forum-base - Napoli: rassegna
cinematografica antipsichiatrica malega_1 - 23 Nov 2004 - 01:14 PM Oggetto: Napoli: rassegna cinematografica
antipsichiatrica
Avrei voluto postarlo al centro- ma
poiche' ho perso e dimenticato la password,la posto qui-
malega
Napoli: rassegna cinematografica antipsichiatrica
November 23 2004 at 2:37 AM
"Si tratta di trasferire al malato stesso il potere di produrre la sua
follia e la verità della sua follia, piuttosto che di
cercare di
ridurlo a zero". Foucault
Il mese di dicembre sarà interamente dedicato
all'antipsichiatria e
come ancor oggi sia importante lottare contro l'emarginazione e la
violenza inflitta a chi viene bollato come pazzo. Oltre ad una
cinerassegna a tema, il 9 dicembre interverranno alcuni compagni del
Collettivo Antipsichiatrico “Violetta Van Gogh”, di
Firenze, che ci
esporranno le sofferenze e le ingiustizie inflitte dal sistema ai
"folli".
La nostra denuncia, affinché venga eliminato questo sistema
di cose,
nasce anche dalla convinzione che non esiste una malattia mentale che
giustifichi comportamenti e leggi discriminatorie e arbitrarie. Si
viene diagnosticati "malati di mente" sulla base del giudizio che lo
psichiatra si fa del modo di pensare, sentire, comunicare della persona
che gli sta davanti, come un giudice che decide cosa è
giusto e cosa è
sbagliato dire, fare, pensare.
Il movimento antipsichiatrico nasce nei primi anni 70 e da subito
denuncia le violenze che subiscono sin dalla tenera età i
cosi detti
malati, puntando il dito soprattutto sul ruolo repressivo che svolge la
famiglia: luogo inibitorio che amalgama sin dall'infanzia le persone
con il sistema, facendoli divenire cittadini modello. Quindi chiunque
tentasse di uscire fuori da questo mediocre circolo vizioso si
ritroverà etichettato come pazzo o schizofrenico.
L'emarginazione,
però, non è la sola violenza che i trasgressori
della normalità devono
subire ma anche il cosi detto "trattamento sanitario obbligatorio": un
vero e proprio sequestro di persone, a cui vengono somministrati
psicofarmaci (tipo il SERENASE che procura danni al sistema motorio e
crea uno stato permanente di confusione mentale), rinchiusi in celle di
isolamento e attaccati a letti di contenzione, per non parlare poi
delle continue e sempre sottaciute violenze inflitte loro da infermieri
e secondini (nel caso dei manicomi penitenziari). Se questo non dovesse
bastare a sedare la persona, si passa ad assaltare direttamente il
cervello: negli anni trenta con il coma da insulina, che eliminava gli
zuccheri presenti nel cervello facendolo morire, e oggi con la terapia
elettroconvulsivante o elettroshock in cui al paziente vengono
applicate due piastrine metalliche all'esterno dell'emisfero non
dominante del cervello, attraverso cui viene fatta passare una corrente
dell'intensità di circa 0.9 Ampere con una tensione di
100-110 Volt.
Nonostante la mancanza di adeguati e rigorosi studi scientifici questa
terapia è stata generalizzata e allargata alla quasi
totalità dei
disturbi psichiatrici. L'unica cosa certa è che essa,
provoca amnesia,
incapacità ad apprendere, danni cerebrali irreversibili,
paura, apatia,
perdita di creatività, caratteristiche queste che ne fanno
un ottimo
mezzo di controllo. Non é un caso infatti che molti dei suoi
primi
esperimenti vennero finanziati dalla CIA, che nell'Africa
“bianca”
viene usato come mezzo di tortura per costringere i ribelli a parlare e
che nel 1996 il ministro Bindi abbia reintrodotto questa pratica nei
casi depressione e schizofrenia.
Tutto questo ci fa riflettere su come la psichiatria possa essere
utilizzata dal potere come strumento di controllo sociale. Chi non si
allinea viene marchiato come malato e come tale va curato. La soluzione
più semplice è metterli da parte, imbottirli di
medicinali, e nel caso
lobotomizzarli. Così la psichiatria, pretendendo di curare i
sintomi di
diffusi malesseri sociali e, mascherandoli con fantasiosi nomi di
malattie inesistenti, vuole impedire che si vada a fondo del problema
introducendo valori di libertà che comporterebbero una
radicale
trasformazione della nostra struttura sociale. Quindi la nostra
esigenza è di lottare contro qualsiasi potere e contro
qualsiasi
istituzione operi per relegare in un ghetto i "meno adatti" e i
"più
scomodi" della nostra società.
"Perché voi non sapete che cos'é un ospedale
psichiatrico, né che cos'é la
società....
....Perché io posso testimoniare con chiarezza: questa
società è
malvagia, è malsana. I padri di famiglia, i cosiddetti padri
di
famiglia, sono degli assassini, siano essi infermieri, siano essi
professori. Noi dobbiamo semplicemente lavarci la faccia per guardarci:
e la nostra faccia è sporca. La faccia di questa
società non vale
nulla, perché voi, tutti quanti, siete in malafede..." Un
ricoverato
maelaba - 24 Nov 2004 - 09:31 AM Oggetto: ciao caro malega
ti ringrazio per i bellissimi articoli che sempre ci invii.
ricordo che sei stato proprio tu a parlare di emozioni, tipo ma voi
che vi ritenete o siete ritenuti "pazzi" lo sapete che forse siete piu'
belli di altre persone, ecc.
ma tu?
le tue emozioni, i tuoi pensieri?
io penso di essrmi messa in gioco abbastanza tu cosa ne pensi?
visto che ci conosciamo da tempo, anzi la lista antipischiatria non
esiste piu'?
bacioni
maela
isabella - 25 Nov 2004 - 10:56 PM Oggetto: Caro Malega,
grazie veramente per i bellissimi messaggi che mandi,
hanno una verità dentro che può comprendere solo
chi lo ha provato.
come me che sono stata con le mani addosso dei colleghi di lavoro,
dei parenti che mi hanno addirittura vestita per farmi uscire e portare
all'ospedale mentre facevo il peso morto come resistenza passiva, come
i vigili che mi hanno preso gambe e piedi e gli inferimieri che mi
hanno legata sul lettino e quei maschi all'spdc, uno che si
è fatto una
sega davanti al mio viso ed un altro che mi ha strusciato addosso il
suo membro.
Che paura che ho avuto.
Che paura che ho ancora quando mi si avvicina un collega, una
persona, mi vengono vicino sorridendoe dicendo "come stai ornella? vero
che non stai bene, dicci la verità che non stai bene" e io
rispondo che
no non ho niente, allora si scatenano se mi va bene in due ma a volte
anche in cinque mi sono saltati addosso ed allora dalla disperazione ho
anche urlato.
Scusa se ti racconto ancora queste brutte cose, ma 6 volte mi
hanno portato all'spdc e soprattutto mi ha fatto male l'ultima volta
quando questa dott.ssa che sta in quel posto fino alle 18.30 di sera
solo per i soldi diceva agli infermieri di tenermi in anticamera
finchè
non fosse diminuita l'affluenza agli appuntamenti, perchè
creavo
confusione.
Che madre di famiglia!
E vero mi riconosco in uno zero, non ho più nemmeno un
lavoro, mi
fanno fare delle cose senza senso che non servono a niente e mi
nascondono in un ufficio dove entra solo qualche studente.
Sono recentemente molto rattristata sempre perchè sul lavoro
al mio
posto hanno messo una "terrona", aveva un contratto a tempo
determinato, poteva rimanere altri due anni, ma si fumava due tre
cicche e lasciava squillare il telefono qualche volta.
L'allegra combricola di madri e padri di famiglia cattolicissimi
l'ha sgommata perchè napoletana e con una figlia piccola e
con un papà
lontano morente di cancro.
Secondo me nello "zero" non ci siamo solo noi schizofrenici ma
anche quelli che hanno la pelle un po' scura e chiaramente le puttane.
Non so però se siamo puri, per questo, ma non credo, al
posto loro faremmo magari lo stesso.
L'ultima poesia:
Care Martina ed Elisa
dai riccioli risplendenti
ora che l'inverno è alle porte
vi rimpiangono le lunghe giornate
dalla risata adamantina
nel prato verde
o dall'altalena del nonno.
L'orto muore e piano piange, nel freddo, il lillà.
Arriva il Babbo Natale
ma tanti regali non annoiano
la vostra fantasia fanciullesca?
Segue la biglia
la Gatta Rosetta
aspettando paziente
i vostri piedini di bambole.
malega_1 - 26 Nov 2004 - 02:43 AM Oggetto: lettere dalla Kirghisia
Ciao. Chiedo scusa se rispondo in ritardo-
Ho scoprto un sito dove ci scrive il regista e autore silvano Agosti,
un uomo che conosce a fondo il mondo dei " folli"-
Lo ammiro perche' nei suoi film si e' messo dalla parte dei
detenuti del manicomio- Tiene una rubrica dove scrive e risponde alle
persone-
Chi vuole visitare il suo sito, vada a quello che ho scritto qui sotto-
Un abbraccio a tutti-
E' stato pubblicato il libro " Lettere dalla Kirghisia" di Silvano
Agosti"-(regista e scrittore)-
Chi vuole leggere le sue lettere, vada al sito
http://www.byweek.com/scipioni/ita/diario.asp
a destra del sito ci sono le sue lettere-(lettere dalla Kirghisia)-
Posto questa perche' da' l'idea di cio' che pensa l'autore-
malega
LETTERE DALLA KIRGHISIA
lAVORARE TRE ORE AL GIORNO-
PRIMO ARTICOLO
Dalla Kirghisia, agosto 2003.
Non sono venuto in Kirghisia per trascorrere le ferie, ma per assistere
al
miracolo di una societa' nascente a misura d'uomo.
"Su quale fondo di infiniti mari
giace il tesoro del suo ritorno?"
Il ritorno dell'uomo dalla propria assenza storica dalla vita. Ecco, in
questi due versi di Catullo, la nostalgia strisciante di chiunque sia
impedito a vivere, costretto a credere che l'esistenza sia gia'molto e
che
il diritto alla vita riguardi solo le generazioni future.
Queste riflessioni alludono alla crudelta' del concetto di "ferie", cui
Basaglia alludeva dicendo scherzosamente che i suoi ricoverati, i
malati di
mente, diversamente da coloro che li avevano rinchiusi, a modo loro
erano
sempre "in ferie".
Lui che insancabilmente organizzava feste nei recinti manicomiali,
perché'
sosteneva che la vita va festeggiata ogni giorno, lui che suggeriva ai
medici di non indossare il camice, perché' la gente doveva
identificarli dal
loro comportamento e non da una divisa.
Franco Basaglia, che ho udito dire "Il problema psichiatrico sara'
veramente
risolto solo quando anche tutti gli altri verranno liberati."
E quando poi gli ho chiesto "Tutti gli altri chi? E liberati da cosa,
da
chi?" Lui con quel suo sorriso da Apollo etrusco ha sussurrato "Tutti
gli
altri, tutti quelli che credono di essere sani. Liberati, dal lavoro
obbligatorio, dai recinti familiari, dalla finta produttivita', da un
cultura ostile ai loro desideri. Ma non diciamolo o rinchiudono subito
anche
noi."
Se c'e' un sogno comune, che riguarda ogni essere umano e' sicuramente
quello di trovarsi a vivere in un territorio di liberta', nel quale
esprimere le aspirazioni e realizzare quotidianamente i propri
desideri.
L'attuale concetto occidentale di ferie risulta feroce quanto la
concezione
del lavoro, non soltanto perché' interferisce in modo
profondo con il senso
della liberta', ma perché' ne trasforma e deforma il
significato.
Se e' vero che la condizione di liberta' e', per cosi' dire, "il
respiro"
della personalita', come e' possibile proporre una respirazione
saltuaria e
parziale?
Ovvero, qui da noi in occidente, un anno circa di apnea nell'attivita'
lavorativa e qualche settimana di "libera respirazione", con l'aggiunta
di
uno o due giorni la settimana detti "festivi".
Nel periodo delle ferie, quando milioni di persone sono obbligate a
divertirsi, cosi' come nel resto dell'anno sono obbligate a lavorare,
senza
tregua, o a sognare di trovare un lavoro o a guarire dai guasti di un'
attivita' coatta e quotidiana.
La proposta risanatrice di questi ormai invisibili orrori, si e'
risolta nel
piccolo stato della Kirghisia, dove la piccola repubblica, staccatasi
dall'
impero sovietico, ha avviato una serie di avventure riformatrici che in
pochi anni sono riuscite e modificare le abitudini e i comportamenti
dei
suoi cittadini.
Qui in Kirghisia chiunque abbia un'attivita' non lavora piu' di tre ore
al
giorno, con la riserva di un'ora di straordinario, dedicando le
rimanenti 20
o 21 ore al sonno, al cibo, alla creativita', a se stessi e ai propri
simili, all'amore e alla vita.
Chiunque può' richiedere un periodo di allontanamento dal
lavoro per una
durata a piacere, periodo che, rientrando nell'attivita', recuperera'
aggiungendo un'ora di straordinario al proprio tempo di lavoro, quattro
ore
al giorno invece che tre.
La produttivita' e' aumentata di ben quattro volte qui in Kirghisia, da
quando anche chi lavora e' un personaggio vivo e non solo esistente,
partendo dal principio che una persona felice produca in un giorno piu'
di
quanto un essere costretto e sottomesso riesce a produrre in una
settimana.
In questo contesto il concetto di "ferie" appare goffo e perfino
insensato.
La corruzione politica si e' azzerata perché' qui, chi
appartiene all'
apparato governativo, esercita il proprio ruolo in forma di
"volontariato",
semplicemente continuando a mantenere per tutta la durata del mandato
politico lo stesso stipendio che percepiva nella sua normale attivita'.
Quando ho saputo il particolare del volontariato politico ho finalmente
capito, come in un'illuminazione, perché', ogni volta che
vedo, un
rappresentante politico parlare alla televisione nel mio Paese, c'e'
qualcosa nel suo volto che mi rivela una incolmabile lontananza da cio'
che
sta dicendo.
Ecco, ora ho capito che il volto di chiunque abbia, come ognuno dei
nostri
deputati, uno stipendio minimo di quaranta milioni di lire (circa
20.000
euro) al mese, non può' in alcun modo essere convincente, in
cio' che dice,
pensa o fa.
Qui in Kirghisia, la possibilita' di dedicare alla vita almeno mezza
giornata al giorno ha consentito la realizzazione di rapporti
completamente
nuovi tra padri e figli, tra colleghi di lavoro, tra vicini di casa.
Finalmente i genitori hanno il tempo non solo di conoscersi tra di
loro, ma
di frequentare i propri figli.
I parchi sono ogni giorno ricolmi di persone e il traffico stradale e'
oltre
quattro volte inferiore, dato il variare degli orari di lavoro.
Si e' rilevato un fenomeno importante gia' al terzo anno di questa
singolare
esperienza. Il consumo di droghe, sigarette, alcoolici e' diminuito in
modo
quasi totale e i farmaci rimangono in gran parte invenduti.
Certo, tutto cio' può' sembrare incredibile a chi, da
sempre, e' costretto a
credere che l'attuale organizzazione dell'esistenza sia la sola
possibile.
Qui in Kirghisia, poiche' l'attivita' di governo e'una forma di
volontariato
esistono, due governi, uno che si occupa della gestione quotidiana
della
cosa pubblica, l'altro che si dedica esclusivamente al miglioramento
delle
strutture,
Ho incontrato il Ministro per il miglioramento delle attivita'
lavorative
che ha in progetto, nel giro del prossimo quinquennio, di ridurre
ulteriormente per tutt l'attivita' lavorativa obbligatoria. E'
convinto, il
Ministro, che un'umanita' liberata dal lavoro scopra finalmente
l'operosita'
fino a divenire veramente "produttiva", dedicandosi, nel tempo libero,
a
realizzare i propri sogni creativi.
Ho deciso di rimanere ancora un po' in Kirghisia. Almeno finche'
svanirà
questa strana sensazione di vivere, qui, all'interno di un sogno
comune.
Silvano Agosti
isabella - 26 Nov 2004 - 06:30 PM Oggetto: Caro Malega,
hai salutato anche me?
se sì sono contenta.
Agosti l'ho conosciuto a Pergine questa estate, lì c'era la
ex
struttura manicomiale ed alle volte fanno un qualche dibattito sempre
proposto e controllato anche dai cim.
Mi ha soddisfatto vedere uno psichiatra arrossire fortemente e non
sapere più come replicare.
Mi ha un po' deluso perchè un ragazzo conosciuto all'spdc ha
fatto
un intervento sulla violenza di cui è stato vittima (gli
hanno messo
addirittura le manette!) è stato anche lui picchiato da
altri utenti
nel ricovero, cioè non ha detto questo, solo che non
è che con la
chiusura dei manicomi tutto sia bello e giusto e che lo schifo di
haldol ti faccia vedere dio.
Però il regista ha solo risposto che i veri psicofarmaci
sono i
telegiornali e la televisione, ha ragione per quello, ma mi aspettavo
una presa di posizione, almeno quello.
Comunque dopo il film "la seconda ombra" in realtà non si
è parlato
di psich. il discorso è andato a parare da tutt'altra parte,
ed ha
ragione agosti con quello che manda il veleno televisivo di cosa vuoi
che desideri parlare la gente, soldi e creme anticellulite e macchine
soprattutto macchine, le case ed i bambini piccoli.
Le rogne si tengono alla larga, se si può le si delega ai
medici,
anche se non sono malate ma hanno solo il viso scazzato e cupo.
L'intervento che hai mandato è però superlativo,
ti saluto devo andare a ginnastica.
isabella
"che cos'è un traumatismo per Charcot? E' sempre e comunque
qualcosa di questo genere: un avvenimento violento, un colpo, una
caduta, una paura, uno spettacolo, eccetera, che provocherà
una sorta
di stato ipnotico lieve, localizzato, oppure anche, talvolta, di lunga
durata, e comunque tale per cui, in seguito a tale traumatismo, una
certa idea entrerà nella testa dell'individuo, si
inscriverà nella sua
corteccia e agirà come una sorta di ingiunzione permanente"
"M. Foucault"
malega_1 - 29 Nov 2004 - 03:54 AM Oggetto: da malega x isabella
Si, ho salutato anche te- Se ti rispondo
in ritardo e' perche' sono stato impegnato in questi giorni-
Dell'autore conosco i suoi film- Uomo sensibile e aperto alla
ragione dei " folli",piu' di qualsiasi psichiatra ha dato voce alle
persone che hanno vissuto nei manicomi-
I manicomi sono stati eliminati,ma per dare spazio a una
psichiatrizzazione della societa'-
Non ci sono piu' pazzi,chiusi dentro fetide camerate-I pazzi sono
usciti dai manicomi, e che cosa resta?
Che la psichiatria s'e' fatta invasiva-
Perche' rinchiuderli quando al posto dei muri ci sono i farmaci?
La psichiatria non pensa piu' in termini di controllo-I suoi
dispositivi si sono
affinati- non resta che prenderne atto- Oggetto di attenzione non
sono piu' le persone che manifestano sindromi psicopatologiche.Oggetto
di attenzione siamo tutti noi-Non e' forse vero che la sua filosofia si
rifa' al modello delle agenzie private di assicurazione?
In che cosa consiste questo modello?
Eccolo-
Il MODELLO ATTUARIALE.
Rispetto al modello trattamentale, che ha funzione di controllo e
di repressione, il modello attuariale "sposta l'attenzione dai soggetti
singoli alle categorie di soggetti classificando queste ultime secondo
le potenzialita' di rischio che vengono ad esse attribuite". Il modello
attuariale non si fonda sul reato, ma sulla presunta pericolosita' di
categorie di soggetti.
Togli la parola reato e sostituiscila con malattia mentale-E il gioco
e' fatto-
La nuova psichiatria non pensa piu' in termini di controllo,ma di
previsione-
Stastisticamente sa che da qui a qualche anno ci saranno milioni di
individui che soffriranno di disturbi mentali-
Cosa fa? Mica sta a guardare! Col cavolo- E che ci stanno a fare gli
scienziati? Gli economisti? I sciologi? Gli studiosi di epidemiologia?
Se non si capisce questo......allora buona notte al secchio-
Non a caso,oggetto di attenzione della psichiatria sono i ragazzi-
Fino a qualche hanno fa la sindrome da deficit di attenzione non
esisteva.
Forse che i bambini non erano distratti? Forse stavano fermi nei
banchi?
La fortuna dei bambini nati prima che fosse inventata di sana
pianta questa "malattia",e' che non era stata pensata dagli psichiatri-
Poi e' nata una schiera di esperti......ed ecco affacciarsi
all'orizzonte
un esercito di ricercatori per inquadrare nosologicamente questi
sintomi-
Naturalmente benedetti dalle case farmaceutiche e dalla connivenza
dei familiari che abbocano come dei coglioni a tutto cio' che gli
esperti gli propinano- In america sono milioni i bambini che sono
oggetto di cura e attenzione di neuropsichiatri-
In Italia la situazione e' meno drammatica- Ma stanne certa che anche
qui
le cose cambieranno-
E' finita qui? Col cavolo----
tra breve il modello attuariale verra' integrato dal modello
BIO-TECONOLOGICo- E in questo campo la fara' da padrone l'ingegneria
genetica- E' facile comprendere in che cosa consiste-
Ci sono psichiatri chesipercepiscono come il buon samaritano-
Il paziente sta male,viene da me,lo ascolto e cerco di aiutarlo
mettendo in atto cio' che ho imparato all'universita' e nella pratica
clinica-
Cosa dire? Di fronte a tanta umanita' si resta disarmati-
Come mettere in dubbio la loro buona fede?
Ma non vorrei calcare la mano piu' di tanto-
Mi basta averti dato l'idea-
Per il momento mi fermo qui----- sapendo che ci sara' il tipico
paziente che mi dira': belle parole.....Ma cosa fai di fronte a un
paziente depresso,a
un uomo che soffre di allucinazioni, a un paranoico?