NO ! PAZZIA NOTIZIE


RESTAURAZIONE PSICHIATRICA IN ITALIA

nuovi minimanicomi - psicofarmaci per forza a vita - bambini subito psicofarmizzati !

richieste di no!pazzia ai parlamentari (nel nostro piccolo ci teniamo a dire comunque la nostra!) NO ! PAZZIA Roma 1 ottobre 2001

(sotto allegati articolo su Repubblica 20sett 01 ; comunicato stampa Psichiatria Democratica)

In discussione preliminare al parlamento italiano nuove proposte di legge del centro-destra pesantemente restauratrici; annullanti lo spirito e i risultati faticosamente raggiunti dalla legge ("Basaglia")180.

E' iniziata la discussione alla commissione proposte di legge del parlamento tre proposte di legge / Burani-Forti (Forza Italia) / Cé (Lega Nord) / Cento (gruppo misto - girasole)/ .

(E' possibile consultare il testo integrale di queste proposte ad es. in Consulta per la Salute Mentale dove c'è anche il verbale della discussione in Commissione con interventi oltre che di Burali-Forti anche contrari della sen. Maura Cossutta e della ex ministro della sanità Rosy Bindi; altro materiale nel sito di Psichiatria Democratica , alcuni interventi nella lista di discussione (email visibili senza iscriversi) no-psichiatria

Il centro-destra non smentisce la sua fama di essere contro i "diversi", di volerli poliziescamente controllare anche in carceri o simili, per questo appena giunta al potere corre subito ad affidarsi mani e piedi alla psichiatria più bieca - quella per cui nonostante la cronica mancanza di prove scientifiche che la 'pazzia' sia una malattia biologica, ciononostante l'ipotesi che si tratti di una vera malattia biologica è assunta come postulato di verità assoluta-. E da questa psichiatria più bieca torna a pretendere gli stessi mezzi e modi e obblighi della vecchia psichiatria dei manicomi: la coercizione in reparti chiusi per i più recalcitranti (almeno tre di questi nuovi "minimanicomi" per regione); l'obbligo per legge del trattamento (pene per i medici che non lo attuano); una psicofarmizzazione pesante se opportuna a vita (Trattamenti Sanitari Obbligatori anche a casa e ripetibili indefinitivamente). Nonché - questa una novità [proposta Cé], ma una novità pervicacemente già richiesta dalle industrie produttrici di psicifarmaci, che già da tempo invia psichiatri compiacenti nelle scuole - un cercare e subito trattare a psicofarmaci con nuove speciali strutture bambini e ragazzi.

Gli psichiatri di derivazione basagliana come quelli di Psichiatria Democratica, si stanno opponendo a questo quasi annullamento della legge 180, detta "legge Basaglia",(vedi allegato tratto dal loro sito); ma hanno secondo noi gran parte di loro l'handicap di non aver continuato l'autocritica radicale iniziata da Basaglia, autocritica che già con Basaglia giungeva a sfiorare la competenza della Medicina e dei Medici Psichiatri (quasi raggiungendo la sponda antipsichiatrica di Szasz, Laing, Cooper, del nostro Antonucci -secondo noi di no!pazzia giusto e unico approdo valido!-). Aver concesso troppa fiducia alla psichiatria tradizionale, alla teoria biologica della pazzia e agli psicofarmaci. Essersi fondamentalmente basati solo sugli psicofarmaci, non aver dato affatto ascolto alle teorie /e ai risultati sperimentali scientifici/ critiche dell'ipotesi biologica della pazzia. In particolare non hanno affatto proposto e tentato esperienze come - all'estero- le cliniche Soteria per schizofrenici - senza psicofarmaci !- Se ora la restaurazione del centro destra tira avanti una controriforma basata su una psichiatria tipo anteguerra molto più sbirro che medico, con ampio spazio beninteso al bussiness delle cliniche private, su psicofarmaci per forza ovunque e sempre anche ai bambini, ai ragazzi e agli anziani, questo è anche una conseguenza della loro condiscendenza ampia alla teoria medica della pazzia e agli psicofarmaci.

Per conto nostro - del piccolo gruppo di no!pazzia-, noi non possiamo che riproporre le nostre tesi di fondo:

-Che la 'pazzia' non è una malattia medica del cervello; ma solo una opinione diversa, per quanto avventata e distante dalla concezione del mondo coirrente, sempre e solo una opinione. La medicina non è competente. [vedi settore 'Fondamenti' in no!pazzia, in particolare "La pazzia non è una malattia medica"]

-Che la 'pericolosità' dei 'pazzi' e la concezione negativa della pazzia è esclusivamente pregiudizio radicato, diffuso dai media [alle indagini statistiche serie "Non risulta che noi siamo più pericolosi" dei 'normali']; che c'è chi ci guadagna - nella società, nel vicinato, talvolta anche nella famiglia d'origine, a renderci 'capro espiatorio'. Pregiudizio istaurato con meccanismo socioculturale sostanzialmente uguale a quello che colpiva gli ebrei sotto il nazismo [Vedi: "Pregiudizio e capro espiatorio" ].

-Che abbiamo diritto ad impazzire, alla pazzia. Che si tratta di un meccanismo estremo proprio dell'uomo di trovare soluzioni estreme in situazioni estreme. Vogliamo essere lasciati in pace, uno spazio nostro senza sopraffazioni e senza tutori e cure ( visto anche che questa pericolosità non c'è più del normale) [Al massimo possiamo concedere a quei familiari sempre paurosi di nostro sperpero di risorse, che le nostre siano in parte congelate e ridate lentamente - ma non a loro regalate!].

-Che l'attuale gestione della pazzia da parte della psichiatria fa solo l' interesse degli psichiatri e delle industrie farmaceutiche a loro legate a doppio filo, non il nostro interesse: le loro 'cure' ci danneggiano la mente e il corpo (come risulta anche dall'indagine statistica delle guarigioni prima e dopo l'era degli psicofarmaci, nessun miglioramento sostanziale dopo!) [vedi: Loren R Mosher : "Lettera di dimissioni dall'American Psichiatric Association" 1999; Elliot S.Valenstein : Blaming The Brain, 1998, chapit. VI; Peter R Breggin : "Brain-Disabling Treatments in Psychiatry: Drugs, Electroshock, and the Role of the FDA" ,1997, primo capitolo qui tradotto.; anche 'Osservatorio Italiano Salute Mentale' e 'appello alla Consulta Italiana per la Salute Mentale' in PROXIMA oism ]

CHIEDIAMO PERTANTO AL PARLAMENTO:

1-una analisi condotta da una commissione scientifica (senza psichiatri dentro!) che stabilisca /analizzando la letteratura scientifica internazionale attuale/ se ci sono prove o meno di effettiva malattia medica - cioè biologica o biochimica-, basata su effettivi riscontri scientifici per le cosiddette malattie del gruppo della pazzia. Quindi la competenza o meno degli psichiatri. [Facciamo notare comunque che l'American Association of Medicine ha declassificato a "non-patologie" le malattie del gruppo della pazzia; l'associazione dei medici italiani le classifica "patologie" o meno? Se non c'è questa "patologia" che sia tolta questa parola da tutti i testi di legge concernenti. Se non c'è "patologia" né i medici né gli psichiatri sono pienamente competenti, che nelle strutture competenti la 'Salute Mentale' subentrino a pieno titolo e potere psicologi e sociologi ... [Noi chiediamo che sia esaminata a nostro favore /ex pazzi antipsichiatri/ la letteratura scientifica selezionata da Loren R. Mosher, lo psichiatra di fama mondiale creatore delle cliniche Soteria, ora dissidente dalla psichiatria ufficiale]

2-una analisi degli interlacciamenti d'interessi secondo noi perniciosi tra industria farmaceutica e psichiatria, sia a livello di singoli psichiatri nel territorio /prebende, invito gratuito a meeting, ../ che di ricerca universitaria, che di licenze autorizzazione di farmaci. [Per gli Usa vedi ad es. sito Mind Freedom e E.S.Valenstein : Blaming The Brain chap.VI; per l'Italia per prebende, invio gratis a meeting,.., trasmissione televisiva su canale nazionale in prima serata del ottobre 2001]

3-riduzione dello stigma mediante proibizione dell'attuale informazione peggiorativa a nostro riguardo sui media.

4-spazi abitativi individuali indipendenti autogestiti singolarmente (tipo piccole case dei terremotati ..; esperienze in proposito per miniabitazioni monolocale di pochi mq. prefabbricate per gli homeless in California ..)

5-che in ogni caso i nostri soldi non siano dati a nessuno in particolare no ai familiari spesso interessati; eventualmente un meccanismodi deposito bancario che ci restituisce una diaria mensile di sopravvivenza minima, eventualmente integrata dallo stato se non troviamo lavoro.

5-prevenzione di "pazzia senza ritorno" mediante informazione preliminare diffusa su cosa è -secondo noi ex pazzi- la pazzia, l'allucinazione, .. Che è tutt'altro che certo che gli psichiatri siano competenti. Che gli psicofarmaci antipsicotici dopo poche settimane sono nettamente controproducenti.

6-utilizzo rilevante di ex utenti come operatori pagati a pieno titolo esperti, nelle strutture di 'Salute Mentale' [Ad es. esperienza "Casa del Fuggitivo di Berlino"]. Anche, in queste strutture riduzione drastica della presenza e del potere degli psichiatri, a favore invece di sociologi, filosofi, antropologhi, psicologi, ...[Esperienza "Casa del Fuggitivodi Berlino"; Statuto dell'European Network ex Users and Survivors (ENUSP): art.2/d:"demedicalizzare la psichiatria"] Qualsiasi struttura "curativa" o commissione che ci riguardi deve avere come componenti ex utenti, sociologi, filosofi, antropologhi, psicologi come componenti essenziali, gli psichiatri debbono essere in minoranza - o affatto!

7-analizzare e favorire esperienze alternative alla psichiatria farmacologica : Le esperienze Soteria ; La casa del Fuggitivo di Berlino; Le esperienze di Giorgio Antonucci ; ..


ALLEGATI :

articolo su La Repubblica del 20/09/2001

comunicato stampa di Psichiatria Democratica del 20/09/2001


quotidiano " La Repubblica" 20 settembre 2001

"La 180 è da riformare"
tornano i minimanicomi

Polemica sulle proposte di Forza Italia e Lega in commissione Affari sociali

MARIO REGGIO

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ROMA - Strutture residenziali di assistenza per accogliere i malati mentali più gravi «pericolosi per sé e per gli altri», con un massimo di 50 posti letto; trattamento sanitario obbligatorio su richiesta di «chiunque ne abbia interesse» ma convalidato da uno psichiatra, per 72 ore (nelle situazioni di emergenza) e fino a due mesi.
Sono i cardini della riforma della legge "180" - quella che 22 anni fa mise in Italia la parola fine ai manicomi - proposta da Forza Italia e dalla lega Nord e di cui ieri è cominciato l'iter parlamentare con la discussione in commissione Affari sociali di Montecitorio.
Il centrodestra vuole cambiare strada: «La legge "180" ha rivelato enormi lacune», è l'atto di accusa di Maria Burani Procaccini (FI) e di Alessandro Cè (Lega), firmatari dei due nuovi progetti di legge. Durissima la reazione dell'opposizione di centrosinistra che parla di «restaurazione rozza e ideologica», di «riapertura dei manicomi» e di «gravissimo colpo di spugna».
La "rivoluzione" teorizzata dallo psichiatra triestino Franco Basaglia e tradotta nella legge "180" ha avuto un percorso accidentato che tuttavia, tra polemiche e sforzi, ha portato alla chiusura della quasi totalità dei vecchi manicomi e alla creazione di molti centri di sostegno e di assistenza sul territorio ai pazienti psichiatrici e alle famiglie. «Non parliamo di ritorno ai manicomi, per carità, ma di reparti protetti di cura. E comunque, non ci devono essere guerre di religione, né leggitabù», afferma ieri mattina Burani Procaccini. Mentre in commissione l'Ulivo annuncia il braccio di ferro negli interventi dell'ex ministro della Sanità, la Popolare Rosy Bindi; del diessino Giuseppe Lumia («Significa creare aree manicomiali. Si torna all'istituzionalizzazione del malato di mente»); di Luana Zanella dei Verdi («Ecco qui, la vecchia logica manicomiale»).
Nel merito, le nuove norme prevedono il trattamento sanitario obbligatorio "d'urgenza e ordinario", su richiesta di "chiunque ne abbia interesse", vale a dire familiari, operatori sociali, psichiatri o medici di famiglia. E una commissione dovrebbe decidere sulla convalida del Tso. Inoltre, strutture residenziali con assistenza continuata (Sra) potranno accogliere non più di 50 malati e ne saranno previste almeno tre per Regione. I familiari non possono essere obbligati alla convivenza con i malati di mente maggiorenni, anche se saranno stabiliti incentivi per le famiglie disposte a mantenere il malato. La prevenzione e la cura sono affidate ai Dipartimenti di salute mentale (Dsm) o di psichiatria e la gestione dell'assistenza è affidata a un'integrazione pubblicoprivato. Per gli ex ospedali psichiatrici è prevista la chiusura, la riconversione o la vendita destinando il ricavato alla realizzazione o all'adeguamento di strutture a favore dei malati psichiatrici. Da "Psichiatria democratica" arriva immediata la bocciatura della proposta di riforma: «È lesiva e fortemente pericolosa per i cittadini. Riesce a essere nello stesso tempo oscurantista, semplicistica e inadeguata ai bisogni e ai diritti dei cittadini». La comunista Maura Cossutta rincara: «L'obiettivo del centrodestra è la cancellazione di tutte le conquiste della legislazione degli Anni ?70: servizio sanitario, statuto dei lavoratori, aborto e ora legge "180"».


PSICHIATRIA DEMOCRATICA

Comunicato stampa

Presso la Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati, è iniziata la discussione sulla proposta di legge dell'On. Burani Procaccini che ha come obiettivo lo stravolgimento dell'attuale ordinamento della Salute Mentale.

Psichiatria Democratica ritiene il testo in discussione, in tutte le sue parti, lesivo e fortemente pericoloso per i cittadini.

Secondo il Segretario ed il Presidente di P.D. - che si sono immediatamente attivati per richiamare l'attenzione di coloro che, a vario titolo, sono impegnati quotidianamente a fianco dell'utenza e dei familiari- il testo riesce ad essere, nello stesso momento oscurantista, semplicistico e totalmente inadeguato ai bisogni ed ai diritti dei cittadini, oltre che mostrare una scarsa e vaga conoscenza delle tantissime esperienze territoriali maturate in questi anni nel Paese, sia al sud che al nord.

Nella proposta di legge - un pout pourrie di idee dall'impasto raccapricciante - si va, per quel che concerne i ricoveri in T.S.O., dalla possibilità di richiederli da "chiunque ne abbia interesse " a quella di espletarli persino nelle strutture residenziali: novelli manicomi che potrebbero ospitare, ognuna, fino a cinquanta persone!!!!!!

Per Lupo e Canosa gli attentati ai diritti del cittadino , presenti nella proposta Burani non finiscono qui, difatti: le strutture residenziali potrebbero ospitare anche "anziani con autosufficienza limitata o non autosufficienti", verrebbe inoltre ripristinato il famigerato "pronto soccorso psichiatrico" ed i Trattamenti Sanitari Obbligatori ( T.S.O.) potrebbero arrivare ad una durata di due mesi, rinnovabili (ovvero senza limiti!!!). Inoltre si propone la costituzione di una Commissione presso il giudice tutelare composta da medici e familiari (remunerata su base oraria?.), una sorta di gran giurì, che in barba alle elementari norme di diritto, deciderebbe persino sulla convalida dei T.S.O. Il testo riserva anche altre "sorprese": i servizi dei Dipartimenti di Salute Mentale potrebbero essere anche a gestione privata (!) e "le aree e gli edifici degli ex ospedali psichiatrici sono utilizzati per la realizzazione di strutture a favore dei malati di mente". Se questa non significa la riapertura dei manicomi per giovani ed anziani??

Psichiatria Democratica teme che il ritorno al conflitto ideologico, alle "guerre sante" nasconda, malamente, il tentativo di privatizzare la Salute e giustificare una richiesta di sicurezza a fronte delle necessità reali di pazienti, familiari, operatori e di quanti, nel Paese si battono per l'emancipazione e la tutela di quanti esprimono sofferenza, disagio ed emarginazione.

Napoli 20 settembre 2001

Matera 20 settembre 2001
PSICHIATRIA DEMOCRATICA