PROSPETTIVE ? (nota di no!pazzia /nostra modesta opinione - 1 marzo 003 - rivisto 1 magg 003)
quali prospettive per noi 'pazzi' ? .. come uscire dalla pazzia - o come conviverci ? .. quali attività ...? .. alternative ai servizi psichiatrici ?
A grande richiesta aggiungiamo al sito questo settore di materiali documenti proposte tentativi a proposito di quali prospettive di inserimento o riinserimento sociale; anche di alternative ai servizi psichiatrici.
Ma sia per lo inserimento sociale, sia per le alternative alla psichiatria, la attuale redazione di no!pazzia ha forte scetticismo, che prospettive ci siano.
Prima di tutto perché questi questioni sono prevalentemente poste dai familiari, noi 'pazzi' questi problemi li sentiamo e viviamo da un punto di vista completamente diverso. Infatti noi le soluzioni le abbiamo già trovate, siete voi familiari e conoscenti e società e cultura che non ce le riconoscete valide, che ci frapponete ostacoli, che ci inviate dallo psichiatra, il quale ci rende inabili con i farmaci.
Questo, di aver trovato soluzioni, di non essere malati bisognosi di alcuna cura, è e sarà sempre il nostro fermo punto di vista, perché dal nostro punto di vista - il solo per qualsiasi persona unico valido - è così. [D'altra parte riscontri scientifici seri di malattia medica per ciò che è chiamata 'pazzia' /schizofrenia, mania, maniaco-depressione, ../, nei luoghi più attrezzati di ricerca, non risultano].
Può darsi che ci convinciamo che la via buona per noi su cui speriamo e su cui ciascuno di noi è incamminato sia sbagliata, ma non è tanto facile che ciò avvenga. Le convinzioni globali su se stessi, sul mondo, e su se stessi nel mondo non cambiano dall'oggi al domani, né per le persone 'normali' né per quelle giudicate 'pazze'. Al massimo può cambiare che sempre restando su la stessa via noi si decida per una alternativa di azione anzichè un'altra, che questo è il vero nemico anziché quello, che questo è o non è un amico .. ecc. . Può pure succedere che mettiamo in un cantuccio le nostre nuove scoperte, la nostra nuova concezione, ma questo di solito solo se gli ostacoli esterni, la situazione esterna sfavorevole, che ci hanno mandato nella pazzia, si attenuano, scompaiono, diventano favorevoli. Quel che è chiamato 'impazzimento' è in realtà una ristrutturazione di sé, delle proprie convinzioni, un aver trovato la propria via importante, non la si abbandona molto facilmente, difficilmente la si abbandona per tornare ad una situazione avvilente, a un lavoro precario, .. .
Le nostre convinzioni sono sbagliate ? Probabilmente una grossa parte, ma non è detto tutte. E d'altra parte sono convinzioni, di tipo magico o magico religioso o d'importanza di sé di tipo magico o comunque di una intuizione di sé importante .. che si sono presentate migliaia e migliaia di volte nella storia dell'umanità e migliaia di volte sono state accettate per valide in questa o quella cultura, millenni fa o anche adesso in qualche tribù sperduta. Perchè per questa stessa convinzione ora da noi accettata, ritenere che il nostro cervello non funzioni? Al massimo basta non darci retta, non darci spago, dirci chiaro e tondo che ci si ritiene un pò "montati di testa", andati su "convinzioni strane" che non si condivide, prendere perciò distanze, ma lasciarci per il resto in pace, non "mandarci in cura" per forza.
La psichiatria è sbagliata in sé perché non c'è malattia medica e le cure deteriorano pesantemente e sempre più progrssivamente nel tempo; il cambiare una medicina con un'altra è solo un perdere tempo perché non c'è niente di malato da curare, ogni sostanza estranea che produca un qualche effetto psichico è una sostanza estranea non necessaria e sempre più progressivamente danneggiante, se assunta senza limite di tempo. Il 'farmaco' ci toglierà pure le "convinzioni strane" ma perché attutisce tutto il cervello, non perché cura una deficienza del cervello che non risulta esserci, e a lungo andare il farmaco invece danneggia il cervello.
[Al massimo per qualche giorno, quando siamo parecchio 'su di giri' ci si può dare un tranquillante, ma solo per pochissimi giorni, da smettere prima che intervenga assuefazione. E non ce ne sarebbe nemmeno bisogno se ci fosse un posto temporaneo in cui raccogliersi con tranquillità, se non si riesce a stare in famiglia]
Una buona parte di noi ritornano (il 30% in europa il 50% nel quarto mondo) spontaneamente del tutto con "i piedi per terra". Una situazione culturale e sociale più favorevole potrà forse migliorare queste statistiche. Attualmente i farmaci antipsicotici per-sempre-per-tutti-e-ovunque sta peggiorando queste percentuali.
Purtroppo comunque è nel destino millenario di noi 'pazzi' che noi si rimanga ai margini o fuori dalla società, sia perché ci emarginano gli altri, sia perché ci isoliamo da soli, a causa delle nostre convinzioni non conciliabili, che però ci danno forza ed individualità. E' meglio perciò che la società faccia i conti con questa irreducibilità come un dato, ci dia ci lasci uno spazio vitale minimo senza volerci 'curare' in realtà sopraffare danneggiare, come attualmente fanno i sedicenti "servizi di salute mentale" gran parte delle "comunità terapeutiche", gli psichiatri privati che danno a piene mani psicofarmaci per-sempre .., ..,.
Il massimo che noi 'sopravvissuti' alla 'pazzia' (e alle 'cure' degli psichiatri) possiamo fare facilmente è consigliare ai nuovi 'impazziti' di non credere molto alle loro nuove convinzioni, non voler strafare, rendersi conto che gli altri -familiari, amici, società - non credono alle nostre nuove convinzioni, difficilmente ci danno fiducia. Di prendersi pause di distrazione, di non-pensare, in modo che fenomeni dovuti a tensione mentale eccessiva quali 'voci' visioni .. si attenuino spontaneamente - non sperarci non contarci come scorciatoie magiche permanenti valide che ci si rimane intrappolati .. -. Ma simultaneamente guardarsi dai servizi di salute mentale, dagli psichiatri, dalle loro 'cure', perché la psichiatria non è vera medicina, non è scienza, le 'cure' farmacologiche danno dopo poche settimane assuefazione e danneggiano sempre più, al passare degli anni di somministrazione, sia il fisico che la mente..