NO ! PAZZIA
Lettera aperta agli Psichiatri dirigenti dei "centri d'igiene mentale", dei "centri diurni d'igiene mentale", dei reparti psichiatrici ospedalieri.

Niente Vi proibisce di abbandonare la teoria medico-psichiatrica corrente che la "pazzia" sia una malattia.
E adottare invece il punto di vista che sia un'opinione, una concezione del mondo molto personale adottata in via più o meno provvisoria.
Anche se talvolta questa concezione molto personale è accompagnata da blocchi psicologici o psicosomatici o allucinazioni, non risulta tuttavia mai una malattia organica, né una concentrazione abnorme di liquidi speciali nel cervello - i neurotrasmettitori. Niente di effettivamente malato, quindi; niente che non possa essere risolto autonomamente da noi stessi e dal tempo, o con aiuto esterno per comprensione della situazione particolare e aiuto concreto in proposito.

Perché restare fedeli a vecchie concezioni imparate all'Università, poi non confermate anzi contraddette da ricerche più recenti ?

Abbandonare quindi le costrizioni e i mezzi medici farmacologici !
Tanto più che nonostante le assicurazioni contrarie delle industrie produttici, tali psicofarmaci si sono rivelati - i vecchi ma già alcuni dati anche i nuovi /anno 2000/ - nettamente tossici.

L'utilizzo di mezzi coercitivi (reparti chiusi, psicofarmaci per forza nel reparto e a casa) sia è del tutto negativo come tipo di rapporto umano da persona a persona; sia è negativo perché non ci permette di effettuare  un tentativo di osservazione avanzata e quindi di autocorrezione delle nuove prospettive che (nell' "impazzimento") la nostra fantasia e il nostro ragionamento ci ha offerto. Cioè le prospettive che il processo d'impazzimento (secondo noi sempre positivo, almeno come orientamento personale) ci ha offerto, non possono essere provate, controllate e, se del caso, autonomamente rinunciate, a causa dei vostri psicofarmaci attutenti e debilitanti.

La paura corrente che "il pazzo" sia "pericoloso" non si rivela, alla luce della indagine statistica, giustificata. La "pericolosità" per fatti gravi commessi da dimessi da reparti psichiatrici non si rivela statisticamente maggiore di quella dei comuni mortali. [Raddoppia tale "nostra pericolosità" rispetto i "mai impazziti" se sopra gli psicofarmaci che ci date ci prendiamo - se lo facciamo è quasi sempre per tentare di risvegliarci dall'essere zombie perpetui a causa dei Vostri psicofarmaci- alcool o altre droghe]. Una indagine anche in Italia su questo punto della pericolosità è bene farla autonomamente, ma dopo di che, se l'indagine fatta negli Usa è confermata, o si è fiduciosi verso "il pazzo" o si declina l'incarico della sua "assistenza".
Chi è infatti il vostro assistito e da assistere ? noi "pazzi" o quei familiari impauriti o quei cittadini paurosi che a scanso di pericoli sospettati ma non provati ci vorrebbero sempre rimbabiti e debilitati dagli psicofarmaci? Voi siete "medici" al servizio di noi per la nostra salute o al servizio di loro, della loro tranquillità disinformata prevenuta pena di pregiudizi?

Vi preghiamo dunque di ricredervi da quanto imparato alle Università, di aggiornarvi; di passare a mezzi e metodi non coercitivi,  non farmacologici; di essere rispettosi dell'integrità della persona e del suo diritto alle proprie opinioni e alle sue autonome scelte.

                Gli ex  e  non del tutto ex, "pazzi"; gli attuali "pazzi" sotto Vostra cura.



A sostegno di quanto sopra, argomenti già ampiamente esposti in "La pazzia non è una malattia medica", facciamo di nuovo presente che:


NO ! PAZZIA  interattiva