non esistono prove di nessun tipo a confutarla, si potrebbero
fare mille esempi al riguardo; Sandro, l'amministratore del sito ne ha
citati alcuni molto validi in altri post nel forum.
Senza contare poi i paradossi clamorosi, come malattie che vanno e
vengono dal DSM (che è la bibbia degli psichiatri) o
malattie che
spuntano come funghi a seconda delle esigenze di costume o sociali o
semplicemente di interessi di multinazionali farmaceutiche.
Tra i paradossi prendi ad esempio l'omosessualità, fino a
poco più di
un decennio fa era considerata ancora malattia, poi improvvisamente (a
partire dai primi anni 90 se non erro) l'omosessualità
è stata
eliminata dalle patologie perchè ormai comunemente accettata
o comunque
tollerata ed io mi chiedo....ma esiste in tutta la medicina seria una
patologia che dopo qualche anno a seconda di come cambiano i costumi
non lo è più???? Questo da l'idea di quanto seria
e competente sia
questa pseudoscienza che ha da sempre come unico compito quello di
effettuare una sorta di controllo sociale sulla popolazione, reprimendo
ogni sorta di diversità mal digerita dai costumi vigenti.
Una pseudoscienza da cui tu e tanti altri si fanno con fiducia rovinare
l'esistenza.
Riguardo poi al discorso delle teorie e dei problemi sei fuori
strada, primo perchè le cosiddette "teorie" si basano su
esperienze
vissute molto concrete, secondo perchè i problemi a me li
avevano fatti
venire gli psichiatri e me ne sono liberato quando ho smesso di
frequentarli, se avessi fatto come te e mi fossi scritto
orgogliosamente in fronte "disturbo di personalità
borderline" (nel mio
caso la diagnosi era quella) a quest'ora non ne sarei ancora uscito,
per la mia vita avrei fatto un decimo di quello che ho fatto senza la
psichiatria e probabilmente sarei in condizioni psicofisiche pessime.
Magari nei momenti di minor rintontimento tra un Risperdal e l'altro
frequenterei pure il forum di sospsiche sui borderline a confrontare i
sintomi e a dire quanto sono bravi gli psichiatri a curarci del nostro
insostenibile mal di vivere (tutte stronzate).
Ricordo ancora come se fosse oggi la mia ex psichiatra (molto
progressista a suo dire) che nel novembre del 97 dopo alcuni ricoveri a
mia domanda su quanto tempo avrei dovuto prendere ancora psicofarmaci
mi rispose: "Almeno ancora 5 anni come minimo, fino a quando non ti
sarai trovato un lavoro e non sarai guarito e bla bla", all'epoca io
prendevo quella robaccia sotto ricatto di altri ricoveri ma dopo appena
6 mesi decisi di interrompere del tutto l'assunzione di psicofarmaci
dopo una breve scalatura e di smettere di andare da qualunque
psichiatra, cosa che mi fu possibile anche grazie ai miei genitori che
evidentemente cominciavano anche loro ad avere i primi dubbi sulla
bontà della pseudoscienza psichiatrica e che quindi non
andarono a fare
da delatori agli aguzzini.
Ebbene nel giro di poche settimane ho cominciato a migliorare, a
ritrovare fiducia e a fare progetti e nel volgere di pochi anni ho
realizzato cose che all'epoca erano assolutamente impensabili sia per
me che ormai ero convinto di essere malato e sia per loro che ormai mi
consideravano "perso", una parte della mia storia l'ho scritta nel
thread "Uscire dalla psichiatria" in questo stesso forum e comunque non
penso di essere un alieno, penso che storie come la mia ce ne siano
diverse, anche se sicuramente sono una minoranza perchè la
maggioranza
purtroppo non uscirà mai dal circolo vizioso della
psichiatria, vuoi
per mancanza di volontà, vuoi per un ambiente eccessivamente
ostile
attorno a sè, vuoi per un eccessivo controllo operato da
psichiatri e
familiari.
malega_1 - 04 Dic 2004 - 01:45 PM Oggetto: A proposito di omosessulita', c'e da
dire che nell'antichita' la parola omossessule non esisteva- Il
rapporto tra perone delle stesso sesso
veniva considerata una relazione tra persone che condividono affetti,
amicizia,eros.
Tra i pirati,ad esempio,c'era una apertura mentale e una tolleranza che
noi ce la sogniamo.
Per verificare cio' che dico, basta andarsi a leggere il bel libro "
Pirati e sodomia" edizione eleuthera-
Per quanto riguarda il dolore -e la sofferenza - che sembra una cosa
stabilita' per sempre - trauna settimana inviero' il bel capitolo di
Ivan Illich
sul dolore tratto da nemesi medica-
E guarda caso,quello che scrive, mi trova d'accordo-
malega