EDITORIALE ANNO TERZO

Bilancio tre anni di no!pazzia

Sono oltre tre anni che questo sito è sul web. Passiamo ora ad una versione non più di quelle gratuite - ringraziando www.libero.it che finora ci ha ospitato come http://digilander.libero.it/nopazzia - ma 'dominio' cioè con nostro indirizzo diretto "www.nopazzia.it" e con nostre caselle di posta dirette - già ora attive redazione@nopazzia.it ; interattiva@nopazzia.it . Con quindi maggiore visibilità sul web e ai motori di ricerca.

Però le nostre forze editoriali non sono aumentate. Eravamo partiti tre anni fa in due-tre redattori residui di quel che restava del gruppo del Telefono Viola di Roma. Più che altro per non disarmare completamente come gruppo antipsichiatrico romano e coscienti che in altre nazioni più che i gruppi antipsichiatrici stavano andando con veemenza avanti i gruppi di ex utenti più o meno radicalmente critici della psichiatria. Quindi un gruppo di ex-utenti critici della psichiatria, per il momento prevalentemente attivi solo sul web. Con speranza che altri ex-utenti ed utenti dei "servizi di salute mentale" si aggregassero sia alla redazione di nopazzia che alla costruzione di una associazione italiana di ex-utenti ed utenti. Però questa crescita sperata non c'è finora stata, anzi purtroppo la redazione di nopazzia si è ridotta a uno-due. Ma sono però aumentate di molto le visite al sito e le email inviate alla redazione. Attualmente riceviamo oltre venti visitatori al giorno e tre-quattro email a settimana di richieste di informazioni - di utenti, di familiari, su cosa è la pazzia, sui 'farmaci', ..-

Perciò siamo piuttosto restii di aumentare anche gli impegni, in questa nuova edizione del sito no!pazzia. Anzi abbiamo tolto la sezione "organizzarci", dato che è già attiva una mailing list Utenti-exutenti-sopravvissuti e riteniamo prossimo anche un sito web organizzativo analogo, che quindi si incaricheranno loro di organizzarsi e fornire i materiali corrispondenti. No!pazzia resta quindi come sito d'informazione e controinformazione sulla pazzia e dintorni, sempre prevalentemente gestito da ex utenti, abbandonando aad altri gli iniziali intenti organizzativi.

Un bilancio di questi tre anni se è positivo come miglioramento del sito e del numero dei visitatori, è però negativo come situazione generale italiana degli utenti ed ex utenti dei servizi di salute mentale. Oltre che la minaccia attualmente presente di leggi peggioranti la attuale legge 180, appare in questi ultimi anni che gli ex utenti calino in percentuale rispetto gli utenti : pressoché tutti quelli che capitano nella sala diagnosi dei servizi di salute mentale, restano, ahimé, utenti perpetui del servizio !

La situazione attuale degli "utenti": tutti gli utenti dei servizi di salute mentale italiani restano tali in perpetuo?

Purtroppo questo appare. Stiamo cercando di avere dati più precisi. Ma grosso modo la statistica dell'istituto mondiale per la salute mentale, che il 30%-33% degli "impazziti" ritornino pienamente con i piedi per terra senza bisogno di 'attutimenti' permanenti farmacologici, pare che in Italia non sia verificata, che stiamo peggio, che restiamo in maggiore percentuale permanentemente 'trattati' dagli psichiatri del distretto di salute mentale, cioè permanentemente attutiti da farmaci.

Vorremmo tanto che questa costatazione fosse un nostro travisamento, che non sia così, che anche in Italia il 30% almeno degli schizofrenici, il 30% dei maniacali, il 30% dei maniaco.depressi, il 30% dei depressi, ritornino con i piedi per terra senza sottomissione permanente ai farmaci.

Ma invece quel che ci risulta è che i farmaci sono continuati per decenni, che insorgono pesanti debilitazioni fisiche, disabilitazioni fisiche e mentali, morti per infarto anche lieve, danni al fegato alla tiroide .. . E lavori per modo di dire, sempre più da disabili che da normali. Ma non per vera disabilità ma per disabilità conseguente ai farmaci per anni ..

E su questa somministrazione permanente e perpetua dei farmaci gli epigoni di Basaglia non sono da meno, anzi nei "trattati" nei distretti di salute mentale (DSM o CSM) con a capo un basagliano, è frequente che si stia peggio quanto a dosi e per-sempre dei farmaci che altrove.

Secondo chi scrive questo è il risultato pernicioso delle leggi di attuazione sul territorio della 180. - oltrechè della paura personale e incompetenza di fondo dei medici e psichiatri per ciò che è comunemente chiamato "pazzia". Dato che non c'è nessun controllo sulle dosi e sui tempi massimi di somministrazione dei farmaci, i nostri bravi psichiatri burocrati responsabili del distretto, pensano bene di andarci sempre con la mano pesante, nell'incerto è meglio abbondare a farmaci. Purtroppo i familiari qusi tutti disinformati degli effetti negativi a lungo termine dei farmaci, lasciano fare. Quando anche i familiari per scansare paventati danni temuti, anche i familiari chiedono dosi alte e permanenti. Su tutto questo stanno sopra le industrie farmeceutiche che disinformano continuamente spendendo soldi a josa in comparaggi permanenti in giornalisti compiacenti in ricercatori universitari adescati se non comprati, in ungere e riungere ovunque ..

Chi tutela in questa situazione la nostra salute ?

Non c'è nessuna struttura medica o legale che ci tuteli rispetto le "cure" effettuate dagli psichiatri che risultino più danneggianti che curanti.

Purtroppo anche alcune "cominità terapeutiche" private che si vantano critiche della psichiatria o basagliane o addirittura antipsichiatriche, di fatto danno psicofarmaci a dosi non basse e in perpetuo. Dato che così riducono il numero di personale necessario e la necessità che il personale sia competente ed attento ai nostri veri bisogni ..

Nessuno di noi mai guarisce, ma che importa a loro?

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In questo panorama totalmente negativo l'unica è non demordere, noi sopravvissuti ed ex utenti, continuare a controinformare, restare in piedi. Sicuri che prima o poi la verità esca a galla visibile: Non risulta nelle autopsie che noi siamo malati. Non risulta che ci siano differenze nei nostri neurotrasmettitori. Non risultano differenze nel genoma. Risulta solo l'interesse delle compagnie famaceutiche. Risulta la miopia e l'interesse degli psichiatri a continuare a vantarsi competenti senza esserlo. La miopia e la fifa dei familiari . La nostra presunzione. Il pregiudizio culturale e sociale. Il continuare la Medicina a concedere che gli psichiatri continuino a chiamarsi medici senza esserlo e permettergli di usare mezzi medici forti su tutt'altro che certo che malati (gli psichiatri sono solo guardiani e miopi paurosi presuntuosi burocrati con in mano un potere di attutire-danneggiare che non dovrebbe essere loro concesso senza adeguati controlli dei danni)

Roma 1 marzo 2003