NO!PAZZIA PSICOFARMACI

Benzodiazepine (tranquillanti minori) : assuefazione, dismissione

I “tranquillanti minori” , solitamente sono benzodiazepine:

Tavor Control Lorazepam Limbial Xanax Frontal Tienor Rizen Depas Valeans Valium Ansiolim En Librium Anseren Prazene Trepidan Halcion Lendormin Minias Roipnol Felison .. .. .. (vedi elenco dei più usati in Italia in fondo),

se somministrati oltre pochissimi mesi danno pesanti effetti collaterali e una sempre più difficile dismissione.

alleghiamo qui tre brani in proposito, diversi e indipendenti, ricopiati da :

BREGGIN-COHEN (Your Drug May be ..) | EFFETTI COLLATERALI (Tel Viola Milano) | PSICOFARMACI (Sospsiche) |

in brevissimo: Come dismetterli ?:

da Breggin-Cohen :
<<Nei casi in cui il dottore trova si possa agire rapidamente senza ospedalizzare, un programma “10 per cento a settimana” mi pare più ragionevole. Ma l'esperienza clinica con le benzodiazepine mette in rilievo che non è certo dannoso prolungare il periodo di dismissione, specialmente dopo che la dose iniziale è stata ridotta sotto il 50%.>>

Cioè ridurre la dose giornaliera di circa il 10% in peso o in volume e stare fermi per una settimana o più, poi ulteriore riduzione del 10% per un’altra settimana, .. ; arrivati sotto il 50% dell’iniziale rallentare ancor più. –[ se ad es. 20 gocce al giorno prima di dormire, passare a 18 gocce, dopo una settimana o dieci giorni passare a 16 gocce .. ; quando arrivati sotto 10 gocce prolungare il periodo a quindici giorni .. oppure ridurre una sola goccia ..]

SE GLI EFFETTI COLLATERALI (insonnia, ansia, tic, ipersensibilità alle luci in movimento, ..) aumentano, STARE FERMI più tempo SULLA DOSE RAGGIUNTA, NON RIAUMENTARE , SOPPORTARE, o si resta fregati a vita ! (o clinica specializzata!)

Per il probabile riaumento dell'insonnia durante e dopo la dismissione, no!pazzia consiglia di aspettarselo e prepararsi in anticipo, come : approntare libri da leggere, o colori e album da disegno, o cassette di film, o ... . Evitare caffè e thé serali. E invece prendere l'abitudine a una lunga passeggiata o corsetta pomeridiana .. .


Da Breggin Cohen : Your drug may be your problem , (vedi recensione qui) traduciamo:


Reazioni di dismissione delle benzodiazepine

[P.Breggin, D.Cohen:Your drug may be your problem -cap. 9]

Le reazioni alla dismissione delle benzodiazepine – psicofarmaci che costituiscono la maggior parte dei tranquillizzanti minori, sono le ordinarie pillole per dormire – sono molto ben documentate. Per la maggior parte delle persone che prendono bassi dosaggi, la maggior parte dei sintomi di dismissione consiste in un aumento della tensione nervosa e dell'ansietà ma si presentano anche disturbi motori e di percezione. Però le reazioni di dismissione possono diventare più gravi, perfino minaccianti la vita (vedi sotto).

I tranquillanti possono produrre reazioni di dismissione già dopo poche settimane che sono in uso. Studi sullo Xenax, ad es., hanno indicato un aumento dell'ansietà e panico alla dismissione già dopo otto settimane di uso. Più a lungo prendete il tranquillante e a più alte dosi e quanto più è rapida la dismissione - e più gravi saranno le reazioni alla dismissione. Reazioni gravi tendono ad esserci più frequentemente con i farmaci con periodo di dimezzamento (* od emivita vedi nota) breve, (17) quali l'Alcion (trizolam) usato solo come pillole per dormire e lo Xanax (alprazolam). Invece farmaci con periodo di dimezzamento intermedio sono Activan (lorazepam), Klonapin (clonazepam), Lectopam (bromazepam) e Serax (oxazepam). Farmaci con periodo più lungo sono Dalmane (flurazepam), Valium (diazepam), Tranxene (clorazepate) e Librium (chlordiazepoxide). Le benzodiazepine possono provocare reazioni di dismissione differenti se c'è simultaneamente assuefazione da alcool o barbiturici. In effetti producono in tali casi una reazione di dismissione simile a quella provocata da tali sostanze (18).

La sindrome di discontinuità

Un report di un gruppo di lavoro dell' American Psichiatric Association (1990) divide la “sindrome di discontinuità”[ndt: un altro nome meno allarmante usato dalla psichiatria ufficiale per le “reazioni di dismissione”, termine descritto dagli autori in altra parte del libro] dalle benzodiazepine in tre categorie con aggettivi descrittivi più d'uso familiare:

1. Sintomi di contraccolpo di ansietà e insonnia – sono gli stessi sintomi per arginare i quali il farmaco è stato originariamente prescritto, però più gravi. Questi sintomi di solito appaiono da uno a tre giorni dopo la dismissione. Per i farmaci con periodo di dimezzamento breve come Halcion, il contraccolpo “spesso si manifesta in uno svegliarsi nel mezzo della notte, con incapacità a riaddormentarsi a meno che non si prenda una nuova dose di triazolam”(19). Per alcuni pazienti questi sintomi di contraccolpo scompaiono dopo una settimana; per altri ci vuole due o tre settimane. Però la maggior parte delle persone che sperimenta queste reazioni non ne escono, dato che per superare l'angoscia rincominciano la cura.(20)

2. Riapparizione dei sintomi – il ripresentarsi il problema d' origine identico. Veramente, dato che il trattamento farmacologico aveva per bersaglio i soli sintomi e non le cause dell'ansietà, potete aspettarvi che l'ansietà ritorni se smettete il farmaco. Ma dato che la “riapparizione dei sintomi” e i “sintomi di contraccolpo” hanno probabilità di riapparire insieme, il vostro dottore può avere difficoltà a distinguere gli uni dagli altri. Però i sintomi di riapparizione tendono a durare più a lungo di quelli di contraccolpo.

3. Sintomi di deprivazione – l'apparire di sintomi nuovi 'discontinui' rispetto i sintomi esistenti prima dell'uso delle benzodiazepine. Anche se reazioni relativamente moderate, i sintomi di deprivazione possono includere sintomi 'flulike' [cioè simili ad effetti da influenza, ndt] quali nausea, vomito, malditesta, rigidezza e dolori musculari, stanchezza, diarrea, brividi, sudorazione. Simultaneamente altrettanto probabili insonnia ansietà tensione e un insieme di inusuali sensazioni alla testa. Una sindrome piena di deprivazione comporterà anche tremori, visione offuscata, tensione e ansietà estrema, attacchi acuti d'ansia, ipersensibilità panica a luci e suoni, gravi disturbi del sonno, equilibrio e coordinazione fisica compromessi, contorcenti e paurosi crampi muscolari, disturbi auditivi e visivi quali allucinazioni e tinnitus (ronzii negli orecchi), anoressia e perdita di peso (21), perfino psicosi, delirio, attacco apoplettico.

Come sopra detto, la dismissione da benzodiazepine (similmente alla dismissione da alcool o barbiturici) può comportare attacchi apoplettici. Sia gli adulti che gli anziani sono ugualmente a rischio, ma i colpi apoplettici sono più probabili nei casi in cui sono state usate alte dosi, erano implicati farmaci con periodo di dimezzamento breve, e dismissione di colpo.

Coinvolgimento del medico nella dismissione

Oggigiorno è prassi comune che i medici incoraggino gli utenti-da-lungo tempo di benzodiazepine a dismettere tali farmaci. Però molti di questi pazienti non vogliono farlo, dato che hanno trovato intollerabili i sintomi di deprivazione. Essi permangono in questi farmaci, chiedono al dottore di rinnovar loro le ricette. Questo in particolare avviene con anziani, specialmente donne, che hanno incominciato ad usare le benzodiazepine prima che i medici si fossero accorti del pericolo di dipendenza.(23).

Il coinvolgimento del medico prima, durante e dopo la dismissione è uno degli ingredienti più importanti per aver successo rispetto la difficoltà di dismissione.(24). I pazienti che dismettono benzodiazepine hanno necessità di supporto psicologico. Supporto che può andare da un semplice ma continuo incoraggiamento a tecniche più formali di trattamento dell'ansia, quali esercizi di respirazione, esercizi mentali, meditazione, supporto di gruppo; può anche includere psicoterapia.

Il vostro dottore riuscirà più efficiente se userà un protocollo ben definito di dismissione anziché un non strutturato graduale “vediamo come va”. Gioverà se vi ha fornito istruzioni scritte riguardanti ciscuno dei passi successivi da fare. Sebbene alcuni dottori prescrivono Inderal o Tegretol per minimizzare gli effetti di deprivazione da benzodiazepine, questi farmaci non hanno mostrato di essere molto utili, ad eccezione forse del caso che si debba dismettere la benzidiazepina molto rapidamente.(25)

La gran parte dei pazienti sono dismessi con successo quali pazienti esterni. Nei testi medici, si raccomanda talvolta di dismettere le benzodiazepine per i pazienti interni (ospedalizzati) passando prima ad un farmaco con lungo periodo quale ad es. il Valium, perché poi i sintomi di dismissione dal Valium sono meno gravi e si può dividere più agevolmente le dosi. Altri dottori ritengono, al contrario, che è meglio lavorare solo con il farmaco a cui il paziente si è assuefatto.

Alcuni dottori suggeriscono il metodo di riduzione del “10 per cento al giorno”, ma io ritengo che così mettono in un rischio non necessario il paziente. Nei casi in cui il dottore trova si possa agire rapidamente senza ospedalizzare, un programma “10 per cento a settimana” mi pare più ragionevole. Ma l'esperienza clinica con le benzodiazepine mette in rilievo che non è certo dannoso prolungare il periodo di dismissione, specialmente dopo che la dose iniziale è stata ridotta sotto il 50%. In circostanze ordinarie, comunque, i pazienti è opportuno siano fatti compartecipi del controllo del processo, specie rispetto a quanto lentamente condurlo.

NOTE

(*) Periodo di dimezzamento o emivita: è il tempo che impiega il corpo ad eliminare la metà del farmaco.



da TEL VIOLA MILANO : Effetti Collaterali

GUIDA ALL'USO E ABUSO DEGLI PSICOFARMACI

a cura del Telefono Viola di Milano (www.ecn.org/telviola) [da http://www.psicodissea.too.it/ ]

ANSIOLITICI

ovvero TRANQUILLANTI MINORI

ovvero IPNOTICO-SEDATIVO

indice:

A proposito delle vendite di tranquillanti - Benzodiazepine - Effetti collaterali - Combinando le bdz con altre sostanze - Altri farmaci ansiolitici ed ipnotici non benzodiazepinici


A proposito delle vendite di tranquillanti

I tranquillanti minori sono, tra le categorie di psicofarmaci, quelli più utilizzati, e l'Italia è addirittura al primo posto tra i paesi europei, e non certo, pensiamo, per il fatto che gli italiani siano più ansiosi di altri. Tali sostanze sono usate in Italia da circa 8/10 milioni di consumatori saltuari.

Le ragioni di questa smisurata somministrazione di psicofarmaci sono ancora una volta da ricercare negli enormi interessi economici organizzati sapientemente e sottilmente intorno ad un fenomeno di portata mondiale dalle industrie farmaceutiche e dalle lobbies più rappresentative di psichiatri e ricercatori. Basti pensare che l'immensa varietà e disponibilità di prodotti farmacologici in commercio non è giustificata, in relazione alla differente e potenziale "efficacia terapeutica", dalla gran parte degli studi commissionati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Negli Stati Uniti, in Inghilterra e nei paesi scandinavi esiste, inoltre, un controllo più attento sull'uso di tali psicofarmaci. Il farmacista, ad esempio, è tenuto a dare al "paziente" solo la quantità di farmaco prescritta dal medico. In Italia, al contrario la quantità non è indicata sulla ricetta, che, tra le altre cose, è molto spesso ripetibile. Tale modalità rende possibile e quasi naturale il fenomeno dell'autoprescrizione da parte degli stessi "pazienti". Questo può essere uno dei motivi per cui in Italia si vendono più farmaci.

Di fatto, questa leggerezza nel controllare e limitare l'uso di tali farmaci significa per le case farmaceutiche moltiplicare mercati e profitti e per i cosiddetti pazienti fare incetta di Tavor o o di Roipnol quando e ovunque lo vogliano.

Ma, come se non bastasse, rincarando volutamente "le dosi e le iniezioni di fiducia", molti psichiatri vanno dicendo che grazie a questi prodotti è "risolto" o quasi il problema dell'ansia generalizzata, dell'insonnia, etc... Queste dichiarazioni, suffragate da nulla, si ripetono ciclicamente ogni quattro o cinque anni in concomitanza con il lancio di nuovi prodotti e sono operazioni di tipo commerciale che servono a tenere vivo il mercato per non far crollare le vendite. Questi farmaci, infatti, presentati come nuovi, non sono tali , ma sono in realtà vecchi farmaci le cui formule sono state solo parzialmente riviste.

Nel confronto tra popolazioni di consumatori, i tranquillanti minori sono utilizzati prevalentemente da donne (65%, con punte anche del 70%), forse perché a reali problemi, relativi a una condizione non sempre acquisita di parità ed autonomia, è più semplice rispondere con l'uso di psicofarmaci, piuttosto che con un profondo cambiamento delle condizioni di vita.

Benzodiazepine

Sono la categoria principale e più rappresentativa degli ipnotico-sedativi. Si distinguono in quelle che vengono eliminate lentamente dal nostro organismo, i cui nomi di prodotti in commercio sono: Frisium, Transene, En, Librium, Psicofar, Reliberan, Seren Vita, Madar, Madar Notte, Aliseum, Ansiolin, Eridan, Noan, Tranquirit, Valium, Vatran, Dalmadorm, Felison, Flunox, Midorm A.R., Remdue, Valdorm, Anseren, Nobrium, Domar, Prazene, Trepidan, Oniria, Quazium, Darkene, Roipnol, Valsera, Mogadon, Tri.

E quelle benzodiazepine che vengono eliminate più celermente (usate nel trattamento dell'insonnia): Control, Lorans, Quavit, Tavor, Tavor Expidet, Minias, Adumbran, Limbial, Quilibrex, Serpax, Euipnos, Normison, Mialin, Valeans, Xanax, Compendium, Lexotan, Lexotan Plus, Lendormin, EsiIgan, Depas, Pasaden, Halcion, Songar. Venendo eliminate più rapidamente evitano i fenomeni di sedazione durante il giorno.

Agiscono sul sistema nervoso centrale con una azione definita "depressiva" che in questo caso si riferisce all'azione inibitoria, sedativa di questi farmaci. Come per tutte le sostanze che hanno un'azione simile, la risposta di chi prende tali farmaci dipende dal dosaggio e varia da persona a persona: a bassissime dosi eccita, alzando le dosi eccita ulteriormente, alzandole ancora di più provoca sonno e in casi di dosi estremamente massicce (sovradosaggio) porta a gravi stati di malessere psicofisico fino anche al coma.

Le benzodiazepine (BDZ) vengono utilizzate per il trattamento degli stati ansiosi e dell'insonnia: dagli attacchi di panico all'agorafobia, all'ipocondria a situazioni di stress e ansia generalizzata.

Tali sostanze possono nel tempo risultare molto pericolose ed il loro utilizzo può anche portare ad una crisi "psicotica" (i sintomi descritti sono deliri ed allucinazioni) che verrà poi probabilmente affrontata con i "tranquillanti maggiori" o neurolettici.

Non è da sottovalutare il fatto che esse provocano, come ogni sostanza psicoattiva, dipendenza fisica, psicologica, tolleranza ( = bisogno di aumentare la dose per sentirne gli effetti) e crisi di astinenza. A meno che non intervengano gravi effetti collaterali che rendano necessaria una brusca interruzione del trattamento, la sospensione di una terapia con BDZ deve essere graduale (il tempo necessario per chi volesse sospendere il trattamento è da calcolare assieme ad un medico che valuti con attenzione le modalità di riduzione del farmaco). Infatti una brusca sospensione delle BDZ può provocare ansia, insonnia, irritabilità, nausea, cefalea, palpitazioni, tremori, sudorazione, meno frequentemente dolori muscolari, vomito, intolleranza alle luci e ai suoni e raramente convulsioni e una serie di disturbi contrastanti quali: eccitazione, tristezza, delirio, allucinazioni, difficoltà a pensare e ad esprimere le proprie emozioni.


Effetti collaterali

Gli effetti collaterali frequenti a dosaggio base sono:

eccessiva sedazione, confusione mentale, astenia, diminuzione della prestazione psicomotoria e cognitiva;

gli effetti meno frequenti sono amnesia e irrequietezza;

quelli invece rari sono: vertigini, stati di eccitamento, reazioni cutanee, amenorrea ( = mancanza del flusso mestruale) e galatorrea ( = produzione di latte nella donna in assenza di gravidanza e anche nell'uomo).


Combinando le bdz con altre sostanze

Bisogna fare attenzione nel combinare le BDZ con gli alcolici, tale interazione può causare, infatti, problemi cardiorespiratori, può prolungare i tempi di eliminazione delle BDZ (nel caso delle BDZ a eliminazione lenta) e provocare fenomeni di accumulo (ovvero effetti di potenziamento ed effetti eroino-simili nel caso, per esempio, dell'associazione di Tavor con alcolici).

L'azione delle BDZ con altri farmaci che "deprimono" il sistema nervoso centrale provoca un aumento dell'effetto farmacologico di entrambi i farmaci.

In generale andrebbe evitato il più possibile sia il consumo di psicofarmaci combinati tra loro, sia di psicofarmaci e farmaci. Infatti, le BDZ a eliminazione lenta combinate con altri farmaci quali Cimetidina (farmaco antiulcera), Propanolo (farmaco che controlla la pressione), contraccettivi (pillole) aumentano il tempo di eliminazione sia delle stesse BDZ che di questi altri farmaci, mentre con la Digossina (farmaco usato per problemi cardiaci), gli anticoagulanti e la Fenitoina (farmaco usato per epilessia e, occasionalmente, per emicranie o aritmie) aumentano il tempo di eliminazione e l'effetto di questi ultimi.


Altri farmaci ansiolitici ed ipnotici non benzodiazepinici

Questi farmaci presentano caratteristiche molto simili a quelle delle BDZ. Essi sono:

Buspirone,

nome dei prodotti in commercio: Axoren, Buspar, Buspimen.

Gli effetti di tale farmaco sono percepibili solo dopo 8-10 giorni di trattamento ed il tempo di eliminazione varia tra le 4 e le 28 ore.

Il meccanismo di azione di tali farmaci è assimilabile a quello osservato per i neurolettici (di cui parleremo più avanti), ma ha effetti simili a quelli degli ansiolitici di cui abbiamo già descritto la tossicità.

Zolpidem,

nome dei prodotti in commercio: Ivadal, Niotal, Stilnox.

Tale farmaco viene completamente assorbito ed eliminato nel giro di 1-4 ore.

E' ben più tollerabile delle BDZ, non produce modificazioni nell'architettura del sonno e non sono stati riportati fenomeni di insonnia derivante dalla brusca sospensione del trattamento. Inoltre non ha controindicazioni anche nel caso di un suo uso insieme all'alcol.

Zopicione,

nome del prodotto in commercio: Sovipan.

Tale composto si distribuisce estesamente nei tessuti dell'organismo e viene secreto nella saliva e nel latte materno.

Il suo tempo di eliminazione va dalle 3 alle 6 ore.

E' utilizzato solo per il trattamento dell' insonnia.

L'effetto collaterale più frequente è la sensazione di amaro in bocca, mentre non sono stati riscontrati problemi nelle prestazioni psicomotorie e cognitive al mattino successivo all'assunzione del farmaco



da SOSPSICHE:

ELENCO e qualche nota sulle benzodiazepine più usate in Italia

(è un documento psichiatrico e al solito gli effetti negativi del ‘farmaco’ sono fortemente minimizzati)

(Da Sospsiche - www.sospsiche.it - psicofarmaci file pdf)

BENZODIAZEPINE

Negli anni sessanta la scoperta delle benzodiazepine (BDZ) ha costituito una vera e propria rivoluzione nella terapia dei disturbi d’ansia, delle turbe del sonno e della patologia convulsiva. I principali effetti farmacologici delle BDZ sono: ansiolitico, sedativo, ipnoinducente, miorilassante ed anticonvulsivante.
L’azione ansiolitica viene sfruttata per il trattamento dei sintomi ansiosi che accompagnano molte sindromi psichiatriche.

Indicazioni terapeutiche

Per quanto riguarda i disturbi d’ansia, l’impiego di questi farmaci è stato ridimensionato negli ultimi anni, in quanto nella prospettiva di un trattamento a medio e lungo termine gli antidepressivi sono preferibili per evitare la tolleranza e la dipendenza che le BDZ possono indurre. L’unica indicazione al trattamento benzodiazepinico è il disturbo d’ansia generalizzato che però raramente si manifesta in forma pura. Anche in questi casi, se il trattamento deve essere protratto a lungo termine, è più indicato introdurre un farmaco antidepressivo di documentata efficacia ansiolitica. Le BDZ sono utilizzate nel trattamento dell’agitazione psicomotoria del paziente schizofrenico o maniacale.

In base all’emivita le benzodiazepine si distinguono in quelle a emivita breve (<6ore), intermedia (<24 ore) e lunga (>24 ore).

Le più comuni BDZ ad azione prevalentemente ansiolitica sono:

Emivita breve-intermedia :

Lorazepam (Tavor, Control, Lorans, Lorazepam Dorom)

Oxazepam (Serpax, Limbial)


Emivita intermedia

Alprazolam (Xanax, Frontal, Valeans, Mialin)

Bromazepam (Lexotan, Compendium)

Clotiazepam (Tienor, Rizen)

Etizolam (Depas, Pasaden)

Emivita lunga:

Diazepam (Valium, Ansiolin, Tranquirit)

Clordemetildiazepam (En)

Clordiazepossido (Librium)

Ketazolam (Anseren)

Prazepam (Prazene, Trepidan)

Le più comuni BDZ ad azione prevalentemente ipnoinducente sono:

Triazolam (Halcion, Songar) emivita breve

Brotizolam (Lendormin) breve

Estazolam (Esilgan) emivita intermedia

Lormetazepam (Minias) intermedia

Flunitrazepam (Darkene, Valsera, Roipnol) emivita lunga

Flurazepam (Dalmadorm, Felison, Valdorm) lunga

Nitrazepam (Mogadon) lunga

Quazepam (Quazium) lunga

Effetti collaterali

Le BDZ sono farmaci maneggevoli e gli effetti collaterali sono pochi e di ridotta entità. I più comuni

sono: sedazione, astenia, ridotte performances di tipo psicomotorio e cognitivo, effetti residui il

mattino successivo all’assunzione di una dose ipnotica serale (sensazione di malessere generale,

cefalea, senso di stordimento), effetti sulla vita quotidiana (diminuita efficienza nella guida di veicoli

se associate all’alcool). Nei pazienti anziani si possono manifestare confusione mentale, vertigini,

atassia, effetto paradosso (ansia, irritabilità), amnesia anterograda.

Tolleranza, dipendenza e abuso

Viene definita tolleranza quella situazione in cui è necessario l’impiego di dosi sempre maggiori di un

farmaco per ottenere gli effetti clinici desiderati. Questo fenomeno, ben documentato per i barbiturici

un tempo impiegati per il trattamento dell’ansia, non lo è nel caso delle BDZ. Il problema si pone nei

casi di abuso o di “malpractice” nella somministrazione di BDZ. In caso di dipendenza fisica e

psichica si può sviluppare un effetto rimbalzo (insonnia) e una sindrome da sospensione (ansia,

insonnia, tremore, nausea, perdita di peso, difficoltà di concentrazione, emicrania, spasmi muscolari,

anormalità senso-percettive) in seguito alla sospensione del farmaco, di durata variabile da una a

quattro settimane. La comparsa di tale sindrome è favorita dall’uso protratto di BDZ (oltre 6 mesi),

dal dosaggio elevato, dall’autosomministrazione del farmaco con indicazioni, dosi e tempi inopportuni, dalla brusca interruzione e forse dal tipo di molecola (sembra che le BDZ a breve emivita favoriscano maggiormente la comparsa di questa sindrome).

Effetti sul neonato e sul feto

Sindrome d’astinenza nel neonato (tremore, ipereccitabilità, disturbi gastrici); sintomatologia da

sovradosaggio nel neonato (stato soporoso, ridotto tono muscolare, ridotta suzione e depressione

muscolare); possibile rischio di terogenità (labbro leporino, palatoschisi).


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No!Pazzia - benzodiazepine - aprile 004