Emicrania con aura o senza: qual’è la differenza?

La cefalea si manifesta generalmente con un tipo di dolore causato da numerosi fattori che ne costituiscono la causa; nella valutazione del dolore da cefalea si distinguono forme primarie e forme secondarie, riferibili, rispettivamente, alla cefalea come sintomo e alla cefalea come malattia. La distinzione si basa sulle caratteristiche della cefalea e del dolore cranio-facciale, sia da un punto di vista clinico che anamnestico, che consentono al medico di base oppure allo specialista, ma anche ai ricercatori, di definire il quadro clinico corrispondente. Un’anamnesi accurata deve tendere a registrare l’andamento nel tempo della cefalea, chiarire se essa sia accompagnata da deficit di tipo neurologico, se il dolore si manifesti più o meno unilateralmente, se siano presenti dei meccanismi caratteristici e specifici che la scatenano. Un attento esame obiettivo, da parte del medico, generalmente consente di escludere che vi siano lesioni di natura organica; in alcuni casi, invece, per formulare una diagnosi è necessario avviare delle indagini strumentali per individuare le cause della cefalea e impostare una terapia.

L’emicrania

L’emicrania è una cefalea primaria e si manifesta con attacchi ricorrenti che variano per durata, intensità e frequenza. In relazione all’intensità e alla frequenza, può arrivare a diventare invalidante e determinare una cattiva qualità della vita. Ci sono due tipi di emicrania: l’emicrania con aura e l’emicrania senza aura; complessivamente, questo disturbo molto comune colpisce il 17% delle donne e il 5% degli uomini; nel 10 – !5% dei casi, si tratta di emicrania senza aura, nell’8% di emicrania con aura. Probabilmente, la maggiore incidenza dell’emicrania nelle donne è da addebitare ad un fattore ormonale.


L’emicrania senza aura

L’emicrania senza aura è un disturbo di tipo idiopatico, ovvero non comporta il danno di alcun organo; è caratterizzata da attacchi ricorrenti, della durata di circa 4–72 ore, a volte anche di più. Il dolore, di tipo pulsante, è solitamente unilaterale e può essere accompagnato da altri disturbi, come nausea e vomito, difficoltà a sopportare la luce (fotofobia), il rumore (fonofobia) e, a volte, anche gli odori (osmofobia). Durante un attacco di emicrania possono essere presenti anche altri sintomi, come brividi di freddo, pallore, mancanza di appetito, irritabilità o umore depresso. L’emicrania ha la tendenza a peggiorare con gli sforzi fisici e il movimento; per questo motivo, chi ne soffre ha bisogno di riposare, magari stando a letto, al buio e nel silenzio più assoluto. Sembra che la causa scatenante possa essere un periodo di stress oppure di riposo, dopo una situazione di stress, la mancanza di sonno, il consumo di determinati alimenti. La crisi di emicrania, nelle donne, è da mettere in relazione con il ciclo mestruale e la situazione ormonale ad esso collegata; infatti, regredisce nel periodo della gravidanza. L’emicrania senza aura compre spesso al mattino, appena svegli; il disturbo si presenta con una frequenza variabile, da un soggetto all’altro: passa da alcuni episodi nell’arco di un anno a manifestarsi quotidianamente, nel caso dell’emicrania cronica; mediamente, è presente da una a quattro volte al mese.


L’emicrania con aura

L’emicrania con aura è un disturbo che si manifesta con minore frequenza. L’aura è un insieme di manifestazioni di tipo visivo, motorio e, a volte, neurologico o psichico, che precedono la crisi di emicrania. La proporzione, in termini numerici, di donne e uomini colpiti da questo disturbo, è la stessa che riguarda l’emicrania in generale: un uomo colpito ogni tre donne. Anche l’emicrania con aura è un disturbo di tipo idiopatico e ricorrente; i sintomi di tipo visivo con cui si presenta sono: la visione di lampi (fotopsia), di scotomi scintillanti (macchioline scure, che hanno intorno delle strisce di luce intermittente), di oggetti deformati, oppure l’emianopsia (oscuramento di una metà del campo visivo); i sintomi di tipo neurologico sono: parestesie (perdita di sensibilità di un braccio o di una gamba) e afasia ( disturbo della parola, che si manifesta quando l’emicrania interessa il lato sinistro). Quando scompaiono i sintomi dell’aura, compare l’emicrania, accompagnata dalle manifestazioni caratteristiche (già nominate e spiegate in precedenza): dolore pulsante unilaterale o bilaterale, nausea e vomito, fotofobia, fonofobia e osmofobia, necessità di riposo in un ambiente silenzioso e buio. Anche nel caso dell’emicrania con aura la durata della crisi è di 4 – 72 ore.


Cause e prevenzione dell’emicrania con aura o senza Le cause dell’emicrania, con aura o senza, non sono del tutto note; tuttavia sembra che siano comuni. Secondo la teoria più recente e accreditata, l’emicrania potrebbe essere innescata dal rapido spasmo dei vasi dell’encefalo a cui seguirebbe una vasodilatazione prolungata; tuttavia, non è stato ancora possibile determinare cosa dia inizio a questo particolare meccanismo. La terapia con farmaci viene impiegata come prevenzione nei soggetti che soffrono di attacchi molto frequenti di emicrania. Esiste la possibilità di ricorrere anche a terapie non farmacologiche, sempre usate a scopo preventivo, come l’agopuntura; i dati dimostrano come l’agopuntura per emicrania abbia un’efficacia praticamente sovrapponibile alle terapie farmacologiche; inoltre, una metanalisi pubblicata recentemente ha consentito di stabilire l’efficacia dell’agopuntura anche nel ridurre la frequenza delle crisi di emicrania. Per ridurre lo stress, l’insonnia e la tensione muscolare, complici dell’emicrania, la medicina cinese suggerisce anche di usare esercizi di rilassamento e tecniche come la Minfulness.