No!Pazzia interattiva

forum-base - La mia apatia

elyssique - 26 Set 2004 - 12:10 AM
Oggetto: La mia apatia
Vorrei chiedere ai frequentatori di questo forum e ai sopravvissuti alla psichiatria di esprimere sinceramente un'opinione sul loro stato emotivo. Per potere confrontarmi. In sintesi io posso dire che dopo numerosi ricoveri diluiti in diversi anni e assunzione di psicofarmaci più svariati, mi sento come una persona non viva interiormente, soprattutto in questi ultimi anni, dopo vicende familiari tristi, come la perdita di mio padre, che mi ha procurato ulteriori crisi deliranti abbastanza forti.
Ora, la solitudine mi porta a cercare ancor più solitudine per non trovarmi come un pesce fuor d'acqua a contatto con le persone, con cui mi sento quasi a disagio, e che seleziono sempre di più. Certo con la gente ci sto per lavoro, ma cerco di non intrigarmi con gli altri e starne lontana il più possibile. Quasi che gli altri (il mondo) mi avessero deluso in generale, e non riuscendo a perdonare, non me ne faccio neanche una ragione.
Arrabbiata per i Tso che ho subito, per i ricoveri dettati dai familiari, per l'incomprensione e l'ignoranza che soggiace nella società verso persone come noi, forse a volte ipersensibili e soggetti a stress, cosa faccio? Mi rifugio in me stessa e non trovo più motivazione, stimolo o volontà a ricreare una vita almeno sufficientemente gratificante sotto l'aspetto sociale dei contatti umani.
Mi ritengo "anaffettiva" anche se so che è un termine tecnico, ma davvero non capisco questo mio cambiamento nel giro di qualche anno: è come se tutto fosse crollato, io scomparsa e cancellata dalla vita sociale. E ciò è da attribuire agli psichiatri, a me stessa, a entrambi: certo le sfumature possono essere molte, specialmente se consultando uno psicologo ti viene detto che "poi non vai così male" visto che hai un lavoro e una casa, peccato che mancano "gli altri" e la relazione con le persone. Questa condizione mi rende come un essere non vivente, e nessun desiderio mi porta a rigenerare me stessa, se non piuttosto qualcosa di peggiore, di autodistruttivo.
Vi succede qualcosa di simile?
Al di là delle varie diagnosi di cui è ricco ultimamente questo forum, riuscite a riflettere sulle vostre emozioni o non emozioni, quel che vi circonda, e raccontarmi i vostri commenti?
Elyssique
claudiomas - 29 Set 2004 - 08:15 PM
Oggetto:
questa sensibilità non é poi rara ma puo fare male .ci vendiamo troppo cara la pelle fino ad isolarci dal mondo che viene considerato troppo ottuso . la sola via d'uscita é riuscire a comunicare quello che sentiamo dentro e tanti c'e l'anno fatta , tipo nietsche stirner o jimi hendrix ,janis joplin , j morrison de andre o guccini o nirvana etc . leopardi , beethowen cosa li spingeva all'expressione pura dell'interiore? non certo l'indifferenza che vuol dire ciao aspetto di non piu esistere . anche se non dotati di estro sublime comunque non possiamo accettare la chiusura al mondo ,ed la presenza sul forum é già un indizio se ci si leva la maschera creata vedi che non siamo soli . per niente .ciao . claudio
DeepC0ma - 01 Ott 2004 - 10:12 AM
Oggetto:
Ciao elyssique, mi è piaciuto il termine "non viva interiormente", penso che il far diventare "non vivi interiormente" sia sempre l'obiettivo principale della psichiatria nonchè una delle basi per poter avere una vita rispettabile nella società in cui viviamo, questo dalle persone come noi in genere non è accolto con favore, ma è la mediocre condizione in cui vive la maggiorparte delle persone, indipendentemente dalle loro (spesso finte anche quando numerose) relazioni sociali.
elyssique - 03 Ott 2004 - 05:32 PM
Oggetto:
Grazie Deepcoma della risposta credo che tu abbia ragione, per farti vivere nei canoni la psiachiatria ti appiattisce e in genere essendo noi esseri un po' più sensibili degli altri cosiddetti "sani mentalmente" desideriamo magari andare a fondo e indagare il mondo in modo speciale e tutto nostro. Sì gli amici molte persone li hanno e fanno mille cose con loro, per non essere diversi dagli altri o semplicemente perchè lo fa la maggior parte della gente, ed io convengo però che anche isolarsi in modo narcisistico come sto facendo io non è neanche giusto verso se stessi, ma per evitare tante sensazioni sgradevoli di rabbia e noia preferisco sopportare questa solitudine, questo distacco. Beh poi ci sono anche altri problemi più contingenti che mi obbligano ad isolarmi, come ad esempio la necessità di riposarmi e restare lucida per affrontare il lavoro più serenamente. Oppure le ferite subite che non si rimarginano. Io credo che psicofarmaci come Ziprexa, che indica nel foglietto l'adattabilità contro il ritiro sociale non servano proprio a niente, sono situazioni che si devono superare parlando con gli altri - possibilmente chi come su questo forum ha già provato esperienze psichiatriche, ed è convinto che si possa farcela senza l'aiuto della psichiatria. Certo perchè se io andassi al cps in questo periodo e racconterei la mia situazione mi verrebbe somministrato Ziprexa e chissà cos'altro, dato che poi conoscendomi mi hanno schedata e non posso neanche aprire bocca per dimostrare qualcosa di diverso nella mia persona rispetto a tempo fa. Trovo molto tristi gli psichiatri, ultimamente che li ho allontanati davvero dalla mia sfera personale ed emotiva: non ci credo più. Forse qualche colloquio con uno psicologo potrebbe chiarirmi le idee, ma poi so che mi accorgerei che dopo anni di psicoterapia, prendere delle decisioni importanti con l'aiuto dello psicologo, sarebbe come tornare indietro e come prima cercare quel punto di riferimento, quel colmare il vuoto che da sempre è in me.
Elyssique
DeepC0ma - 07 Ott 2004 - 10:41 AM
Oggetto:
Ciao Elyssique, volevo aggiungere che c'è un'altra cosa che apprezzo della tua lettera, ovvero il tentativo di impostare nel forum un dialogo riguardante riflessioni su noi stessi e ciò che ci circonda. Penso che per noi sopravvissuti/ex utenti/utenti può essere molto utile il confronto di idee, esperienze ed emozioni, solo che purtroppo molto spesso tutto ciò come puoi vedere rimane lettera morta. Tuttavia se ti va sono disponibile a corrispondere via e-mail, in tal caso chiedi il mio indirizzo e-mail a Sandro che è l'amministratore del sito e scrivimi quando vuoi. Ciao!
elyssique - 08 Ott 2004 - 08:21 PM
Oggetto:
A Deepcoma
era proprio quello che volevo suscitare, un interesse verso noi stessi e gli altri, visto che dovremmo essere più sensibili, così sembra se ci si guarda un po' dentro con maturità e certamente è difficile fare questo perchè non si è abituati e il mondo che ci viene proposto spesso ci sposta da certi obiettivi, ma credo comunque che "sentire" noi stessi e gli altri sia importante se si vuole star bene e non cadere in momenti così vuoti che sembrano essere senza speranza.
In questo forum manca proprio un dialogo o uno scambio sull'essere, sull'esistere come persone, e non soggetti "mentali", al di là delle dispute che ogni tanto avvengono, ancora una volta tra persone che sostengono la psichiatria, e grazie alla determinazione di Sandro, credo che sarà possibile eliminarle, sarebbe utile che le persone che lo frequentano, continuassero a scrivere, anche più spesso, con spunti personali, per cercare di sviluppare un punto di self-help che possa migliorare la conoscenza di noi stessi, ma anche sostenerci a vicenda.
Vedo che già tu sei pessimista sulla cosa, si potrebbe comunque provare come ho già fatto io, e come avevi in un certo senso descritto la tua situazione alcuni mesi fa. Certo scriverci via mail può essere utile ma non è la stessa cosa che su un forum, perchè poi si rientra negli schemi della corrispondenza a due e non pubblica. Tuttavia so che è molto difficile parlare di se stessi, dei propri sentimenti, in un forum, questo potrebbe essere uno dei motivi delle poche risposte, a volte penso che è più facile sputare sentenze e giudizi sulla condotta degli altri. Nel frattempo ti scriverò e grazie della tua risposta. Elyssique
DeepC0ma - 11 Ott 2004 - 03:50 PM
Oggetto:
Ciao Elyssique, ...si, in effetti non sono molto ottimista ad ogni modo mi rendo conto che ci sono molti motivi che spingono gli utenti/ex utenti e sopravvissuti a partecipare poco o per nulla al sito e alle varie attività (e non solo a questo sito, dato che almeno in Italia non ho mai visto un sito o un movimento antipsichiatrico particolarmente attivo).
Per quanto riguarda quelli che sono ancora utenti è piuttosto ovvia la difficoltà che possono avere nel partecipare a qualsiasi attività che non sia avallata da psichiatri o familiari, questo a causa dello stretto controllo a cui in genere sono sottoposti e ai numerosi problemi giornalieri che devono affrontare senza contare le serie difficoltà di concentrazione causate dagli psicofarmaci che spesso rendono problematica qualsiasi attività intellettiva (ricordo ad esempio la fatica che facevo anche solo per concentrarmi a scrivere una lettera all'epoca in cui prendevo psicofarmaci).
Per quanto riguarda gli ex-utenti e sopravvissuti subentrano invece altri fattori, quali ad esempio il rifiuto di riavvicinarsi ad un qualcosa di doloroso che si cerca di superare e dimenticare (ovvero le questioni riguardanti la psichiatria, anche se "anti") e poi la paura di ricadere nella "trappola"; tutti noi che abbiamo avuto esperienze psichiatriche sappiamo quanto la famosa frase che spesso si sente nei telefilm polizieschi "tutto ciò che dirai potrà essere usato contro di te" rappresenta esattamente la realtà che si vive quando si ha a che fare con psichiatri o con familiari particolarmente "nocivi", ragion per cui immagino che molti che per miracolo o dopo immani sforzi riescono ad uscire dalla psichiatria abbiano tuttora paura di esporsi, raccontarsi, descrivere le proprie emozioni. Potrà anche essere irrazionale ma penso che molti sono frenati anche da questo, perchè in fondo quelli di noi particolarmente "svegli" hanno imparato negli anni che accondiscendere psichiatri e familiari e talvolta far buon viso a cattivo gioco è l'unico modo per uscirne alla svelta, esporsi invece in maniera diretta e portare avanti testardamente le proprie ragioni invece è il modo migliore per rimanerci dentro a vita. Si tratta di autocontrollo e autoinibizione, questo autocontrollo forzato che abbiamo imparato ad avere purtroppo però frena molti di noi anche dopo l'uscita dai ricoveri e dai farmaci forzati con le conseguenze che poi abbiamo sotto gli occhi, che tu stessa hai sotto gli occhi quando dici che a volte ti senti "non viva interiormente".
Tu però, come me, hai una buona capacità reattiva e di analisi, per questo riusciamo a dialogare e per questo proponevo una corrispondenza, questo ovviamente non significa che non voglio partecipare al forum, tutt'altro.
DeepC0ma - 12 Ott 2004 - 12:16 PM
Oggetto:
Ho provveduto a mandarti un messaggio interno contenente il mio indirizzo e-mail, se è stato spedito correttamente per leggerlo dovresti cliccare in alto su "hai 1 nuovo messaggio" o qualcosa del genere vicino a "profilo".
elyssique - 12 Ott 2004 - 10:51 PM
Oggetto:
Grazie deep ho ricevuto il tuo indirizzo, l'avevo anche chiesto a Sandro, ma tu sei stato più veloce. Ti scriverò. Ciao Elyssique
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