NO!PAZZIA  DOCUMENTI

Una delegazione di SCI International ed una del WNUSP hanno partecipato ad un Congresso ONU sui diritti umani dei disabili (partecipavano anche disabili non psichiatrici) a fine giugno 2003 a New York


Una delegazione di alcuni "sopravvissuti alla psichiatria", costituita da membri di Support Coalition international e di World Network (ex-) Users and Survivors of Psychiatry (WNUSP), ha partecipato l'estate scorsa 2003 ad un meeting alle Nazioni Unite a New York per redigere un documento riguardante i diritti umani dei disabili...

Traduciamo la relazione apparsa recentemente in proposito su SCI International Mindfreedom www.mindfreedon.org

Support Coalition International Notizie


SOPRAVVISSUTI ALLA PSICHIATRIA INTEVENGONO A UN CONGRESSO DI DUE SETTIMANE ALLE NAZIONI UNITE

Un Congresso di due settimane, riguardante la redazione di un documento base sui diritti umani dei disabili, è appena finito oggi alle Nazioni Unite (ONU) a New York.

Sopravvissuti psichiatrici aderenti a Support Coalition International e alla Rete Mondiale di Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria (WNUSP) hanno partecipato al Congresso e presentato richieste circa i diritti umani nel sistema della Salute Mentale.

SCI International è accreditata presso le Nazioni Unite in qualità di Organizzazione non Governativa (NGO) con status consultativo e promozionale. Cecilia Brown, presidente di SCI International, è stata direttrice della delegazione e sostiene:"E' molto importante che ci sia una voce che sostenga i diritti delle persone sottoposte al sistema psichiatrico, nel mondo. Sono molto felice."

I delegati che con credenziali di rappresentanti di SCI International hanno seguito i lavori del "Congresso Riservato alla Convenzione Internazionale sulla Disabilità, La Dignità e i Diritti Umani per Persone Disabili tenutosi dal 16 al 27 giugno 2003 (anche se tutti non hanno potutoi esser sempre presenti), sono stati:

Celia Brown, Judi Chamberlin, Neil Covatta, Janet Foner, Myra Covary, Kate Millet, Darby Penney, Laura Prescott, Eric Riss, James Rye.

Gli attivisti di SCI che hanno seguito i lavori al congresso Unu, riferiscono che hanno potuto dir la loro e stabilire relazioni con molti alleati chiave delle comunità internazionali di disabili attenti ai diritti umani. Questo è stato il secondo Congresso Onu sullo stesso scopo a cui hanno partecipato delegati SCI. Tutto il procedimento si ritiene che richiederà alcuni anni.

QUI SOTTO riportiamo:

  1. Il documento letto e distribuito alle Nazioni Unite dai delegati SCI International
  2. Una nota di Janet Foner, una delle delegate SCI, e
  3. Un articolo di David Oaks pubblicato nel numero di giugno 2003 su _Humain Rights Tribune_ circa i Sopravvissuti psichiatrici l'Onu e la Comunità internazionale per i diritti umani

Il Documento presentato da Support Coalition International alla Convenzione ONU sulle disabilità

SCI International rappresenta 100 gruppi in 11 paesi che costituiscono una coalizione per umane alternative e diritti umani in psichiatria. Siamo una organizzazione indipendente condotta da sopravvissuti alla psichiatria e che include anche assistenti sociali, familiari e persone comuni. Siamo una Associazione Non Governativa (NGO) con status consultativo presso l'Onu.

Apprezziamo il lavoro svolto dalla Rete Mondiale di Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria (WNUSP) e siamo d'accordo con quanto proposto dalla loro commissione a questo Congresso, per una ampia internazionale Convention per promuovere i diritti e la dignitù di persone disabili. Siamo anche d'accordo e appoggiamo gli altri documenti presentati dalle altre organizzazioni NGO, dato che sono tutte eccellenti e sostengono argomenti importanti con cui SCI è d'accordo.

Proponiamo che siano anche prese in considerazione dalla Commissione le sottostanti richieste di disabili psichiatrici.

Queste richieste sono, o pensiamo che lo siano, importanti per tutte le persone con disabilità. Siamo tutti persone disabili in un ambiente che ci stigmatizza e discrimina. Ma alcune delle nostre richieste sono uniche dato che la malattia mentale è una categoria legale, che sia una malattia reale o immaginaria, è però legale.

Noi dobbiamo contrastare le azioni della istituzioni che agiscono contro la nostra volontà, con i psicofarmaci per forza, con l'elettrochoc per forza, costrizioni reclusioni e lobotomia. Le umiliazioni e l'effetto traumatico di tali trattamenti forzati possono essere molto pesanti per le persone, rendere difficile guarire e ristabilirsi. Possiamo essere resi permanentemente disabili da questi trattamenti iatrogeni, cioè danneggianti. Trattamenti iatrogeni, in particolare, possono risultare quelli che causano un danno neurologico, ad es. la discinesia tardiva.

Noi Chiediamo:

  1. La creazioni di alternative vivibili che si possano scegliere liberamente, come curare il supporto reciproco o la certezza di una casa.
  2. L'auto-determinazione.
  3. Il diritto di poter fare scelte informate sui servizi e sulle nostre scelte di vita.
  4. Anziché gli psicofarmaci come prima linea di intervento, che siano invece usate prima tutte le altre possibili alternative .
  5. *Che si possa accedere ai servizi senza dover diventare poveri per poterli ricevere.

*Studi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nei paesi in via di sviluppo, riferiscono che le persone in tali paesi, che ricevono molto meno farmaci psichiatrici che nei paesi sviluppati, hanno una probabilità di guarigione molto più alta per la diagnosi di schizofrenia.

Concludendo, dato che quasi di regola tutte le persone con disabilità sono viste come "anormali", vorremmo che fosse cambiata la disconcezione di "normalità" e "anormalità" che non è vera ma solo imposta dalla società.

Niente su di noi senza noi.


Intervento di Janet Foner:

Janet Foner è una delle sopravvissute alla psichiatria che è stata presente a parecchi incontri alle Nazioni Unite. Janet è cofondatrice, prima condirettore, ora membro della direzione di SCI Interantional.

Janet ha detto:

"Poiché SCI è una organizzazione internazionale, noi dovremmo essere coinvolti in documenti chiave a livello internazionale. Per troppo lungo tempo i sopravvissuti alla psichiatria sono stati fatti tacere, noi ora dobbiamo tirar fuori la nostra voce e parlare sui documenti che ci riguardano. L'uso dei farmaci psichiatrici è proliferato rapidamente e l'industria farmaceutica si sta attualmente attrezzando per ottenere i massimi profitti dalla globalizzazione diffondendo gli psicofarmaci nelle nazioni in via di sviluppo. Questi farmaci soltanto intorpidiscono, e possono causare una quantità di danni. Sono un cattivo sostituto del supporto emozionale invece necessario per guarire da difficoltà. Questo è uno dei molti argomenti con cui l'Onu potrebbe supportare il nostro movimento e simultaneamente migiorare la salute del mondo"


Articolo pubblicato in Human Rights Tribune di giugno 2003

Mental Health, UN & Human Rights:

Salute mentale, Onu e Diritti dell'uomo:

Attivisti per i diritti dell'uomo nella Rassegna delle Oppurtunità in Salute Mentale all'Onu

di David Oaks

Le organizzazioni di persone che hanno sperimentato violazioni dei diritti dell'uomo nel sistema della salute mentale, hanno spesso lamentato che le loro richieste non sono state accolte dalla più ampia comunità interessata ai diritti. Però ora ci sono segnali che i "sopravvissuti psichiatrici" - come la maggior parte di essi chiama sé stessi - stanno incominciando ad essere riconosciuti ed inclusi.

Una opportunità si è avuta durante la discussione che c'è ora alle Nazioni Unite circa un nuovo ampio documento sui diritti dell'uomo di persone con disabilità. Dal 29 luglio al 9 agosto, una "Ad Hoc Committee" [Sottocommissione] dell'Assemblea Generale Onu ha tenuto un congresso con rappresentanti di Organizzazioni Non Governative (NGO) per incominciare a costruire tale documento, ufficialmente denominato "Documento -convenzione completo integrale per proteggere e promuovere la dignità e i diritti di persone con disabilità"

Come parte di questa costruzione, che si ritiene richiederà alcuni anni, il prossimo incontro della Sottocommissione era stato fissato da giugno 17 a giugno 27, 2003, nel palazzo delle Nazioni Unite di New York.

Celia Brown di New York, presidente di SCI International, è una sopravvissuta psichiatrica e esperta di diritti umani, è stata a capo della delegazione NGO. Dopo aver partecipato, come leader di e insieme a sette sopravvissuti psichiatrici, alla Sottocommissione, ha detto: "E' stato un modo piacevole eccitante e faticoso di incontrare 100 delegati di comunità di disabili impegnati nei diritti dell'uomo."

La Sign.ra Brown ha letto un documento al congresso Onu sull'opinione di SCI, asserente che gli attuali strumenti internazionali per proteggere i diritti dell'uomo in salute mentale "spesso più riflettono la prospettiva paternalistica basata sulla teoria medica che invece la prospettiva di difendere i diritti. Persone diagnosticate con disabilità psichiatriche non debbono essere considerate come aventi perduto la capacità globale di prendere decisioni e debbono essere considerati come agenti autonomi della propria guarigione."

Il sopravvissuto psichiatrico Gàbor Gambos di Budapest, membro della direzione della Rete Europea di Ex-Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria (ENUSP), ha visto questo coinvolgimento alle Nazioni Unite come parte di un proficuo cammino. Il Sig. Gambos, che è stato insignito come "Difensore dei Diritti dell'Uomo" dal progetto Speak Truth to Power [ndt:Grida la Verità al Potere], ha detto: "La potente e legalizzata costrizione contro le persone che hanno avuto diagnosi psichiatriche, rende loro molto difficile - se mai riescono ad averne la possibilità - di poter agire i normali diritti umani. Ma ci sono buone notizie: In Bulgaria le principali organizzazioni dei diritti umani sono state coinvolte in modo significativo nella difesa dei diritti umani di persone con difficoltà intellettive e diagnosi psichiatriche. Il prestigio e la reputazione di Amnesty International ha reso note le terribili violazioni dei diritti umani nelle istituzioni bulgare di salute mentale, rese note a tutto il mondo."

Questa cooperazione può diventare un modello internazionale, facente parte integrale dell'Onu, egli ha detto. "Credo che relazioni permanenti con altri movimenti e organizzazioni di diritti umani siano essenziali. E' ugualmente importante che le organizzazioni dei gruppi di base di sopravvissuti siano gli esperti chiave e chi prende decisioni nel lavoro sui diritti umani."

Karl Bach Jensen (Danimarca) è nello staff della Rete Mondiale di Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria (WNUSP), ha partecipato anche all'incontro preparatorio a Città del Messico per la Convenzione Onu sui disabili. Il Sig. Jensen ritiene che una delle ragioni dell'aumento dell'inclusione dei sopravvissuti psichiatrici nelle convenzioni sui diritti umani è che il loro movimento è maturato. "La nostra fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità è più forte," egli ha detto. "Siamo più rispettati e sostenuti dalle altre organiizzazioni NGO. Negli ultimi anni recenti siamo entrati in molte delle arene di influenza internazionali: nell'Onu, nell'Unione Europea, nel Concilio d'Europa, nella International Disability Alliance e nell'Organizzazione Mondiale della Sanità."

Una organizzazione dei diritti umani che ha appoggiato i sopravvissuti psichiatrici è la Mental Disability Rights International, basata a Washington DC. Eric Rosenthal, suo direttore esecutivo, sostiene" E' essenziale per gli attivisti dei diritti umani di incominciare a parlare con i sopravvissuti psichiatrici per vedere come le violazioni dei diritti umani avvengono e considerare questo compito come parte del nucleo della loro missione."

MDRI ha riscontrato abusi in più di 15 paesi nell' Europa Centrale e dell' Est e nell'America latina. Il Sig. Rosenthal sostiene che "Ragazzi ed adulti con disabilità mentali sono d'abitudine e arbitrariamente detenuti in istituti in tutto il mondo. Fuori dalla vista pubblica, sono sottoposti alle maggiori ed estreme forme di trattamenti inumani e degradanti mai provate da nessun popolo." MDRI ha documentato abusi di medicazioni psicotropiche minaccianti la vita, e un ampio uso dell'elettrochoc nonostante gli espressi desideri contrari dei soggetti. In Ungheria, MDRI ha trovato persone chiuse in prigioni.

Il Sig. Rosenthal ha sottolineato che "Le Regole Standard Unu per le Uguali Opportunità di Persone Disabili richiedono che insegnamenti specializzati ed aiuti siano resi disponibili in modo che tutti i programmi delle Agenzie Onu siano resi accessibili alle persone con disabilità mentali. Le Nazioni Unite richiedono che siano messi a disposizione fondi appositi a tale scopo."

Molti dei leaders NGO che lavorano al trattato per i disabili hanno dichiarato che questa è un'opportunità per tutte le persone disabili. Janet E. Lord, direttore della consiglio della difesa legale Rete di Sopravvissuti Landmine, ha detto, "Le persone con disabilità sono di fatto state escluse dell'esercizio dei principali diritti umani. Lo sforzo da compiere ora è di porre nettamente i diritti dei disabili nell'agenda dei diritti umani internazionali."

Il coinvolgimento rafforzerà i gruppi di disabili, ha detto Sig. Lord. "Un processo aperto ma coinvolgente in cui persone con disabilità e loro sostenitori partecipino nello sviluppo di un forte e funzionante trattato, rafforzerà le capacità di tutti i partecipanti. E' essenziale assicurarsi che siano presenti sia rappresentanti di paesi sviluppati che di paesi in via di sviluppo, oltreché i settori più marginalizzati di disabili."

La storia di convenzioni Onu importanti è tappezzata dalle macerie di trattati che sono stati bloccati da alcuni paesi, come in particolare dagli Usa. Il Sig. Lord ha sottolineato che potrà essere necessario un ampio coinvolgimento per far passare questo trattato: "Gli attivisti della disabilità debbono far pressione sui loro governi in tutto il mondo per assicurare che si giunga ad un risultato definitivo e con il concorso di tutti."

Jeff Rosen è il direttore dell' USA National Concil on Disability. Egli ritiene che un trattato, una convenzione, Onu, possa aiutare a risollevare tutto il movimento dei diritti umani, specialmente i settori che sono stati trascurati: "La potenzialità va oltre gli aspetti legali. Convenzioni sui diritti umani possono servire come catalizzatore per risvegliare persone - e spesso intere società - da attitudini e da pratiche discriminatorie, di cui si può non essere altrimenti coscienti. Convenzioni possono anche ispirare e potenziare gruppi di difesa nella comunità implicata, aiutando a rafforzare e globalizzare l'intero movimento."

Comunque vada a finire il trattato Onu sulla disabilità, sicuramente l'inizio del procedimento ha prodotto almeno una vittoria: Rompere il silenzio su un ampio e finora trascurato gruppo di attivisti dei diritti umani, i sopravvissuti alla psichiatria.

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Support Coalition International News


PSYCHIATRIC SURVIVORS SPEAK OUT INSIDE UNITED NATIONS DURING TWO WEEKS OF MEETINGS

Two weeks of meetings just finished today inside the United Nations in New York City about creating a major human rights treaty regarding disability.

Psychiatric survivors from Support Coalition International and World Network of Users and Survivors of Psychiatry attended the meetings, and raised issues about human rights in the mental health system.

Support Coalition International has accreditation from the United Nations as a Non Governmental Organization (NGO) with Consultative Roster Status. Celia Brown, President of Support Coalition International, led the delegation and said, "It's very important to have a voice supporting human rights for people in the psychiatric system, all over the world. I am very hopeful."

Delegates with credentials to represent Support Coalition International and attend the Ad Hoc Committee Meeting on the International Disability Convention on Human Rights and Dignity for People with Disabilities from 16 to 27 June 2003 were (though not all were able to attend):

CELIA BROWN, JUDI CHAMBERLIN, NEIL COVATTA, JANET FONER, MYRA KOVARY, KATE MILLETT, DARBY PENNEY, LAURA PRESCOTT, ERIC RISS, PHD, JAMES RYE.

Support Coalition activists who attended UN meetings reported that they were able to speak out and network with many key allies in the international disability and human rights communities. This was the second of two meetings attended by SCI delegates. The whole process itself is expected to take several years.

BELOW you will find:

  1. a statement read and distributed in the United Nations by Support Coalition International delegates.
  2. a quote from Janet Foner, one of the SCI delegates, and
  3. an article by David Oaks from the June 2003 issue of _Human Rights Tribune_ about psychiatric survivors, the UN and the international human rights community.

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Support Coalition International Submission About the United Nations Disability Convention

Support Coalition International unites 100 sponsoring groups in 11 countries in a coalition for humane alternatives and human rights in psychiatry. We are an independently funded organization that is led by psychiatric survivors and includes mental health workers, family members, and the general public. We are an NGO with consultative status to the UN.

We appreciate the work of the World Network of Users and Survivors of Psychiatry (WNUSP) and agree with the proposals in their submission to the Ad Hoc Committee on a comprehensive and international convention to promote and protect the rights and dignity of persons with disabilities. We agree with and support the other disability NGO submissions, since they were all excellent & said important things that SCI agrees with.

We are proposing that the following psychiatric disability issues be considered by the Ad Hoc Committtee.

These issues are, or may become, relevant to all persons with disabilities. We share with all disabled people a milieu of discrimination and stigma. But some of our issues are unique because mental illness is a legal category, real or imagined, but still legal.

We have to face institutionalization against our will, forced drugging, forced electroshock, seclusion & restraints and lobotomy. The humiliation and traumatic effect from enforced treatments such as the above can be extremely hard on people, making it difficult to heal and recover. We may be permanently physically disabled by these iatrogenic treatments. Iatrogenic treatments, in this case, are those that cause neurological damage, such as tardive dyskinesia.

We advocate:

  1. The creation of viable alternatives that people would voluntaryily choose, such as caring mutual support or safe houses.
  2. Self-determination.
  3. The right to make informed choices about our lives and services.
  4. All other alternatives be used instead of psychiatric drugs as the first line of treatment.
  5. *That people have access to services without having to become impoverished in order to receive them.

*World Health Organization studies of developing countries report that people in those countries, who are given far fewer psychiatric drugs than those in developed countries, have a much higher rate of recovery from a diagnosis of schizophrenia.

In conclusion, because currently all persons with disabilities are seen as "abnormal," we want to change the misconceptions of "normality" and "abnormality" that are falsely imposed on everyone by society. These misconceptions perpetuate inequalities. Everyone must become acceptable.

Nothing about us without us.

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Statement by Janet Foner:

Janet Foner was one of the psychiatric survivors who attended several of the UN meetings. Janet is co-founder, former co-director, and current member of Board of Directors of Support Coalition International.

Janet said:

"Since SCI is an international organization, we need to be involved in key issues on an international level. For too long psychiatric survivors have been silenced, and we are now finding our voices and speaking up about issues that affect us. The use of psychiatric drugs is proliferating rapidly and the drug industry is currently attempting to make even bigger profits by globalizing the use of drugs to developing nations. These drugs merely numb people, and may cause a lot of damage. They are poor substitutes for the emotional support needed to actually heal from difficulties. This is just one of the many issues about which the UN could be supportive to our movement and simultaneously advance world health."

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Article published in Human Rights Tribune June 2003

Mental Health, UN & Human Rights:

Activists for Human Rights in Mental Health See Opportunities in United Nations

by David Oaks

Organizations of people who have experienced human rights violations in the mental health system have often complained that their issues are neglected by the larger human rights community. However, there are signs that "psychiatric survivors" -- as many call themselves -- are beginning to be recognized and included.

One opportunity is during discussions that are underway in the United Nations about a major treaty on the human rights of people with disabilities. From July 29 to August 9, 2002, an "Ad Hoc Committee" of the UN General Assembly held meetings with representatives from Non-Governmental Organizations (NGO's) to begin forming this treaty, officially known as the "Comprehensive and Integral Convention to Protect and Promote the Rights and Dignity of Persons with Disabilities."

As part of a process that is expected to take several years, the next meeting of the Ad Hoc Committee is scheduled to take place from June 16 to 27, 2003 in the United Nations in New York City.

Celia Brown of New York City is President of Support Coalition International, a psychiatric survivor led human rights human rights NGO. After heading up a delegation of seven psychiatric survivors who participated in the first Ad Hoc Meeting, she reported, "It was a wonderful, exciting and exhausting way to meet more than 100 delegates from the international disability community who are fighting for human rights."

Ms. Brown read a statement in the UN meeting on behalf of SCI that said existing international instruments to protect human rights in mental health "often reflect a paternalistic medical-model perspective rather than a rights-based perspective. People diagnosed as having psychiatric disabilities should not be considered as having lost the global capacity for decision-making and should be supported as autonomous agents of their own recovery."

Psychiatric survivor Gábor Gombos of Budapest, Chair of the European Network of Users, Ex-Users and Survivors of Psychiatry, sees this involvement in the United Nations as part of a hopeful pattern. Mr. Gombos, who has been honored by the international project Speak Truth to Power as a Human Rights Defender, said: "The powerful and legalized coercion against people with psychiatric diagnoses makes it very difficult -- if possible at all -- for them to exercise fundamental human rights. But there is good news: In Bulgaria, mainstream human rights organizations have been meaningfully involved in the human rights defense of people with psychiatric labels or with intellectual difficulties. The prestige and reputation of Amnesty International made the terrible human rights violation in Bulgarian mental institutions known around the globe."

This cooperation can be a model internationally, including at the UN, he said. "I do believe that relationships with other human rights movements and organizations are essential. It is equally important that grassroots survivor organisations be the key experts and decision makers in that human rights work."

Karl Bach Jensen of Denmark is on the board of the World Network of Users & Survivors of Psychiatry, and participated in a pre-planning meeting in Mexico on the UN disability convention. Mr. Jensen feels that one reason for the increased inclusion is that the psychiatric survivors human rights movement is maturing. "Our self-confidence and capability are stronger," he said. "We're more respected and supported by NGO's. In the last few years we have entered some of the influential international arenas: Different bodies within the UN, the European Union, the Council of Europe, the International Disability Alliance and the World Health Organization."

One human rights organization that has followed the lead of psychiatric survivors is Mental Disability Rights International, based in Washington, D.C. Eric Rosenthal, Executive Director, said "It is essential for human right activists to start talking with psychiatric survivors to find out about how these human rights violations are taking place and to see this work as part of their core mission."

MDRI has investigated abuses in more than 15 countries in Central and Eastern Europe and Latin America. Mr. Rosenthal said that, "Children and adults with mental disabilities are routinely and arbitrarily detained in institutions around the world. Out of public view, they are subject to the most extreme forms of inhuman and degrading treatment experienced by any population." MDRI has documented life-threatening misuse of psychotropic medications, and widespread use of electroshock (electroconvulsive therapy) against the expressed wishes of the subject. In Hungary, MDRI found people locked in cages.

Mr. Rosenthal noted, "UN Standard Rules on Equalization of Opportunities for People with Disabilities require that specialized training and support should be available to ensure that all programs of United Nations Agencies are accessible to people with mental disabilities. The United Nations needs to earmark funds specifically for this purpose."

A number of the leaders of NGO's working for the UN disability treaty see this as an opportunity for all people with disabilities. Janet E. Lord, Director of Advocacy and Legal Counsel for Landmine Survivors Network, said, "People with disabilities have been effectively excluded from mainstream human rights practice. The current effort places disability rights squarely on the international human rights agenda."

Involvement can strengthen disability groups, said Ms. Lord. "An open and inclusive process in which people with disabilities and their allies participate in developing a strong and effective treaty will build the capacities of all those involved. It is essential to ensure that representatives form both developed and developing countries are present, in addition to the most marginalized sectors of the disability community."

The history of major UN conventions is littered with treaties that have been blocked by countries, such as the USA. Ms. Lord pointed out that widespread involvement will be necessary for passing the treaty: "Disability activists must exert pressure on their governments around the world to secure a definitive commitment to proceed with drafting a convention and to ensure positive support of an open, inclusive process."

Jeff Rosen is Policy Director of the USA's National Council on Disability. He believes that a UN treaty can help lift the entire human rights movement, especially those who have been ignored: "The potential goes far beyond its legal ramifications. Human rights treaties can serve as a catalyst to awaken people -- and sometimes whole societies -- to discriminatory attitudes and practices they might not even be aware of. Treaties can also inspire and empower advocacy groups from the community concerned, helping to strengthen and globalize their movement."

Whatever the final outcome of the UN disability treaty, the initial process itself has indeed already produced at least one victory: Breaking the silence about a large and neglected group of human rights activists, psychiatric survivors.

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