forum-base - Pubblico o Privato? elyssique - 27 Nov 2004 - 10:37 PM Oggetto: Pubblico o Privato?
Bernie scrive:
"Anche tra gli psichiatri ovviamente esistono gli incapaci... pensate
solo al fatto che il primo compito dello psichiatra è quello
di entrare
in relazione con il paziente ed instaurare un rapporto di fiducia (sta
scritto nel primo capitolo di qualsiasi manuale di psichiatria), gli
psichiatri che hanno interagito con voi hanno fallito su tutta la linea
e di questo mi spiace molto... "
Ho letto tutti i messaggi sulla benvoluta o meno presenza dello
psichiatra Bernie qui e vorrei chiedere a lui che mi spiegasse sulla
base di quanto citato sopra, perchè gli psichiatri dei
Centri di Salute
Mentale vale a dire pubblici e non a pagamento come altri, svicolano ed
evitano deliberatamente proprio quel rapporto di fiducia tra paziente e
psichiatra tanto dettato dai più semplici manuali di
psichiatria. Io
non voglio scendere a disquisizioni particolari sulla malattia mentale
o meno, perchè considero lo psichiatra una persona, di cui
si può in
certi momenti aver bisogno anche solo per parlare, al di là
della
prescrizione di farmaci, coercizioni ecc., ma devo affermare con
sicurezza che non ho mai e poi mai conosciuto uno psichiatra del
servizio pubblico capace o volenteroso di instaurare alcun rapporto con
il suo paziente (io), nè di fiducia, nè di altro
tipo anche più blando.
Ogni psichiatra pubblico prescrive farmaci o li dismette dietro
insistenti richieste, se è il caso, minaccia ricoveri e
trattamenti
forzati, e nessun altro paziente psichiatrico mi ha mai raccontato di
aver instaurato questo famoso rapporto tra le due parti, che mi sembra
il minimo che possa fare un medico nelle sue vesti a contatto con un
caso umano.
Personalmente ho avuto a che fare con altri psichiatri nell'ambito
privato e la cosa è cambiata notevolmente, c'è
stato un colloquio, la
fase di conoscenza della mia persona e solo dopo le prescrizioni di
farmaci e anche i ricoveri ma mai forzati, proprio perchè
alla base c'è
stata questa fiducia anche da parte mia.
Non voglio semplificare la questione, mettendo il pubblico e il
privato in due categorie distinte, ma dopo anni in trattamento con le
strutture pubbliche possono testimoniare di provare come un sentore di
svogliatezza e mancanza di ruolo di questi psichiatri che si ergono a
paranoici prescrittori di farmaci a chiunque passi di lì per
i centri
psico-sociali e non solo di farmaci, una volta che ti hanno ingabbiato
con la loro cartella clinica scritta e custodita nei loro archivi, non
sei più nessuno, hai la tua diagnosi, che si ripete
costantemente,
anche se il sintomo manifesto è diverso, e la tua vita
è cambiata
notevolmente.
Non voglio nessun suggerimento su quel che dovrei fare, ci
penserò
io, ma vorrei invece la spiegazione di quanto richiesto senza che sia
messo in gioco il ruolo del denaro (anche se è la base di
tutto il
discorso). Allora quali sono le competenze di uno psichiatra pubblico
come da manuale psichiatrico? Oppure non c'è la
differenziazione sui
testi universitari, e si posticipa tutto all'entrata nel mondo vero del
lavoro?
Bernie non è che sei un po' gasato e molto giovane per
affermare tutte
le tue verità con tanta sicurezza? Fai un po' di esperienze
tra
pubblico e privato poi sappimi dire e sollevane una questione non
basata solo sulla questione di economie.
DeepC0ma - 30 Nov 2004 - 06:45 AM Oggetto: A mio modo di vedere le differenze di
trattamento tra pubblico e privato dipendono da molti fattori, oltre ai
soldi che come hai detto tu stessa sono probabilmente l'elemento
fondamentale.
Penso innanzitutto che molti operatori pubblici sono più
giovani
dei loro colleghi privati, di conseguenza spesso hanno meno esperienza
riguardo al rapporto con i pazienti, sono più sbrigativi e
tendono a
non saper gestire bene le situazioni, sopratutto quelle difficili. Da
questo fatto e dalla paura di essere considerati degli inetti in casi
gravi (tipo suicidi, aggressioni o altro) penso derivano l'abbondante
ricorso a psicofarmaci e ricoveri forzati fatti dai centri di igiene
mentale.
A tutto ciò devi poi aggiungere che nella maggiorparte dei
casi i
centri di igiene mentale hanno poco personale, sono oberati di lavoro e
hanno pochi fondi, quindi se sommi tutto, il risultato è
quello che ti
puoi immaginare.
In sostanza i CIM non sono luoghi da psicoterapia, in genere
rappresentano soltanto l'anticamera dei ricoveri coatti in SPDC o se
preferisci l'ultimo tentativo di evitarli (tramite massiccio uso di
psicofarmaci). Che poi in teoria dovrebbero servire a tutt'altro quello
è un altro discorso.
Oltre a questi esistono tuttavia anche casi particolari, di
giovani psichiatri pseudorivoluzionari che lavorano nel "pubblico" che
pensano di cambiare il mondo con discorsi buonisti e stucchevoli tipo
il citato Bernie, ma quelli faranno poca carriera e quando si
tratterà
di mettere su famiglia magari diventeranno anche loro un pò
meno
utopisti.
Inoltre secondo me questi psichiatri pseudorivoluzionari sono i
più pericolosi perchè credono realmente che
ciò che fanno è qualcosa di
utile al prossimo e quindi alla fine sono quelli che faticano
maggiormente a capire chi li ripudia, senza contare che danno
all'esterno un'immagine dello "psichiatra" troppo rassicurante e quindi
fuorviante, cosa che per chi non ha esperienza diretta può
essere
pericoloso, quante volte ad esempio sentiamo parenti, magari in buona
fede che per convincere il proprio caro ad aver fiducia dello
psichiatra dicono: "Abbi fiducia in lui, parlagli dei tuoi problemi,
è
una così brava persona!"
Seee, come no! Meglio ricordarsi del vecchio adagio poliziesco: "Tutto
ciò che dici potrà essere usato contro di te".