forum-base - TSO rover - 09 Nov 2004 - 10:27 PM Oggetto: TSO
Quanto può durare al massimo un
tso?
Che strumenti hanno gli psichiatri per costringerti a prendere dei
farmaci?
A chi rivolgerti se non ti mollano?
grazie
A8dmin - 10 Nov 2004 - 07:38 PM Oggetto: Se vuoi una informazione precisa, vai a
vedere su www.ecn.org/telviola e cerca la
legge 180 e commenti. Anche da www.antipsichiatria.it
scarica il libro di Giuseppe Bucalo "Malati di niente" che contiene
informazioni dettagliate per l'autodifesa.
Qui ti rispondo un pò a braccio che la legge 180 vigente
limita il Tso
a sei giorni sei, ma lo psichiatra del reparto che fa il Tso
può
chiedere la proroga di altri sei giorni, informando il Giudice Tutelare
e il Sindaco. Si può ricorrere contro la proroga (con un
avvocato)
ricorrendo al giudice tutelare (cen'è uno ogni distretto
giuridico) In
pratica però gli psichiatri e i DSM hanno trovato scappatoie
per
prorogare il Tso oltre due settimane spesso fino a tre settimane, ma
ricorrendo al Giudice Tutelare questo fa pressioni per limitare a due
settimane. Se non si ricorre e se i familiari sono d'accordo
è pratica
corrente un Tso di tre settimane, ma oltre questo limite lo psichiatra
respoonsabile rischia l'incriminazione di aver contravvenuto alla legge
180.
Durante il Tso gli psichiatrio ti possono costringere ai farmaci
che decidono loro, tu non puoi opporti . Però finito il tso
tu sei
libero di buttare subito tutti i farmaci e loro non ti possono
costringere a prendere niente, a meno che non facciano un secondo Tso
che spesso minacciano ma se lo fanno debbono avere motivi molto
fondati, quali violenze e liti in famiglia, tentativi di suicidio messi
in atto ..
In pratica si può sfuggire a successivui Tso solo se si
è un pò
svincolati dalla famiglia, dato che se si è in famiglia e la
famiglia
richiede un ulteriore ricovero, gli psichiatri si sentono
obbligati-autorizzati ad un nuovo Tso e se si ricorre per vie legali
molto spesso il giudice avalla l'operato psichiatrico.
La famiglia, in pratica, è chiave nei tso. Se si
è in famiglia
facilmente si cade a sottostare ai ricatti psichiatrici di farmaci
anche a casa , di solito è la famiglia che chiede la 'cura'.
Questo
succede molto di meno se si è indipendenti, se non si vive
in famiglia.
Se gli psichiatri non ti mollano devi rivolgerti ad un avvocato ma
tieni presente che 1)Gli avvocati diffidano dei pazienti mentali; 2) se
vivi in famiglia nel caso di causa legale i giudici danno quasi sempre
ragione all'accoppiata famiglia-psichiatra. La calma e il sangue freddo
sono non solo opportuni ma necessari.
Sandro C
isabella - 12 Nov 2004 - 06:27 PM Oggetto: Caro Admin
mi puoi spiegare perchè dove vivo la mia vita malandata
(scusa la considerazione di natura personale)
quindi in trentino:
1. il mio compagno di disavventura per non essere passato a
"volontario" dopo il tso è rimasto "dentro" per 2 mesi,
finchè in modo
fortuito è riuscito a contattare un avvocato di Milano che
dopo la
visita all'spdc e il colloquio con lo psich ha permesso la sua
"liberazione". Avendolo conosciuto lì potrei testimoniare
che stava
sicuramente meglio di me ed era proprio "centrato" come dicono loro in
tutte le sue cose. Era evidente che era solo una ripicca ma non mi
pareva che l'allegra combricola di psich. si facesse il problema di
sforare la 180.
Io poverella sono sempre passata ai volontari, perchè mi
è stato
detto che se non passavo a volontaria non sarei uscita più.
Testualmente: "lei rimarrà qui fino a quando lo vogliamo,
anche tutta
la vita" Giuro che sono state parole che ho sentito e per questo le
ricordo bene ed esatte, tanto che il mio amico filopsich (il tso quando
ci vuole, ci vuole! [ps: era un freaks ma approdato recentemente ai
ds!!!] comunque con un filo di sensibilità e che aveva
ascoltato quelle
parole si è degnato di dirmi "non ti lascerò
marcire qui dentro!" Per
dire che il modo in cui sono stata trattata ha risvegliato un poco di
indignazione anche in un "moderato".
2. L'inverno scorso ho avuto un ricovero "volontario" in ottobre ma
sono stata prelevata dagli infermieri con la forza e legata a letto per
tutto il tempo necessario a trasferirmi in h. e sedermi completamente:
Ho avuto cognizione di me solo 2 giorni dopo.
Ho avuto un secondo ricovero "volontario" e sono stato allo stesso
modo prelevata con la forza, questa volta sono stata messa sulla
lettino e legata dagli infermieri, poi lasciata per qualche tempo in
una sala isolata perchè la dott.ssa ha detto che l'atrio era
pieno di
gente che aspettava gli app.ti e che già l'altra volta avevo
creato
disagio e quindi era meglio aspettare che l'utenza diminuisse per
trasferirmi fuori dagli ambulatori CSM.
Ho avuto un terzo tso nel gennaio, questa volta con i vigili e
tutte le cose al loro posto, ma per fortuna mi hanno legata sulla
sedia!
I motivi del tso li ripeto nel prossimo messaggio perchè
è tardi ho da uscire.
A8dmin - 12 Nov 2004 - 07:14 PM Oggetto: Io personalmente sono contrario ad
accettare il Tso "Volontario", meglio il "forzato", tanto ti legano e
ti danno gli stessi 'farmaci'. Però con il Tso forzato sono
obbligati
ad esperire le formalità di legge, quali inviare copia al
sindaco e al
giudice tutelare, verbalizzare tutto, compreso il legare mi pare, e non
possono svicolare molto contro la legge 180.
Invece da volontario sei meno tutelato, minacciano sempre e in pratica
fanno meglio il bello e il cattivo tempo ccome e quanto pare a loro.. .
Mentre da Tso forzato debbono stare più attenti .. Non farsi
sviare
dalle lusinghe quindi, e se Tso forzato che sia verbalizzato 'forzato'.
Per gli psichioatri i Tso Obbligatori sono segni neri mentre quelli
Volontari sono punti per loro positivi. Non concereglielo!
E' che ci dovrebbere essere strutture di tutela come tanti tel Viola od
associazioni di utenti/sopravvissuti in molte più
città,
o altrimenti gli psichiatri fanno quel che gli pare.
Sempre personalmente, avendo subito un paio di Tso di un due - tre
settimane ciascuno, posso dire e debbo riconoscere che ero fuori di
testa e i ìtrattamenti' mi hanno fatto ricredere, tornare
con i piedi
per terra. Non vedo quindi i Tso come la massima bestia nera, si
potrebbe fare meglio senza coercizioni e farmaci in strutture come
quelle prospettate da Antonucci o in cliniche Soteria. Ma io ho buttato
i farmaci subito dopo e consiglio a tutti di fare altrettanto, prima di
subire assuefazione (prima di quattro-cinque settimane in genere) .. Il
rimanere assuefatti ai farmaci e il rimanere debilitati da farmaci
per-anni (deboli, svogliatezza, indecisione,insicurezza, ..) , quindi
essere resi proprio disabili (ingrassare enormemente, sintomi
permanenti parkinson, diabete, ..) queste sono le vere bestie nere,
secondo me!
Sandro C
isabella - 13 Nov 2004 - 11:05 AM Oggetto: Caro admin, grazie per la risposta,
anch'io non sono stanto impressionata dalla violenza fisica con la
quale ti trattano ma credo che la vera bestia nera sono i farmaci che ti
propinano.
Devo dire che non avevo finito il mio racconto.
Tanto per dire che nessuno mi ha chiesto volontario o tso, è
successo
come fosse un tso, poi all'h. la dott.ssa ha detto che ero
lì
volontaria, io ho avanzato la mia critica che era contro la
volontà ,
allora lei ha spiegato che l'ha fatto per "aiutarmi" quindi ho risposto
che di aiuto non ne avrei bisogno e che era un illecito allora mi ha
comunicato che d'ora in poi farà tutte le procedure con tso
visto che è
quello che voglio.
Volevo
sapere in base a cosa dici che se questi tso te li fanno a catena vanno
a scontrarsi con la 180?
ora ripeto i motivi per i quali sono stata internata questo ultimo
anno:
1: i mie colleghi di lavoro mi vedevano "un po" bloccata nella mia
attività lavorativa, niente di grave mi ha detto la psic. ma
hanno
avvertito perchè non si sà mai che avrei potuto
peggiorare (al ricordo
forse di quel periodo che per 1 di uno giorno non ho lavorato)
2. ero al centro diurno e mi volevano propinare purè piselli
e
carne e siccome sono vegetariana non ho mangiato carne, il
purè e
piselli mi faceva schifo ed ho lasciato lì tutto. Ho visto
piombarmi
addosso 3 infermieri e sono volata al "paradiso" di A.
3. la psich. sospettava che non prendessi la terapia. Mi
controllava le scatole con le pastiglie ma non contenta mi ha proposto
il day hospital così le pastiglie me le davano loro ed erano
sicuri che
le prendevo.
Il problema era che ingenuamente le avevo detto che avendo dei
soldi da parte ed una casa di proprietà volevo licenziarmi
dopo quel
che era successo e trovarmi un nuovo lavoro per chiudere con questa m.
Secondo lei non lo dovevo fare perchè ho il posto in
provincia
dove i colleghi mi vogliono bene perchè lei lo sa che la
mettono al
corrente della mia salute. Inoltre per sgranchirmi le gambe tremolanti
di farmaci andavo dalla casa al centro diurno a piedi 45 minuti di
scorciatoie e questo lo vedeva come una assurdità. Ho detto
di no al
day h. e le ho lasciato una dichiarazione che assumo i farmaci ma
preferirlo farlo a casa mia. Lei ha detto che sono balle che scrivo e
che o vado al d.h. oppure tso e questo è stato.
Quando sono tornata da A. ho dovuto fare 20 gg. di day hospital
aggiuntivo per vedere se assumevo la terapia. l'infermiere mi dava i
farmaci e stava lì a vedere se trangugiavo, per fortuna non
mi ha mai
chiesto di aprire la bocca ma avevo sempre paura che succeddesse.Sai
che umiliazione!
Orbene sono sempre stata lucida, tanto è vero che i vigili
che sono
venuti a prendermi e conoscevo di persona, continuavano a farmi domande
sul fatto dei perchè e percome, secondo loro avevo gridato,
fatto
casino, spaccato qualcosa, mollato pedate o non so, secondo loro
qualcosa di questo dovevo aver fatto e non sono riuscita a fargli
cambiare idea. Sono andati anche da mia mamma a chiedere scusa, la
prima volta che è successo, dicendo che loro devono seguire
gli ordini
anche se avevano visto che non avevo niente.
Ebbene purtroppo non cerco alleati, in questa m. ho solo avuto nemici.
Non più tardi di ieri una vecchia amica che non vedo da un
anno
parlando degli avvenimenti di questo inverno mi ha detto che non si
può
mettersi contro le istituzioni, che quando sul lavoro e all'h. mi
dicevano di andarmene oppure di farmi fare l'haldol non potevo mettermi
lì in piedi a fare resistenza passiva perchè
tutti sanno che il forte
vince e loro sono i più forti che hanno la legge dalla loro
parte. "t'è
sta bene" traduzione: "ti è stato bene" mi ha detto tutti
sanno che
mettersi contro l'istituzione ti distruggono non c'è verso e
l'ingenuità è una colpa.
Ora termino con questa solita minestra, solo per dire che 180 o no
fanno quello che vogliono, che non è cambiato niente, anzi
con la
contenzione farmacologica si è andato peggio che con quella
fisica.
Avrei preferito lenzuola gelide a quei flebi in cui perdi tutta la tua
dignità di persona.
Sono passata per A. a fare una radiologia ed ho visto i ragazzi in
psic.
una vera pena, degli zombie.
Un'ultima aggiunta, al colmo della disperazione, ho cercato in
internet qualche input per agire in ambito lavorativo anche
perchè sono
stata trasferita e demansionata, così per informarmi se ho
qualche
speranza, ma nella circolare "disturbi psichici da
costrittività
organizzativa sul lavoro" non possono essere presi in considerazione
persone con diagnosi di schizofrenia ed io ne ho tre é*+
paranoia +
borderline.
Secondo me se finisci nelle mani dei psichiatri e ti marchiano in
quel modo scendi nella scala dei diritti come persona umana al livello
inferiore.
Alle volte non c' è nemmeno il diritto ad avere un opinione
sulle
cose, perchè diventa l'opinione o l'azione di una persona
"squilibrata"
"folle" "fragile psicologicamente" etc. e ci sono dei dubbi sulla
validità.
Per non parlare di quanta pena mi hanno fatto quella ragazza che ho
conosciuto che ha perso anche il suo bambino perchè senza
patner e in
difficoltà economica inoltre diagnosticata psichiatrica il
figlio suo è
stato affidato ad altra donna e non gli viene nemmeno detto dove
può
vederlo, almeno qualche volta.
Questa non è una violazione di un diritto umano? No, non lo
è,
perchè la persona in questione non è considerata
un essere umano come i
normali.
So che questo sistema di togliere il figlio senza darne notizia di
dove è finito è una pratica usata con le
prostitute che per vari motivi
hanno situazioni di m. tali che finiscono nell'assistenza sociale. Il
figlio è affidato ad altri e loro non possono incontrarlo
perchè una
prostituta come una schizofrenica può creare al bimbo delle
difficoltà,
la sua famiglia deve essere "normale" così è
probabile che anche lui
crescerà normale.
Veramente io ho conosciuto di persona queste due ragazze al centro
diurno e proprio sono convinta che nessuna madre secondaria
avrà potuto
dare più amore di quello che potessero dare loro, magari che
avessere
avuto la possibilità di fare una visita una volta ogni
tanto.
Invece erano lì zeppe di antidepressivi.
Sono dell'idea che se un cim si mette in mente di non mollarti e di
tenerti d'occhio la qualità della vita và a farsi
friggere, devi stare
sempre all'erta, e non so proprio chi ti può aiutare per
tenerteli
lontani.