NO!PAZZIA ORGANIZZARCI


Pubblichiamo qui una copia della "Carta dei Diritti per la Salute Mentale" proposta in una assemblea pubblica da un settore della "Funzione pubblica" dell'organizzazione sindacale Cgil, a cui aderiscono psichiatri ed operatori di base (infermieri, operatori, assistenti sociale ...), prevalentemente dell'area di Psichiatria Democratica e basagliani.

Per quanto riguarda i "diritti degli utenti", che ci riguarda direttamente, c'erano molti pochi utenti a quella assemblea, quindi è più una 'carta' graziosamente concessa dall'alto, appunto dagli psichiatri dell'area basagliana, che conquistata dagli 'utenti'. Però in molti punti recepisce delle carte dei diritti invece contrattate - conquistate con lotte dai nostri confratelli di Usa e Canada (vedi qui il testo di una delle prime "carta dei diritti utenti salute mentale").

Ma cercando al solito, come fanno tutti gli psichiatri, di minimizzare e nascondere i punti cruciali, in modo da ottenere quella che gli psichiatri chiamano "compliance" cioè 'compiacenza' ai farmaci (vedi il loro scopo dichiarato "informazione .. al fine di promuovere la massima adesione al trattamento" cioè informazione di parte, distorta. Ma è nostro interesso questa informazione parziale, per ottenere gli psichiatri da noi questa compiacenza ai farmaci, data la non cura medica ma solo 'attutimento' di tutto il cervello, data l'assuefazione provocata dai farmaci e gli effetti negativi da loro provocati, effetti che aumentano progressivamente nel tempo quanto a danni, danni anche permanenti ed irreversibili (discinisia cioè di solito intrecciare parole e sbavare permanentemente, parkinson: trascinare gli arti e tremore alle mani) e talvolta mortali (sindrome maligna da neurolettici non diagnosticata -mortale; consistente aumento del rischio di morte per infarto) ?

PERCIO' : a proposito del "diritto ad essere informato" prima di poter dare il "consenso al trattamento", se non per il Tso però per i trattamenti "di mantenimento" nei "servizi territoriali di Salute Mentale" - pubblici e privati - e a casa, noi chiederemmo piuttosto una informazione esplicita sugli effetti a breve, medio e lungo termine dei farmaci proposti e sul tempo massimo da non superare previsto. ...

(copiata da "Consulta per la Salute Mentale" http://www.consulta-salutementale.it/ )


La Carta dei Diritti per la Salute Mentale della Fp Cgil

 

CARTA DEI DIRITTI DEGLI UTENTI

DIRITTO AD ESSERE INFORMATO sul disturbo mentale, sulle prospettive, sui trattamenti, sulle eventuali alternative e sulle prevedibili conseguenze delle scelte operate. L’informazione deve essere espressa in modo semplice e chiaro, adeguato alla situazione, tale da essere facilmente comprensibile, al fine di promuovere la massima adesione al trattamento. L’informazione a terzi è ammessa solo con il consenso esplicitamente espresso dall’utente e i dati personali devono essere tutelati in relazione alla disciplina della privacy introdotta con la legge 675 del 1996.

DIRITTO AL CONSENSO PERSONALE al trattamento che deve essere dato in modo libero, spontaneo, consapevole e attuale. Si può prescindere dal consenso solo quando previsto dalla legge, ed in particolare nel caso di trattamento sanitario obbligatorio e di stato di necessità.

DIRITTO ALLA CARTA DEI SERVIZI Ogni Dipartimento di Salute Mentale deve adottare la carta dei servizi con l’impegno di attuare un efficace sistema di informazione sulle prestazioni erogate e sulle modalità di accesso, e con l’indicazione per la raccolta e l’analisi dei segnali di disservizio e per il monitoraggio della soddisfazione degli utenti.

 DIRITTO AL TRATTAMENTO MIGLIORE POSSIBILE in relazione alle conoscenze scientifiche ed ai servizi previsti dal progetto obbiettivo tutela della salute mentale. L’approccio alla persona con disagio mentale deve essere globale e, ove necessario, con interventi integrati di carattere psicologico, sociale e biologico.

DIRITTO A NON ESSERE CONTENUTO e a non subire azioni lesive della propria integrità fisica e della propria dignità.

 DIRITTO A NON ESSERE ISTITUZIONALIZZATO La logica manicomiale deve essere superata in tutte le strutture psichiatriche pubbliche e private e a tal fine devono essere adottati  strumenti di monitoraggio, idonei indicatori di qualità e progetti individualizzati. Il Dipartimento di Salute Mentale deve realizzare l’integrazione tra il territorio e l’ospedale, con centralità del centro di salute mentale e limitazione dei posti letto ospedalieri.

 DIRITTO ALLA CITTADINANZA Le persone con disagio mentale devono avere accesso a tutti i servizi sociali essenziali ed in primo luogo ad uno spazio abitativo e ad un inserimento lavorativo, utilizzando anche la cooperazione sociale.

 DIRITTO ALLA PARTECIPAZIONE Le Regioni devono garantire la partecipazione – secondo precise e specifiche modalità – delle associazioni dei familiari, degli utenti, dei cittadini, del volontariato e delle altre forma associative impegnate nella tutela del diritto alla salute mentale, nelle attività relative alla programmazione, al controllo e alla valutazione dei servizi psichiatrici sia a livello regionale che aziendale.

 

CARTA DEI DIRITTI DELLE OPERATRICI E DEGLI OPERATORI

 DIRITTO ALLE RISORSE strutturali e finanziarie per rispondere ai bisogni di salute mentale dei cittadini, con garanzia almeno del 5% dei fondi sanitari regionali per le attività dei Dipartimenti di Salute Mentale.

 DIRITTO ALLA PARTECIPAZIONE per la costruzione delle linee gestionali e cliniche del proprio servizio, con modalità efficaci, strumenti certi e luoghi definiti.

 DIRITTO AL RISPETTO DELLE DOTAZIONI ORGANICHE ed al loro adeguamento, quale strumento indispensabile per erogare un servizio ottimale al fine di dare le risposte dovute a chi soffre di disturbi psichici e alle loro famiglie, a partire dalle problematiche presentate in età evolutiva.

 DIRITTO AL CONTRATTO INTEGRATIVO con la valorizzazione del ruolo svolto e delle diverse figure professionali in una logica dipartimentale.

 DIRITTO ALLA FORMAZIONE ed aggiornamento continuo, correlati alla operatività sul campo, come sostegno indispensabile alla programmazione ed alla qualificazione dei servizi, in particolare nell’ambito della prevenzione.

 DIRITTO AL LAVORO IN EQUIPE con la condivisione delle attività tra le diverse figure professionali e con l’integrazione di saperi e competenze in una ottica dipartimentale.

 DIRITTO AL LAVORO INTEGRATO tra operatori pubblici e della cooperazione sociale, delle fondazioni, sanità privata ed altri, nella chiarezza dei ruoli e delle responsabilità, e nel rispetto delle normative vigenti per la tutela di tutto il personale.

 DIRITTO ALLA TUTELA DELLA SICUREZZA sui luoghi di lavoro con la reale applicazione del D. Lgs. 626/94 in tutti i servizi e pubblici e privati e per tutte le attività, anche attraverso la valutazione dei rischi psicologici e l’eventuale utilizzazione dello strumento della mobilità.