Come scegliere un personal trainer

Come scegliere un Personal Trainer

Affidare la propria preparazione fisica a qualcuno è una scelta da ponderare accuratamente, perché da un buon personal trainer dipende moltissimo, dai risultati alla quantità di fatica necessaria per ottenerli.

Un professionista di settore è una scelta quasi obbligata, perché optare per personaggi dubbi, o peggio ancora per i praticoni che girano per le palestre, può costarci davvero caro, e portarci ad una esperienza frustrante.

Un personal trainer serio è un professionista laureato in scienze motorie o certificato con un corso riconosciuto dal CONI, e munito di partita IVA, requisiti indispensabili per tutelare gli allievi sia dal punto di vista tecnico che fiscale.

Nonostante questi aspetti possano sembrare scontati, in molte palestre e nel settore del fitness in generale ancora gravitano personaggi senza titolo e inquadramento fiscale, che promettono mari e monti, risultati professionali e a volte miracoli.

Cerchiamo quindi di capire insieme come scegliere un personal trainer.

Per reperire le informazioni necessarie a scrivere questo articolo abbiamo consultato il sito web di uno dei migliori personal trainer di Roma.

Cercare solo i professionisti

Per quanta esperienza sul campo possa vantare un sedicente personal trainer, il requisito più importante da possedere è sempre il titolo di studio e la qualifica. Come ogni professione moderna che si rispetti, anche quella del PT ha bisogno di due ingredienti: studio e investimento.

La prima cosa da chiedere ad un allenatore è dunque il suo curriculum. Un professionista sarà più che felice di spedirvelo via email o di consegnarvelo a mano.

La seconda cosa da chiedere è il numero di partita IVA. Dopodiché vi basterà usufruire del servizio di verifica partita IVA dell’agenzia delle entrate inserendo il numero di partita IVA ricevuto. Anche in questo caso un professionista non avrà problemi a fornirvi i dati della sua attività.

Se la persona che avete davanti tentenna nel fornire queste informazioni oppure pretende che vi accontentiate delle sue parole, meglio lasciar perdere.

Riconoscere i praticoni

A volte sono difficili da distinguere, ma nella fauna delle palestre spesso si annidano i praticoni, persone che credono che la loro “lunga” esperienza nel settore consenta loro di poter dare indicazioni ad altri.

Spesso la loro esperienza è puramente personale cioè legata a sensazioni derivanti da allenamenti provati sulla propria pelle ma non su quella degli altri. È sbagliato pensare che, se un metodo di allenamento ha funzionato su sé stessi, questo possa essere applicato a tutti e funzionare con chiunque.

Il consiglio è sempre quello di chiedere il curriculum all’allenatore prima di fidarsi e applicare qualsiasi suo consiglio. Seguire i consigli di una persona non titolata potrebbe portare, oltre che alla mancanza di risultati, anche a infortuni o a mal di schiena.

Il personal trainer deve essere uno sportivo

Uno dei compiti del PT è quello di tradurre ciò che ha studiato in qualcosa da spiegare.

Per farlo è indispensabile che egli stesso sia passato attraverso gli allenamenti e gli esercizi che propone.

Li deve aver provati su stesso percependone i risultati e deve saperli adattare alla condizione fisica dei propri clienti.

Non dimentichiamoci che non si diventa personal trainer per lavoro ma per passione. È raro avere a che fare con un allenatore che non abbia un passato o un presente da sportivo o atleta.

Il tempo passato ad allenarsi vale quanto quello passato sui libri.

Non essere generici

Per quanto versatile e competente, un personal trainer, come ogni professionista, col tempo restringe il proprio campo e si specializza in una disciplina specifica.

Ciò che ha studiato all’università, che resta nel suo background, necessariamente contribuisce alla sua professione, ma la passione lo condurrà a diventare sempre più specifico su una determinata attività o disciplina.

In base al tipo di obiettivo o sport che dovrete affrontare, è necessario che scegliate un trainer specializzato. Per essere semplici, un esperto in costruzione della massa muscolare non sarà probabilmente adatto per chi si vuol specializzare nella corsa!

Il trainer deve motivare

Lo sport è faticoso, ha bisogno di tempi lunghi e pazienza. Un trainer questo deve saperlo e mediare con i suoi allievi per fare in modo che gli sforzi fatti non vengano abbandonati a metà. Il compito non è facile, bisogna ammetterlo, ma è fondamentale. Fra coach e allievo si deve creare empatia e fiducia.

Inutile cercare di ottenere un risultato se chi ci allena ci rema contro, o se siamo noi e non voler fare come ci consiglia. Se il coach cerca di buttarci giù, c’è qualcosa che non va, ma non è detto che sia per cattiveria. Potrebbe esserci un problema di incomprensione.

Magari il coach pensa di fare bene, ma con noi non funziona. Basta parlarci un po’ e spiegarsi, senza fare muro. Se è un vero professionista, farà il possibile per venirci incontro e aiutarci a risolvere i problemi, altrimenti è il caso di cambiare coach.