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Sommario dell'accusa al Tribunale Russell sui Diritti Umani in Psichiatria

Sommario dell'accusa al Tribunale Russell

sui Diritti Umani in Psichiatria

Free University di Berlino - giugno/luglio 2001

Contenzioso :

  1. La malattia mentale è una invenzione psichiatrica-legale. Se il termine è riferito a disfunzioni del cervello, allora lo status legale e le cure mediche dovrebbero essere conformi allo status e alle cure degli altri pazienti con disfunzioni del sistema nervoso centrale; gli specialisti delle cure adeguate dovrebbero essere i "neurologhi."
  2. La pratica psichiatrica si basa sui due pilastri della presa in carico forzata (civil commitment = ora in Italia /legge 180/ = trattamento sanitario obbligatorio) e del proibire /difendere da/ la follia. Nessuno di questi due tipi d'intervento serve i veri interessi dei pazienti. Entrambi gli interventi servono gli interessi degli avversari dei pazienti e/o della famiglia o della società.
  3. L'invenzione della malattia mentale genera inesorabilmente il suo corollario, l'invenzione dei trattamenti psichiatrici. Accoppiata alla coercizione (civil committment), la concezione di trattamento psichiatrico diventa così una vera arma, nelle mani della famiglia o dello stato, per controllare, punire, distruggere individui indesiderati, per mezzo di coloro che controllano il vocabolario dei termini psichiatrici, in particolare chi detiene potere politico. Ma il trattamento della malattia essendo una invenzione, una tale condotta va riconosciuta come tortura.
  4. L'articolo 18 della Dichiarazione dei Diritti Umani dell'ONU, garantisce il diritto della libertà di pensiero e chiunque. Questa garanzia non è ristretta a pensieri giudicati sani dallo stato, né limitata a che le persone debbano provare di non soffrire di "malattia mentale." I principi e le pratiche di base della psichiatria costituiscono una massiccia, attuale violazione di questo articolo della dichiarazione ONU dei Diritti Umani.
  5. Il ruolo degli psichiatri come periti giudicanti ed operatori medici nella Germania nazista, il loro ruolo quali periti medici giudicanti, operatori carcerari, torturatori nella Unione Sovietica, nella Cina Comunista, nei così-detti paesi democratici, illustra l'inesorabile conseguenza dei principi e pratiche psichiatriche correntemente accettati.


Imputazione:

La psichiatria sostiene che ci sono basi scientifiche per trattare come una malattia medica quelle condotte che sono giudicate anormali dagli psichiatri; e di "diagnosticare" e "trattare" persone in tal modo identificate, senza il loro consenso e contro il loro espresso desiderio. Di conseguenza noi incolpiamo gli psichiatri sia come persone che come medici, dei seguenti crimini contro l'umanità:

La psichiatria

  1. rende la professione psichiatrica l'arbitro finale della normalità, convertendo giudizi sulla normalità sociale in giudizi pseudo-medici che gli psichiatri sono i soli qualificati ad emettere;
  2. creano uno status presupposto chiamato "malattia mentale" che può essere ascritto a malvolenti, a negligenti, o per ragioni paternalistiche; però, poiché non ci sono marcatori fisici per gli esami diagnostici, le così-dette "diagnosi" non possono essere smentite dagli accusati; così la psichiatria  crea uno status di umanità sottomessa, identificata come "malati mentali" , all'umanità legittimata sana;
  3. disumanizza e deligittimizza individui caratterizzati come "malati mentali", attribuendo loro non-responsabilità per i loro atti illegali o immorali;
  4. distorce il concetto di responsabilità individuale, privando alcune persone accusate di crimini perfino delle protezioni che ci sono nei processi penali, sostituendo ad esso processo un esame inquisitorio della loro "salute mentale," mirato a definirli malati mentali;
  5. dà supporto alla carcerazione psichiatrica di quelli trovati mentalmente irresponsabili di un crimine, una disposizione spesso più dura e lunga delle pene che sarebbero comminate a trovati colpevoli comuni;
  6. incoraggia la detenzione preventiva forgiando una ampia rete di future pericolosità sotto forma di diagnosi di malattia mentale, con il pretesto che è un metodo efficace a prevenire che alcune persone facciano danni;
  7. stigmatizza quelli identificati come malati mentali, fornendo così l'opportunità a chi volesse discreditare le loro vedute politiche, negare lavoro, mistrattarle in altre maniere, di farlo;
  8. impone interventi forzati, eufemizzati come "trattamenti," su coloro identificati come malati mentali, nonostante il loro rifiutare tali trattamenti, incoraggia la somministrazione di psicofarmaci a persone non incarcerate mediante il cosiddetto status di "paziente esterno", per rinforzare il punto di vista psichiatrico che il loro (s)comportamento sia una malattia e renderli più docili;
  9. dà supporto, mediante la diagnosi di malattia mentale, ad un meccanismo legale di tutela imposta, espropriando così il diritto di possesso di beni ad alcune persone così diagnosticate.


E' stata una conseguenza diretta di queste premesse che gli psichiatri hanno iniziato lo sterminio di "indesiderabili" in Germania negli anni 30. Questi stessi  principi e pratiche psichiatriche hanno aiutato l'Unione Sovietica e ora aiutano il governo Comunista Cinese a contrabbandare come trattamento medico, un sistema di incarcerazione, tortura, screditamento, di dissidenti. Questi stessi principi e pratiche psichiatriche hanno incoraggiato e continuano ad incoraggiare negli Stati Uniti ed in molte altre nazioni , il togliere i diritti umani.
Per queste atrocità, passate e presenti, domandiamo che gli psichiatri riconoscano la loro responsabilità collettive ed individuali e facciano passi immediati per porre fine al supporto professionale e di partecipazione personale ad essi.

24/2/2001 Thomas Szasz e George Alexander


A summary of the Accusation of the Russell Tribunal
on Human Rights in Psychiatry
at the Free University of Berlin - June/July, 2001

Contentions:

1. Mental illness is a legal-psychiatric fiction. If the term refers to brain diseases, then the patients' legal status and medical care ought to conform to the status and care of other patients with diseases of the central nervous system; and the specialists caring for them ought to be (be called) "neurologists."
2. Psychiatric practices rest on the twin pillars of civil commitment and the insanity defense. Neither intervention serves the best interests of the patient. Both interventions serve the interests of the patient's adversaries and/or of the family or society.
3. The fiction of mental illness inexorably generates its corollary, the fiction of psychiatric treatment. Combined with coercion (civil commitment), the concept of psychiatric treatment thus becomes a ready weapon, in the hands of the family or the state, for controlling, punishing, and destroying individuals unwanted by those in control of the psychiatric vocabulary, especially those in political authority. But for the fiction of treatment of illness, such conduct would be recognized as torture.
4. Article 18 of the UN Declaration of Human Rights guarantees the right to freedom of thought to everyone. This guarantee is not restricted to thoughts deemed by the state to be sane and not contingent on the person's having to prove he is not suffering from "mental illness." Psychiatry's basic principles and practices constitute a massive, ongoing violation of this Article of the UN Declaration of Human Rights.
5. The role of psychiatrists as medical judges and executioners in Nazi Germany, and their role as medical judges, jailers, and torturers in the Soviet Union, Communist China, and so-called democratic countries illustrate the inexorable consequences of currently accepted psychiatric principles and practices.

Charge:

Psychiatry claims that there is a scientific basis for treating conduct, deemed abnormal by psychiatrists, as a medical illness; and to "diagnose" and "treat" persons so identified without their consent and against their express wishes. Accordingly, we charge psychiatry as a profession, and psychiatrists as persons and physicians, with the following outrages against humanity:

Psychiatry,
a) makes the psychiatric profession the final arbiter of normalcy, converting societal normative judgments into pseudo-medical ones that psychiatrists are uniquely qualified to impose;
b) creates the status condition called "mental illness" that can be ascribed for malevolent, negligent, or paternalistic reasons; moreover, since there are no physical markers to examine, the so-called "diagnosis" cannot be disproved by those accused; psychiatry thus creates a status of human subservience to those legitimized with identifying who is mentally ill;
c) dehumanizes and delegimizes individuals characterized as "mentally ill," by attributing to them non-responsibility for their illegal or immoral acts;
d) distorts the concept of individual responsibility, depriving some persons accused of crimes even of the protections of the criminal process, substituting for it an inquisitorial examination of their "mental health," aimed at defining them as mentally ill;
e) supports the psychiatric incarceration of those found mentally irresponsible for crime, a disposition often harsher and longer than punishment for the acts the defendants are accused of having committed;
f) encourages preventive detention by casting a wide net of future dangerousness in the guise of mental health diagnosis, under the pretext that it is an effective method for preventing some persons from doing harm;
g) stigmatizes those identified as mentally ill, providing opportunity to those who would discredit their political views, deny them employment, or mistreat them in other ways;
h) forcibly imposes interventions, euphemized as "treatments," on those identified as mentally ill, despite their refusal to be treated, and encourages drugging persons not incarcerated in so called "out patient" status, to re-inforce the psychiatric view that their (mis)behavior is an illness and to make them more docile;
i) supports, through the diagnosis of mental illness, the legal mechanism of imposed guardianship, thus expropriating the property of some persons so diagnosed. As a direct result of these premises, psychiatrists initiated the extermination of "undesirables" in Germany in the 1930s. Psychiatric principles and practices helped the Soviet Union, and now help the Chinese Communist government, hide, as medical treatment, a system of incarcerating, torturing, and discrediting dissidents. The same psychiatric principles and practices have encouraged, and continue to encourage the deprivation of human rights in the United States and many other countries.

For these atrocities, past and ongoing, we demand that psychiatrists acknowledge their collective and individual responsibility and take immediate steps to end the profession's support of and participation in them.

24/2/2001 Thomas Szasz and George Alexander