NO! PAZZIA INTERATTIVA

LETTERE RICEVUTE E RISPOSTE dal nov 99 a dicembre 2000


INDICE:

-DISMISSIONE DI FARMACI ANTIPSICOTICI A TORINO - 30 dicembre 2000

-Affrontare la realtà (convivente impazzito) - 19/12/00

-Dieta speciale per 'schizofrenia' (una madre cerca per il figlio)- 17 ottobre 00

-Pazzia Comunicazione Sofferenza (discussione sulla pazzia) studente di Lettere -17 ottobre 00  

-La pazzia .. violenza .. 'sincronicità' .. - mercoledì 18 ottobre 00

-Psicofarmaci per forza a casa - Roma 12 luglio 00

-PAZZI FAMOSI  - il 3/5/00

-S.Arzenton ci informa dell'esistenza del Comitato dei Cittadini per i Diritti dell'Uomo (CCDU- CCHR/Scientology)- il 19/4/00

-La madre di un adolescente preoccupata per il figlio /Risperidone -16/4/00

-Prospettare alternative concrete alla psichiatria dei centri d'igiene mentale - 6 dic 99-

-Una preferenza per una versione del nome dell'Associazione -2 nov 99 -


DISMISSIONE DI FARMACI ANTIPSICOTICI A TORINO 30 dicembre 2000

Ciao a tutti, sono A***, pazza ex-pazza di 31 anni. Con questa prima mail non vi racconterò la mia storia di ricoveri psichiatrici - cominciata 7 anni orsono: vi chiedo aiuto inteso come segnalazione da parte vostra di una persona fisica o di un centro presente sul territorio di Torino e/o provincia che mi possa essere di sostegno nella dismissione di farmaci ( litio e depakin per disturbo bipolare prevalentementemaniacale - secondo l'etichetta corrente!!).

Ho raggiunto l'equilibrio grazie al recente incontro con la pratica dello yoga e gli studi sull'energia mentale. Se la mia esperienza può essere utile sarò ben lieta di collaborare. Ringraziandovi di esserci e anticipatamente per le risposte che vorrete darmi, VI/CI auguro un nuovo millenio in cui ogni persona possa sentirsi perfetta così come succede in natura dove tutto è perfezione (e non ricerca di perfezione). Un abbraccio caloroso.

A***

RISPONDIAMO

Benvenuta nella Comunità - pittosto disaggregata e incerta finora - degli ex.

Purtroppo non conosciamo chi ti possa essere di aiuto tecnico per la dismissione di psicofarmaci nella zona di Torino. Controlla (le Usl cioè i Csm dovrebbero saperlo) se c'è un gruppo di auto-aiuto di utenti - ex utenti abbastanza navigato, di solito sono in grado di aiutare (psicologicamente). Sarebbe anche meglio se trovassi un medico che ti assista, sia come preparazione del piano di dismissione - il più lento e prolungato possibile - che controllo di insorgenza di effetti di assuefazione. Altrimenti puoi tentare con una riduzione progressiva a gradini del 10% perdurando almeno dieci giorni o più in ogni gradino, di entrambi litio e depakin (in peso, dose giornaliera, se capsule non divisibili e non sia possibile trovare capsule a dosi più basse ridurre il numero giornaliero). Ad es. da 200 grammi al giorno passare a 180 grammi al giorno per dieci o più giorni, poi a 160 grammi al giorno per altre due settimane, poi a 140 gr .. .Questo consigliano Breggin-Cohen nel loro libro - se conosci l'inglese puoi procurarti il libro di Breggin Cohen ad es. tramite internet (carta di credito) da Amazon inglese ti arriva in una decina di giorni. Ritornando alla dose precedente o perdurando più a lungo se effetti collaterali (ad es. parkinson) od insonnia. Se insonnia personalmento ritengo sia meglio anziché tranquilllanti o rimuginare insonni a letto, alzarsi e fare qualcosa come scrivere o disegnare. Ridurre anche qualsiasi eccitante come the e caffè e senz'altro se lo si prende ridurre simultaneamente il prozac o simili antidepressivi.

Un'assistenza di amici a conoscenza della dismissione è consigliata. Se vuoi (ma temo che sia una struttura privata a pagamento) ci dovrebbe essere a Torino un "Centro di Ecologia Umana - Telefono viola", di cui al momento non trovo l'indirizzo. Anche l'associazione di psicologi PROXIMA (stesso difetto), mi pare di Torino alcuni membri, è contro gli psicofarmaci. Probabilmente il rilassamento yoga basta o è migliore ma Breggin-Cohen insistono per amici a conoscenza della dismissione e farlo solo quando ben convinti.
In bocca al lupo, ma non precepitarti !

(La nostra lista di discussione nopazzia@listbot.com è in via di dismissione per vari motivi; c'è la lista di discussione antipsichiatrica
http://it.egroups.com/group/no-psichiatria in cui ci stanno molti "utenti ed ex utenti" italiani, visibile anche senza iscriversi. In lingua francese (svizzera) c'è un forum in http://alterpsy.forez.com/az/ ; in lingua inglese in GB c'è http://www.egroups.com/group/uksurvivors )
Il sito di PROXIMA è http://www.neurolinguistic.com/proxima/
Allego mia recensione del libro Breggin-Cohen - che c'è anche in Archivio di NO!PAZZIA. Una copia di "Effetti Collaterali" degli psicofarmaci, prodotta dal telefono Viola di Milano, è in http://www.oasiblu.com/
Saluti - per NO!PAZZIA - da
Sandro C.
 


Affrontare la realtà (convivente impazzito)

La sig.a C.C.  ci scrive [19/12/00]:

Navigando in internet ho trovato il vostro sito e l'ho letto con attenzione.

Circa tre mesi fa il mio convivente ha avuto una crisi psicotica, così l'hanno definita all'ospedale **, più precisamente la sede distaccata **.

Voi avrete le vostre ragioni e delle prove, per sostenere che la "pazzia" non è una malattia, ma io non ne sono sicura.
Io non so bene cos'è, ci sono diversi punti di vista e diverse teorie, non è mai stato provato che sia una malattia, ma ricordatevi che non è neanche mai stato provato il contrario, quindi quando una cosa non si conosce al 100% non si sa come affrontarla.

Per me, come per qualsiasi altra persona, è stato veramente duro affrontare questo problema, perchè non potete negarlo ma il problema esiste.

Una persona quando perde il contatto con la realtà ha allucinazioni vuole fare di testa sua, ma testa in quel momento non ne ha per rispettare il resto del mondo, è pericolosa per se stessa (e fin qui ci siamo), ma SOPRATUTTO PER GLI ALTRI!!!! Una persona in quelle condizioni non può permettersi ad esempio di prendere l'automibile e guidare, perchè in quel momento non vede pericolo e potrebbe fare del male involontariamente anche agli altri.

Io non do ragione alle medicine e agli psichiatri, ma non do ragione neanche a chi dice che sono inutili, è ora di finirla in entrambi i casi di ESSSERE IPOCRITI.

Io sono molto arrabbiata, perchè in fondo una risposta non c'è, ma d'altro canto me ne faccio una ragione.

A parere mio gli psicofarmaci, il mio convivente sta prendendo 20 gocce di SERENASE al giorno (appena era stato dimesso prendeva 40 gocce di SERENASE, 40 gocce di TALOFEN, 4 compresse di TAVOR 2,5mg), servono almeno per uscire dalla CRISI psicotica, perchè se non fosse stato trattato con i medicinali adesso era ancora FUORI, ed è inutile per me che c'è chi dice che non si può misurare lo stato di PAZZIA. SI PUO' MISURARE E COME!!!!! La persona ragiona al contrario è allucinata come se avesse preso qualche droga, non può avere nessun tipo di rapporto con nessuno e questo è lampante non si può negare e ripeto chi lo nega è IPOCRITA e FALSO!!!!!!!!!!! Perciò se non lo ammettete siete falsi anche voi.

D'altro canto, a mio parere gli psicofarmaci (almeno spero), non andrebbero dati a vita, ma il "malato" se così si può definire deve mertecci anche qualcosa di suo e cioè impegno per reagire ai problemi in modo costruttivo, stando con i piedi per terra riusciendo ad affrontarli, non allontanandosi dalla realtà creandosi delle allucinazioni e un mondo irreale, bisogna metterselo in testa i problemi fanno parte della vita, tutti incontrano delle difficoltà nel proprio cammino. E' troppo facile così, allora ci si può anche suicidare ed è ancora più facile. Codardaggine, debolezza che portano a uscire di se a volersi eliminare, bisogna volersi bene, altrimenti non si potrà mai volere bene al prossimo, bisogna rispettarsi, altrimenti non si potrà mai rispettare il prossimo.

Sarà che io mi reputo una persona forte, non perchè non ho dei momenti di debolezza, ma perchè questi momenti riesco ad affrontarli direttamente riflettendo analizzando imparando dagli altri, io non voglio evadere dalla realtà, voglio rimanere con i peidi per terra perchè so che per il mio bene e per quello delle persone che amo è la cosa più giusta, perchè nella vita si hanno si dei diritti ma anche dei doveri verso se stessi e verso il prossimo. Le persone "pazze", almeno per la mia esperienza, vogliono solo i diritti ma non sono in grado di affrontare i doveri, allora sapete cosa vi dico decadono anche i diritti, troveranno nella loro strada solo muri.

Io sono disposta ad aiutare il mio convivente, ma visto che sono una persona anche io con pregi e difetti, devo essere rispettata e "VOI PAZZI", mancate di rispetto, c'è gente che muore di fame e che la sua vita è un disastro, ma che non impazzisce, bisogna guardare chi sta peggio e imparare, bisogna affrontare, capito AFFRONTARE, cosa che "VOI PAZZI", non fate.
Il mio convivente deve imparare ad affrontare se vuole uscire dal tunnel, non importa se sia con me o meno, lo deve a se stesso, se no che cavolo vive a fare!!!!

Sono proprio arrabbiata non so più cosa pensare, malattia, non malattia.....e se non lo fosse veramente mi incavolerei ancora di più, perchè ciò vuol dire, manacanza di amore per se e per la vita.

Spero di non eseere stata troppo polemica.

Grazie

abbiamo risposto :
Capisco, C_a, che le è capitata una tegola in testa, che nonostante la sua buona volontà e i suoi tentativi non sa che pesci pigliare e rimane fondamentalmente preda dell'immagine negativa della pazzia.

Però non ha capito la cosa fondamentale della pazzia, che è aver rinunciato al modo di vita precedente e voler cambiare radicalmente tutto. Anche togliersi, almeno per il momento, i vecchi obblighi, gli incarichi, le responsabilità, i legami ... : abbandonare tutto, cambiare tutto ! L'"almeno per il momento" dura di solito tanto per regolarsi da parecchi mesi ad alcuni anni. Purtroppo è così e proprio per questo i familiari non vogliono accettarlo mai; appigliandosi per negarci all'incoerenza alle fantasie accese alle allucinazioni, che non sono sostanzialmente così fuori di norma come si vuol credere, come l'attuale cultura vuole credere.

Dia tempo a questo suo convivente ! : se la vostra relazione era effettiva consistente non prevaricante, egli non la abbandonerà, ritornerà. (Personalmente chi scrive è scettico: se la relazione era non prevaricante il suo convivente non sarebbe impazzito. A meno di una causa esterna a voi coppia (lavoro perso, lutto, ..) fortissima .. .). Il voler insistere a volerci togliere il nostro arrampicarci sugli specchi è solo volerci toglere i nostri mezzi i nostri strumenti, mezzi e strumenti connaturati all'uomo che si ritrovano ogni volta quando di fronte a situazioni impossibili; che ci servono per trovare-individuare un nuovo ruolo di noi nel mondo.
Queste "convinzioni pazzesche" le riduciamo automaticamente autonomamente noi stessi d'importanza - dopo un certo tempo. La 'pericolosità per il sé e gli altri' non è dimostrata che sia fondamentalmente diversa dal normale, a meno che non ci sia chi ci vuole assolutamente "correggere" "raddrizzare" "far tornare alla normalità", insistendo oltre il lecito. Noi, se non esasperati costretti rinchiusi, siamo fondamentalmente responsabili di noi stessi e delle nostre azioni. Al massimo inveiamo, 'alziamo la voce', sosteniamo teorie impossibili. Non molto di più. Che noi siamo "pericolosi" fa parte dell'immagine negativa, della caccia alle streghe culturale nei nostri riguardi, non corrisponde a realtà; ma è facilissimo per tutti caderci, aver paura. E' comunque vero che le comune regole del buon vivere in società non sono più da noi molto rispettate: Ma oramai il salto è fatto : la vita per bene è una 'vita per bene' ; una vita da pazzi è una 'vita da pazzi' : Ebbene ? : il problema dell'essere per bene è un problema vostro, non più nostro. Se noi siamo testardi sui nostri convincimenti , voi lo siete altrettanto se non più con le vostre regole del buon vivere, ritornare alla vecchia vita, immagine sociale, ... .

Che, dopo l' "impazzimento", siamo noi a prevaricare a pretendere diritti questo succede frequentemente, una soluzione è non concederli - Però prima dell' "impazzimento" eravamo prevaricati, i nostri diritti calpestati. I " diritti" giusti saranno grosso modo più di prima anche se meno del richiesto. La pretesa dei familiari di farci tornare al mondo di prima, è quasi sempre una pura chimera, più sogno dei nostri sogni.
Personalmente, cari familiari, ritengo che è meglio che, se simultaneamente al nostro aver cambiato quadro di riferimento non riuscite a cambiare un pò anche il vostro, le vostre pretese ed aspettative, è meglio che ci lasciate andare - o sia pure ci mandiate - fuori casa all'estremo barboni ... . La vita è varia e variegata, si vive comunque. Fuori casa, all'estremo, perché no, barboni.

(temo di star facendo un cattivo servizio a questo mio collega "pazzo", con questa lettera, perché C_a si convincerà ancor più a psicofarmaci a dosi massiccie: il non voler accettare il 'salto' avvenuto, ritornare a prima anche se con intelletto dimezzato - e qualsiasi iniziativa individuante moncata - è la scelta comune. Ma quel che è, è.
Tu, C_a vuoi bene al tuo amico o ad una tua immagine di amico ideale ben socializzato ? Non sei affatto obbligata a seguirlo accettare le sue fantasie, anzi giustamente farai bene a fargli sempre presente che non ci credi. Il punto è che non puoi però contare -e devi accettarlo- ad un ritorno alla vita normale, lavoro di prima, produttività, routine. A meno che non sia un pazzo-mosca-bianca ! Potrai invece avere un fantasioso predicatore, un proponitore di avvenimenti ed azzardi, ..  .) (può pure darsi che ritorni alla routine ..)

Se fai leggere questa lettera al tuo amico, C_a, il mio messaggio a lui è di non crederci tanto a quel che crede, non crederci alla lettera; ma mantenere il trovato come direzione giusta; rispettare assolutamente le sue sensazioni, più che le sue convinzioni, .. .

NO!PAZZIA
 



Dieta speciale per 'schizofrenia'
Ci scrive, 17 ottobre 00,  Barbara L :
Gentilissimi signori,
sono una mamma che da anni lotta per aiutare suo figlio ventiquattrenne sofferente di .....(diverse diagnosi a seconda del medico e dell'ospedale psichiatrico che l'ha visto. Bipolare - Borderline- Isterico- Schizofrenico).
Ho sempre cercato un' alternativa o un valido appoggio per sostituire o affiancare i tossici psicofarmaci anche perchè ho l'impressione che, alle lunghe, aggravano e ravvicinano le crisi una volta che si sospendono anche se con le dovute precauzioni. Navigando in internet, in un giornale canadese ho trovato questa straordinaria notizia che volentieri vi passo anche se potreste già averla. In caso scuserete la ripetizione.
Grazie per la vostra attenzione
Cordiali saluti
Barbara L
Ho trovato queste notizie via internet e vorrei sapere cosa ne pensate. Vi prego prendetele in considerazione
(è allegato un indirizzo web che manda a una pagina in cui si dà notizia di buoni risultati per 'schizofrenia' ottenuti con una dieta di alimenti particolare: l'indirizzo è ...........(ce lo siamo per ora perduto ma abbiamo un backup, entro breve lo mettiamo qui)

Rispondiamo:
Cara Barbara,
è senz'altro possibile che questa terapia, basata su una alimentazione speciale, produca dei risultati.
Una via simile, ma di sola alimentazione naturale, è prospettata  come possibile alternativa da Mind Freedom che è forse il massimo sito o meglio la più ampia coalizione di gruppi di survivors e simpatizzanti mondiale.
Il fatto è che se la pazzia non è una malattia ma un essersi montati la testa, come ritiene chi scrive, basta che le condizioni di vita cambino un pò o una nuova speranza subentri, - o secondo me che il tempo passi a sufficienza - che l'idea base troppo divergente da quelle convenzionali, per cui siamo riconosciuti pazzi, si attenui.
Noi di no!pazzia crediamo che, al di fuori dei casi neurologici alzehimer, mucca pazza, intossicazione da solventi, cancro, .., la pazzia non sia una malattia ma un esserci montati la testa, a causa di motivi concreti.
Forse qualche anno di pazienza e un pò di margine di libera azione - alla fine non risultiamo affatto più 'pericolosi' degli altri mortali - bastano, anche senza ricorrere a diete speciali.
Suo
no!pazzia
[Mind Freedom  http://www.mindfreedom.org/    ]



Pazzia Comunicazione Sofferenza

Ci scrive martedì 17 ottobre 00  Dario R  studente di Lettere

Salve a tutti! Sono un giovane studente di Lettere, capitato per caso nel vostro sito... che mi è piaciuto moltissimo.
Diverse volte mi sono trovato ad ascoltare all'Università teorie e idee sulla pazzia di tutti i tipi; nessuna, a dire la verità, mi ha convinto del tutto.
Per mia propensione personale tenderei a vedere la pazzia come un tipo di 'visione del mondo' semplicemente diversa da quella dai più condivisa; MA i cosiddetti 'malati mentali' stanno spesso male non solo perchè non sono accettati dalla società o dalla famiglia, ma a volte sono i primi (persino gli unici) a non accettarsi ed a soffrire... se fosse solo un modo di
vedere il mondo non condiviso, questo non avrebbe troppo senso. Avrei qualche dubbio quindi a dire che 'la pazzia non esiste' ed è solo un modo diverso di vedere il mondo. E' ANCHE questo.
Potri forse dire - e mi parrebbe più giusto - che è quel problema che sorge quando si ha DIFFICOLTA' A COMUNICARE quella visione del mondo che il 'pazzo' ha nel cuore a coloro che lo circondano. Un'idea simile forse
giustificherebbe un po' di più la sofferenza del singolo che, anche se accettato nella società, STA MALE COMUNQUE.
Qualunque sia però l'idea più giusta, io non credo assolutamente che essa sia una 'malattia' nel senso medico.

Mi piacerebbe moltissimo che voi mi rispondeste dicendomi la vostra opinione e cosa pensate delle poche cose che vi ho detto... nessuna teoria di psichiatri o antropologi o chi come loro parla (e viene di solito ascoltato) della pazzia mi ha soddisfatto del tutto, e credo sia giusto e corretto che persone direttamente coinvolte 'dentro' ciò che viene comunemente (con una generalizzazione troppo stantia) definito pazzia dicano finalmente la loro... non solo agli 'addetti ai lavori' ma soprattutto a chi se ne intende poco ma che se interessa molto. E' importante che la gente 'comune' abbia la possibilità di ascoltare l'idea dei 'pazzi' oltre che quella dei 'dottori dei pazzi'. Per questo mi complimento ancora con il vostro sito che,
chissà?, potrà magari iniziare quel dibattito diretto e pubblico che troppo a lungo è rimasto chiuso solo tra le mura di un ospedale o di un'università.
(Vi prego di rispondermi anche direttamente, via e-mail, e non magari di
farlo solo nel forum del vostro sito)
 Grazie mille e a risentirci
    Dario R

Rispondiamo:

Siamo felici, Dario,
che queste nostre pagine ti abbiano interessato, detto qualcosa. Che noi ex pazzi cominciamo a dire la nostra sulla pazzia è solo da poco, anche grazie ad Internet, che ci permette pur se nella babele delle lingue di confrontarci.
Personalmente chi scrive ritiene che la pazzia esista come fenomeno sociale, culturale; come giudizio negativo affibbiato dalla società; non come malattia medica; nemmeno a livello soggettivo personale esiste, perché si hanno sempre ragioni, anche se spesso sono ragioni basate su convinzioni di tipo magico.

Si tratta comunque sempre di un essersi arrampicati sugli specchi e di sostenere poi a spada tratta lo spiraglio trovato. Anche perchè la situazione precedente non era sostenibile; né si avevano alternative praticabili.

La 'difficoltà a comunicare' giace nel fatto che un'intuizione o una allucinazione, da noi ritenuta magica come qualche millennio fa, non lo sono da voi. E' una incomunicabilità sostanziale non superabile facilmente.

Vorrei anche contribuire un pò a diffidarti dal credere alla 'sofferenza' generalizzata di noi pazzi, perché -esclusi i 'depressi' che comunque non sono i pazzi della tradizione- secondo me abbiamo quasi sempre raggiunto certezze chiare superando lo stato di sofferenza. La pazzia è aver trovato certezze, non si soffre più nettamente se non per causa di essere rinchiusi o costretti o debilitati pesantemente da psicofarmaci. Forse vuoi dire sarebbe stato meglio accettare un pò di più di sofferenza e fermarsi prima di 'impazzire' ben bene. Forse.

Comunque non è affatto certo che i nostri mondi pazzeschi siano meno reali di quelli in cui molti dei  'normali' cioè 'non-pazzi' credono. Tutte le religioni sono basate su allucinazioni ritenute reali. O no ? Dunque il mondo di chi crede in una certa religione come importante è più autentico di uno dei nostri, quasi sempre basato su una allucinazione autentica ? La condivisione di una credenza la rende più reale ? chi è più pazzo ?  [non è detto che qualcuno di noi non si possa raggiungere nuove verità ..]
(Però molti di noi sono molto creduloni, molti molto presuntuosi, ..)

Ancora ti ringraziamo, Dario, dell'apprezzamento,
 NO!PAZZIA



La pazzia .. 'sincronicità'
Bruno F ci scrive mercoledì 18 ottobre 00 :
Volevo sapere se potete rispondere a qualche domanda, che certamente non sarà facile perché rappresenta
in pratica il vero problema dell'uomo:

1 ) Da dove nasce la violenza? può l'essere umano avere nell'inconscio il suo problema più grande, ossia un
atavico malessere da renderlo malvagio?

2 ) L'idea di Jung dell'inconscio collettivo, come si poneva di fronte al male?
La cattiveria nasce da un inconscio malvagio o nasce da un inconscio reso malvagio dal momento che il neonato entrando nel mondo né viene privato delle pulsioni primarie diventando secondarie come dice Reich dovute alla corazza caratteriale?

3 ) Il male o la violenza possono essere fattori ereditari? la genetica può scoprire il gene della violenza, visto che i genitisti
mettono così in risalto il genoma umano come ceppo primario di tutte le patologie.

4) La schizofrenia o la pazzia sono espressioni di un disaggio emozionale dovuto alla repressione de sistema inconscio o conscio da parte del mondo affettivo, della famiglia, scuola, mondo ecc..ecc... oppure sono fattori di ereditarietà?

5 ) La peste psichica di cui Reich a tanto parlato nei suoi libri come viene interprata dal mondo psicoanalitico?

6 ) La sincronicità e una teoria fantasiosa oppure a delle fondamenta reali? Se uno essere umano si trova a vivere un momento di parallela realtà dove un evento soggettivo viene visto poi oggettivamente nel realtà. esempio: se io sto parlando con un amico di un film, poi vado casa e entro in casa e accendo la televisione mi trovo davanti all'immagini che poco prima ho commentato con il un amico.
La sincronicità di tale evento e puramente causale? oppure fa parte di un qualcosa non compreso che va al di là del conosciuto razionale che la mente umano non sa cogliere?

ci sarebbero molte altre domande ma penso che ci sono già molte domande di discussione.
Spero che sarette così gentili da rispondere.
grazie di cuore
Bruno F

R:
Bruno,
pretendi da noi chiarimenti su cose che siamo ben lontani dall'avere chiare. A parte che a proposito di Reich, la nostra conoscenza è solo molto parziale e quindi non possiamo parlarne affatto, ti possiamo dare per il resto per risposta solo delle opinioni di massima, personali quindi. Giuriamo un pò di più solo su quel che conosciamo più direttamente, la pazzia; anche su questo è possibile che altri ex ('pazzi') [gli unici da cui accettiamo di essere contraddetti] ci correggeranno giustamente [solo da pochissimo, anche grazie ad Internet, noi ex pazzi possiamo confrontarci nel mondo ..].

1) Da dove nasce la violenza ? ...
R. : La violenza nasce come risposta ad una situazione. Che ci siano 'predisposizioni' personali precedenti molto influenti non lo crediamo. Forse qualcuno ci si è abituato, ad esercitarla, ci si diverte : Può darsi.

2) 3) e 5) Il "male" è più una categoria inventata da moralisti, da se-dicenti-religiosi, da campioni della difesa dell'establishement, che una effettiva realtà; diffidiamo dal personificare concetti astratti come enti effettivi, agenti; non conosciamo Reich e secondo noi i concetti di Joung sono abbastanza stantii, come anche gran parte delle categorie e metodi degli psicoanalisti. Circa l'ereditarietà vedi  sotto

4) La schizofrenia e la pazzia  sono .. non espressioni di un disagio  .. , ma tentativi autentici e portati avanti fino alle estreme conseguenze di uscire da tale disagio, su vie fantastiche, su mondi di realtà magica. Il disagio dipende da motivi concreti contingenti.
Non ci sono prove consistenti scientificamente valide di cause genetiche.
Una delle obbiezioni più consistenti contro la spiegazione genetica è che dove effettivamente è stata trovata una differenziazione genetica, ci sono anche differenziazioni dei tessuti o biochimiche. Che ci possa essere una
differenza genetica che non comporti anche un tessuto o una biochimica misurabile diverso/a , ma invece si salti a piè pari ad un comportamento ed un pensiero diverso come sostengono questi pseudo-genetisti è secondo chi
scrive - ma autorevoli genetisti confortano- una impossibilità scientifica.
E' ormai ben accertato per la pazzia [schizofrenia, paranoia, mania, .. ] non ci sono tessuti nè biochimica misurabile diversa (escludendo beninteso
il Parkinson, l'Alzheimer, la 'mucca pazza', sifilide, cancri al cervello dove i tessuti diversi ci sono e ben misurabili).

Quanto alla 'Sincronicità' , questo merita un discorso a parte, che lasciamo a Miicio, abbastanza esperto di 'Realtà magica':
6) ... Se uno essere umano si trova a vivere un momento di parallela realtà ... Mi trovo davanti un avvenimento che poco prima ho commentato ..

R.(Miicio):
Per mia esperienza non credo a preveggenze, i profeti non esistono (ci si sperava e contava nel lontano passato, ma il mondo era molto incerto e inconosciuto). Ci possono facilmente essere delle sovrapposizioni di ricordi, degli sfalsamenti di tempi, delle allucinazioni sovrapposte che ingannano in tal senso. Chi è convinto in tal senso è pure bene che segua
questa sua pazzia, ci si appigli, gli dia credito: se ce la si è creata è una esigenza forte personale totale: meglio crederci, agire in conseguenza. Ma non per sempre, dopo qualche mese od anno od anni [noi sosteniamo *il diritto alla 'pazzia'* , quest'ultima intesa come convinzione da altri non accettata] magari ricredersi, che possa essere semplicemente stata una
allucinazione, una metafora importante ma non realtà ... .

Un discorso diverso è per coincidenze, incontri andando in giro seguendo il sesto senso, ... . su cui io personalmente ho parecchie conferme che avvengono. Che mi spiego con una telepatia incoscia che accumuna persone - per mia esperienza - non molto distanti. Non prevedibile e non programmabile.

Saluti da no!pazzia



agosto-settembre 00
Scambio di email per collaborazione con PROXIMA www.neurolinguistic.com/proxima vedi "congresso diritti utenti" di cui qualcosa qui a breve.

Psicofarmaci per forza a casa
Riceviamo - il 12 luglio 00
        A TUTTE LE AUTORITA' COMPETENTI IN MATERIA DI ABUSI PSICHIATRICI
        E  PER CONOSCENZA ALLE ASSOCIAZIONI CHE SI BATTONO CONTRO LA
        SOMMINISTRAZIONE FORZATA DI PSICOFARMACI.

SONO UN CITTADINO ITALIANO DI 34 ANNI E STO CERCANDO VIVAMENTE, ANCHE
ATTRAVERSO QUESTO E-MAIL DI ENTRARE IN CONTATTO TELEFONICO CON TUTTE QUELLE
PERSONE CHE SI OCCUPANO DI QUESTO SCOTTANTE ARGOMENTO, SIA CHE ESSE SIANO
DEI MAGISTRATI, ESPONENTI DI ASSOCIAZIONI, GIORNALISTI,MEDICI,
PSICOLOGI,PERSONE QUALUNQUE SOTTOPOSTE A SIMILI ABUSI O COMUNQUE SENSIBILI A
QUESTO ARGOMENTO.
DICHIARO E DENUNCIO CON LA MASSIMA ENERGIA CHE DA ALCUNI ANNI A QUESTA PARTE
STO SUBENDO UNA SERIE DI ABUSI SISTEMATICI DI ESTREMA GRAVITA' DA PARTE DI
UN GRUPPO DI PSICHIATRI ROMANI CHE GIA' MI HANNO CAUSATO SERISSIMI DANNI
FISICI ECONOMICI E PSICOLOGICI, SONO GIUNTO AL SEGNO TALE CHE DA CIRCA TRE
MESI SONO DOVUTO RIPARARE ALL'ESTERO DOPO AVER RICEVUTO LE ULTIME MINACCE
TESE A COSTRINGERMI AD ASSUMERE PSICOFARMACI MOLTO DANNOSI E PER PROLUNGATI
PERIODI CONTRO LA MIA VOLONTA'.
IL COMPORTAMENTO DEI SANITARI NEL MIO CASO E ASSOLUTAMENTE ANORMALE NON
AVENDO IO MAI AVUTO IL BENCHE' MINIMO SINTOMO DI ALCUN DISTURBO MENTALE.
ALLEGO ALCUNI ATTI CHE HO INIZIATO AD INVIARE SPINTO DALLA ESASPERAZIONE
NON AVENDO IO TROVATO FINORA ASCOLTO DA ALCUNO, DA QUANDO HO DOVUTO SUBIRE
QUESTA"ETICHETTAURA" I PROBLEMI PER ME AUMENTANO OGNI GIORNO DI PIU' ; IN
QUESTO STATO DI ISOLAMENTO NON POSSO RESISTERE PIU' A LUNGO.

PER QUESTO CHIEDO CON LA MASSIMA ENERGIA DI POTER RICEVERE UNA RISPOSTA DA
QUALUNQUE PERSONA SIA LIBERA DA PREGIUDIZI E TIMORI ATTORNO A QUESTO GENERE
DI VICENDE.
                                          COLLA MASSIMA BUONA FEDE
                                          DOTTOR MASSIMO STRAFFI

segue allegati  manoscritti ...

R. :
O meglio non risposta, quanto abbiamo cercato di aiutare Massimo direttamente a Roma. Massimo non tornava a casa per non essere preso in Trattamento Sanitario Obbligatorio.
Forse scriveremo altrove più ampiamente del suo caso. ..... Si tratta di uno dei tanti frequenti abusi psichiatrici, di voler costringere a prendere psicofarmaci anche a casa, altrimenti ricovero per forza (Trattamento sanitario obbligatorio (Tso)). Ci siamo consultati con la lista di discussione antipsichiatrica no-psichiatria [ http://it.egroups.com/no-psichiatria ] e con lo sportello permanente istituito dalla Federazione Antipsichiatrica Italiana [dentro  http://www.ecn.org/antipsichiatria/ ] : tutti d'accordo che se si è in famiglia e magari qualche familiare è andato al Centro di Salute Mentale competente a lamentarsi, c'è poco da fare contro questa imposizione se non rendersi irreperibile e svincolarsi dalla famiglia, altrimenti o i psicofarmaci o il Tso. Se invece si è da soli le leggi sono dalla nostra parte contro la costrizione a psicofarmaci - dopo e fuori dal Tso -, non se si è in famiglia e i familiari lo richiedono all'usl. Almeno questa è l'interpretazione della legge Basaglia ( la legge 180 e segg.) pretesa e purtroppo correntemente ottenuta dagli psichiatri delle Usl (CSM).
Quanto sia difficile, specialmente se non si ha un lavoro stabile e se si è un pò fuori di testa - ma questo non era il caso di Massimo, molto calmo e più che altro alle prese e in contrasto con decisioni familiari su investimenti di immobili, soldi, - andarsene da casa di punto in bianco, tutti lo sanno. ..


PAZZI FAMOSI  Ci scrive - il 3/5/00- F.R.:
Sono una insegnante di scuola superiore. Una mia alunna ha scelto di fare un percorso per l'esame di stato sulla pazzia. Sapreste indicarmi il nome di un fisico considerato pazzo? Ringraziandovi anticipatamente, vi saluto

R. :
Non mi viene in mente nessuno e sinceramente ho poca voglia di fare una ricerca sempre laboriosa. Un elenco abbastanza esteso di pazzi più o meno famosi è in http://www.harborside.com/~equinox/ (il sito Soshanna Survivors sulla nostra pagina dei links). Qualcuno dice che fosse andato alla fine fuori giri il fisico-matematico Ettore Majorana - misteriosamente scomparso negli anni trenta, film e libri in proposito- ma non mi pare che ci fosse alcun riscontro consistente. Se può andar bene lo stesso un matematico vivente famoso, mi pare statunitense, il creatore della "Teoria del Caos" dicono per certo che è finito in cliniche psichiatriche. Non ricordo il nome ma impostando una ricerca sul Web con "Cahos Theory" come base, si dovrebbe trovare nome e materiale.


Ci scrive - il 19/4/00- Sergio Arzenton la seguente email:

Ho appena cominciato ad esaminare il Vostro sito, trovandolo estremamente
interessante.

Da anni opero come collaboratore del CCDU - Comitato dei Cittadini per i
Diritti dell'Uomo, che e la parte italiana del movimento internazionale
CCHR (Citizen's Commission on Human Rights, di cui potete esaminare il sito
a http://www.cchr.org/lndex.htm ).

Il CCHR e un'organizzaazione internazionale senza fini di lucro istituita e
coordinata dalla Chiesa di Scientology Internazionale.
Il suo fine e quello di smascherare i crimini perpetrati dalla psichiatria
e di portare umanita e buon senso nel campo della salute mentale.

Solo nell'arco degli ultimi 2-3 anni, il CCHR ha determinato la chiusura di
centinaia di strutture psichiatriche in tutto il mondo e l'incriminazione
di decide di psichiatri e di altri criminali loro collaboratori.

Il CCHR e a tutt'oggi considerato come la struttura di riferimento per
organizzazioni internazionali quali l'ONU in materia di violazione dei
diritti umani da parte della psichiatria.

Sono sicuro che troverete di grande interesse il contenuto del sito che vi
ho indicato.

In seguito a questo mio primo, improvvisato contatto, saro ben lieto di
fornirvi ulteriori contatti e chiarimenti in merito, in particolare per
quanto riguarda le strutture di riferimento per l'Italia.

Con viva cordialita,

Sergio Arzenton
Via Ormea 153, 10126 Torino (Italy)
Tel.: +39.011.6633416
Fax: +39.011.6641042
GSM: 0349.476.18.38
E-mail: sarzen@iol.it

Rispondiamo :
Quali ex collaboratori del per ora dormiente Telefono Viola di Roma, conosciamo da tempo il CCHR di Roma e non solo. A Roma abbiamo fatto un paio di manifestazioni insieme contro l'elettrochoc e compartecipato a conferenze - in particolare durante la visita di Thomas Szazs a Roma nel '98-. Tuttavia noi siamo e tentiamo di costruire una Rete di "ex (più o meno pazzi)", mentre la Vostra è una organizzazione di "normali", a parte se uno intende aderire o meno a Scientology. Comunque ciò non toglie che come per il passato come Telefono Viola, si possa fare ora come piccolo gruppo e sito web NO!PAZZIA qualche azione comune con il CCHR di Roma e/o nazionale contro lo strapotere psichiatrico. Se si costituisce la Rete Italiana di Utilizzatori ed ex Utilizzatori di Servizi Psichiatrici, di cui siamo solo copromotori, sarà questa Rete a decidere rapporti e/o azioni comuni con il CCHR. Comunque noi di NO!PAZZIA siamo direttamente interessati ad un'azione di messa in stato di accusa a livello nazionale ed internazionale chi promuove e/o usa elettrochoc, per Crimine contro l'Umanità ; azione che aveva sostenuto aver intenzione di promuovere a livello internazionale il CCHR una Vostra rappresentante di livello nazionale in un'assemblea organizzativa del Telefono Viola di Roma nel 1998 a Roma. Azione di cui però andando ogni tanto a cercare nota nel vostro sito web, non troviamo lì riscontro. Se avete novità in merito saranno ben gradite e preghiamo di trasmettercele al nostro indirizzo email.
Ringraziamo in ogni caso della presa di contatto e della offerta di aiuto da Voi avanzata. NO!PAZZIA 7maggio 00.


Ci scrive -16/4/00 - la madre di un adolescente preoccupata per il figlio un pò fuori di testa. Le abbiamo risposto direttamente. Comunque una delle domanda era se aderire ai pressanti consigli del centro Cim di somministrare Risperidone e Diazepam e lei è in angoscia perchè contraria agli psicofarmaci. Abbiamo risposto che nonostante la nostra contrarietà netta agli psicofarmaci, siamo a diretta conoscenza di un caso in cui un amico si è tirato fuori dalle allucinazioni col Risperidone, che dopo un paio di anni ha poi smesso. Si trattava però di una scelta volontaria di un ben informato, che poi ha avuto un minimo di problemi nella dismissione esclusivamente perchè la usl non voleva assisterlo a dismetterli. Abbiamo quindi consigliato a questa madre di non farsi troppi problemi ed accettare la "cura" del centro Cim però se il figlio ben informato lo decide e se l'usl si impegna alla dismissione, poi. Comunque secondo la storia raccontatici di disavventure contingenti e sempre valido in generale, il concedere tempo a questo figlio - mesi e mesi almeno - in modo da riassorbire i dispiaceri, senza stare ad assillarlo con le solite urgenze e controlli dei genitori preoccupati , è sempre secondo noi la "cura" migliore. Concedere tempo.


Cino Bocchi - 12/4/00 - ci complimenta per il sito.
Ringraziamo


Riceviamo da Nino - 6 dic 99- una email che chiede di prospettare alternative concrete alla psichiatria dei centri d'igiene mentale:
Non ne abbiamo di pronte. Ci sono sparsi sul territorio delle cooperative private quasi sempre gestite da psicologi o psichiatri che praticano (a pagamento) una psicoterapia di sostegno di gruppo o individuale: se non lasciano perdurare/ se non continuano ad obbligare psicofarmaci in dosi massicce sono riteniamo qualche capello meglio dei centri CIM (Centri di Igiene Mentale). Ci sono in alcune situazioni (Arezzo; Prato; Verona; Martina Franca; Trieste; ..) costituiti dei gruppi di "auto aiuto" o "mutuo aiuto" associati ai Centri CIM in cui le cose vanno un pò meglio del Centro senza niente, c'è una psicoterapia di gruppo che senz'altro aiuta; ma sempre gli psichiatri del centro continuano ad insistere sulla concezione di  malattia medica, non danno il minimo valore al trascorso impazzimento, valore che secondo noi c'è; e difficilmente (per paura di responsabilità personali caso mai combinassimo qualcosa fuori delle regole) molleranno mai del tutto gli psicofarmaci. Nelle situazioni in cui ci sono centri antipsichiatrici o del Telefono Viola, li si può frequentare liberamente con una certa cadenza; di regola non c'è psicoterapia ma si è accolti senza pregiudizi alla pari. L'aiutarsi da solo a tirarsi fuori dalla pazzia è sempre necessario e secondo noi anche giusto opportuno trovare la via da soli. Forse in futuro riusciremo, noi ex e non del tutto ex, a mettere su almeno nelle grandi città luoghi (gratuiti) gestiti da noi stessi che forse potranno anche aiutare i nuovi impazziti.


Riceviamo da Mauro Francesco  - 22 nov 99 - una email che dichiara una sua  -leggera- preferenza per la versione del nome dell'Associazione:
"ex  e non tanto ex  pazzi".
Siamo in attesa di altri pronunciamenti in proposito.
(Mauro sottolinea poi  la difficoltà di rendere alla portata di tutti termini in uso nella psicologia-psichiatria corrente, spesso da loro psicologi-psichiatri  volutamente resi oscuri,  e quindi l'opportunità di una ridefinizione semplice di tali termini : cercheremo di seguire il suo consiglio; magari aggiungere prossimamente un dizionarietto)