(vedi altre precedenti letter.ricev e risp nov99 -dic00)
INDICE interattivo (aggiornato al 1 novembre 002)
-MODITEN depot altrimenti Tso. Ingrassato 40 Kg in tre anni. 28ttenne con conti in banca 20 sett 002
-PSICOFARMACI SMESSI TROPPO DI COLPO (laureato in filosofia, fratello preoccupato) 13agosto 002
-LA PAZZIA E' EREDITARIA ? 5 agosto 2002
-GENITORE con figlio definito psicotico in cerca di alternative agli psicofarmaci 11 luglio 002 e seg.
-BANCARIA SCONTENTA (anche avvocatessa, mette i psicofarmaci nella minestra al figlio) 15 magg 002 e seg.
-CARBONAIA ci scrive (esistenza della malattia mentale, psichiatria, 'curare', ..) 10 genn 2002
-Marino operatore salute mentale, dell'ex tel.Viola di Roma, a proposito delle proposte del centrodestra politico di controriforma psichiatrica, contro la legge 180 "Basaglia" 8 genn 2002 e seg.
-Marco 21 anni, crisi 'psicotica', la pazzia è morte?, .. 9 dic 001
-Giorgia 25 anni attacchi di panico, continuare il Prozac ? 2 dic 001
-PAULO COELHO e nuova legge brasiliana sugli internamenti psichiatrici
TRADUTTORI dal portoghese opportuni - settembre 2001
-PENSIONE D'INVALIDITA' ; A CHI CHIEDERLA 6 luglio 001
-FIGLIA CON PROBLEMI ; CHIRURGIA PLASTICA 17 aprile 001
-20 anni, apatia profonda, scientology 2 marzo 001
(vedi altre precedenti lettere ricevute e risposte - novembre 99 -dicembre00)
Moditen depot altrimenti Tso. Ingrassato 40 Kg in tre anni. 28ttenne con conti in banca 20 sett 002
Alle 06:01, venerdì 20 settembre 2002, hai scritto:
> Salve:Il mio nome e E** S** ho 28 anni, risiedo a B.,be vi
> scrivo perche ho trovato il vostro sito tramite delle ricerche su
> internet.Vi vorrei raccontare la mia storia ma credo che ci vorrebbero
> molti file,che ad ogni modo non farebbe che piaccere a me realizarli ed
> inviarveli.Io per il momento vi posso dire che mi trovo in una situazione
> di caduta totale,per quanto riguarda la mia vita. Per fare un riassunto un
> po di cosa mi è successo dovrei cominciare da qualche parte ,ma credetemi
> non saprei proppio da dovè.Percio vi elenchero la mia situazione attuale.
> Io gia da 3 anni,regolarmente ogni 15 giorni devo fare obbligatoriamente
> una iniezione di un Farmaco (moditen depot) altrimenti per ordini del
> medico psichiatra vengo ricoverato.Questa e la mia situazione limite,non ho
> piu abuto colloqui con lo pschiatra perche probabilmente dopo una lunga
> discuzione a capito che tutto questo che si sta faccendo nei miei confronti
> non e altro che una FARSA per farmi stare buono e che io non riesca ad
> avere la mia vita in mano.Dunque io in questi ultimi 3 anni ,sono aumentato
> 40Kg di peso,ho perso molto dell mio intelletto,non riesco ad avere la
> mente sgombra da pensieri cattivi specie negli ultimi mesi,e questo devo
> dire che mi fa molta paura perche mi chiedo da dove che mi vengono certe
> cose nella testa,non mi ero mai sentito cosi,sento la mia mente
> deteriorarsi sempre di piu,non riesco piu ad mantenere un raporto di
> lavoro,non riesco piu ad avere un rapporto sereno con altre persone senza
> avere pensieri che riguardino le stesse.Devo dire che Si Adesso io mi sento
> un pazzo. Piango tutte le notti perche non riesco a capacitarmi perche mi
> anno fatto arrivare a tanto,perche la mia mente ed il mio corpo si sono
> deteriorati cosi.Una mezza risposta l'ho trovata,non ho saputo scacciare il
> male che mi era vicino a suo tempo,ma non l'ho saputo riconoscere,o non ero
> pronto per combaterlo.Ad ogni modo la mia situazione e questa ,cioè:vivo in
> un condominio dove devo soportare costantemente insulti d'ogni tipo,ma
> detti cosi,dopo che mi sono girato a bassa voce,o in modo che io non
> capisca se sono rivolti a me,da parte degli integranti dell palazzo e
> dintorni.E a casa devo vivere,come dire? con Giuda e La Strega,non
> chiedendo mai troppo,ne da mangiare o per qualche svizio ,come le
> sigarette(vizio maledettamente preso nei ricoveri,cosi come il caffe).Forse
> vi sembrera strano che vi dica questo perche sarebbe normale prendersi un
> caffe ,o fumare una sigaretta,be non per me che ero un atleta a livello
> agonistico e mi è sempre piaciuta la vita sana e lo sport . Comunque forse
> mi sto dilungando in discorsi specifici che non hanno molto valore. Vi
> dico solo che el essere entrato in questo mondo schifoso di
> ciarlatani,droghe(le quali sempre mi hanno fatto paura) e dato dal fatto
> che qualcuno a deciso che fose la alternativa al "farmi fuori" SI Abete
> letto bene hanno deciso cosi al inizio del 92. Per non rendere credibile
> tutto quello che ho visto,che ho passato,che sapevo,Da problemi di stato,a
> quelli che possono sembrare futili di familia,hanno deciso di fammi tacere
> cosi,pian piano negli anni. Ed ora mi trovo qua,solo,senza niente,con il
> cuore a pezzi per le tante sofferenze,per le tante porte chiuse quando
> cercavo giustizia o una voce amica,o una inutile difessa da parte delle
> forse dell ordine. Oggi abere a che fare con me ,specialmente se è per
> farmi del male e un affare,dove si guadagna,da Auto Nuove,a Case a Conti in
> Banca abbastanza grossi.Ed il peggio di tutto che quelli che fanno si che
> tutto questo accada e gente che va in giro a convincere i cittadini, che
> stanno cercando di aiutarmi,che essi non sono,ne contro ,ne a favore,Cioè a
> detta di essi sono neutrali,ma per avere a che fare con me si deve passare
> prima da loro.E voi non riuscite ad imaginare quale sporco commercio e
> tutto questo,migliardi che girano a palate,anche a cosidette persone
> semplici,anche con credo religioso come cattolici,una specie di corruzione
> infinita e accesibile a chiunque con carta bianca. Be' scusate la
> rabbia,forse ci sara qualcuno con qui poter sprimere tutto il mio scontento
> tra di voi,ne abrei tante di cose da dire,ma forse a 28 anni sono o sembro
> gia un Vecchio al quale le parole che dice non valgono piu niente.Forse una
> volta ci sarebbe stata giustizia,forse tocaba a me farla. Purtroppo mi
> stanno convincendo sempre di piu gli insulti che ricevo ogni singolo
> giorno,solo che questi li ricevo da gente che a un cuore
> mezquino,misero,che conosce solo odio,ignoranza. Be' mi viene da dire che a
> questo mondo a vinto il male purtroppo. L'Amore sta rinchiuso in una
> stanza,solo,ferito,impazzito,chiachierato in mille bocche,che non lo
> lasciano in pace,condannato a subbire tutto quello contro cio che non a
> saputo battersi,ed e destinato a che cosa? Voi me lo sapete dire?
>
> "IO SINCERAMENTE HO PAURA ,TANTA PAURA"
> Tanti Saluti.
> E. S.
RISPOSTA :
E**,
non capisco se hai abbastanza soldi e ancora a tua disposizione (non ancora
interdetto legalmente), se è così
la prima cosa che devi fare è rivolgerti ad un avvocato. Ma non tanto per
denunciare od accusare seconde o terze persone (tutti gli avvocati sono molto
diffidenti in questo, specialmente se chi accusa è stato etichettato "malato
mentale" in passato o tuttora, hanno bisogno di prove concrete, potresti
trovare uno che ti spilla solo quattrini ..) quanto per difendere i tuoi
averi, se ne hai, contro possibili interdizioni da parte dei familiari. E
farti con ciò (farti assegare una rendita regolare dal totale) e o con il tuo
lavoro, una rendita indipendente dai familiari. Se riesci ad ottenere questo
punto fermo, l'indipendenza e l'autonomia economica, magari poter vivere anche
saltuariamente in un posto minimo ma tutto tuo, sei ad un buon punto. Se sei
indipendente puoi poi difenderti dalla psichiatria, puoi come secondo momento
chiedere la riduzione progressiva a zero degli psicofarmaci (è sempre molto
controproducente smetterli di colpo, sempre farlo gradualmente, passando
prima a pasticche, anziché depot, da ridurre molto lentamente - almeno ci
vuole sei mesi o più); se il tuo DSM non vuol farlo allora ricorrere al tuo
avvocato. Solo come terzo momento puoi fare le lotte e denunce che ritieni
giuste, ma tieni presente che in ogni caso la tua testimonianza è di regola
invalidata legalmente dal tuo essere stato "malato mentale". Se fai il terzo
momento come primo vai incontro ai guai in cui ora ti trovi. Ugualmente se
vuoi toglierti dalla tutela psichiatrica farmacologica se non sei abbastanza
indipendente e la famiglia ti denuncia, chiede di tenerti sotto psicofarmaci.
Purtroppo questa è la situazione con le leggi attuali, è meglio che la tieni
ben presente.
Inoltre tieni anche presente che quando si è in uno 'stato eccitato' - io lo
chiamo così, un essere molto teso, dormire poco, sperare in grandi soluzioni,
crederci -, è molto facile avere quelle che gli psichiatri chiamano
"allucinazioni" cioè sensazioni sensoriali, auditive visive odori e simili,
che in realtà non ci sono, sono una nostra creazione, una creazione del
nostro intelletto, ma quasi indistinguibili dalle vere. Molti di noi danno
loro un senso magico o religioso di verità assoluta, montandosi secondo me un
pò troppo la testa; prendendolo troppo o come segno favorevole
magico-religioso o come persecuzione contro di noi. Secondo me hanno un certo
senso giusto come direzione, ma non alla lettera, non vanno prese alla
lettera, è meglio non indugiarci troppo non confidarci troppo (secondo gli
psichiatri bastano ed avanzano per diagnosticarti "con problemi mentali" e
sei fregato !). Se ti pare che i vicini ti parlano contro, anziché rivoltarti
contro loro (sempre controproducente) è meglio secondo me se li schivi,
magari se riesci a cambiare casa .., quartiere-ambiente .. .
Se vuoi puoi passare la tua lettera ad un amico di Roma che sta facendo una
lotta più
accesa contro la psichiatria, ma rischia continuamente il Tso e
l'interdizione. Io sono per andare con i piedi di piombo, il gruppetto
no!pazzia attualmente è ridotto ad attivo il solo sottoscritto, stiamo
tentando di costituire una associazione italiana ma con pochissimie adesioni,
ognuno è preso dal suo problema o sfiduciato e le leggi ci sono contro ..
per no!pazzia
S.
(allegato indirizzo psicologa antipsichiatra a B. e amico più acceso antipsichiatra)
PSICOFARMACI SMESSI TROPPO DI COLPO (laureato in filosofia, fratello preoccupato) 13agosto 002
martedì 13 agosto 2002, Sa...ro ha scritto:
> Salve a tutti, vorrei un parere.
> Mio fratello ha sofferto due anni fa di un buffet delirante con paranoie e
> allucinazioni. E' stato curato con psicofarmaci e piscoterapia
> comportamentale, dopo due anni vedendo miglioramenti il dott decide di
> levargli le goccie. Il dott dice che e' guarito e che al max ha bisogno di
> psico-analisi.
>
> In realta' senza goccie il risultato e' : chiusura totale, non vuole piu'
> vedere gli amici, fa discorsi sconnessi, dorme poco, ha cominciato a
> diventare volgare e insultare le donne e ha perso i freni inibitori (gira
> in casa nudo o mangia dal piatto degli altri senza chiedere permesso).
> Adesso fa terapia con un altro dott (molto religioso) e da allora prega in
> continuazione o fa il gesto della croce (beninteso niente di grave ma e'
> pur un sintomo, no?). Anche questo dott sostiene che mio fratello non e'
> grave che siamo noi familiari a esagerare e che il fatto che parla ad alta
> voce di cose incomprensibili puo' essere segno di genialita' (e' filosofo)
> e il suo comportamento verso le ragazze e' una reazione al fatto che la sua
> amata lo ha lasciato appena scoperta la malattia.
>
> Ma io mi chiedo: tutto cio' lo sta allontanando dagli amici e in questo
> modo e' tagliato fuori dai rapporti sociali e di lavoro. Io non sono per i
> farmaci a tutti i costi ben inteso, ne' voglio un fratello sedato, ma cosi'
> mi sembra che stia andando verso una soluzione senza uscita... Non so se
> dare fiducia a questo ultimo medico o no....e in piu'vorrei chiedere cosa
> possiamo fare noi familiari per dargli un concreto aiuto?
>
> Grazie a chi mi rispondera'
> Sa....ro
RISPOSTA:
a sa...ro,
il medico avrebbe dovuto ridurgli le gocce (sicuramente un neurolettico) molto
lentamente, se prese da due anni almeno impegando qualche mese, fermandosi e
anche tornando ad una dose leggermente più alta se ansia (dovuta a
assuefazione) o se di nuovo "su di giri". L'avrebbe dovuto comunque decidere
coscientemente suo fratello, la dismissione; e prendendo anche proponimenti
paralleli opportuni, quali ridurre abbastanza nettamente eccitanti quali
caffé eccessivi - se non si dorme si va inevitabiolmente in palla: senza più
neurolettici gli eccitanti (anche sigarette, alcool, the, ..) prima quasi
senza effetto fanno ora molto effetto !!. (opportuno anche un gruppo di
auto-aiuto di utenti ed ex-utenti in cui qualcuno ha dismesso gli
psicofarmaci). L'industria farmaceutica (e i pieghevoli dei medicinali)
sostiene che i loro neurolettici ed antidepressivi non danno assuefazione, ma
all'antipsichiatria risulta il contrario: molti medici sbagliano in una
dismissione rapida.
Quanto al "su di giri", che mi pare sia il caso, tolto il freno del
neurolettico, è più facile ricaderci /o meglio si ricade ugualmente in nuovi
"deliri" anche con neurolettici, ma senza neurolettici è più visibile/ - ma
anche perché non si è ancora coscientemente elaborato il precedente "fuori
giri" bloccato dai farmaci. Bisogna rendersi conto personalmente e
coscientemente dei "fuori giri", imparare con l'esperienza, fare il prossimo
fuori giri più possibile culturalmente e socialmente ..
Purtroppo quelli che da fuori sono chiamati deliri appartengono spesso ad
investigazioni personali nel campo di una magia o di una religione
esperimentata in prima persona, specialmente se si è uno stato mentalmente
eccitato che dà spazio ad allucinazioni (voci visioni sensi alterati)
interpretate inevitabilmente in senso magico-religioso personalmente vissuto.
Per questi "viaggi" non ci sono guide culturali valide, secondo me; il
rifarsi a confessioni religiose o racconti di magia popolare è quasi
inevitabile ma infruttuoso, dà abbagli ed è culturalmente e socialmente non
più adeguato, ma quasi sempre non si ha altro ..
Che può fare la famiglia? Quasi di regola non può fare molto, il "viaggio
pazzesco" è una ricerca personale, anche un tentativo di distaccarsi dalla
famiglia per trovare un suo ruolo indipendente. Secondo me da una parte la
famiglia se può gli dovrebbe trovare/permettere uno spazio vitale minimo
indipendente, non più dell'autosufficienza, ma orari e tempi suoi, non starlo
a pressare, non stargli alle costole, non scrutarlo (di solito per parecchi
mesi anche talvolta anni); da un'altra parte simultaneamente assolutamente
non lascirsi coinvolgere dai suoi deliri, dirgli che sono convinzioni sue e
che ciascuno personalmente e la famiglia vuole tenercisi fuori.
(Personalmente il sottoscritto ex schizofrenico con ampie lunghe
allucinazioni, ha trovato buono alternare periodi di vita in famiglia a
periodi di vita autonoma fuori di essa, un piccolo appartamento in
periferia). Quel che i familiari debbono tenere sempre presente è che molto
spesso le convinzioni pazzesche si sciolgono da sole come neve al sole, i
deliri abbastanza rapidamente cessano da soli; se permangono è più che altro
per affermare una propria identità contro l'esterno. Inoltre che la ritenuta
"pericolosità" è più un effetto della montatura dei media - sempre i fatti
dei pazzi riportati in primo piano - che una realtà statistica. Ritenerlo
quindi responsabile di se stesso, lasciarlo fare con un buon margine. Alla
fine sono effettivamente affari suoi, se la famiglia riesce a lasciarlo
distaccare e distaccarsene è molto meglio. Preoccuparsene troppo non è di
aiuto né alla famiglia né a lui.
Quanto alla socializzazione sia di lavoro che vita sociale i pochi dati a
disposizione dicono che a lungo andare, anni ed anni, la vita sotto
neurolettici è sempre più da isolati: solo nel breve periodo (i primi mesi) i
neurolettici danno buoni risultati, poi tutto progressivamente si rovescia
.. (Vedi libro di Elliot Valenstein consigliato nel nostro sito, nella parte
da noi tradotta mi pare c'è qualcosa). E' vero che senza neurolettici può
restare un "pazzo di quartiere urlante" o "barbone vagabondo" a vita, ma con
i neurolettici diventa uno zombie bavoso incapace di tutto (i nuovi 'atipici'
se danno meno effetti parkinson -l'andatura e i riflessi da zombie-, però
ingrassano e danno fastidi al fegato o ai reni a secondo dei tipi) è lui che
deve scegliere. Quindi assolutamente la scelta dei neurolettici si o no va
data a lui, informandolo bene e senza pressioni esagerate.
Per no!pazzia
S. C
[Ps: se è un filosofo può pure guardarsi le posizioni dei "nuovi filosofi"
francesi Deleuze Guattari Darrida, in particolare il concetto di
"singolarità" per ogni persona, ogni persona è una "singolarità" .. vedi
"schizoanalisi" nel sito www.schizo.it
LA PAZZIA E' EREDITARIA ? ( 5 agosto 2002 )
Vorrei sapere se la pazzia è anche ereditaria. Grazie. M.M.
RISPOSTA:
M..o,
per rispondere al tuo quesito esaurientemente ci vorrebbero pagine e pagine, innanzi tutto partendo da se quella che è chiamata "pazzia" esiste veramente in quanto malattia scientificamente riscontrabile o no (noi sosteniamo di no, che si tratta solo di un giudizio negativo su opinioni e comportamenti non accettati dalla cultura corrente, quali convinzioni di tipo magico o religioso personali su sé e sul mondo, importanza esagerata di sé .. .). In questa ottica l'ereditarietà talvolta riscontrata sarebbe solo di convinzioni e comportamenti eccentrici o 'strani' ripresi dai nipoti .. . L'analisi medica scientifica di riscontri ereditari non c'è perché già non c'è il singolo riscontro medico che dice se uno è pazzo o meno (né risultano tessuti diversi o danneggiati nel cervello e nemmeno concentrazioni abnormi dei neurotrasmettitori). In effetti le vantate 'prove' di ereditarietà tradizionali riposano essenzialmente su ragionamenti indiziari. In particolare sulla cosiddetta 'prova' dei gemelli identici, dato che risulta che se uno dei due è 'pazzo', c'è una elevata frequenza che anche l'altro lo sia (oltre il 30% dei casi). Sostengono che quindi deve esserci un gene comune ai gemelli -non ancora identificato- malato. L'argomento contrario sostenuto dagli antipsichiatri (vedi ad es. P.Bregghin : "Toxic Psichiatry" , quasi un intero capitolo dedicato) è che la frequenza abnorme è dovuta al fatto che la convinzione pazzesca, cioè la pazzia, dipende dall'ambiente di vita e i due gemelli vivono nello stesso ambiente, questo basta a spiegare. Un genetista di livello mondiale riconosciuto, R.C.Lewontin, sostiene la toria antipsichiatrica cioè che la prova dei gemelli non è sufficiente a sostenere l'ereditarietà della pazzia (in italiano un suo libretto da Laterza, ma non è quello centrato sull'argomento, vedi nostra bibliografia in no!pazzia "La pazzia non è una malattia medica"). Annunci recenti di geni trovati non superano per ora il lancio giornalistico, perché la prova sia scientificamernte valida ci vuole altro che pochi casi, ci vogliono riscontri e controprove .. / a parte che il giudizio se il tale sia malato è sempre non basato su dati scientifici .../ Va tenuto presente che i ricercatori sono in gara, il primo che effettivamente trovi qualcosa - finalmente un aprova sulla 'pazzia' !- si becca finanziamenti a volontà e il premio Nobel. Inoltre le industrie farmaceutiche sostengono tutte le teorie di vera malattia medica / e la necessità dei loro farmaci / con enormi finanziamenti e distorsioni ..
No!pazzia
[Se conosci l'inglese ti consigliamo il libro di R.Breggin citato e quello di R.C.Lewontin: "Not in our genes"]
GENITORE con figlio definito psicotico in cerca di alternative agli psicofarmaci (11 luglio 002)
Sono un genitore che da più di un anno vive con un figlio definito psicotico dalla psichiatria ufficiale. Non sono d’accordo con le cure (clinica e neurolettici) propostimi ancora.
Non riesco comunque a trovare una valida alternativa. Tengo un diario che forse può interessare.
Cosa mi potete consigliare?
RISPONDIAMO:
Di solito è difficile che un familiare possa accettare un "pensiero diverso" fatto proprio da un congiunto, lo ritiene sempre un "impazzimento" da curare da togliere da tornare a prima. Invece è una nostra nuova concezione del mondo e di noi stessi nel mondo da noi da poco adottata, e non l'abbandoniamo tanto facilmente. Inoltre è quasi sempre anche un volersi distaccare dalla vecchia famiglia di origine, un cercare una propria strada fuori da essa.
Se riesce ad accettare questo punto di vista, che suo figlio sta cercando autonomia e lei come genitore deve cercare di permetterglielo, può aiutarlo. Ma significa anche che deve farsi più di prima (dell' "impazzimento") da parte, e non come ritiene la maggior parte dei genitori "cercare di aiutarlo" di solito invasivamente con continue attenzioni cioè quasi ossessivamente.
Può succedere - non so se questo è il caso - che noi chiediamo sostegno alla famiglia, spesso c'è chi sperpera facilmente soldi : questo è dovuto perché noi riteniamo di essere aumentati d'importanza, di ruolo, ma spesso nemmeno noi sappiamo che pesci pigliare: la famiglia e lei in particolare se questo fosse il caso, non deve cadere in questo equivoco, deve rimanere in un ruolo di fermo distacco, senza concedere nulla più di quanto prima dell'impazzimento.
Cioè non preoccuparsi più di tanto, e nemmeno concedere più di prima.
Non so dirle altro.
E' senz'altro anche possibile [statisticamente spontaneamente in oltre il 30% dei casi, senza nessun interventi di psichiatri né psicoterapeuti] che le convinzioni "pazzesche", cambiando o migliorando la situazione di vita circostante - amicizie, relazioni, lavoro - svaniscano come neve al sole / o meglio sono abbandonate avendo trovato altre relazioni, .. altro di meglio da fare ..
Se suo figlio si è assuefatto (lo è se più di alcuni mesi che li prende) agli psicofarmaci neurolettici, questo è un guaio aggiuntivo, perché ben presto perde di iniziativa e volontà: E' vero che è più difficile che vada di nuovo "fuori di testa", ma anche più difficile che combini qualcosa nella vita .. . Se e solo quando suo figlio ben informato a proposito degli effetti a lungo termine dei neurolettici, decidesse di (molto progressivamente, a gradini successivi) di smetterli, questo a mio parere sarebbe meglio. Anche se probabilmente riimpazzirà (ma questo può succedere anche sotto dosi medie di neurolettici !), ogni impazzimento successivo è secondo me (secondo la mia esperienza) meno divergente dalla situazione circostante, più possibile - compatibile.
Mantenga comunque una posizione di fermezza ed una certa distanza non preoccupata : noi siamo responsabili, andiamo ritenuti responsabili di quel che facciamo !
Saluti
no!pazzia
(chi risponde è un ex schizofrenico)
[quanto al suo diario, avrà possibilità di farlo conoscere in seguito, meglio secondo me interferire poco ora ...]
GENITORE con figlio .. precisa (le nostre email si sono incrociate in aria ..)
Cari signori,
Sono padre di un giovane che attualmente ha 21 anni e che soffre di “turbe psichiche” da ormai quasi due anni. Definito dagli psichiatri come psicotico paranoico con tendenza possibile alla schizofrenia nel gennaio 2001, abita ora con noi. Non accetta di stare male, fuma marijuana e beve alcool, pittura qualche lavoretto anche se pochi. Dopo il primo impatto durato circa due mesi (ricovero coattoin clinica) in cui ha preso prima dell’ Aldool (una settimana, poi del Risperdal (2,5 mlg al giorno) li ha rifiutati uscendo dalla clinica (dopo un mese circa). Sta tranquillo quando fuma, ha crisi di rabbia quando smette, soprattutto dopo il fine settimana in cui beve. Sembra abbia preso il ritmo di qualcuno a cui va bene una vita noiosa e in balia delle sensazioni del fumo. Noi dobbiamo accettare saltuariamente le sue fobie, le sue rabbie verso di noi, i suoi pensieri legati a fantasie spesso macabre. Non accettando di farsi seguire dai dottori, psichiatri e non ho cercato, finora invano qualcuno che lo potesse avvicinare indipendentemente da noi, visto che il nostro aiuto lo rifiuta. Fino a oggi non ho trovato nessuno. La possibilità di motivarlo a fare un’attività, un viaggio,..
Faccio notare che sono attualmente contrario ai neurolettici.
Avete qualche consiglio, indirizzo, idea, testo che mi possa aiutare?
RISPONDIAMO
(scusate lettori, abbiamo per ora la email in un altro computer, la allegheremo a breve ) (ci sono anche email successive ..)
BANCARIA SCONTENTA (anche avvocatessa, mette i psicofarmaci nella minestra al figlio) 14 magg 002 e seg. (tre email)
il 14 maggio ci scrive:
> > COMPLIMENTI ANZITUTTO PER IL SITO
> mi rivolgo a Voi perchè credo di trovare ben più di quanto i primi
approcci medici mi prospettino.
> >
> > credo che mio figlio sia pazzo, e per la verità l'ho sempre pensato fin
da piccolo, in quanto ha sempre tenuto atteggiamenti particolarmente
aggressivi e ha usato il linguaggio in maniera impropria.
> Gli sono stati somministrati neuroelettici fin dalle elementari in quanto,
altrimenti, a scuola non lo sopportavano (e nemmeno a casa si sopportava,
tant'è vero che alla prima occasione suo padre se n'è andato e non lo ha
voluto più vedere)
> in questi anni ho combattuto una dura battaglia contro i suoi problemi
caratteriali e quando credevo, con la fine in bellezza delle superiori ed un
buon inizio di università, che il peggio fosse passato, ci è stato il
crollo.
> E' chiuso da quattro mesi in casa e crede di aver trovato la soluzione
alle sue insicurezze facendo domande, giorno e notte a I CHING -libro di
antica saggezza orientale - che ritiene riuscirà a dargli tutte le risposte
che gli serviranno a vivere senza sbagliare.
> Condivido in buona parte quello che scrivete: ma Valerio ha 21 anni e ha
> improvvisamente abbandonato gli studi e non sa proprio che cosa fare in
attesa che da quel libro esca la soluzione sul che fare
> non sa nè se vuole studiare, nè che lavoro fare, non ha interesse a nulla
fuorchè alla pratica di TAOISMO dalla quale pensa di trarre poteri sovrumani
in futuro.
> > l'oracolo che non lo farà più sbagliare.
> > come posso aspettare che passino anni così fino a che non ritrovi,
forse, da solo la sua strada?
> >Vi ringrazio anticipatamente per qualsiasi risposta mi possiate dare.
>
> > Bancaria Scontenta
> P.S. gli sto somministrando un neurelettico da un mese a sua insaputa, ma
non mi sembra servire proprio ad altro che a renderlo stanco>
RISPONDIAMO (15 maggio 002):
Sinceramente, Bancaria
alla prima e anche alla seconda occhiata alla sua lettera, questa mi è parsa
uno scherzo o una provocazione di un appartenente al gruppetto di persone
che sono fanatici della manodura con i 'pazzi' e degli psicofarmaci a scialo
(da dare a noi), che ogni tanti ci mandano simili email.
Ma forse non è così e la sua lettera è vera.
In tal caso, faccio subito presente che suo figlio può denunciarla alla
magistratura per questi psicofarmaci neurolettici nella minestra, che non
possono essere così somministrati ad un maggiorenne. Circa gli effetti di
questa da lei malriposta fiducia negli psichiatri e negli psicofarmeci - e i
loro veri effetti - la invitiamo a leggersi le memorie autobiografiche di
Schizo Anonime, presenti nel nostro sito sotto "sopravvissuti", analogamente
sospettato di pazzia da bambino.
Il linguaggio "improprio" ! dipende dalle persone frequentate e non dal
cervello !
Il punto principale è se suo figlio deve diventare una persona autonoma che
va su una sua via autonomamente scelta, o la realizzazione in terra delle
aspirazioni della madre (piuttosto secondo il sottoscritto matrigna). Quasi
sicuramente questo rinchiudersi nei Ching è sia un modo di reagire ad una
situazione esterna sfavorevole (amore andato male, scuola che non interessa,
...) che giusto contrastare le imposizioni familiari facendo il contrario
(un giovane per diventare adulto deve diventare indipendente anche dalla
famiglia). Se è così, tiri lei le conseguenze. In particolare che senso ha
dare neurolettici che sono sempre e solo droghe attutenti il funzionamento
generale del cervello, mai cura di uno squilibrio biochimico che mai risulta
esserci, nemmeno nelle peggiori diagnosi psichiatriche - nonostante quel che
asseriscono gli psichiatri che da decenni e decenni spacciano le loro
ipotesi per realtà, danneggiandoci sempre.
Se vuole fare la madre e non la matrigna, butti subito via gli psicofarmaci;
dia un pò di tempo -come minimo alcuni /o parecchi/ mesi- a questo figlio di
riprendersi dalla situazione esterna sfavorevole in cui si è imbattuto; non
interferisca con le sue scelte generali e particolari. Se parla a parolacce,
se per attività di vita sceglie di andare a scaricare merci al mercato, è
sempre una vita più che degna di essere vissuta, senz'altro migliore di
rimanere zombie a vita - che è il probabile se non l'unico effetto della
psichiatria farmacologica. Cosa è meglio: una possibile 'pecora nera', o un
automa sbavante strascicante sempre ciondoloni incapace di scegliere e
decidere, a vita (sono gli effetti 'collaterali' ma in realtà principali
discinesia e parkinson e sociali quasi sempre provocati dai neurolettici
dopo anni di somministrazione). Questo è il suo dilemma!
Con poca stima
No!Pazzia
BANCARIA SCONTENTA riscrive
purtoppo è tutto vero
sono un avvocato e so che cosa rischio
ma prima di tutto sono una madre disperata.
ho letto nel vostro sito che possono somministrarsi i neuroelettici per qualche mese se uno è proprio fuori della realtà: per questo mi sono indotta a questa cosa orribile.
Lei non immagina quanto soffro: vedo mio figlio smettere di vivere, abbandonare gli studi e chiudersi in casa a domandare a I CHING se deve pisciare in piedi o a sedere.
anche stamattina non è andato all'università, perchè l'oracolo ha decretato che c'erano "troppi tranelli".
quando dico che faceva un uso improprio del linguaggio, mi riferisco al fatto che diceva : "1,2 ,3 T" rifiutandosi di pronunciare il 4.
tuttora usa l'italiano dando alle parole un significato diverso da quello che hanno e la cosa è andata peggiorando nell'ultimo anno.
che i medici capiscano poco l' ho sempre saputo: che non abbiano scrupoli pure.
non hanno capito nè psicologi, nè psichiatri fin da bambino che quel non voler pronunciare il 4 e tanti episodi similari era sintomatico di un disagio che prima o poi sarebbe esposo, come ora è successo.
Di pazza prendevo io che facevo presente che qualche cosa non andava.
Ora come faccio ad aiutarlo visto che non vuole essere aiutato, perchè crede di avere lui la chiave di volta di tutto l'universo.
Ogni tanto però si lascia sfuggire che "I Ching gi ha insegnato come combattera la paura": dunque ha paura , anche se subito dopo lo nega.
non vuole decidere, non vuole decidere, non vuole studiare, non vuole lavorare, non vuole ricevere gente, non vuole andare a fare qualche viaggio all'estero.
vuole solo fare continuamente domande con il riso: 700/1000 domande al giorno e anche di notte finchè non cade sfinito.
ma lei si immagina anche di lontano che dolore posso provare io che devo cercare di sorridere e anche di lavorare (perchè se non si chiude la baracca)?
e dopo di me chi lo aiuta ? chi lo assisterà?
chi mi dice che ce la farà a ritrovare se stesso?
era questo l'aiuto umano che chiedevo a voi
la ringrazio comunque
Bancaria Scontenta
RISPONDIAMO:
ma se suo figlio ha vent'anni ! ha il diritto e la necessità di fare quel che gli pare, di esplorare il mondo a modo suo, e non quel che ritiene giusto la madre troppo apprensiva. Pure io ho passato un periodo in cui credevo che le scelte con i tarocchi o i ching fossero da tener presenti. Poi visto che non cavavo un ragno dal buco, ho smesso. Ma solo dopo aver tentato per mesi e mesi. L'esperienza è madre.
e dopo di me chi lo aiuta ? chi lo assisterà?
chi mi dice che ce la farà a ritrovare se stesso?
Tenga sempre presente che quel che è chiamato 'impazzimento' è un cercare se stesso, un proprio ruolo nel mondo (il precedente ruolo non è risultato buono valido! - lei non può fare proprio niente con consigli e simili, l'unica è dargli fiducia e autonomia - e accettare anche un mestiere od attività non "per la quale". Il "per la quale", si rassegni, è di solito abbandonato ma per una vita più centrata su se stesso /sempre che non rimbecillito dagli psicofarmaci). Perchè vuole fare la madre senza fiducia e disperata ? (Secondo Loren Mosher, quello delle cliniche Soteria - vedi l'indirizzo del suo sito web nella nostra pagina dei link- spesso è più opportuno dare un tranquillante ai familiari che un neurolettico al 'paziente'. Comunque visto che ha una cultura adeguata, si informi sulla consistenza scientifica che quella che è chiamata 'pazzia' sia un vera malattia. Noi riteniamo che sia solo una opinione, non accettata dall'entourage, e con un ampio pregiudizio socio-culturale contro.
Saluti
no!pazzia
(chi scrive, diagnosticato schizofrenico, mi sono probabilmente tirato fuori proprio perché dopo i due o tre "Trattamenti Sanitari Obbligatori" oramai vent'anni fa, ho sempre buttato via gli psicofarmaci (neurolettici) la settimana dopo. Una cosa è subirli qualche settimana, una cosa mesi e mesi: è vero che non si urla e non si fanno cavolate ma nemmeno si è in grado di riconoscere i propri torti, decidere quasi niente ... )
BANCARIA riscrive ancora:
mi sembra che non ci siamo ancora capiti.
Il "per la quale " non è mai stato in discussione.
mio figlio non è mai stato costretto a nulla. memore di come io stessa avevo mal digerito e tuttora rinfaccio quello che mi è stato imposto, non gli ho mai imposto nulla.
E' voluto andare ad ingegneria - per quanto garbatamente sconsigliato - perchè secondo lui era l'unica facoltà che gli avrebbe consentito di realizzare il suo sogno di tornare indietro nel tempo e rivivere la vita daccapo ricordandosi tutto e quindi senza mai sbagliare. Trovandosi in difficoltà rispetto a chi riesce a studiare con minor fatica, sicuramente è andato in tilt e si ritrova così perchè non accetta dentro di sè di essere meno intelligente di quanto non vorrebbe.
e che dire poi del fatto che ad una brontolata 4 anni fa, reagì prendendo un trincetto e facendosi sul braccio un taglio da 30 punti di sutura?
la pazzia esiste e come e ed è anche pericola per sè e per gli altri, visto che i freni inibitori funzionano male: c'è chi nasce più razionale e chi più debole., e questi ultimi hanno più bisogno di aiuto. Ancora non ho chiaro come: sicuramente non solo con le medicine e sicuramente non solo con la psicologia. Sono anch'io in cerca di risposte.
ma non vorrei ritrovarmi a uno dei casi di tutti i giorni in cui "persone perbenessimo" hanno avuto raptus di follia e provocato stragi.
ed è anche vero che i parenti hanno bisogno di assistenza per superare queste difficoltà.
E' una strada in salita per tutti.
Buon proseguimento
grazie
NON RISPONDIAMO perché ci saremmo solo ripetuti
(comunque la mancanza di fiducia della madre nel figlio che appare in queste lettere è stupefacente, ma forse appare così a causa del troppo stringato scambio epistolare e dello stato di preoccupazione esagerato. Però il pregiudizio corrente su ciò che è chiamata "pazzia", nessuna minima fiducia che sia una ricerca individuale di ruolo e di autonomia, il mettere avanti lo spauracchio della 'pericolosità', pervade questa madre, o almeno così appare - spesso lo spauracchio di pericolosità è solo una giustificazione invocata, non sapendo che fare - il che nella attuale cultura è un fatto)
CARBONAIA ci scrive 10 genn 2002 (esistenza della malattia mentale, psichiatria, 'curare', ..):
Sono finita quasi per caso sul vostro sito e ho pensato di mandarvi quello che ho ricevuto qualche giorno fa. Era infatti nata una discussione tra amici che poi è continuata via e-mail..... voi che ne pensate?
> > "........Iniziamo a dire che la psichiatria NON è una branca della medicina. Questo, prima lo si capisce e meglio è. Non ne discuterò qui. Che la psichiatria possa far danni è certo e non va negato. Tutta la psichiatria (in senso molto lato) possa far danni è certo. Sia la psichiatria "tecnologica" e scientifica (la nostra), che quella magica ed animistica (stregoni, uomini di medicina, ecc.).
> > D'altra parte molti (se non tutti) i fatti umani della vita cadono sotto lo stesso dominio. Forse il matrimonio, la convivenza, il lavoro, le la religione, la politica non possono far danni?
> > Va notato che, anche se il rischio di danni è molto concreto, non esistono, per quel che so, valide alternative praticate. La psichiatria è un'insieme di pratiche, strutturate e definite, affidate ad una figura particolare (lo psichiatra, lo stregone), volte a risolvere una serie di disagi attinenti all'area della cosidetta "mente", ma anche (e soprattutto) al comportamento deviante.
> > L'alternativa potrebbe essere il sostegno di un gruppo di pari. Cioè il sostegno fattivo di amici e/o parenti, oppure il sostegno di una trama sociale (i gruppi di auto-aiuto rientrano in questa tipologia). Che questo avvenga è certo, ma che questo possa fallire o non esistere è altrettanto certo. Dove il sostegno del gruppo funziona semplicemente non affiora il problema. Quando il poblema affiora allora avviene sempre una forma di delega al "tecnico" incaricato.
> > Quali sono in pratica i danni della psichiatria?
> > Tralasciamo completamente il lato storico (in cui molto sarebbe da dire) ed arriviamo ai giorni nostri, nella nostra cultura, nella nostra città tanto triste. Ciò che possiamo vedere e toccare noi.
> > Il primo danno che la psichiatria può fare è di far rassegnare un essere umano a livelli di vita inferiori a quelli che potrebbe raggiungere.
> > Un altro danno è la induzione di dipendenza.
> > Un terzo danno è la "psichiatrizzazione" della vita normale, e cioè l'espropriazione del proprio stile di vita.
> > Infine esiste una perdita di potere ed uno stigma per chi si infila nel "circuito" della psichiatria.
> > Il mandato dlla psichiatria verso la "normalizzazone", verso l'omogeneazione dei comportamenti, attiene anche al fenomeno della globalizzazione. Cioè ormai in tutto il mondo occidentale vige una stessa "norma" (vedi il celeberrimo DSM IV), una stessa serie di livelli di funzionalità, di eventi stressanti, di necessità vitali e di obiettivi da perseguire. Per essere "sani", guariti o felici sappiamo cosa ci occorre e lo sappiamo tutti, nella stessa maniera. Gli scienziati (del cazzo, aggiungo io) ci dicono cosa ci occorre e cosa dobbiamo temere.
> > A me questa cosa non è mai andata giù. Non mi va che qualcuno mi dica se sono felice, sano, povero in base a statuti che poco mi riguardano. Io sono felice se sono felice. Come, sono cazzi miei. Scusate la digressione.
> > Sappiamo però che la malattia mentale esiste, che non è un artefatto, che non è dovuta al manicomio o a qualunque sistema di cura, che si verifica ovunque ed in qualunque epoca storica. Anche queste cose occorre tenerle in mente. E mi sembra pure ch siano assai difficilmente negabili, a meno di non essere in cattiva fede o del tutto ignoranti.
> > Io penso anche (ma non è così importante) che molte malattie mentali abbiano una forte componente "organica", relata a aggeggi malati del cervello, a rotelline impazzite del capo. Ma questa cosa non mi fa convincere che la psichiatria sia una branca della medicina. Nel momento in cui una cosidetta malattia mentale viene completamente circoscritta nell'ambito organico diventa neurologica e perde la competenza psichiatrica.
> > Ecco dunque che la psichiatria, fatto essenzialmente umano, può essere buona o cattiva. Dipende da come la si fa.
> > Esite certamente una psichiatria cattiva, come quella che induce dipendenza allo scopo di continuare a fruttare economicamente. Esiste un ampio circuito, in gran parte privato, che induce bisogni di protezione, di ricovero e di terapia. In questi casi si insegna che quano uno si sente male, da fastidio, la cosa migliore è affidarlo ad un ricovero di due mesi in una casa di cura. Questi ricoveri periodici diventeranno poi stabili nei decenni succesivi. In altri casi, di fronte ad un problema psicopatologico reale si instaura una lunga terapia con flebo il cui unico scopo è far scena, aumentare i costi e creare una ulteriore dipendenza. Queste cose sono note a tutti coloro che conoscono il settore.
> > Ma esiste anche una psichiatria "buona", di cui poco si sente parlare e che può essere (ed è) di aiuto, in varia maniera, a tanta gente che ha avuto la sfortuna di incappare in questi problemi.
> > Personalmente, che bazzico questo ambiente da 14 anni, ho visto generalmente una discreta psichiatria, con punte di ottima psichiatria. Mi è successo di vedere pazienti gravi (molto gravi) scomparire senza ringraziare e rivederli in giro, indistinguibili dal resto della popolazione.
> > Naturalmente molto frequenti sono gli sbagli, ma questo è un altro discorso. Essendo la psichiatria un fatto umano, non bisogna aver paura di sbagliare, esattamente come nella vita. Alla fine, io credo, ciò che fa la differenza è il rispetto per l'altro."
RISPONDIAMO:
Ma , carbonaia,
il tuo amico ha idee fondamentalmente giuste, ma, come si diceva una volta, "predica bene ma razzola male!"
Su quel che egli ritiene giusto io personalmente sono su quasi tutto d'accordo, tranne che su alcuni punti fondamentali :
>" Sappiamo però che la malattia mentale esiste, che non è un artefatto, .."
Non è che esiste la "malattia mentale", scientificamente non risulta che il cervello abbia alcunché di malato! Può risultare che esista uno stato -temporaneo- di "impazzimento" quale un 'essersi montati la testa' su qualcosa, un 'essere su di giri', o il giudizio globale di 'pazzia' permanente che si dà a chi permane in 'convinzioni pazzesche'. Ma si tratta sempre di opinioni e convinzioni personali giudicate negativamente dalla cultura esterna. (Noi riteniamo con un processo culturale peggiorativo di 'individuazione e sacrificio di un capro espiatorio')
Che la cosiddetta (dai succubi al pregiudizio) "pazzia" sia una "malattia mentale" è' un'invenzione della medicina psichiatrica, invenzione che aveva motivi storici fino a qualche decennio fa, quando non si avevano mezzi d'indagine scientifica adeguati, e che è servita ad individuare malattie mentali autentiche (cioè 'neurologiche') quale il Parkinson, l'Alzeimer, la mucca pazza, e pochissime altre. Ora, anno 2002, la "malattia mentale" 'psichiatrica' (schizofrenia, mania, maniaco-depressione, ..) è un falso scientifico.
Il tuo amico prosegue con
>io penso anche (ma non è così importante) che molte malattie mentali abbiano una forte componente "organica", relata a aggeggi malati del cervello, a rotelline impazzite del capo.
ma qui non si tratta di "pensare", - visto che le 'cure' psichiatriche fanno tutte grossi danni - ma di "avere prove" e le prove, nonostante quel che affermano gli psichiatri pagati sottobanco dalle industrie farmaceutiche, non ci sono che risultino scientificamente valide.
Comunque l'errore principale è, al solito - comune a tutti i 'normali'-, volerci 'curare' 'guarire' 'trovare soluzioni' 'risolvere disagi'
>.. la psichiatria.,.. un'insieme di pratiche volte a risolvere una serie di disagi attinenti all'area della cosidetta "mente", ma anche (e soprattutto) al comportamento deviante.
questa è la pretesa di tutti i familiari che vogliono "farci tornare indietro", mentre noi "impazzendo" siamo in realtà "andati avanti". Il nostro problema è se mai di "andare avanti" su un terreno solido, possibile. Ma 'trovare un terreno solido' personalmente non ritengo che possa essere ottenuto con l'aiuto di nessun psicoterapeuta, perché noi 'pazzi' siamo adulti, non accettiamo l'autorità di nessun tutore, nessuno può "essere esperto delle altrui esperienze". Perché piuttosto gli psichiatri e psicologi non tentano di convincere i cristiani che è difficile che ci sia resurrezione dopo morti, o i musulmani che ci siano le urì, o i buddisti le reincarnazioni? Sono convinzioni meno o più strampalate delle nostre? Siamo comunque ostacolati in partenza dalla attuale cultura che ha pregiudizio rispetto noi, che non ha spazi, che ci dà in pasto agli psichiatri. Gli psichiatri quasi tutti burocrati paurosi e che per paura di possibili responsabilità ci psicofarmizzano a vita, debilitandoci permanentemente.
Saluti
no!pazzia
Marino operatore salute mentale, dell'ex tel.Viola di Roma, a proposito delle proposte del centrodestra politico di controriforma psichiatrica, contro la legge 180 "Basaglia" 8 genn 2002 e seg.
> Alle 12:10, martedì 8 gennaio 2002, ha scritto:
> > Come ex aderente al telefono viola sono interessato a ciò che state creando
> > . E' singolare che in un momento come questo in cui vi è una rimessa in
> > discussione della 180, di cui comunque conosciamo bene i limiti, la
> > discussione avvenga per compartimenti stagni e la voce degli ex o di ci
> > ancora vive un po " fuori" non risulti in nessun dibattito ufficiale. Amici
> > usciamo dal ghetto! Come mai in inghilterra le associazioni di quelli che
> > vengono definiti utenti vengono sempre consultate ed hanno un potere
> > piccolo ma reale, e qui in italia solo le associazioni dei familiari hanno
> > un potere effettivo che spesso non coincide con quello dei loro parenti
> > "fuori": Quanti sanno che la proposta di legge di riforma della 180 che di
> > fatto reintroduce logiche manicomiali vere e proprie è stata stilata da un
> > associazione di famigliari? La colpa di questa situazione non è anche
> > nostra e della nostra incapacità ad organizzarci? Ben venga quindi
> > qualsiasi iniziativa in tal senso , io sono pronto a fare la mia piccola
> > parte!
> >
> > Ciao a tutti marino
>
ABBIAMO RISPOSTO:
From: nopazzia <nopazzia@iol.it>
To: marino <decresc@libero.it>
> Ciao Marino
> che vuoi che facciamo? A no!pazzia ora siamo solo in due , io e uno saltuario di
> jesi. Ho telefonato una decina di volte prima di Natale ad .**.. per
> organizzare qualcosa per queste modifiche alla 180, una conferenza chiamando
> Antonucci pensavo, a Roma. Ma non rispondeva nessuno, forse è fuori
Italia.
> I gruppi di auto aiuto (gli unici di 'utenti' un pò organizzati in italia) si
> stanno muovendo ma lentamente, hanno fatto un primo congresso quelli toscani
> - ma sono comunque controllati dall'area di psichiatria democratica. I gruppi
> di Prato, con cui sono in contatto, appaiono per ora poco interessati alla 180. D'altra
> parte tutti gli 'utenti' italiani, compresi quelli delle cooperative o
> cliniche private - sono pesantemente psicofarmizzati a neurolettici, il che
> se toglie la voglia di sostenere le proprie idee, toglie pure la voglia di
> sostenere qualsiasi altra. C'è la lista di discussione no-psichiatria (ora un
> pò disabitata) che ne discute http://it.egroups.com/group/no-psichiatria
> Presso la Libreria anomalia c'è un volantino, più che altro perché ogni tanto
> qualcuno chiede che fine ha fatto il telefono viola di Roma, per tentare di
> riorganizzarci a Roma. Ma prevalentemente come ex utenti ed utenti; ma gli
> utenti girano per ora al largo; previsto anche un gruppo misto con
> simpatizzanti... L'Italia non è l'Inghilterra, là c'è più coscienza dei
> propri diritti e meno fiducia nella psichiatria - o meno neurolettici? Hai
> visto su No!Pazzia l'esperienza attualmente in atto "La casa del fuggitivo" a
> Berlino?
>
> Qualcosa - penso una conferenza dibattito con Antonucci ben
pubblicizzata -
> sono d'accordo che vada fatta a Roma.
> Saluti (hai ora un telefono a Roma? , ogni tanto vado a vedere il vostro
> sito [http://www.comunitapassaggi.it/] , piuttosto psichiatrico...)
Marino ha risposto ancora :
Ciao **, io credo, in qualche modo bisogna ricreare , sulla base di una
cultura nuova e adeguata ai tempi,una nuova consapevolezza che sia legata ad
una struttura associativa spontanea autonoma. Siamo pochi è vero e la
comunicazione web è ancora poco utilizzata dagli utenti e forse anche dagli
ex ( mancanza di accesso ai saperi).
Dobbiamo inventare anche nuovi linguaggi per le nostre vertenze e saper
guardare agli scenari che sono cambiati, in meglio direi. I manicomi sono
chiusi e le tendenze neo manicomiali vengono presto denuciate. E' vero
questo non è tutto, le strutture del potere psichiatrico rimangono pressochè
immodificate e questo credo vada denunciato: certo che se non creiamo un
potere di contrasto come ex o ancora è difficile che qualcosa cambi.
Per quanto riguarda la mia comunità il tasso di psichiatria è al il minimo
consentito. Uno psichiatra giovane trentatreenne non ancora invischiato
con le logiche del potere , utilizzato due volte alla settimana come
consulente, .. . Meglio questo che restare a
guardare.
A tua insaputa abbiamo inserito il sito no pazzia nel portale dei portali
http://www.puntodipartenza.it nel settore psicologia e presto lo inseriremo
nei links del nostro sito. Vediamo come andare avanti,per ora la
testimonianza del sito no pazzia e dei suoi contenuti è molto
importante.Ciao Marino
Nota di No!Pazzia : attualmente Marino è uno dei responsabili della comunità 'Terapeutica - Ria bilitativa' "Passaggi" posta tra Lazio e Abruzzo, vedi http://www.comunitapassaggi.it/
Marco, crisi 'psicotica', la pazzia è morte?, .. 9 dic 001
Io mi chiamo Marco, ho 21 anni, ho un disturbo di personalità borderline e ho già avuto una crisi psicotica. questo è quello che penso e gradirei sapere cosa ne pensate voi:
Io credo che la sanità mentale sia il frutto di ottimistiche suggestioni profonde. Dopo aver provato una crisi psicotica è difficile tornare ad essere come prima.Io credo che la psicosi sia la verità, la realtà, l'origine da cui , in quanto esseri viventi, siamo in grado di creare una mente sana, sicuramente convenzionale ( ma non per questo priva di valore,: quello per cui esistiamo è l'esistenza stessa, il nostro unico scopo è sopravvivere, non importa se siamo in grado di conoscere delle verità assolute o siamo solo in grado di creare delle convenzioni, basta che siano sopravvivenza). La nostra mente è concepita per schivare il dolore, la MORTE nei migliori dei modi possibili. La pazzia è morte ( credo che voi sappiate che nelle psicosi gravi il MALATO muore). Non credo che la vita sia una costante: vi sono persone più vive e altre meno, persone che sanno creare (lo scopo sicuramente più elevato dell'universo) e altre che riescono a malapena a copiare. Una mente pazza è una mente che ha un significato globale dell'esistenza sconvolto e che non è più in grado, come una volta, di creare la sua esistenza. La pazzia uccide la speranza e la tendenza a crearsi delle suggestioni : una volta conosciuta l'origine, l'inizio di noi stessi (o chiamiamola realtà) cominciamo a pensare che tutto quello che siamo è solo una costruzione che può crollare da un momento all'altro, una cosa senza alcun valore, è difficile accettare i sogni, si vedono le persone intorno come dei deficienti immersi nelle illusioni e con un sorriso ignaro di quello che gli è tenuto celato dalla loro stessa gioia di vivere; e così i pensieri si affollano, i dubbi, la solitudine, l'incomprensione, la perplessità................ fino a quando non si è più in grado di tornare indietro.
Non tutti i dottori o gli psicoterapeuti sono incapaci, ci sono anche quelli che hanno provato la pazzia e hanno dovuto reimparare a sognare.... e che lo sanno anche insegnare.
Cordiali saluti Marco
RISPONDIAMO
Ma, Marco,
secondo noi la pazzia è essenzialmente un giudizio negativo datoci dagli altri, anziché una vera malattia medica : non risulta che ci sia nessuna parte del cervello deteriorata (quando ci fanno l'autopsia dopo morti a quelli chiamati 'psicotici', nelle varie categorie schizofrenici schizoparanoici maniacali borderline .., non risulta niente). Gli psichiatri sono falsi medici - attento però a non dirglielo in faccia, perché a causa delle leggi vigenti hanno il coltello per il manico !
C'è sì però, in corrispondenza a questo giudizio esterno negativo, un nostro comportamento strano se visto 'da fuori', delle convinzioni ugualmente 'strane', talvolta delle sensazioni come di blocco, fobie, talvolta sensazioni di spersonalizzazione ed allucinazioni. Tutte queste 'stranezze' ha creato nei secoli un contenitore unico, un giudizio comune, chiamato 'pazzia'; che si è ingigantito a spauracchio per la famiglia, per gli amici, anche se si tratta semplicemente, come crede il sottoscritto, soltanto di idee personali diverse da prima, alcune azzardate, spesso confusi dal poco sonno e dal troppo pensare.
Idee e comportamenti strani a vederli da fuori, ma motivati da un qualche rovescio personale, quali un lutto inaspettato, un amore finito male, ... Spesso queste idee sono aver trovato l'illuminazione e quindi credere in un ruolo magico o magico-religioso, comunque un ruolo importante, di sé; ma gli altri i familiari e gli amici non ci credono .. Qualche migliaio di anni fa una convinzione magica-religiosa non sarebbe stata giudicata strana e il tale non 'pazzo' ma 'convertito' o 'visitato dal dio'.
La "crisi psicotica" è un giudizio arbitrario che ci affibbiano i medici-psichiatri, in questa cultura attuale, non una malattia vera.
E' vero che essendo fuori della tradizione attuale, della cultura attuale, una "convinzione pazzesca" nella gran parte dei casi non si tiene in piedi, nessuno ti crede, i familiari sono spaventati, molti di noi diventano prepotenti, ci / ti mandano al prontosoccorso psichiatrico; lì ci imbottiscono di psicofarmaci (che attutiscono tutto il cervello) e per risultato non si crede più a niente ..
Non è che "La pazzia uccide la speranza e la tendenza a crearsi delle suggestioni " ma invece proprio crea speranza e suggestioni, solo che sono troppo grandi, di solito, e nè riusciamo a realizzarle nè nessuno è disposto a darci una mano. Chi 'impazzisce' fa in realtà un viaggio fantastico che può diventare una autoristrutturazione cioè un trovare un nuovo ruolo di sé nel mondo, ma è un viaggio individuale se pretendiamo dagli altri questi ci danno del pazzo e siamo col culo per terra !
Che fare ? Secondo me innanzitutto, specialmente se è da poco che prendi psicofarmaci (meno di due-tre mesi) smettili subito e tieni fermo su questo punto (perché a lungo andare danneggiano il cervello e perché togliono molto di iniziativa e volontà), se è da più tempo la dismissione deve essere molto lenta fatta preferibilmente sotto controllo medico, solo quando si è decisi, perché ci sono effetti di assuefazione. In modo da essere pienamente te stesso. Però non bisogna innervosirsi in famiglia perché tutti i familiari hanno una paura panica della pazzia e cercherebbero subito di farti riprendere gli psicofarmaci; questo è difficile a fare /non innervosirsi se si è nervosi!/ perciò se possibile andare a vivere almeno parzialmente fuori di casa. Secondo me l'ideale è stare un pò di tempo a casa un pò di tempo fuori - andarsene quando si è nervosi !
(comunque tornare con i piedi per terra non è facile e vivere nei sogni non è possibile !)
Saluti
per no!pazzia
** (un ex schizofrenico 60 enne)
Giorgia 25 anni attacchi di panico, continuare il Prozac ? 2 dic 001
Mi imbatto proprio oggi nel vostro sito durante una ricerca (per me
sempre faticosa) su internet per quanto riguarda gli effetti
dannosi del Prozac fd e non avendo trovato, ovviamente, nulla
spero in una vostra risposta.
Circa quattro anni fa' ho cominciato a soffrire di attacchi di panico,
per motivi a me ben chiari, e dopo aver cercato di risolvere questi
problemi da sola (e pensavo di esserci riuscita) ecco che arriva il
secondo tracollo, e che violento! A questo punto mia madre
vedendomi a pezzi decide di portarmi da uno psichiatra che
mposta la mia cura inizialmente con l'assunzione di un farmaco
(prozac fd) e in seguito con una terapiacognitivo-comportamentale.
E' da agosto che prendo il prozac
(una pastiglia al giorno) e devo ammettere di essere rinata; la mia
vita sociale e' ripresa, la fiducia in me stessa l'ho riacquisita e gli
attacchi nn sono piu' venuti. C'e' da dire pero' che inizialmente,
quando il mio medico mi prescrisse questa medicina, ero
alquanto dubbiosa avendo sentito tutte le polemiche che c'erano
state a riguardo (ovviamente smentite dal mio dott.).
Ieri sera ero ad una piacevole cena tra amici ed e' uscito il
discorso psicofarmaci finche' si e' arrivati al punto in cui ho detto
che anch'io ne faccio uso. Uno di questi amici quando ha saputo
che cosa prendevo mi ha messa subito sul'attenti, dicendomi che
il prozac ha degli effetti collaterali sul sistema neurovegetativo e
su quello nervoso centrale. Immaginatevi la paranoia! Gia' mi
ritengo una persona contro l'uso dei farmaci (prendo la tachipirina
quando raggiungo la soglia dei 40° di febbre e preferisco passare
una notte in bianco per il mal di denti piuttosto di prendere un
antidolorofico) e ho dovuto lottare contro me stessa per arrivare al
punto di ingurgitare uno psicofarmaco (caspita prozac a 25 anni,
mi sentivo cosi' malata...).
Adesso non so piu' dove andare a parare: fara' davvero cosi'
male? Il senso di benessere che provo adesso svanira' con la
sospensione del farmaco e ricadro' in uno stato peggiore di quello
in cui mi trovavo prima?
Grazie per "l'ascolto", spero in una risposta diretta e sincera.
grazie.
Giorgia
RISPONDIAMO:
Giorgia,
noi di no!pazzia siamo ex 'pazzi', di solito i 'depressi' non sono
considerati tali. Non seguiamo pertanto molto nemmeno i problemi dei
'farmaci' 'antidepressivi' - che hanno effetti euforizzanti - abbastanza
diversi da quelli a cui siamo interessati, gli antipsicotici
'neurolettici' - prevalentemente ad effetti deprimenti attutenti-
Non siamo perciò molto esperti del prozac. Comunque se cerchi su siti
internazionali a proposito del Prozac la situazione è tutt'altro che
"non avendo trovato, ovviamente, nulla"
perché trovi troppo e molto contro.
Da quanto ho letto in parecchi posti, ora non ho molto voglia di fare una
ricerca, scusami, il Prozac è una brutta bestia se ci si prende sopra alcool
(ha causato omicidi) -cause in Usa contro la produttrice Ely Lilly. Secondo
Breggin e Cohen nel loro libro "YOUR DRUG MAY BE YOUR PROBLEM - How and Why
to Stop Taking Psychiatric Medication " da noi in passato recensito (vedi in
no!pazzia /notizie/archivio) é difficile anche da smettere; il suo effetto
sul cervello -aumento della serotonina- secondo loro è molto simile alla
cocaina quindi ovviamente piace e "tira su". Non si tratta certamente di una
"cura" perché non è stato trovato, checché ne dicano le compagnie
farmaceutiche e gli psichiatri appigionati, che ci sia alcuna anormalità del
livello di serotonina nei 'depressi', nemmeno nei 'fobici', quindi il Prozac
non cura niente, però 'tira su' [io avendo i soldi preferirei la cocaina..!]
Ci sono sempre forti motivi personali, di vita, motivanti un comportamento.
Secondo me, sto solo consigliando quel che ho trovato personalmente utile
nei miei momenti di scocciatura ma ripeto non sono un esperto, se uno è giù
fa bene a restarci giù finché non gli passa, ha bisogno di un periodo di
separazione dal mondo, di estraniamento, di chiamarsi fuori. Per quanto
riguarda il panico, che non è proprio depressione ma non peggiore, io ho
imparato ha rispettare le mie sensazioni pazzesche di schizofrenico di
talvolta blocco ad avanzare su una via, in città, rispettarle nel senso di
ritenerle valide, giuste anche se contrastanti le mie decisioni, a
rispettarle contro le mie decisioni, non andare avanti su quella via,
tornare indietro o svoltare. E' risultato sempre meglio!
Ho letto un buon libretto dello psicologo/psichiatra Luigi Cancrini in
proposito di depressione, non ricordo ora il titolo, te lo manderò appena lo
ritrovo. [E' comunque sempre controproducente smettere qualsiasi
psicofarmaco di colpo, sempre raccomandabile farlo solo quando se ne ha
maturato bene la decisione, ..]
Saluti
D** ,1 settembre 2001
Nel 1999 il "Corriere della Sera" pubblicava un
articolo sul famoso
scrittore
brasiliano Paulo Coelho dicendo che lo scrittore
brasiliano era stato
internato
da giovane per ben tre volte. L'articolo scritto
in occasione del suo libro
"Veronika decide di morire" era anche l'occasione
per parlare della nuova
legge brasiliana sugli internamenti psichiatrici
che sostituiva la vecchia
e obsoleta legge. Coelho ne parlava in termini
entusiastici descrivendo
la nuova legge come rivoluzionaria. Io vorrei
sapere se siete a conoscenza
di questa nuova ed interessante legge brasiliana
e a che punto è in Italia
il dibattito sulla modifica della 180. Esistono
dei gruppi di pressione
in tal senso? Se si come fare per contattarli?
Io nel 1999 scrissi a Coelho
per avere informazioni sulla legge in oggetto
ed ebbi in risposta due
articoli
di commento alla legge scritti però in
portoghese. A me piacerebbe mettere
a diposizione il materiale ricevuto.
P...la
Sappiamo che lo scrittore Paulo Coelho è
ben attivo nella difesa dei diritti degli utenti/exutenti dei servizi di
salute mentale (anche sua partecipazione al tribunale Russel di questa
estate a Berlino.
Abbiamo poi ricevuto da P...la in allegato email
lo scritto detto. E' in portoghese e stiamo cercando di farcerlo tradurre.
Se qualcuno è interessato ad averlo - per ora in portoghese - può
richiederlo a nopazzia@iol.it . Se c'è qualcuno che si fa avanti
a volerlo tradurre, sono poche cartelle (sei facciate A4 scritte largo)
!, è beneaccetto.
Siamo comunque contenti che il Brasile si sia
liberalizzizzato per quanto riguarda la "Salute Mentale" ! Peccato che
noi in Italia andiamo indietro! (vedi recenti proposte di legge anti 180
del centrodestra)..
Salve a tutti,sono mamma di un figlio ritenuto
dagli psichiatri "pazzo"Vorrei sapere se e' possibile ottenere una pensione
di invalidita' per mio figlio (22 anni),se si vorrei sapere come e' possibile
ottenerla.
Grazie in anticipo, complimenti per il vostro
sito
Potete rispondere all' indirizzo
.....
RISPONDIAMO
Pratiche per pensione d'invalidità:
Di solito fa questo il Centro di Salute Mentale (CSM) del distretto
locale competente, l'assistente sociale che è lì svolge la
pratica, lo psichiatra il centro CSM allegano un parere alla domanda che
l'assistente invia o al comune o alla provincia o allo stato a seconda
del sostegno richiesto. Attenzione che ci sono attualmente sia una "sovvenzione
a tempo limitato" [decisa e stanziata sostanzialmente dal CSM sulle 3-4-5
cento mila mensili, dipende dal comune] che una "pensione d'invalidità"
(più o meno parziale, statale) intorno alle tre-quattrocentomila,
che una "indennità di accompagnamento" (molto difficile da ottenerla,
sulle 7centomila, mi pare provinciale o regionale). Pensione ed indennità
sono decisa da una commissione a livello provinciale, mentre la sovvenzione
direttamente dalla Usl.
Recentemente la "indennità di accompagnamento", se mai uno è
riuscito ad ottenerla, non sempre la rinnovano, anzi la tolgono quando
se ne ha più bisogno ! Per entrambe la pensione e indennità
dovrebbe esserci una commissione imparziale mi pare provinciale che giudica,
ma il giudizio che allegano alla pratica gli psichiatri del CSM pesa. Col
risultato negativo che di solito danno queste sovvenzioni pensioni ed indennità
con il ricatto abbastanza palese di psicofarmaci presi continuamente -
gli psichiatri preferiscono tenerci sotto psicofarmaci non tanto per "curarci"
che non curano, quanto per scansare responsabilità burocratiche
di carriera se caso mai avvenissero danni, suicidi, .. (che in realtà
non ne commettiamo molto più delle persone 'normali' ! ma i burocrati
sono sempre fifoni !). Ma sotto psicofarmaci -specialmente quelli antipsicotici-
se si trova un lavoro non si riesce a farlo bene, e non si riesce a decidere
quasi niente !
So di amici ossequiosi alle usl e sotto psicofarmaci da decenni più
che altro proprio per poter ottenere questa moneta. - Ma anche uno a cui
è stata tolta "l'indennità di accompagnamento" che è
la parte più grande, proprio dopo dieci anni e si ritrova senza
aver concluso niente di solido come lavoro, con dieci anni di vita quindi
persi totalmente e con solo duecentocinquantamila al mese di pensione d'invalidità
parziale e ancora sotto psicofarmaci ormai totalmente assuefatto ad essi
- quindi senza capacità di decidere o fare niente o quasi !
Aspettando che queste pensioni siano assegnate senza il ricatto di
psicofarmaci, il che difficilmente avverrà, personalmente sconsigliamo
di farci conto se è possibile. -Comunque farsi assegnare psicofarmaci
in pillole e non iniezioni (gli psichiatri costringono ad andare all'Usl
a farsi l'iniezione periodicamente) e ridurli progressivamente di molto
fino a non prenderli più. Altrimenti per quattro lire si è
fregati a vita ! Gli psicofarmaci non curano, attutiscono il pensiero le
decisioni la volontà drogando tutto il cervello!
Per no!pazzia
Sandro C. [STIAMO
TENTANDO DI INFORMARCI PIU' DETTAGLIATAMENTE !1 ottobre 01]
FIGLIA CON PROBLEMI ; CHIRURGIA PLASTICA 17 aprile 001
Caro Miicio,
Ho letto parte (poco) del material nel sito e
ringrazio che esista questo
sito ed altri. Chiedo (sempre se puoi) consigliarmi
sul seguente problema.
Ho una figlia (23 anni) che da circa 8/9 anni
attraversa una crisi che non
ti dico i vari ettichette ha dai vari diagnosi
dai psichiatri. Scrivo un po'
con difficolta' perche non sono italiana di origine
ma di adozione quindi
faro' del mio meglio ad esprimermi. La ragrazza
ha grazi problemi di
socializazione che gli ha impedito di finire
le scuole regolarmente. Ho
cercato di aborzare con scuole di recupero (tipo
recuperare 2-3 anni insieme
al liceo) che gli permesso di ottenere il diploma
per non trovarsi a
disaggio piu' avanti. Sono sempre a suo fianco
malgrado la fatica dalla
parte mia. Al inizio ho cercato aiuto dagli psicologi
per poi trovare che
me la cavo meglio da sola anche perche le medicine
li creava dei problemi
colaterali. Per fortuna la mia sceticita' alla
psichiatria e medicinali le
sedute duravano un paio di mesi massimo per una
volta alla settimana. E una
ragazza brillante e avvrebbe voluto fare universita'.
Ha anche superato
l'esame di entrate alla facolta'di archittetura
pero' smette di frequentare
per il dissagio di stare in con gli altri. Ha
un appuntamento con un
psichiatra e ho paura che gli faccia peggio d'altronde
deve fare qualcosa.
Ha gia' subito due interventi di chirurgia plastica
per 'essere piu
carina' perche' non si piace. Ho resistito tanto,
e per attutire l'ansia ho
dovuto cedere avendo valutato che non era un
intervento che peggiorava il
suo aspetto. Vorrebbe fare ancora un altro e
come ho sempre fatto cerco di
farla rimandare anche perche' per fortuna mancano
i soldi. Da chi posso
rivolgermi per aiutarla con meno rischio possibile.
Devo cercare modi di
aiutarla, da sola e sempre piu' difficile.
Rigranzio.
Mo***a.
RISPONDIAMO
Cara Mo***a,
non so assolutamente che dire riguardo gli interventi
di chirurgia estetica
(sono d'accordo con te che è meglio non
farli, una volta avevo una ragazza
che dopo che si fece raddrizzare il naso non
mi piacque più; comunque non
sono competente).
Invece per quanto riguarda le diagnosi psichiatriche
e gli psichiatri, in
qualità di ex pazzo -per lunghi anni con
allucinazioni visive e auditive e
spersonalizzazioni- ti dico senz'altro di guardartene,
se possibile starne
bene alla larga e nemmeno prendere alcun psicofarmaco
(ma è controproducente
smettere di colpo se li si prende!).
Il guaio però è che noi ci siamo
convinti di qualcosa che gli altri non
credono; quanto alle attività normali
esse di solito hanno perso attrattiva
per noi ..
I genitori dovrebbero avere pazienza, non insistere
a volerci convincere del
contrario di quel che crediamo; lasciarci un
certo margine di azione senza
controlli ossessivi. Contrariamente a quel che
si crede non risultiamo più
'pericolosi' delle altre persone e abbastanza
capaci di intendere e di
volere e di scegliere (se non frastornati e avviliti
dagli psicofarmaci).
Anche noi dovremmo trovare una concezione di
noi e del mondo più
realizzabile, ma ci vuole tempo e per noi il
tempo si misura in anni ..
La sopravvissuta Sally Clay (stiamo traducendo
suoi brani dall'inglese)
sostiene che l'ha aiutata molto una concezione
spirituale di sé e del mondo
come centro principale di sé, aver - dopo
anni - finalmente considerato l'
"impazzimento" non una malattia ma una esperienza,
una rivelazione
spirituale guida. Di solito una nuova concezione
spirituale
aiuta molto ma probabilmente ce ne vuole una
propria, quelle religiose
tradizionali quasi mai vanno bene.
Se conosci meglio il francese puoi anche visitare
il sito (svizzero) 'les
fous rebelles' http://alterpsy.forez.com/az/
Purtroppo abbiamo per ora smesso una nostra -
di ex utenti ed utenti -
mailing list, ma volendo tua figlia può
partecipare anche alla mailing list
antipsichiatrica http://it.egroups.com/group/no-psichiatria
in cui ci sono
alcuni ex utenti. Se c'è nella tua città
- puoi chiedere alla Usl (al Centro
di Salute Mentale) se c'è - un gruppo
di auto-aiuto tra utenti ed ex utenti
dei Servizi di Salute Mentale, risulta di solito
una buona cosa
parteciparvi.
per no!pazzia, saluti
Miicio
20 anni, apatia profonda, scientology 2 marzo 001
Sono un ragazzo di 20 anni; ho trascorso circa
2 anni dentro il vuoto: sto parlando di una profonda crisi di apatia. Non
sentivo più i miei sentimenti ; la mia ragazza mi ha lasciato; avevo
spesso reazioni emotive non congrue con la situazione stimolo; sono diventato
super timido e incapace di gestire ogni tipo di rapporto interpersonale;
sono diventato patetico. Sono al secondo anno di psicologia (un annata
scolastica da schifo) ; credo che la maggior parte degli psichiatri e degli
psicologi siano dei buoni a nulla mentre confido un po' più negli
psicanalisti.
Qualche mese fa sono venuto a conoscenza di un
libro molto interessante, forse interessante quanto pericoloso. Il libro
,del quale forse sarete già a conoscenza per via della sua attuale
popolarità , si chiama DIANETICS ed è scritto da L. Ron Hubbard.
Dal mio punto di vista è fuori discussione che l'autore sia un'
uomo estremamente intelligente (intendo: sia che quello che dice sia vero
o che invece abbia trovato un buon modo di fare soldi.......). Dianetics
sarebbe una tecnologia che si occupa della mente;(a lui non piace che si
chiami così ma è una psicoterapia che riprende molto le teorie
psicoanalitiche) sembra che quest'uomo abbia trovato la soluzione per ogni
tipo di aberrazione umana(pazzie di ogni genere, nevrosi, psicosi,malattie
psicosomatiche come la miopia o le allergie ecc...) avendo scoperto l'unica
fonte dalla quale provengono. Non solo la sua cura guarirebbe completamente
dalle pazzie ma innalzerebbe la memoria, l'intelligenza e la creatività
a livelli ben al di sopra della norma.Fatto stà che solo dopo aver
letto 2 dei suoi libri, tra i quali 1 era dianetics, sono tornato a stare
molto meglio; non sto come prima ma sono riuscito a dare il via alla mia
vita; ho incominciato a seguire una strada che mi porta a stare sempre
meglio. Strano che il libro descriva i miglioramenti che si ottengono anche
solo leggendolo. Visitate il sito www.dianetics.it e il viaggio tridimensionale
nella mente che contiene, poi visitate anche www.scientology.it . Tutto
questo perchè mi colpisce che pensiate che la pazzia non sia cosa
da curare visto che anch'io non sto molto bene e penso esattamente il contrario.
Se nessuno ,oggi , è ancora in grado di fare grandi cose per risolvere
questi problemi non vuol dire che non esistano soluzioni e francamente
credo che perdere la speranza (o meglio la fede) in questo genere di cose
sia molto sbagliato. il mio indirizzo e-mail è tool@libero.it .
Gradirei sapere cosa pensate a proposito del libro- Grazie per l'attenzione
Ma+++
RISPONDIAMO
Ma+++,
su quel libro è fondata Scientology, che
è una organizzazione ramificata in tutto il mondo, anche in Italia
in parecchie città; un suo settore il CCHR -a quel che mi risulta
pienamente attivo solo a Milano- fa azione specifica antipsichiatrica cioè
contro gli abusi e le menzogne degli psichiatri statali e privati.
Ron Hubbard è stato per molti decenni
uno scrittore di fantascienza di professione, verso gli ottanta anni di
età è stato ricoverato in ospedale per una operazione e ha
vissuta l'esperienza male come descritto nel libro Dianetics, scritto subito
dopo. Se Dianetics sia la fondazione di una nuova cultura e religione o
un'ultima ben riuscita opera di fantascienza contrabbandata ora per realtà,
questo è il problema. Se Scientology sia seria oppure una organizzazione-setta
che si approfitta/plagia gli adepti, questo un altro dilemma.
Secondo me il libro è valido, anche come
guida personale psicologica - una delle tante del recente universo new-age-;
ma personalmente diffido dell'organizzazione scientology; ma può
essere una mia opinione anche poco fondata (personalmente in particolare
non mi va giù che loro si confessano , "si 'chiariscono' con" ,
al superiore; scimmiottando il peggior cattolicesimo); per quanto a Roma
come Telefono Viola abbiamo fatto azioni antipsichiatriche insieme a Scientology
contro l'elettrochoc.
Quanto alla pazzia, la pazzia è una etichetta
che gli altri danno a chi sta cercando soluzioni ad uno scacco personale,
abbandonando per il momento la vita tran tran normale; e o tentacola nell'incerto,
o di soluzioni ne ha trovate di strane.
Che sia una malattia lo dicono i medici senza
nessuna prova, e gli psicologi, entrambi per smania di intromettersi pregiudizio
presunzione guadagnarci moneta.
Non una malattia ma un cercare soluzioni /averne
trovate di non accettate culturalmente. Esiste un 'esperto delle altrui
esperienze' che possa guidare ? - d'accordo con Giuseppe Bucalo -vedi suoi
libri-, personalmente il sottoscritto ritene di no, che ognuno sia unico
autoconoscente autonomo autosufficiente; ma può essere una opinione
personale di noi di no!pazzia, non molto ben documentabile , come invece
è ben documentabile la non-malattia e gli effetti controproducenti
a medio e lungo termine degli psicofarmaci. Spesso basta rassegnarsi alla
situazione come un fatto superabile con altre interazioni, altre conoscenze;
non farsi un problema troppo grande di uno scacco personale come un mondo
totalmente caduto; oppure se il mondo è totalmente caduto controllare
che il nuovo sia solido, non pretendere che gli altri ci credino pure loro.
Saluti
Per no!pazzia Sandro C.
[Quanto a Hubbard e Scientology, puoi trovare in Rete Internet ampiamente, sia in pro che contro; anche una nostra precedente email mi pare ottobre 00. Un altro ex('pazzo) che tratta ampiamente -negando valore - tale argomento è, se conosci il francese/tedesco/, in "i folli ribelli" http://www.alterpsy.org/ mentre un ex favorevole è in http://pazzia.freeyellow.com/ ]
vedi precedenti lettere novembre1999 -30 dicembre 2000