NO!PAZZIA Fondamenti
Ci sono prove biochimiche per la pazzia ? - Ultime battute -per ora - del dibattito piuttosto mancato tra il Comitato Scientifico di Mindfreedom International e l' Associazione degli Psichiatri Usa - in Usa, - settembre / dicembre 2003
Il dibattito non è stato in contrapposizione diretta tra le due parti, e non per volontà di SCI International che invece l'ha cercato in tutte le maniere con telegrammi telefonate proclami radiotelevisivi lo stesso sciopero della fame, quanto per distanza e contegno di superiorità dell'American Psychiatric Association, che o ha nicchiato o ha risposto solo indirettamente, e sempre rimanendo sulle generali, mai riferendosi a prove e pubblicazioni scientifiche precise, che invece era la richiesta..
Lo sciopero della fame è stato in agosto inizio settembre 2003 scorsi in Usa, con la mobilitazione parallela di un comitato scientifico di appoggio scientificamente valido ed agguerrito, con lo scopo di protesta pubblica e mediatica contro la psichiatria e i suoi metodi, e in particolare richiedente alle principali associazioni psichiatriche Usa, di provare con dati scientifici la affermazione psichiatriaca corrente che per le principali "diagnosi" psichiatriche ci sia sottostante una malattia del cervello medica autentica, e che i trattamenti psichiatrici siano vera cura. Il comitato scientifico comprende tra gli altri Loren Mosher lo psichiatra creatore delle cliniche Soteria in cui per la prima volta al mondo si sono guariti schizofrenici senza farmaci e con la stessa percentuale di risultati favorevoli e stesso costo di cliniche convenzionali farmaco-basate, e Peter Breggin psichiatra conduttore di decennali battaglie prima contro l'elettrochoc ed ora contro i danni proovocati dagli psicofamaci neurolettici ed antidepressivi. [Vedi qui il proclama dello sciopero con le richieste delle "prove" di validità scientifica della psichiatria]
Inizialmente la American Psychiatric Association non aveva risposto alle richieste degli scioperanti di fornire prove scientifiche concrete della validità dei suoi metodi mezzi ed asserzioni. Poi una risposta molto generica e altezzosa. [Vedi qui la richiesta diretta del comitato SCI, la risposta vaga dell' APA, la controrisposta del comitato SCI]
Anche di fronte alla ripercussioni sui media dello sciopero, circa mese dopo circa la fine dello sciopero, l'American Psychiatric Association risponde con un documento più ampio ma dello stesso tipo quanto a generalità e non precisare dei suoi soliti e precedenti (sotto riportato). Il comitato scientifico degli scioperanti controrisponde (secondo file) [Riportiamo qui sotto questi due ultimi documenti, ricopiandoli da www.mindfreedom.org/hunger-strike, per i documenti precedenti vedi la già detta richiesta - risposta - controrisposta]
[Il colore rosso blu è una aggiunta di no!pazzia, per non fare addormentare e dare un pò di rilievo grafico ai punti secondo noi principali. Aggiungiamo in fondo una breve nota intitolata : Il re è nudo ? per chi non conosce la situazione e gli argomenti ]
| 26 Settembre 2003 - Documento della "American Psychiatric Association" su "Diagnosi e Trattamento dei Disordini Mentali"
Oggetto : DOCUMENTO DELLA AMERICAN PSYCHIATRIC ASSOCIATION SU DIAGNOSI E TRATTAMENTO DEI DISORDINI MENTALI Documento APA Per rilascio immediato: 26settembre 2003 n. del docum.03-39 Per informazioni contatta: Amy Levey , 703-907-8534 Hillarie Fogel , 703-907-8536 DOCUMENTO DELLA AMERICAN PSYCHIATRIC ASSOCIATION SU DIAGNOSI E TRATTAMENTO DEI DISORDINI MENTALI Negli ultimi cinque anni, la Nazione ha più che duplicato gli stanziamenti per lo studio del comportamento dell'uomo e del cervello, conducendoci ad una comprensione più ampia ed estesa dei disordini che affliggono il cervello o sono mediati da esso. Questo sforzo, compiuto sia da settori pubblici che privati della ricerca, e anche da diverse organizzazioni professionali impegnate a convertire le nuove informazioni sui disordini mentali in applicazioni cliniche, ha potenziato molto la nostra abilità a trattare con efficenza sia i disordini mentali gravi, che sovente rendono disabili, che i disordini di comportamento. I trattamenti messi in azione migliorano nettamente la qualità della cura e di conseguenza la qualità della vita di milioni di americani sia le persone che hanno un disordine mentale, sia le innumerevoli famiglie in cui un membro ha un grave disordine mentale o di comportamento. E' spiacevole che di fronte a questo notevole progresso scientifico e clinico, un piccolo numero di persone e gruppi persistono a mettere uin dubbio la realtà e le legittimità clinica dei disordini che affliggono il comportamento, la mente, il cervello. Una sfida recente ha contestato che la mancanza di test diagnostici di laboratorio in grado di confermare la presenza di disordini mentali, costituisca evidenza che questi disordini non siano condizioni della persona di valida competenza medica. Per quanto la direzione della American Psychiatric Association (APA) rispetta il diritto di individui ad esprimere impazienza per il passo lento della scienza, facciamo presente che lo studio del cervello umano è la sfida più complessa della storia della scienza. Quelle condizioni denominate "disordini mentali" che affliggono il cervello o sono mediate da esso, rappresentano disfunzioni di funzioni con il più alto alto livello di integrazione nel cervello umano, quali la cognizione e il pensiero, la regolazione delle emozioni, la funzione esecutiva cioè l'abilità del cervello a pianificare ed organizzare il comportamento. Le ricerche hanno mostrato che gravi disordini neurobiologici quale la schizofrenia rivelano anormalità della funzione e anormalità della struttura cerebrale (quale l'allargamento della regione ventricolare) che si ripetono. C'è una stringente evidenza che disordini quali la schizofrenia, il disordine bipolare, l'autismo - per nominarne alcuni - hanno una netta componente genetica. Allo stato attuale la scienza del cervello non è avanzata al punto che scienziati o clinici possano additare lesioni patologiche né anormalità genetiche facilmente riscontrabili, che possano servire come marcatori biologici ripetibili e predettivi di un determinato disordine mentale. Attualmente non possono in nessun caso essere rilevate lesioni anatomiche grosse come si fa ad es. per un tumore; piuttosto si è più vicini a provare che i disordini mentali rappresentino disordini della comunicazione intercellulare, o comunque interruzioni dei collegamenti neuronali. La ricerca ha anche chiarito i meccanismi di azione dei farmaci che sono risultati efficienti per la depressione, la schizofrenia, l'ansietà, la mancanza di attenzione, e i disordini cognitivi quali il morbo di Alzheimer. Queste medicazioni chiaramente esercitano influenza su specifici neurotrasmettitori, soccorrendo in maniera naturale la chimica del cervello per effettuare o regolare la comunicazione tra neuroni in regioni del cervello che regolano l'umore, il ragionamento complesso, l'ansietà, la cognizione. Nel 1970 il premio Nobel è stato assegnato ad Julius Axelrod, Ph.D., dell' Istituto Nazionale per la Salute Mentale, per la sua scoperta di come le medicazioni antidepressive regolano la disponibilità di neurotrasmettitori, quali la noripinefrina, nelle sinapsi o nell'intercapedine tra cellule nervose a contatto. In mancanza di uno o più marcatori biologici per i disordini mentali, queste condizioni di disordine sono definite da una serie di concetti. Questi concetti comprendono i disturbi sperimentati e raccontati dalla persona che ha il disordine mentale; comprendono il grado di disabilità associato alla particolare condizione; comprendono modi caratteristici di comportamento; riguardano deviazioni statistiche da normalità rispetto una popolazione di base standard per processi cognitivi, controllo dell'umore, e altri indici di pensiero emozioni comportamento. Come è rilevato nel Manuale Diagnostico Statistico per i Disordini Mentali [DSM-4, ndt], che è pubblicato dall' APA, la mancanza di test diagnostici di laboratorio non c'è solo per i disordini mentali. Il riconoscimento dell'emicrania è basato sull'averne i sintomi, l'esserci ipertensione è rivelato da una misura di devianza rispetto una norma di media fisiologica statistica. La definizione di colesterolo "alto" è stata spostata negli ultimi anni a più bassa avendosi imparato di più sul ruolo della lipoproteina (LDL) colesterolo quale fattore di rischio nelle malattie cardiovascolari e avendosi migliori e più efficienti medicazioni atte a ridurre il colesterolo LDL. Inoltre la mappatura del genoma umano sta spronando la ricerca dei geni e delle varianti dei geni che da soli o in combinazione possono portare al rischio dell'insorgere dei disordini mentali. E' molto probabile che una cattiva formulazione genetica abbia però bisogno del fattore scatenante di determinate situazione negative ambientali, per agire. E "ambientale" può essere sia eventi traumatici, come complicazioni prenatali od ostetriche, o altri fenomeni che agiscono od intereagiscono col cervello. Perciò i disordini mentali possono presentarsi quale effetto visibile di sistemi multipli in cui qualcosa è andato appena un pò storto. La mancanza di diagnosi basate su test di laboratorio per i disordini mentali, non sminuisce l'irrefutabile evidenza che i disordini di comportamento e mentali esigono una tassa devastante, emozionale e finanziaria, a persone, a famiglie, a comunità, alla nazione. L' Istituto Nazionale per la Salute mentale dà una stima del costo diretto (trattamenti e servizi clinici) e indiretto (perdita/diminuzione di produttività e mortalità prematura) di circa 160 bilioni di dollari all'anno, negli Usa. E lo studio basilare del Global Burden of Disease, condotto dagli scienziati della Harvard University su incarico dell' Organizzazione Mondiale della Sanità e della Banca Mondiale, ha trovato che i disordini mentali, suicidio compreso, sono il secondo dei gravami sulla società, solo dopo le malattie cardiovascolari, in società con economia di mercato come l' Usa. L'aumento della consapevolezza del gravame dei disturbi mentali e dei miglioramenti ottenuti dalla ricerca, ha contribuito ad un aumento focalizzato delle politiche di organizzazione e finanziamento per la salute mentale. Nell'anno trascorso il Presedente Bush ha identificato tre ostacoli che non permettono agli americani di avere le cure di salute mentale di cui abbisognano - lo stigma, le limitazioni ai trattamenti a causa dei finanziamenti insufficienti nell'ambito dei piani di tutela della salute, e un programma di fornitura servizi troppo frammentato nel campo della salute mentale. Ad aprile, la Commissione Presidenziale Nuova Libertà in Salute Mentale ha raccomandato strategie per rimuovere queste ed altre barriere per una migliore qualità, più appropriati servizi di salute mentale per tutti gli americani che ne avessero bisogno. L'APA è stata previlegiata nell'essere resa partecipe allo sviluppo del programma e ha fortemente sostenuto di richiedere alla Commissione Presidenziale Nuova Libertà "... di proteggere e ampliare i diritti delle persone con malattie mentali". Nei mesi ed anni prossimi, l'APA, insieme alla Lega Nazionale per i Malati Mentali (la potente associazione di familiari Usa, NAMI, ndt), alle comunità nazionali di clinica e ricerca in salute mentale, e al pubblico tutto, si sforzerà di realizzare la visione della Salute Mentale della Presidenziale Nuova Libertà, e non si lascerà distrarre da coloro che vogliono negare che i disordini mentali gravi siano autentiche malattie mediche accuratamente diagnosticate ed efficientemente curate. La Associazione Psichiatrica Americana è una associazione di specializzazione medica nazionale, fondata nel 1884, con 35.000 medici specializzati per diagnosi, trattamento, prevenzione di malattie mentali, compresi disordini per abuso di sostanze. Per più informazioni rivolgersi al sito web APA a 15 dicembre 2003 -- Risposta del Comitato Scientifico dello Sciopero della Fame per la Libertà in Salute Mentale, al documento del 26 settembre della American Psychiatric Association. da MindFreedom Support Coalition International E-mail: office@mindfreedom.org a James H. Scully, Jr., M.D., E-mail: MedicalDirector@psych.org Oggetto: Risposta al documento della American Psychiatric Association sulla Diagnosi e Trattamento dei Disordini Mentali del 25 settembre 2003, catalogato 03-39 Caro Dr Scully: Riteniamo che il summenzionato documento APA sia stato rilasciato in risposta alle questioni poste alla American Psychiatric Association, alla National alliance for the Mentally Ill, al Surgeon General degli Stati Uniti, dagli Scioperanti della Fame per la Libertà in Salute Mentale basata a Pasadena in California. Il comitato scientifico convocato dagli scioperanti ha scritto la presente lettera in risposta a tale documento APA. Abbiamo confrontato il contenuto di questo documento APA di 11 paragrafi con le domande poste originariamente dagli scioperanti e abbiamo in più aggiunto nostri commenti ad alcune questioni che il documento APA solleva. Gli Scioperanti della Fame per la Salute Mentale hanno, il 28 luglio 2003, scritto: " NOI CHIEDIAMO CHE VOI PRUDUCIATE evidenze scientificamente valide per quanto segue, o che altrimenti pubblicamente ammettiate ai media, ai responsabili governativi, al pubblico, che non siete in grado di farlo: "1. EVIDENZA CHE CHIARAMENTE STABILISCA la validità che la 'schizofrenia', la 'depressione', o altre 'maggiori malattie mentali' siano malattie del cervello basate su difetti biologici. "2. EVIDENZA DI ESAMI DIAGNOSTICI FISIOLOGICI - come scansioni radiografiche o test del cervello, del sangue, delle urine, genetiche, ecc -- che possano ripetibilmente distinguere persone con queste diagnosi (prima del trattamento con farmaci psichiatrici), da persone senza queste diagnosi . " Il quarto paragrafo del documento APA dichiara: Le ricerche hanno mostrato che gravi disordini neurobiologici quale la schizofrenia rivelano anormalità della struttura cerebrale che si ripetono .." Senza nessuna corrispondente citazione di ricerche, queste dichiarazioni non possono essere né accettate né discusse né respinte. Comunque nei paragrafi quinto, sesto e ottavo, il documento APA ammette l'assenza di "riconoscibili lesioni patologiche o anormalità genetiche" nei disordini mentali. Questa ammissione contraddice la precedente asserzione di "riprodocibili anormalità". Senza l'evidenza di una patologia del cervello non esistono basi per chiamare affaticamenti emozionali, comportamenti disturbanti, pensieri o percezioni unusuali, come "disordini neurobiologici" . Questo e altri simili termini linguistici negano che la situazione di affaticamento emozionale del sofferente possa essere una impostazione di reazione, di protesta, o di adattamento della persona nel suo contesto sociale importante. Una persona va compresa in termini di storia personale e di contesto sociale. Un disordine neurobiologico è conoscibile diversamente. La scelta dei termini usati è gravida di conseguenze. Comunque, il trovare dei markers ripetibili biologici, è solo il primo passo prima di poter concludere che i disordini mentali siano essenzialmente neurobiologici. Ad es. l'arrossire, una ovvia reazione fisica, non è causata biologicamente. La sua causa è una acuta situazione imbarazzante. I processi biologici rendono l'arrossire possibile ma non ne sono la causa. Nemmeno il caso di netto accordo tra processi biologici ed eventi fisici, come nell'esempio dell'arrossire, è sufficiente a far sostenere che i primi siano causa dei secondi. La ricerca psichiatrica è lontana dal mostrare una qualche ripetibile connessione tra disordini mentali e misure biologiche, ancor più lontana dallo scoprire alcunché di definitivo circa la natura dei disordini mentali. Consapevole di questi cattivi risultati, l'APA cita l'emicrania e l'ipertensione per illustrare che la mancanza di markers biologici (e quindi di test diagnostici fisici) non avviene soltanto per i disordini mentali e del comportamento. E' vero che la medicina non ha ancora trovato la causa di questi due disordini, per quanto ha sviluppato una misura molto ripetibile per la pressione del sangue. Però in altre branche della medicina disordini simili sono l'eccezione, mentre in psichiatria sono la norma. La Psichiatria è la sola specializzazione medica che tratta disordini senza markers biologici. Inoltre, l'ipertensione è considerata un sintomo valido di una malattia fisica perché l'ipertensione può degenerare in una malattia fisica più scoperta, persino nella morte. Non una situazione simile c'è in psichiatria. Ad es. persone diagnosticate con schizofrenia o con depressione maggiore spesso sono fisicamente sane: a meno che circostanze sociali o l'abbandono interferiscano negativamente, esse possono avere una lunga vita e morire delle stesse cause fisiologiche delle altre persone. L'APA conferma nel paragrafo sei che, data l'assenza di marcatori biologici, i disordini mentali possono essere definiti da "una varietà di concetti": "afflizioni sofferte e riferite," "grado di disabilità," "modi di comportamento," e "deviazione da norme misurate e misurata con metodi statistici." Appunto. L'APA però dovrebbe spegare come mai questi concetti sociologici - che sono appena in grado di definire situazioni quali povertà, discriminazione, o guerra - forniscono ora credibilità all'esistenza di "disordini neurobiologici." Quantunque l'APA riconosce l'assenza di anormalità genetiche, però proclama che "ci sono convincenti evidenze che esista una forte 'componente' genetica per la schizofrenia e altre afflizioni". Questa affermazione può sviare persone che non hanno letto le pubblicazioni scientifiche della ricerche descriventi questi riscontri di evidenza di situazione genetica. In realtà queste ricerche solo conteggiano la frequenza di casi di schizofrenia (diagnosticata secondo criteri di comportamento e giudizio clinico) e misurano la probabilità che questi casi possano presentarsi in determinati soggetti. Gli studi fatti sui gemelli e su adozioni che di solito l'APA cita in proposito della teoria di cause genetiche, sono infirmati da insostenibili presupposti teorici (ad es. i gemelli identici sono cresciuti nello stesso identico ambiente) e seri problemi metodologici (ad es. l'aver esteso la definizione di schizofrenia in modo da comprenderci anche casi che pochi considerano tali). Quel che rimane dei dati dopo aver tenuto conto e sottratto tali indebite manipolazioni, può essere ampiamente spiegato su base non genetica (Joseph, 2003; Lewontin, Rose, and Kamin, 1984; Pam, 1995). Gli scioperanti della fame per la libertà in salute mentale, chiedevano anche: "3. EVIDENZA PER LA DEFINIZIONE DEI LIVELLI DI BASE STANDARD neurochimici di personalità 'normale' neurochimicamente 'ben bilanciata', rispetto cui un eventuale 'squilibrio' neurochimico possa essere misurato e corretto con misure farmaceutiche. A questa richiesta non è stato risposto nel documento APA. Il documento APA avrebbe potuto precisare che i neuroscienziati non hanno finora stabilito un livello base quantitativo per nessun neurotrasmettitore (non esistono tuttora misure nemmeno lontanamente paragonabili alla valutazione della pressione sanguigna per controllare l'ipertensione), né hanno dimostrato esserci nessuno squilibrio biochimico correlato a individui diagnosticati malati mentali non-medicati (Breggin, 1991; Healy, 1997; Valenstein, 1998). Gli scioperanti della fame per la libertà in salute mentale, chiedevano poi: "4. EVIDENZA CHE UN DETERMINATO FARMACO PSICOTROPICO possa correggere un determinato 'squilibrio biochimico' considerato responsabile di una determinata diagnosi psichiatrica, e che non sia invece solo un non specifico agente alterante la fisiologia del cervello." Il documento APA afferma solo quel che ben si sa da almeno 50 anni, e cioè che "certamente le medicazioni esercitano influenza su neurotrasmettitori specifici .." Questa risposta afferma l'ovvio: tutti i farmaci che alterano la mente e il comportamento agiscono sul cervello. Comprese le droghe illegali alteranti la mente e il comportamento, per quanto finora nessuno ha sostenuto che esse correggono squilibri biochimici del cervello. A causa dell'impotenza del "Food and Drug Administration" [l'organismo federale Usa di controllo dei farmaci, ndt] ad esercitare il suo mandato di proteggere i consumatori da pubblicità ingannevole, le compagnie farmaceutiche fanno sconsideratamente cartoni animati pubblicitari che mostrano "squilibri" di neurotrasmettitori corretti da farmaci. Però, in assenza di prove scientifiche che confermino questi proclami, dovrebbe essere responsabilità ed etica dei medici di non fornire simili messaggi per giustificare la prescrizione di farmaci, e dell'APA di non accogliere nelle sue pubblicazioni tale pubblicità. Infine, gli scioperanti della fame per la libertà in salute mentale, chiedevano anche: "5. EVIDENZA CHE OGNI FARMACO PSICHIATRICO può ripetibilmente diminuire il livello di violenza o di suicidio." L'APA non ha dato risposta "6. EVIDENZA CHE I FARMACI PSICHIATRICI non aumentino invece il livello globale di violenza e suicidio." L'APA non ha dato risposta "7. ULTIMO, che riveliate pubblicamente le evidenze pubblicate nelle maggiori riviste mediche, ma non riferite nel grosso dei media, che rilevano un collegamento tra l'uso di alcuni farmaci psichiatrici e il sopraggiungere di modificazioni strutturali nel cervello." L'APA non ha dato risposta Nonostante usi termini quali "una evidenza stringente" e "la ricerca mostra", il documento APA non dà però alcuna citazione di pubblicazioni scientifiche. Questa stessa mancanza c'è stata anche nella prima lettera con cui il dott. Scully ha risposto al nostro comitato scientifico in data 12 agosto 2003. Associazioni dedicate alla ricerca e al trattamento di autentiche malattie, sono use provvedere prontamente a fornire agli utenti dati di referimento scientifico sulle basi patologiche dei loro malanni. L'APA, nonostante che sia una organizzazione di 35.000 membri, con un bilancio annuale di oltre 38 milioni di dollari, con una serie di associazioni alleate, che fornisce i servizi di salute mentale in tutto il paese, e ha convinto i paganti le tasse a fornirgli milioni di dollari per fargli puibblicizzare che gli psichiatri "trattano i disordini neurobiologici", ciononostante non è in grado di fornire una lista di una pagina una di studi scientifici pubblicati che sostengano le sue affermazioni. Invece l'APA continua a speculare su ritrovamenti futuri: "Si sta per provare oramai che i disordini mentali rappresentano disordini della comunicazione intercellulare, oppure che la circuitazione neuronale è interrotta." (Questa affermazione è un'altro riconoscimento de facto che non si è in grado di trovare neuropatologie nei disordini mentali.) L'APA usa termini come "complesso," "proprietà emergenti" e "sottile" quando descrive pesanti crisi emozionali e mentali. Dichiara: "il cervello umano è il più complesso .. oggetto di studio nella storia della scienza umana." Però questo linguaggio sulla complessità è completamente in disaccordo con il modello biologico che riduce la mente umana a una macchina. Dal tempo della scoperta della causa infettiva della neurosifilide cento anni fa, questo modello ha fallito a spiegare la causa di neppure uno disordine mentale. Ciononostante questo modello domina il sistema della salute mentale. Consapevole di questa assoluta incapacità a trovare cause, l'APA dichiara che il denaro fornito dal settore pubblico e privato "ha di molto aumentato la nostra abilità a trattare con efficienza i gravi, spesso disabilitanti, disordini mentali e del comportamento." Però indicatori importanti mostrano l'esatto opposto. Per la schizofrenia, un peggioramento della frequenza di ricadute e un incremento del numero delle persone diventate disabili caratterizza i risultati degli ultimi cinquanta anni (Hegarty, Baldessarini, Tohen, Waternaux, and Oepen, 1994; Whitaker, 2002). Per la depressione, è stato trovato un aumento dell'incidenza e della prevalenza. E veramente il documento APA dichiara che i disordini mentali "sono al secondo posto come gravame sociale, secondi solo alle malattie cardiovascolari" nelle nazioni avanzate. Forse il trattamento peggiora il disordine. Al massimo, il trattamento non aiuta: ora i ricercatori trovano che i farmaci più popolari, gli antidepressivi SSRI, funzionano solo leggermente meglio di placebo inerti (Kirsch, Scoboria, and Moore, 2002; Kirsch, Moore, Scoboria, and Nicholls, 2002). In aggiunta, risultati negativi nelle ricerche (sponsorizzate dalla industria) sono comunemente taciuti, mentre gli effetti negativi dei farmaci sono massicciamente sottoriportati nei giornali psichiatrici e dalla Food and Drug Commission (l'organismo Usa di controllo sui farmaci, ndt). Queste pratiche dubbie ma tollerate hanno creato una enorme svista sull'attuale efficienza dei trattamenti farmacologici. Invece di riconoscere la mancanza di progressi nonostante l'enorme spesa di fondi pubblici e privati, l'APA ha dimissionato la critica e nega con il "passo tranquillo della scienza" la realtà della sofferenza dei pazienti. Una autentica scienza costruisce ipotesi in modo da poter poi verificare se sono vere o false. In quest'ultimo secolo la psichiatria ha tirato fuori ipotesi su ipotesi sempre non controllabili se vere o false. Ora, nonostante non si siano trovate cause biologiche, non misurabili anormalità biologiche e relativi markers, non test diagnostici, non predizioni accurate della risposta ai trattamenti e della loro riuscita, l'APA ciononostante continua a dichiarare che i disordini mentali sono autentici disordini neurobiologici ... con cause troppo sottili da poterle attualmente determinare! E' molto difficile dire che ci sia stato un progresso rispetto altre non controllabili ipotesi, quali il complesso di Edipo. Insomma, i documenti APA rispecchiano meno "il passo tranquillo della scienza" che il passo del commercio: essi sono macchiati dai messaggi pubblicitari farmaceutici che saturano già i nostri media. Questo perché la APA non è una organizzazione indipendente. Un terzo del suo bilancio finanziario operativo proviene dall'industria farmaceutica. Le compagnie farmaceutiche dominano i suoi congressi professionali per promuovere farmaci. In aggiunta l'industria farmacologica promuove, dirige ed analizza molti studi farmacologici (Healy, 2003), e le riviste psichiatriche pubblicano i cosiddetti reports scientifici di questi studi farmacologici, che sono scritti con lo spirito di impiegati dell'industria o di firme di grido del marketing. Esperti in farmaci psichiatrici che non abbiano entrate significative dall'industria, è molto difficile trovarne. E la generosità dell'industria lega a se stessa molti praticanti la psichiatria (Editorial, 2002). Gli scioperanti della fame hanno chiesto all'APA "evidenze di base" che giustifichino la stretta alla gola del modello biomedico sulla salute mentale. L'APA non ha fornito nessuna evidenza al riguardo, il che spinge questo comitato scientifico a porre una domanda finale: su quale base la la società giustifica l'autorità concessa agli psichiatri, in qualità di medici, a costringere a farmaci psicoattivi, o a trattamenti elettroconvulsivi, individui che non lo vogliono, o a incarcerare persone che sia abbiano come anche non abbiano commesso atti criminali? Dal momento che, chiaramente, è solo su base di fede nei loro proclami secondo cui i loro atti professionali e le loro raccomandazioni sono fondati su scienza medica, che la società attibuisce loro una così straordinaria autorità. Sollecitiamo chi legge questo dibattito, persone normali, giornalisti, avvocati, pubblici ufficiali, a chiedere che siano date risposte meno vaghe a queste domande che abbiamo posto all'APA. Chiediamo anche al Congresso di investigare sulla menzogna di massa che le "diagnosi e trattamento dei disordini mentali" quali promossi da corporazioni quali l'APA e i suoi potenti alleati, rappresenti oggi in America. Firmato: Il Comitato Scientifico dello Sciopero della Fame per la Salute Mentale Fred Baughman, MD; Mary Boyle, PhD; Peter Breggin, MD; David Cohen, PhD; Ty Colbert, PhD; Pat Deegan, PhD; Al Galves, PhD; Thomas Greening, PhD; David Jacobs, PhD; Jay Joseph, PsyD; Jonathan Leo, PhD; Bruce Levine, PhD; Loren Mosher, MD; Stuart Shipko, MD Gli scioperanti sottoscrivono questo documento del Comitato scientifico. Lo Sciopero della Fame per la Libertà in Salute Mentale è un progetto di MindFreedom Support Coalition International. www.MindFreedom.org Riferimenti: Breggin, P. (1991). Toxic psychiatry. New York: St. Martin's Press. Editorial. (2002). Just how tainted has medicine become? Lancet, 359, 1167. Healy, D. (1997). The antidepressant era. Cambridge: Harvard University Press. Healy, D. (2003). Let them eat Prozac. Toronto: James Lorimer & Company. Hegarty, J., Baldessarini, R., Tohen, M., Waternaux, C., and Oepen, G. (1994). One hundred years of schizophrenia: A meta-analysis of the outcome literature. American Journal of Psychiatry, 151, 1409-1416. Joseph, J. (2003). The gene illusion: Genetic research in psychiatry and psychology under the microscope. Ross-on-Wye: PCCS Books. Kirsch, I., Moore, T. J., Scoboria, A., and Nicholls, S. S. (2002a). The emperor's new drugs: An analysis of antidepressant medication data submitted to the US Food and Drug Administration. Prevention and Treatment. Available: Kirsch, I., Scoboria, A., and Moore, T. J. (2002b). Antidepressants and placebos: Secrets, revelations, and unanswered questions. Prevention and Treatment. Available: http://journals.apa.org/prevention/volume5/pre0050033r.html. Lewontin, R. C., Rose, S., and Kamin, L. J. (1984). Not in our genes. New York: Pantheon. Pam, A. (1995). Biological psychiatry. In A. Pam and C. Ross (Eds.), Pseudoscience in biological psychiatry: Blaming the body (pp. 7-84). New York: John Wiley and Sons. Valenstein, E. (1998). Blaming the brain: The truth about drugs and mental health. New York: The Free Press. Whitaker, R. (2002). Mad in America: Bad science, bad medicine and the enduring mistreatment of the mentally ill. Cambridge: Perseus Publishing. |
|
|||||
NOTA esplicativa di no!pazzia : Il re è nudo ?
Per chi non molto in dentro agli argomenti in questione, la controversia di cui nella disputa di sopra va avanti da una quarantina d'anni, da quando nei primi anni '70 è nata la critica radicale alla psichiatria con Szasz, Laing, Cooper.
-- La controversia principale è sempre ferma sullo stesso punto nodale: le prove di effettiva malattia medica per "schizofrenia", "mania", "maniaco-depressione", "depressione". Tali prove (reperti di cellule e tessuti danneggiati del cervello, misure di squilibri biochimici nel cervello, comprovati riscontri di differenza genetica) gli psichiatri dichiarano sempre che le stanno per avere, ci sono forti indicazioni, qualcosa si ha già .. e gli antipsichiatri a controbattere che non ci sono vere prove, i primi risultati acclamati non sono stati confermati da misure successive, le misure sono infirmate da influenze esterne non scientifiche ... nonostante questa storica e attuale mancanza di riscontri, quasi sempre gli psichiatri mentono dando per certi quel che non lo è, in particolare la teoria che ci fossero deficienze nella concentrazione dei neurotrasmettitori primari è tuttora contrabbandata per certa a molti familiari, mentre da oltre venti anni risulta il contrario, ora contrabbandano per certa per certa che ci sia deficienza nei 'ricettori' dei neurotrasmettitori, sempre senza misure di prova valide .. . (vedi in no!pazzia /autori brani di E:S:Valenstein)
-- Un secondo punto di contrasto sono l'efficienza delle cure che gli psichiatri reclamano valide e gli antipsichiatri documentano quasi sempre e sicuramente sul lungo periodo di somministrazione se farmaci, danneggianti. (vedi in no!pazzia /autori brani di Peter Breggin)
-- Ci sono poi sempre nella disputa tra psichiatri e antipsichiatri gli effetti psicologici dannosi delle coercizioni fisiche, che però non è argomento esplicito in questa disputa.
Questa azione di SCI International riguarda essenzialmente il primo punto, la mancanza di prove di malattia secondo criteri medici standard. A questa richiesta, la psichiatria risponde nel suo solito modo, sostanzialmente mostrando indignazione ma di fatto nicchiando sui risultati concreti sui documenti sulle pubblicazioni di sostegno; e con parallele affermazioni di grande necessità di se stessa. E d'altra parte non può fare diversamente dato appunto che le prove non ci sono. Il Re come già nella famosa favola di Andersen, non può mai ammettere di essere Nudo.
[per la mancanza di prove nella letterature scientifica, anzi di prove al contrario, vedi nota bibliografica compilata recentemente da Loren R. Mosher, il creatore delle cliniche Soteria, direttore nel passato di biblioteca psichiatrica universitaria]
Anzi recentemente si sono aggiunte parecchie prove della dannosità dei farmaci, anche gli ultimissimi, riscontrati disabilitanti e spesso anzichè riducenti la pericolosità a se stessi a agli altri, di fatto la aumentano. [vedi file gli psicofarmaci neurolettici danneggiano .......]
Oltre al fatto parallelo dello stretto connubio tra psichiatria e industria farmaceutica, che distorce la ricerca, i dati di misura, le informazioni al grande pubblico, influenza i singoli medici, influenza le leggi .. . [vedi file di E S Valenstein in Autori]