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(definizioni :) (intendendo per teoria medica, o di competenza dei medici, l'ipotesi che la pazzia sia una malattia del corpo, precisamente del cervello. Sottolineamo che, nonostante i mezzi dell'ultramedicina di fine secolo, non si è ancora localizzata alcuna zona del cervello deteriorata anzi è ormai certo che non ci sia, neppure si è trovata alcuna concentrazione di liquidi organici (i tantoconclamati neurotrasmettitori, l'ultima teoria anch'essa caduta) diversa dal normale. Si continua da parte di quasi tutti gli psichiatri ciononostante a dare per prossimo se non per certo, con una sicumera degna del massimo politico o truffatore, che qualcosa la ricerca sta per trovare o si troverà senz'altro di danneggiato o diverso - già anno 1999 ancora niente - [vedi "La pazzia non è una malattia medica"]; si sostiene che comunque essendoci, dicono loro, un 'disagio grave' , si è per ciò stesso autorizzati ad intervenire con mezzi medici forti. Lo stato i "benpensanti" e gran parte dei familiari genitori, tutti abbagliati dai buoni risultati della Medicina negli altri campi nonché ben pronti a scaricare la rogna di averci attorno, sostengono di fatto tale teoria di 'malattia "medica"' per gli impazzimenti e quindi la millantata competenza degli psichiatri).
Le teorie alternative non ritengono che la pazzia sia una malattia organica di organi deteriorati, quindi tutte la non competenza dei medici-psichiatri e l'abuso se non il danno dei loro metodi (psicofarmaci neurolettici). Alcune mettono in dubbio che sia affatto malattia ritenendo la pazzia soltanto una divergenza inconciliabile di opinioni o una "diversità" dello stesso tipo per cui ad es. si ritengono "diversi" gli omosessuali. Altre in teoria o soltanto di fatto agiscono come trovarsi di fronte un disagio ma puramente psicologico, anche con concomitante disagio sociale (società o cultura o famiglia pure loro "malate"). Altre ancora mettono del tutto in dubbio che la pazzia esista.
UN PO' DI STORIA RECENTE
Idee e teorie sulla pazzia alternative a quella medica erano già state avanzate negli anni '60 (T.Szasz) e '70 (R.D.Laing, D.Cooper).
Negli stessi anni il sistema dei manicomi era in tutto il mondo messo in discussione e rapidamente abbandonato anche dalla Psichiatria più o meno tradizionale.
Subito dopo, dal circa '75 fino ai primi anni 90, le teorie non-mediche sono state messe decisamente in sordina dalla Psichiatria tradizionale in recupero. Psichiatria tradizionale quasi trionfante grazie alla comodità delle dosi massicce di psicofarmaci distribuite a piene mani, dalle ipotesi che si stava per scoprire, già c'erano primi indizi affermavano gli psichiatri, le cause autentiche della pazzia - i neurotrasmettitori a concentrazione abnorme dicevano - : I "pazzi" erano resi buoni dagli psicofarmaci neurolettici ed una teoria medica comprovante il tutto sembrava a portata di mano ! Inoltre l'aver finalmente chiusi i manicomi e il gestire i nuovi reparti psichiatrici ospedalieri o i nuovi centri d'igiene mentale territoriali, spazi spesso tirati a lucido, aveva ridato uno status di efficienza e prestigio agli psichiatri.
Ma non erano tutte rose :
Già sul finire degli anni 80 i medici erano oramai a conoscenza, conoscenza non più nascondibile nemmeno nei congressi medico-psichiatrici nelle località amene o termali lautamente sponsorizzati dalle cause farmaceutiche produttrici degli stessi psicofarmaci, dei pessimi effetti a lungo termine dei suddetti psicofarmaci neurolettici: Pesanti effetti 'collaterali' permanenti sul corpo, riduzione concreta dell'efficienza mentale, nessuna guarigione effettuata, solo remissione - ed aleatoria - dei 'sintomi', assuefazione con pesante 'sindrome di astinenza' se smessi. Conoscenza che ha portato ad un accrescersi continuo della sfiducia negli psicofarmaci da parte delle stesse gerarchie mediche. Tanto più che simultaneamente le prove sperimentali della teoria dei neurotrasmettitori risultavano negative alle misure finalmente potenti (tecnica PET tomografia positronica 1991-96 e seg.). La Psichiatria si trova perciò in questo fine di secolo alle corde su entrambi i fronti dei mezzi e della teoria. Però ovviamente, gli interessi in gioco sono potentissimi, tenta di riaggiustarsi con psicofarmaci di nuovo tipo (*) e cercare altri neurotrasmettitori o altre teorie responsabili della pazzia - niente di concreto finora anno 2000 - .
In questa successione di avvenimenti della pazzia e dintorni, le teorie antipsichiatriche, o non-psichiatriche, prima appunto silenziate dalla Psichiatria farmaceutica e ospedaliera trionfante, stanno in questi ultimissimi anni riprendendo quota. Esse, rifacendosi agli antesignani, prospettano alternative alla Psichiatria medica: alternative di tipo culturale e metodologico sulla scia di Laing, culturale etico-politico seguaci di Cooper), culturale etico legale (Szasz e suoi allievi).
Simultaneamente c'è in più una sempre più consistente messa in stato d'accusa della Psichiatria per la sua mancanza di solidità scientifica e una sempre più puntuale denuncia della pericolosità degli psicofarmaci, cioè una critica da un punto di vista scientifico-medico, critica in cui la Fondazione Breggin è antesignana.
Così la Psichiatria è messa sotto accusa su parecchi fronti : ultimamente su un palcoscenico mondiale, dal 'Tribunale Foucault' riunitosi a Berlino nella primavera-estate del 1998 e agglomerante alcuni dei suddetti diversi filoni antipsichiatrici, con Thomas Szasz accusatore di spicco: il calpestamento dei diritti civili da parte delle leggi vigenti e degli psichiatri nonché gli effetti deleteri permanenti degli psicofarmaci sono stati sbandierati al mondo da quello scranno in un centinaio di lingue (e continuano ad esserlo dal sito web permanente).
Si sta simultaneamente consolidando negli ultimissimi anni sul panorama mondiale come forza aggiuntiva dirompente antipsichiatrica il movimento dei sopravvissuti e degli ex pazienti della psichiatria (vedi editoriale e pagina dei links).
TEORIE (E QUALCHE RAFFRONTO DI RISULTATI DA ESSE CONSEGUITI)
Rimandiamo ai testi principali degli autori elencati. Per i completamente digiuni aggiungiamo qualche nota :
T.Szasz - Testo principale "Il mito della malattia mentale" . Sia in questo e ancor più chiaramente nei numerosi libri e pubblicazioni successive, Szasz giudica che non ci sono basi scientifiche per sostenere la teoria medica cioè danni biologici (e biochimici). Oltre a questo Szasz non trova nemmeno che ci siano appigli per giudicare pazzo qualcuno. Un suo allievo J.A.Schaler esplicitamente sostiene la continuità, la sostanziale non differenza tra normali immagini mentali e visioni nonché tra soliloquio e "allucinazioni acustiche", negando così il cavallo di battaglia principale degli psichiatri di allucinazioni = segni di malattia. Comunque l'opera di Szasz è culturalmente agguerrita e profonda, anche in una critica-revisione a Freud. Puntuale poi il suo impegno teorico e di presenza nel campo dei diritti civili dei pazzi contro il sistema giuridico attuale. Szasz (psichiatra di professione oltre che docente universitario) ha un rapporto di tipo metodo circa freudiano con i suoi "pazienti" tutti soltanto volontari. (Non abbiamo dati sui risultati di Szasz personalmente come terapeuta, ma l'importanza della teoria dovrebbe contare anche i risultati di tutti i suoi seguaci come terapeuti od autoterapeuti).
R.D. Laing - Più che con i libri (L'io diviso, La politica dell'esperienza, .. ) Laing è stato importante per la sua molto più comune sessantottesca che clinica a Tavistock, in cui appunto il rapporto relazione medico-paziente è stato abolito o tentato di abolire completamente, in un tutti pari se non addirittura "forse i pazzi ne sanno più di noi sul mondo". In ogni caso con Laing il "pazzo" è sempre qualcuno anche durante la pazzia, anzi la pazzia gli dà carattere, non una pezza da piedi da rimettere in sesto.
D.Cooper - (Grammatica del vivere, La morte della famiglia, ..)Cooper ha spinto ancor più la polemica antitradizione anticulturatradizionale di Laing fin sui campi della politica e dei costumi borghesi e piccoloborghesi - il sessantotto furoreggiava -.
Oltre a questi classici dell'antipsichiatria (Szasz non accetta tale dizione) sono secondo noi importanti anche degli psichiatri antecedenti che pur senza grandi teorizzazioni, hanno praticato una psichiatria (non farmaceutica) secondo noi alternativa e d'avanguardia, tirando fuori parecchi di noi dalla morsa della pazzia. Sono H.S. Sullivan e Frieda From Reichmann. Entrambi hanno il rispetto dell'altro come punto fermo base.
Italiani :
Giorgio Antonucci : Già collaboratore di F.Basaglia (lo psichiatra che ha cominciato ad aprire i manicomi in Italia), è stato in seguito per lui impossibile lavorare come psichiatra in reparti chiusi e coercitivi, proprio per il suo rispetto di fondo per qualsiasi altro. Di fatto - anche suscitando invidie e ripicche - ha aperto tutti i reparti in cui è stato direttore - gli davano i peggiori - e i più ritenuti terribili pazzi si rivelavano persone come le altre, quasi tutte uscite fuori poi libere. Più che un teorico è secondo noi uno psicoterapeuta: la sua opera testimonia che la pazzia non è una malattia di un organo interno, altrimenti il suo essere spontaneamente amico dei reclusi non avrebbe funzionato.
Giuseppe Bucalo : Un po sulla scia di Cooper, alterna ad impegni di denuncia e lotta antipsichiatrica - citiamo l'ottimo "Malati di Niente" 'manuale minimo di sopravvivenza psichiatrica' per gruppi di difesa contro gli abusi psichiatrici, momenti di analisi e studio tra cui il recente "Sentire le Voci" che affronta un tema senz'altro necessario, del tutto trascurato dalla pubblicistica italiana e non solo.
Aggiungiamo tra gli italiani un teorico fuoricampo, un etnologo famoso come tale, Ernesto De Martino, che secondo noi ha tuttavia messo in piedi già nei lontani anni 50 una teoria molto mordente per molti di noi pazzi, quelli che a torto o a ragione si convincono dell'esistenza di una realtà magica. Secondo De Martino (Il Mondo Magico, parte II) una crisi esistenziale profonda immette in un mondo di realtà magica: se la cultura circostante supporta delle estese convinzioni di tipo magico, la crisi esistenziale non fa altro che iniziare a ruoli di prestigio compatibili con tale cultura, quali indovino o sciamano ad es. in popolazioni siberiane d'inizio 1900. Secondo De Martino in quel mondo la realtà magica esiste effettivamente almeno nel senso che ad es. una convinzione di essere colpito da malocchio effettivamente agisce, anche colpisce ed uccide; chi cammina sulle pietre roventi non si brucia e simili. Quei tali noi convinti di realtà magica sono, più che malati, fuori tempo e/o fuoriluogo, perché la cultura personale autocostruita e quella circostante non sono compatibili.
RITORNI SPONTANEI ( o "guarigioni spontanee") NEL MONDO, MOLTO PIU' NUMEROSI DEL RITENUTO
Una delle cose più curiose sulla pazzia scoperte negli ultimi anni è che andando a fare i conti di chi è 'guarito' e chi no, il numero dei 'guariti' risulta molto più alto di quanto sia gli psichiatri che gli antipsichiatri si sarebbero aspettati dai loro conti; cioè i 'guariti da loro', invero pochissimi, erano molti di meno di quanto è invece stato constatato essere realmente avvenuto. (Intendendo per 'guarito' chi fa un'attività piena e non ha "ricadute" - né prende psicofarmaci). Quindi le 'guarigioni spontanee' sono il grosso delle guarigioni. Il dato totale per gli "schizofrenici" di guarigioni stabili è circa il 30-35 % degli impazziti nei paesi "progrediti", ben il 50% nel terzo e quarto mondo. E questo non solo negli ultimi anni ma ad es. anche all'inizio del secolo ! L'affermazione molto frequente degli psichiatri vecchio stile e non solo d'essere la pazzia e in particolare la schizofrenia, una malattia senza ritorno, si rivela un'altra delle loro bufale madornali !
Quindi per chi fosse stato impaurito e scoraggiato dalla ritenuta - dagli psichiatri - 'inguaribilita' della pazzia faccia fico e adotti la norma : AIUTATI CHE DIO T'AIUTA ! ! !
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Note: (*) Da misure recentissime però risulta che un effetto sicuro di questi nuovi psicofarmaci è modificare ingrossare una certa zona del cervello, un pò meglio dei vecchi psicofarmaci che producevano l'ingrossamento sia di quella zona che un'altra in più : aree che senza gli psicofarmaci noi avevamo belle e sane identica ai 'normali' ! vedi notizia in altra parte del sito.