NO ! PAZZIA   Fondamenti

Il pregiudizio negativo sulla pazzia - Il “pazzo”come “capro espiatorio” socioculturale

Pregiudizio negativo sui  'pazzi' e sulla 'pazzia'.  Capro espiatorio.  Fondamenti culturali del pregiudizio. Siamo veramente negativi?  Rinforzi al pregiudizio

 
1 - PREGIUDIZIO 
 
Né più né meno del pregiudizio (totalmente negativo) che c'era in Germania ai tempi del nazismo a proposito degli ebrei, uno stesso pregiudizio negativo, dello stesso tipo, è rivolto contro noi 'pazzi'. Da tutta la società.
Secondo noi è un pregiudizio sostanzialmente sbagliato, ugualmente profondamente ingiusto.
 
Non intendiamo negare che ci siano i fenomeni d ' "impazzimento" e che molto spesso -non sempre- questi "impazzimenti" si cronachizzano in 'pazzia' permanente. Intendiamo negare che siano così negativi, cioè deleteri dannosi pericolosi per sé e gli altri, come li si dipinge comunemente. Secondo noi anzi sono per la maggior parte positivi - se presi nel giusto verso -. E' il prendere questi episodi per un verso sbagliato che opprime ed estromette dalla comunità l'impazzito e lo fanno diventare pazzo cronico. Il verso è sbagliato da entrambe le parti, l’impazzito e la società, riguardo questi “impazzimenti”: sia l'individuo sbaglia montandosi troppo la testa sulle intuizione illuminanti trovate, sia la società, soprattutto per l'esserci nella società in precedenza ad ogni impazzimento universalmente il pregiudizio globale negativo -.
 
[Intendiamo con "impazzimento"  1) un cambiamento drastico di concezione di sé e del mondo, 2) questa concezione nuova assunta è caratterizzata dall'essere fuori dai canoni usuali culturali e sociali; 3) anche il comportamento -secondo noi del tutto conseguentemente alla concezione-convinzione nuova personale- è fuori dai canoni]. Secondo noi si tratta di un tentativo o di tentativi successivi personali di trovare una via nel mondo, una via al di fuori dei cammini culturali usuali, in conseguenza del fatto che i percorsi normali sono riusciti piuttosto male, spesso affidandosi ad intuizioni illuminanti quando non a sogni o a visioni, il tutto spesso considerato con valore magico o magico religioso o religioso. Tentativo che non sempre riesce bene, - comunque riesce positivamente in circa il 30% dei casi -. (vedi Guarigioni spontanee in fondo a "Teorie sulla pazzia alternative a quella medica")
 
Ma quel che vogliamo evidenziare qui è che gli aspetti negativi, il giudizio generale negativo culturale e popolare del fenomeno dell' impazzimento / pazzia è molto esagerato e sostanzialmente infondato, appunto "pregiudizio". Il pregiudizio rispetto noi è comunemente che noi  non ragioniamo bene o affatto, che non si può contare su noi, che siamo socialmente pericolosi, .. . [Le "diagnosi" dei medici-psichiatri -schizofrenia, paranoia, mania, ..- sono sostanzialmente rivolte a rilevare questi stessi aspetti non-medici di convinzioni e comportamenti, non ci sono rilevamenti analisi di laboratorio scientifico, una vera malattia cioè di danni biologici o biochimici non risulta, nemmeno nei più avanzati laboratori di ricerca ! (puoi vedere qui "Non malattia medica")]
 
Il pregiudizio è profondamente radicato nella società e nella cultura. Fin da piccoli si impara a riconoscere il pazzo di quartiere ad additarselo a schernirlo a guardarsene. Un giudizio di 'diverso' e anche di 'negativo' a riguardo del 'pazzo' è così costituito fin da piccoli come solido e reale. Cosicché le determinazioni /caratteristiche principali di tale giudizio negativo - appunto il non ragionare bene, la pericolosità, l'inaffidabilità sociale, ..,- sono accettate acriticamente come ben esistenti e reali. E non solo dal popolo medio, ma anche da scienziati filosofi religiosi giuristi. Quel che si dovrebbe ben riscontrare di negativo in noi 'pazzi', sia come nostro pensiero (non ragionare, vaneggiare, non logica) che come fatti (pericolosità, azioni non logiche, inaffidabilità), è invece largamente presupposto a monte come conseguenza di appartenere alla categoria dei pazzi.
Una caratteristica di fatto temporanea come qualche allucinazione e ragionamenti poco logici, spesso fenomeni determinati dal poco dormire in quel periodo e all'esserci appigliati a spiegazioni del mondo estreme, è estesa a regola, come se vivessimo sempre in uno stato allucinato e irrazionale.
Enunciati un po’ buttati là senza pensarci molto, sono presi per segni di un delirio esteso vasto e sempre presente. Non neghiamo che spesso approdiamo a spiegazioni del mondo che viste da fuori possono essere considerate delirio, ma dal nostro punto di vista sono invece logiche. Se talvolta c’è effettivamente delirio, intendendo uno stato dell’io eccitato montato ossessivamente su proprie idee martellanti, un analogo delirio quale stato eccitatoaccompagna spesso religiosi e capi popolo in loro esternazioni visionarie, appunto deliranti (ma solo parecchio tempo dopo giudicate tali !), spesso paranoiche.
 
Così è stata costruita per tempo una categoria negativa di persone: un nome comune una specie di bidone per rifiuti, la pazzia, in cui ci sono effettivamente ma rari degli individui negativi e pericolosi: la negatività è però attribuita a tutti quelli messi nel bidone, esagerandola di molto.
[I medici psichiatri usano la parola "malattia mentale" invece di "pazzia"; usano guanti bianchi di nomenclatura medica per meglio vantare competenza medica e vendere il loro prodotto, ma la sostanza che anche da loro si intende, non essendoci ripetiamo referti scientifici a comprovare una malattia medica autentica, è la "pazzia" del comportamento e delle convinzioni fuori del normale. Se non un unico bidone – che tuttavia permane, a nome “psicosi” -, gli psichiatri hanno approntato tanti piccoli bidoni per spazzatura, da loro chiamati “schizofrenia”, “mania”, “maniaco-depressione”, “ebefrenia”, “paranoia”, ….]
 
Come, tornando al parallelo degli ebrei sotto il nazismo, ci sarà stato qualche ebreo attaccato ai soldi e negativo, ma non più di tanti altri non ebrei; però i nazisti attribuirono la negatività a tutti gli ebrei esagerandola apocalitticamente, fino a giustificarne una crociata di sterminio.
Non diversa è la situazione rispetto noi 'pazzi'.
 
Cioè la categoria "pazzia" è investita di un carattere globale negativo per tutti i suoi membri, ciascuno risulta inaffidabile, pericoloso, .. , ma non quale egli è, bensì quale è risultato il peggiore del gruppo.
 
2 - CAPRO ESPIATORIO
 
A causa del pregiudizio negativo esteso, è secondo noi giusto affermare che i "pazzi" come gruppo costituiscono un "capro espiatorio" per la società, qualcuno a cui si dà la colpa quando non si ha di meglio, un bersaglio semprebuono da colpire e sacrificare. I media in particolare, la televisione e i giornali, a noi ci sbattono sempre in prima pagina (con l'effetto che risultiamo più frequentemente pericolosi di quanto effettivamente risulterebbe se si
contassero anche i delitti dei "normali", che stanno di regola in piccolo nelle pagine successive). Perché i media lo fanno?: perché c’è un’attenzione morbosa del pubblico, un desiderio sotterraneo di sapere che ancora una volta c’è un colpevole ed è un pazzo. Un capro espiatorio contro cui indirizzare la propria attenzione. Per i potenti, spesso per i politici, spesso per i grossi magnati propritari dei giornali e delle televisioni,un capro espiatorio contro cui indirizzare il malcontento del popolo nelle cattive situazioni distogliendolo dalle vere cause.
 
Il vicino pauroso o che vuole mostrarsi campione del quartiere esplica verso noi una crociata contro; o per paura o per politica - per entrambe - ci guadagna a trovare noi come bersaglio.
 
Qualche familiare, anch'esso pauroso anche di sperperi e di eredità, è perfettamente convinto sia opportuno ergersi a campione in famiglia contro le nostre nuove - spesso è vero eccessive - pretese ed esagera al contrario, ci vuole togliere tutto ed estromettere del tutto.
 
3 - FONDAMENTI CULTURALI DEL PREGIUDIZIO
 
Il meccanismo del pregiudizio negativo, con sotterranea la convenienza di trovare un capro espiatorio, si autoalimenta accrescendosi. Espresso dal giornale passa al vicino che si giustifica per il caso locale con i fatti riportati in prima pagina dal giornale per un altro caso; passa al familiare pauroso che rimuginandoci sopra ben presto si autoconvince della necessità di estromettere il 'pazzo' dalla famiglia; da alcuni brani di psichiatri - e la convinzione negativa diffusa - al sedicente filosofo con cattedra universitaria (*) per cui risulta ovvio /discettando in un dotto libro sul 'delirio' nei pazzi/ accettare di presupporre del tutto acriticamente che tutti i pazzi delirano e sempre (ma non considera tali -deliranti- quelli che sostengono la rincarnazione dell'anima e simili, o il delirio di persecuzione dei capitalisti rispetto i sindacati, i deliri di persecuzione di quasi tutti i potenti di perdere il potere, ecc.). Da questo esempio del “filosofo” si vede che c’è una cultura anche di grado elevato vittima del pregiudizio.
 
E' un fatto che molti di noi si convincono di aver avuto accesso nell'impazzimento a fenomeni magici o religiosi o magico-religiosi. A torto o a ragione, c'è a questo proposito una grossa necessità di revisione culturale. Ma le religioni in voga prevedono come assolutamente eccezionale questi fatti. Come conseguenza tutti questi noi approdati a convinzioni personali magiche o religiose, risultano inevitabilmente in contrasto con le religioni in voga. Cioè con i religiosi del posto ma anche con i familiari e gli amici religiosi che diffidano subito di noi. (Se convinzioni di tipo magico ugualmente i familiari e gli amici, certamente i medici, ne diffidano di regola profondamente). La loro spiegazione, ad un nostro racconto di esperienza religiosa o magico-religiosa , è che non ragioniamo correttamente, siamo allucinati, ci stiamo avvicinando se non siamo già, pazzi. Scatta la sfiducia, il pregiudizio di stare sragionando, il giudizio di pazzia.
A questo proposito di convinzioni religiose o magico-religiose, c'è un deficit sia nella nostra – di noi impazziti - cultura personale che in quella sociale culturale e religiosa. Secondo chi scrive la cultura religiosa ha esagerato l'importanza di fatti magici religiosi vissuti dai suoi fondatori, anche accrescendoli di parecchio. I fatti magico-religiosi da noi vissuti non sono sostanzialmente diversi da quelli realmente vissuti dai fondatori di religioni. Noi però ci montiamo troppo la testa sui nostri sperando che siano come quelli raccontati dalla tradizione - che però sono stati accresciuti nei racconti successivi. D'altra parte queste esperienze /miracoli voci visioni/ avvengono in uno spazio di confine tra fantasia e realtà. Ora come nei tempi lontani dei fondatori di religioni o credenze di magia popolare. Che ci siano o siano solo fantasia è indissolubilmente contiguo, una porzione di spazio e di tempo sovrapposto frammisto. Il vantarsene non serve a niente nella attuale cultura. Anzi è controproducente: quelli di noi che se ne vantano sbagliano.
Questa faccenda delle nostre convinzioni di aver vissuto esperienze magico religiose si scontra con la cultura corrente che sia un fatto ritenuto da tale cultura rarissimo, perciò alimenta il pregiudizio che non ragioniamo.
 
Ultimo ma basilare alimento al pregiudizio diffuso è che la Medicina ci ha dichiarati, da qualche secolo suoi pazienti, malati. La pazzia una malattia, una malattia del cervello, quindi per se stessa una malattia che non fa ragionare bene o affatto. Il pregiudizio negativo di non ragionare è quindi dai medici ampiamente sottoscritto. Ma che il cervello dei pazzi sia deteriorato non risulta alla moderna analisi scientifica !! Ugualmente per il ragionamento secondo noi ragioniamo, ma la psichiatria ha buon gioco a sostenere che le nostre tesi, spesso basate solo su intuizioni o su convinzioni magiche o religiose, sono vaneggiamenti.
Però quando, nei secoli scorsi, la Medicina ha affermato il suo essere competente, i mezzi scientifici di controllo ancora non c'erano, il pregiudizio contro la pazzia già c'era e la Medicina sembrava il migliore rimedio. Ora la presunzione di competenza della Medicina è in sostanziale dubbio, secondo alcuni psichiatri con posizione critica e gli antipsichiatri e chi scrive in totale dubbio, affatto competenza. Ma la gran maggioranza degli psichiatri o perché essi stessi vittima del pregiudizio generale (**), o per interesse personale e di gruppo che altrimenti sarebbe leso, non hanno affatto voglia di riconoscerlo, di smettere il loro mestiere, si appigliano a tutte le ombre; in perfetta sintonia con le industrie produttrici di psicofarmaci !(***)
Attualmente quindi la concezione corrente che la pazzia sia una malattia risulta un altro peso mortale ad alimentare il pregiudizio negativo. I familiari a questo proposito sono facilmente ingannati da se stessi e dai medici, preferendo sempre credere in una malattia prima o poi “curabile”anziché nella innominabile “pericolosa” pazzia.(Nonché scaricare su altri / i medici psichiatri delle Usl / uno - lo riconosciamo- spesso pesante fardello!)
 
Per i medici vale purtroppo attualmente che cane non mangia cane, il medico ricercatore serio non denuncia pubblicamente l'incompetenza della psichiatria.
 
I filosofi, i politici, .., non hanno voglia di prendersela con i religiosi.
 
Risulta che il pregiudizio popolare non è affatto contrastato - di fatto quindi è alimentato - da quelle che dovrebbero essere le componenti più coscienti della società, che dovrebbero appunto fornire una analisi critica.
 
4 - SIAMO VERAMENTE NEGATIVI cioè pericolosi inaffidabili non ragioniamo ecc. ?
 
Come sosteniamo più ampiamente altrove, il nostro 'non ragionare' non è veramente tale. Ragioniamo perfettamente, se necessario. Appare così, cioè non del tutto logico, perché ci basiamo non più sui luoghi comuni correnti, ma piuttosto su una nostra nuova concezione di noi e del mondo. Talvolta fondata su intuizioni, talvolta su quelle che una volta erano chiamate 'voci' e visioni ora allucinazioni. Quasi sempre si tratta di una concezione completa di noi al mondo, spesso con caratteristiche di un nostro ruolo magico o magico-religioso o religioso in esso. Quasi sempre si tratta di una concezione liberatoria, uno svincolamento dalla vecchia vita.
E' ovvio per voi ma non per noi che questo nostro nuovo mondo non sia reale o possibile.
Siamo presi e convinti da questa nostro mondo e quindi con poca voglia di tornare ai vecchi obblighi, alle vostre consuetudini.
Se il ragionamento riguarda una cosa che interessa a noi, ragioniamo perfettamente! - Non abbiamo alcuna voglia di stare addietro alle vostre domande, ai vostri test, alle vostre ragioni , .., a voi ! -
 
Se non siamo più molto prevedibili, è in parte perché con l' 'impazzimento' abbiamo proprio inteso svincolarci dal vostro mondo e almeno questo l'abbiamo ottenuto - almeno finché rimaniamo "pazzi"- !
 
La logica degli obblighi del vostro mondo non ci riguarda più; seguiamo le nostre intuizioni e sensazioni, non più i vincoli di una società di individui incasellati in obblighi di funzioni luoghi ritmi.
 
Millenni fa molti di noi sarebbero approdati a pieno diritto alla professione di pizie o sciamano – cioè diventate grazie all’impazzimento persone con carattestiche non prevedibili, sensibili a segni a impulsi che voi non percepite - (Queste professioni non ci sono più ora, ma quello sarebbe il nostro ruolo più giusto).
 
Ora in questo mondo siamo sì fuori posto; quasi sempre nientefacenti, è vero!
ma non è che tanti ‘normali’ presi dall’ingranaggio della produzione e del posto, dal miraggio dell’acquisto, del gradino più in su, dal potere, siano facciano in realtà peggio di noi di fronte alla storia che corre?
 
La 'pericolosità' tanto paventata e temuta non risulta esserci all’indagine statistica seria.

Vedi in proposito le importanti rilevazioni statistiche compiute in Usa dalla Fondazione Mac Arthur di cui un brano di una prima versione tradotta è qui.
 
5 - RINFORZI AL PREGIUDIZIO NEGATIVO
 
Simultaneamente al fatto che manca una analisi critica appropriata, ci sono rinforzi a sostenere il pregiudizio.
Questi rinforzi provengono da familiari per difficoltà oggettiva della famiglia a sostenere un impazzito al suo interno. Alcuni familiari hanno anche interessi da guadagnare nell'allontanare deligittimare eredità .. .
 
Poi  nel paese o quartiere, ugualmente in difficoltà a sopportare l'impazzito, udire i suoi schiamazzi notturni e diurni…
Di solito si fa ben presto avanti qualcuno desideroso ad ergersi a campione-difensore del paese quartiere contro il possibile pericolo rappresentato dal pazzo; anche costui ci guadagna almeno politicamente nella crociata.
 
I ragazzini hanno un gioco in più, tormentare il pazzo che passa.
 
A livello politico prima o poi sorge o risorge qualcuno, perfettamente convinto di essere meno idiota di noi e che il giudizio negativo è giusto, che ci vuole rendere sicuramente inoffensivi …se per potersi ergersi a campioni della razza o per prender i voti degli idioti o per idiozia autentica, riteniamo probabile tutto questo insieme; oltre beninteso ad aver ritrovato il perfetto capro espiatorio di sempre, buono a persegutarlo nascondendo per il momento ben più gravi simultanee magagne. Ma questa persona o fazione o partito sosterrà pubblicazioni, stampa, radio, televisione rafforzanti il giudizio negativo. Giornalisti zelanti accorreranno alla sua greppia.  …..
 
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Riferimenti: la concezione di 'pazzo' come 'capro espiatorio' socioculturale è stata avanzata da Thomas Szasz fin dagli anni '960 (vedi in T. Szasz: Il mito della malattia mentale, seconda parte e lì sue citazioni di scritto precedente)
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NOTE :

(*) Filosofo che presuppone come dato indiscusso quel che dovrebbe prima di tutto controllare (che noi 'pazzi' deliriamo sempre, che i 'normali' non delirano mai, ...) : Remo Bodei : "Le logiche del delirio"

(**) Pregiudizio degli psichiatri : Giorgio Antonucci: "Il pregiudizio psichiatrico", Eleuthera

(***) Collusione della psichiatria con le industrie farmaceutiche : Elliot S. Valenstein: "Blaming the brain", The Free Press 1998, cap. VI ; ache qui Loren R.Mosher "dimissioni dalla American Psichiatry Association"

= = Vedi anche file "nonpericolosi" e link a Fondazione Mac Arthur